Interviews mit Alessio/Interviste

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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon Daisy » 15. Apr 2010 21:20

Hallo!

Hier habe ich noch ein vermutlich älteres, langes Interview gefunden, welches wir, glaube ich, noch nicht haben:

http://www.fucine.com/network/fucinemute/core/redir.php?url=&pag=1&articleid=1021

oder doch?
Liebe Grüße,
Daisy
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon gaby » 13. Mai 2010 20:23

Tutti pazzi per Alessio Boni

Tutti pazzi per amore 2 è una serie televisiva trasmessa su Rai Uno la domenica in prima serata. La fiction di alta qualità caratterizzata da una sceneggiatura brillante ha tra le novità l’ingresso di un nuovo personaggio: Adriano Ventoni. Ornitologo appassionato, timidissimo, schivo, imbranato con le donne, inesperto nelle relazioni umane e perennemente spaesato è interpretato in modo eccezionale da Alessio Boni, il popolare attore protagonista di film, serie tv e pièces teatrali di successo. È stato interprete di fiction come Caravaggio, Guerra e Pace, Puccini, protagonista di film come Sangue Pazzo, La Meglio Gioventù, Quando sei nato non puoi più nasconderti, La Bestia nel Cuore, Arrivederci Amore Ciao – solo per citarne alcuni - e impegnato in teatro in opere di autori che vanno da Eschilo a Ibsen.

Ho proposto per Agoravox un’intervista o meglio una piacevole chiacchierata ad Alessio Boni e lui ha accettato subito con grande disponibilità e generosità nonostante fosse impegnato sul set.

Adriano Ventoni in Tutti pazzi per amore 2 è la novità assoluta della serie. È timidissimo, goffo, inesperto. Lo sa che alcuni spettatori all’inizio non l’hanno riconosciuta?

È un personaggio che ho amato fin dalla prima lettura del copione e in più mi è stato proposto un personaggio con una chiave nuova per me. Dato che mi piacciono le sfide, ho accettato. Si è vero, molti non mi hanno riconosciuto subito ma succedeva anche sul set. I primi giorni, pensa che c’era un operatore che stava con me sul lavoro di Caravaggio che non ci credeva fossi io... ho dovuto togliere gli occhiali!

Cosa le è piaciuto di questo personaggio? Si aspettava che il pubblico lo trovasse così irresistibile?È una versione moderna ed umanizzata del Brutto Anatroccolo?

Non so se è una versione moderna del Brutto Anatroccolo, questo lo si dovrebbe chiedere ad Ivan Cotroneo lo sceneggiatore, e non sapevo sinceramente come avrebbe reagito il pubblico ma ho scelto di farlo perché a dispetto di ciò che appare è un personaggio complesso, dedito totalmente e ciecamente al suo lavoro dato che è una grandissima passione, fuori posto in società ma pienamente in armonia nella natura e fra gli uccelli, sensibile, impacciato, fragile nella vita quotidiana ma molto forte e solido nei valori morali ed etici.

Lei ha interpretato personaggi storici realmente esistiti come Caravaggio e Puccini ed immagino che abbia studiato a lungo per renderli così credibili. Cosa ha studiato per interpretare Adriano Ventoni che è un personaggio di pura fantasia?

Ho cercato le corde interiori che erano scritte in sceneggiatura e mi sono un po’ avvicinato al mondo della Lipu e poi mi sono lasciato trascinare dagli eventi che accadevano sul set, cercavo sempre di farmi sorprendere, cercavo di essere uno che non aveva nulla sotto controllo ma che erano le situazioni a trascinare.

Quanto le costa liberarsi dei personaggi che interpreta?

Per liberarmi di Caravaggio, Giorgio Pellegrini (Arrivederci amore,ciao ndr) e Matteo Carati (La Meglio Gioventù ndr) ci sono voluti un paio di mesi, con addirittura l’uso di massaggi, per altri personaggi invece c’è voluto molto meno.

Adriano sarà presente anche nella prossima serie di Tutti pazzi per amore?

Non credo di esserci nella prossima serie.

Le è mai capitato di sentirsi goffo e spaesato? In quali occasioni?

Certo a chi non capita di sentirsi fuori luogo e perciò goffo? In svariate situazioni,che ne so celebrazioni istituzionali, Festival, feste detestabili dove cercavo un angolo per starmene da solo oppure cercavo di parlare con il cameriere di colore per farmi dire da dove veniva e qual era il suo sogno.

Quindi lei non ama molto le occasioni mondane. Cosa le piace fare nel tempo libero? Quali sono gli ultimi libri che ha letto e che le sono piaciuti?

Nel tempo libero faccio un po’ di tutto, dal viaggiare, all’andare in moto, allo spaccare la legna. Mi piace sciare, ascoltare la musica e amo l’arte in genere... ho riletto Narciso e Boccadoro, Pèter Pan, Cesare Pavese nelle sue poesie ed un libro che si intitola White Album di Andrea Dusio e parla di Caravaggio e poi Spoon River... ah e l’ultimo di Amanniti.

Non tutti sanno che lei è anche impegnato con l’Unicef nell’ambito della campagna globale “Uniti per i bambini, uniti contro l’Aids”. Come mai si è avvicinato a questa realtà?

Mi è stato chiesto quattro anni fa e ho pensato, "se il mio volto può servire per cercare di avvicinare di più la gente alle donazioni per i bambini di tutto il mondo, perché no".

Cosa le hanno lasciato in suoi viaggi in Mozambico, Malawi e Indonesia? Ci sono stati momenti in cui ha provato rabbia, impotenza, sconforto?

