CESVI

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Re: CESVI

Beitragvon mingi17 » 24. Apr 2013 09:16

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Malaria, la guerra di Boni

L'intervista
Malaria, la guerra di Boni
L'attore testimonial del Cesvi contro povertà e pandemie. «Dalla Birmania allo Zimbabwe tra popolazioni che vivono di stenti». «Dobbiamo ritrovare i nostri slanci perduti»

Alessio BoniAlessio Boni
Si può dare di più. Facile a dirsi (o a cantarsi). Alessio Boni lo fa. L'attore di Sarnico, 46 anni, non è un presenzialista. Non ama smodatamente le interviste. Ma parla sempre molto volentieri del suo fertile impegno sociale e civile. Da due anni Boni collabora con il Cesvi, l'organizzazione no profit bergamasca impegnata in tutto il mondo con «progetti di cooperazione e solidarietà, per sconfiggere povertà e pandemie». Boni è un testimonial illustre e felice dell'associazione. Non l'unico; a fargli (buona) compagnia ci sono Cristina Parodi, Lella Costa, Claudio Bisio e tanti altri. «Il progetto del Cesvi è interessante e geniale. Un esempio empirico di come si possa concretamente aiutare gli altri. Mi tocca - dice l'attore con quel suo asciutto entusiasmo, che lo rende appassionatamente credibile -. L'associazione guidata da Giangi Milesi spende l'88,8% delle entrate per i suoi progetti internazionali, il 6,7% per le attività promozionali e solo il 4,5% per i costi di gestione. Praticamente si può affermare senza tema di smentita che se dai un euro al Cesvi, ben 90 centesimi vengono spesi sul campo. Niente male, direi. Io m'impegno al mille per mille in questa cosa. Perché ci credo. Perché mi arricchisce enormemente. Perché è nel mio dna».

Boni ricorda con un lancinante flash perché esperienze come la sua cambino la vita per sempre: «Non m'importa se suonerà retorico. È la pura verità. Qui siamo pronti ad azzannarci per un parcheggio o per una fila al supermercato. Abbiamo perso il senso del limite, della misura, delle proporzioni. Ma quando vedi un bambino che appoggia la testa sulla spalla del medico, chiedi che cos'abbia e ti senti dire: "È morto", beh, ti posso garantire che il tuo approccio all'esistenza cambia per sempre. Noi "occidentali" stiamo andando verso l'implosione. Viviamo una crisi drammatica, che non è soltanto economica. È anche, soprattutto, una crisi di valori. Non ci ascoltiamo più, siamo persi nelle nostre nevrosi, nei nostri egoismi. Non siamo autentici nei rapporti umani. Ognuno di noi forse ha soltanto due o tre veri amici nella vita, il resto è finzione». O fa volume, come diceva Flaiano.

«Recentemente sono stato in Birmania, un Paese afflitto dalla malaria. Una piaga che il mondo intero ricorda, nella giornata di dopodomani, 25 aprile, intitolata alla lotta contro questa malattia. Che fa ancora due milioni di vittime, ogni anno, soprattutto bambini con meno di 5 anni e donne incinte. Nel 2011 ero andato nello Zimbabwe, dove il Cesvi si batte contro l'Aids. Nell'Africa subsahariana 23 milioni di persone convivono con l'Hiv. E pensare che basta un farmaco anti retrovirale per far nascere un bambino sano da una mamma sieropositiva. Tre pastiglie che salvano una vita e costano 0,56 centesimi. Meno di un caffè. Io adesso non voglio fare il bigottone, non salgo in cattedra e non do lezioni a nessuno. Però, mi domando, nel modo più laico e sereno possibile: perché non dobbiamo fare tutti quanti un piccolo, anche piccolissimo, sforzo, per aiutare queste persone? Non ci costa veramente nulla. Non pretendo di cambiare il mondo. Ognuno di noi sarà soltanto una goccia del mare. Ma ogni singola goccia può significare tanto. Significa tanto. Non parlo per sentito dire; se mi esprimo così, è perché ho visto con i miei occhi certe realtà di assoluta disperazione e povertà totale. Questo fa la differenza. Questo ti cambia la vita per sempre».

Un uomo, alla fine, è quello che fa. Concetto che colpisce, espresso com'è da un artista, che di parole vive. E che, con parole e immagini, vuole aiutare il Cesvi e la sua azione. «In entrambi i viaggi ho girato un documentario, assieme a Marcello Prayer e Chiara Magni. L'opera, articolata in due capitoli, s'intitola "Lo sguardo dell'altro". L'idea è quella di testimoniare e raccontare cosa succede dall'altra parte del mondo. E come agisce il Cesvi per aiutare una popolazione che vive di stenti. È il modo migliore, per raccogliere fondi. Perché le persone bisogna convincerle con i fatti. Ecco il senso dei documentari. Mostrare quanto si fa. Le donazioni sono fondamentali per un ente non profit. Nella campagna contro l'Aids abbiamo raccolto 280mila euro. In Myanmar ho vissuto 10 giorni intensissimi. L'obiettivo era di testimoniare come il Cesvi combatta contro la malaria e la malnutrizione; emergenze che qui sono la prima causa di morte».

Il presidente del Cesvi, Milesi, ricorda che qui la malaria ogni anno uccide migliaia e migliaia di bambini e spiega che il programma avviato nello Shan State, in Myanmar, raggiunge oltre 220 mila persone in 1.054 villaggi: 7 team, tutti locali, lavorano assieme a una rete di volontari, per attività di prevenzione, diagnosi e trattamento farmacologico antimalarico. «Il Cesvi - aggiunge Milesi - cerca di portare il maggior numero di zanzariere possibile in questi villaggi di capanne e spiega agli abitanti che devono impregnarle di un determinato insetticida. Dal 2007 ne sono state distribuite 150 mila, con insetticida di lunga durata (dai 3 ai 5 anni); altre 70mila sono state consegnate nel 2012». E Alessio Boni conclude: «Non dimenticherò mai lo sguardo penetrante dei più piccoli. Picasso diceva: "A 4 anni dipingevo come Raffaello, poi ho impiegato una vita per imparare a dipingere come un bambino". Ecco, noi adulti abbiamo questo compito. Veniamo da un rapporto d'amore e dobbiamo ritrovare la nostra innocenza perduta. I nostri slanci perduti. Dobbiamo (re)imparare a vivere come i bambini».

Massimo Laganà23 aprile 2013 | 9:59

http://bergamo.corriere.it/bergamo/noti ... 5771.shtml
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Beitragvon mingi17 » 24. Apr 2013 09:16

Übersetzung
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Re: CESVI

Beitragvon mingi17 » 10. Mai 2013 11:05

http://www.youtube.com/watch?v=S-YDUJCAj6s j

Hier der Film über Myanmar
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Beitragvon mingi17 » 16. Mai 2013 12:47

Bild

Dopo lo Zimbabwe e il Myanmar, ALESSIO BONI in questi giorni si trova in missione con Cesvi in PERU', dove ieri ha incontrato i bimbi della scuola San Josè Obrero a Lima.

Il maestro Medina, aiutato da Cesvi, fa grandi cose per questi bambini, strappandoli alla strada e offrendo loro un luogo protetto dove studiare ed esprimere la loro creativià.

Ecco come hanno accolto Alessio!

Nach Zimbabwe und myanmar ist Alessio Boni dieser Tage in einer Mission mit Cesvi in Peru unterwegs,, wo er gestern die Kinder der Schule San Josè Obrero in Lima traf.
Die Maestro Medina, unterstützt von Cesvi, macht große Dinge für diese Kinder, indem es sie von der Straße holt und ihnen einen geschützten Ort zum Studieren und dem Ausdrücken ihrer Kreativität bietet.
Hier wie sie Alessio begrüßt haben!

http://www.facebook.com/pages/Cesvi-Onl ... 4623725639
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Beitragvon mingi17 » 12. Jun 2013 07:56

lavoro minorile
12/06/2013
Storia di Edwin, maestro di scuola anti-sfruttamento
di Redazione
La Scuola San Josè Obrero di Lima, sostenuta dal Cesvi, è un esempio di come si possano sottrarre i più piccoli da un destino di lavoro precoce
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“Quando arrivi nella scuola San Josè Obrero hai la sensazione di entrare in un’oasi di pace e tranquillità in mezzo all’inferno di Nueva Esperanza. Edwin Medina è una persona eccezionale, con un carisma fuori dal comune e un’energia contagiosa. Guardando la serenità e la gioia dei bambini ti rendi subito conto di come l’impegno di un solo uomo possa cambiare le cose”.

Con queste parole Alessio Boni descrive la Scuola San Josè Obrero di Lima, in Perù, che ha visitato nel mese di maggio con l’ONG Cesvi.

Nato a Nueva Esperanza, uno dei quartieri più poveri di Lima, Edwin Medina scopre fin da piccolo sulla sua pelle il dramma dei bambini lavoratori.

Nueva Esperanza è una città socialmente ed economicamente difficile, in cui molti bambini sono costretti a contribuire all’economia familiare, lavorando di notte e di giorno e diventando spesso oggetto di violenze e abusi sessuali.

In questo clima, ai bambini viene negato il diritto all’istruzione. Talvolta sono gli stessi insegnanti a rifiutare gli alunni più disagiati perché ritardatari o svogliati durante la lezione.

Ormai grande, nel 2004, Edwin decide di aiutare i bambini del suo quartiere creando un’associazione che con attività ludico-ricreative li allontana dalla strada. Nel 2007, questo metodo pedagogico porta alla creazione di una piccola scuola, riconosciuta poi dal Ministero dell’Educazione come scuola pubblica materna ed elementare.

Qui i bambini, oltre ad accedere all’istruzione di base e a laboratori creativi, di cucina e di riciclaggio, ritrovano la concentrazione e la consapevolezza di se stessi, riacquistando gradualmente fiducia e autostima.

Oggi la scuola di San Josè Obrero, coinvolgendo 150 famiglie, 12 insegnanti e molti volontari, offre un’istruzione di qualità a più di 400 bambini, tra i 4 e i 10 anni, molti dei quali sono piccoli lavoratori.

In ogni aula, oltre alle materie scolastiche, vengono affrontate anche tematiche legate all’imprenditoria, al microcredito, alla responsabilità degli alunni nella gestione della scuola e all’importanza dell’attività del singolo nella comunità di appartenenza.

Tutte le aule hanno un piccolo orto gestito dagli stessi bambini: ogni classe all’inizio dell’anno scolastico ottiene un piccolo credito per comprare le sementi e tutto il necessario per avviare l’orto o per acquistare le materie prime necessarie a produrre biscotti o oggetti di bigiotteria, che poi vengono venduti nel corso dell’anno nel villaggio. Il credito ricevuto viene restituito a fine anno e i profitti sono divisi tra i bambini.

La San Josè Obrero non è quindi una semplice scuola ma un vero e proprio istituto produttivo, in cui il lavoro diventa un’esperienza di crescita e di maturazione e non più solo una forma di sfruttamento del minore.

Cesvi, da anni impegnato in progetti a sostegno dell’infanzia, con la Casa del Sorriso di Lima ha sostenuto le attività della scuola sin dalla sua nascita, fornendo anche un servizio diretto di supporto psicologico per gli alunni in situazioni familiari e psicologiche particolarmente difficili.

Secondo l’Organizzazione Internazionale del Lavoro (ILO) sono ancora 215 milioni i minori sfruttati al mondo e la metà di questi è coinvolta nelle forme peggiori come lo sfruttamento sessuale e il traffico illegale.

Una piaga sociale importante che non tocca solo Paesi in via di sviluppo, ma anche l’Europa.

In Italia, ad esempio, la situazione è preoccupante: secondo l’ISTAT, 144 mila bambini tra i 7 e i 14 anni lavorano, e di questi 31.500 sono da considerarsi veri e propri casi di sfruttamento. Per l’Ires – CGIL la cifra, invece, è di circa 500 mila bambini.

Per questo motivo il Cesvi è impegnato anche in Italia e in Europa con la campagna internazionale “Stop Child Labour - School is the best place to work” (www.stoplavorominorile.it), promossa insieme al network europeo Alliance2015 e con il sostegno della Commissione Europea.

Con questa campagna, il Cesvi intende richiamare l’attenzione dei governi, delle imprese e delle famiglie verso le vittime dello sfruttamento proponendo l’educazione come soluzione principale al problema: perché “la scuola è il miglior posto in cui lavorare”.
http://www.vita.it/welfare/minori/edwin.html
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Beitragvon mingi17 » 21. Sep 2013 08:20

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Beitragvon mingi17 » 21. Dez 2013 19:17

«Fermiamo l’Aids sul nascere»

Boni è testimonial del Cesvi

21 dicembre 2013
Cultura e Spettacoli
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«Fermiamo l’Aids sul nascere» Boni è testimonial del Cesvi
Alessio Boni in Zimbabwe con una paziente dell’ospedale St. Albert

«Credo nella totalità del mondo, in quella catena di solidarietà che unisce tutte le persone in qualunque parte della terra si trovino. Se non capiamo questo e continuiamo a guardare solo al nostro orticello, il mondo è destinato a finire perché imploderà, collasserà su se stesso».

Usa parole forte per riassumere il suo impegno verso il prossimo l’attore Alessio Boni. Indimenticabile in «Caravaggio», Boni è testimonial, insieme ad altri artisti, dello spot sociale del Cesvi «Fermiamo l’Aids sul nascere». «Ho incontrato il Cesvi alcuni anni fa - racconta l’attore bergamasco - perché l’ufficio stampa mi mandò una mail. Come l’ho letta ho capito subito, a pelle, che mi sarebbe piaciuto dare il mio contributo al lavoro di questa organizzazione che, tra l’altro, affonda le sue origini proprio a Bergamo».

Va detto che l’incontro con il Cesvi non è la prima collaborazione di Boni, che è stato «Goodwill Ambassador» dell’Unicef Italia. Anche in questo caso il suo impegno è stato finalizzato in primo luogo per la campagna per la lotta all’Hiv/Aids. Tre sono i viaggi compiuti da Boni per toccare con mano quelle che sono le problematiche di ogni genere affrontate dal Cesvi. In Zimbabwe nel 2011, in Myanmar nel 2012 e quest’anno in Perù: «Tutte esperienze straordinarie, che mi hanno fatto capire quanto i nostri problemi facciano ridere se confrontati con quelle che sono le emergenze di questi paesi. Non ultima quella dell’Aids, che in Zimbabwe miete ancora il 33% di vite, soprattutto di bambini sotto i 5 anni d’età».

E proprio in Zimbabwe Boni ha potuto visitare la «Casa del Sorriso» di Harare, creata dal Cesvi nel 2005.

È una struttura dedicata ai ragazzi di strada di Harare, spesso orfani a causa dell’Hiv, vittime di violenza e a rischio di delinquenza. Oltre a servizi igienici, cure mediche e cibo, questo spazio offre ai ragazzi corsi di formazione e la possibilità di esprimere se stessi attraverso canto, danza, recitazione e pittura. «Ci hanno mostrato entusiasti alcune scene teatrali dove si parla di preservativo, di stigma, di pregiudizio, di ignoranza nei confronti della malattia. Con queste scene hanno intenzione di sensibilizzare i ragazzi delle scuole superiori di Harare sul tema dell’Hiv».

Caratteristica dell’azione del Cesvi è dare vita a iniziative alle quali contribuisce in modo determinante la gente del posto in modo così che poi le stesse possano continuare a vivere di vita propria: «Questo è l’aspetto del modo di operare del Cesvi che più mi ha convinto - spiega Alessio Boni -, la loro azione è volta a formare il personale locale, a fornirgli gli strumenti necessari per proseguire in modo autonomo quanto iniziato. Insomma creano qualcosa che rimane perché fatto dalla gente del posto».

In Zimbabwe l’emergenza è l’Aids, in Myanmar la malaria, causa di morte del 70% della popolazione. Qui il Cesvi interviene in stretta collaborazione con le strutture sanitarie locali per raggiungere qualcosa come 72mila persone in 150 villaggi nei due distretti di Shan e Madalay, distribuire zanzariere impregnate di insetticida e organizzare campagne di informazione: «Io non faccio niente - sottolinea Alessio Boni - gli eroi sono le persone che lavorano silenziosamente, in ombra, che sono sul campo dalla mattina alla sera e di cui nessuno parla mai. È gente veramente incredibile, il mio è davvero un piccolo contributo rispetto alla loro immensa dedizione agli altri». Per sostenere la campagna del Cesvi «Fermiamo l’Aids sul nascere» è possibile inviare entro il 21 dicembre un sms solidale al 45503.
Tiziana Sallese

http://www.ecodibergamo.it/stories/Cult ... 038335_11/
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Re: CESVI

Beitragvon mingi17 » 25. Dez 2013 11:28

Cesvi Onlus
Tantissimi ‪‎auguri‬ di ‎BuonNatale‬!
Il sorriso di questo bimbo è un ‪#‎regalo‬ per chi ci aiuta, per chi ci segue e, in poche parole, per tutti voi!
Passate questa giornata in modo felice e gioioso e usate questa cartolina per fare gli auguri a tutti i vostri amici!
Herzlichste Weihnachtswünsche!
Das Lächeln dieses Kindes ist ein Geschenk an die, die helfen, die uns folgen und in wenigen Worten, für euch alle!
Verbringt diesen Tag glücklich und freudvoll und benutzt diese Karte, um eueren Freunden frohe Weihnachten zu wünschen!

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In diesem Sinne! Unsere Spende macht Sinn!
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Re: CESVI

Beitragvon mingi17 » 30. Jan 2014 12:34

http://www.youtube.com/watch?v=8ILHo04rLj8

Hat Cesvi gerade noch einmal eingestellt
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Re: CESVI

Beitragvon Kaja38 » 4. Sep 2014 20:49

Hallo
ich würde gerne nochmals diesem Jahr 2014 spenden,
auch wenn ich nicht nach Rom dabei bin .

Kaja
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