Io dico sempre che in quei viaggi sono io che ricevo e non loro, può esserci sconforto, rabbia e senso d’impotenza in ciò che vedono i tuoi occhi, poi però nel fondo del tunnel nero si intravede un piccolo barlume ed io a quello mi aggancio, nella speranza che domani quel barlume si allarghi sempre più e possa rischiarare la cecità e il nostro egoismo.

http://www.agoravox.it/Tutti-pazzi-per- ... -Boni.html
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 13. Mai 2010 21:37

Tutti pazzi per Alessio Boni

...Am Anfang steht etliches, was wir über Tutti Pazzi und über Alessios Werdegang eh schon wissen

Ich habe AB für Agravox ein Interview oder besser eine nette Unterhaltung vorgeschlagen und er hat sofort mit großer Bereitschaft und Großzügigkeitn zugesagt, ungeachtet dass er auf dem Set beschäftigt war.

Adriano Ventoni in TPPA ist die absolute Neuheit der Serie. Er ist äußerst schüchtern, unbeholfen, unerfahern. Wissen Sie, dass einige Zuschauer Sie am Anfang nicht erkannt haben?

Er ist eine Gestalt, die ich von der ersten Lektüre des Drehbuchs an geliebt habe und mehr noch, er hat eine Person mit einem neuen Schlüssel für mich angeboten. Weil mir die Herausforderung gefiel, habe ich angenommen. Ja, es ist wahr, viele haben mich nicht gleich erkannt, auch am Set. In den ersten Tagen war es glaube ich ein Techniker, der mit mir bei Caravaggio zusammengearbeitet hat, der nicht geglaubt hat, dass ich es bin... ich mußte die Brille abnehmen.

Was hat Ihnen an dieser Figur gefallen? Haben Sie erwartet, dass das Publikum ihn so unwiderstehlich findet? Ist er eine moderne Version vom „hässlichen Entlein“?

Ich weiß nicht, ob er eine moderne Version des hässlichen Entleins ist, das müssen Sie J.C. fragen, den Drehbuchautor, und ich wußte wirklich nicht, wie das Publikum reagieren würde, aber ich habe mich entschieden es zu machen, weil er allen Anschein zum Trotz eine komplexe Persönlichkeit ist, der sich ganz und blind seiner Arbeit widmet, weil es seine größte Leidenschaft ist, außerhalb eines Platzes in der Gesellschaft, aber völlig im Einklang mit der Natur und unter den Vögeln, sensibel, tollpatschig, zerbrechlich im täglichen Leben, aber stark und fest in den moralischen und ethischen Werten.

Sie haben historische Persönlichkeiten, die wirklich existieren wie Caravaggio und Puccini gespielt und ich stelle mir vor, dass Sie lange studiert haben um solche Glaubwürdigkeit zu erreichen. Wie haben Sie sich vorbereitet um Adriano zu spielen, der eine reine Phantasiegestalt ist?

Ich habe die inneren Stränge, die ins Drehbuch geschrieben waren, gesucht und ich habe mich ein bisschen an die Welt von Lipu (Naturschutzorganisation für die A. arbeitet) angenähert und dann habe ich mich mitreißen lassen von den Ereignissen, die am Set passiert sind, ich habe immer versucht, mich überraschen zu lassen , versucht jemand zu sein, der nichts unter Kontrolle hat, sondern der sich von den Situationen überraschen läßt.

Wie lange dauert es, sich von den Figuren zu befreien, die Sie spielen?

Um mich von Caravaggio Giorgio Pellegrini ( Arrivederci amore, ciao) und Matteo Carati freizumachen hat es einige Monate gedauert, sogar mit der Anwendung von Massagen, bei anderen Figuren hingegen hat es viel weniger lang gedauert.

Wird Adriano auch in der nächsten Staffel von TPPA dabei sein?

Ich glaube nicht, dass er in der nächsten Staffel sein wird.

Ist es Ihnen je passiert, dass Sie sich tollpatschig und fehl am Platz vorgekommen sind? Bei welcher Gelegenheit?

Sicher, wem ist es noch nicht passiert, dass er sich tollpatschig und fehl am Platz vorgekommen ist. In verschiedenen Situationen, ich weiß einige, institutionelle Feiern, Festivals, abscheuliche Feste, wo ich mir eine Ecke suchte um allein zu sein oder ich versuchte, mit dem Kellner zu sprechen, so von der Art, woher er kommt und was sein Traum wäre.

Also mögen Sie die mondänen Gelegenheiten nicht sehr. Was machen Sie gerne in Ihrer Freizeit? Welche Bücher haben Sie zuletzt gelesen und welche mögen Sie am liebsten?

In der Freizeit ache ich ein bisschen von allem, reisen, Motorrad fahren, Holz hacken. Ich fahre gern Ski, höre gern Musik und liebe die Kunst im allgemeinen... ich habe „Narziss und Goldmund“ wiedergelesen, Peter Pan, Cesare Pavese mit seinen Gedichten und ein Buch, das sich „White Album“ von Andres Dusio nennt und von Caravaggio spricht, bis zu Spoon River (Anm. von mir: eine Gedichtsammlung, die in der fiktiven Ortschaft Spoon River spielt und über jeden Bewohner spricht).. und das letzte von Ammaniti.

Nicht alle wissen, dass Sie auch für Unicef tätig sind im Bereich der weltweiten Kampagne „Vereint für die Kinder, vereint gegen Aids“. Wie nähern Sie sich dieser Realität?

Ich wurde vor 4 Jahren gefragt und ich dachte „ wenn mein Gesicht helfen kann zu versuchen, dass die Leute mehr für die Kinder in der ganzen Welt spenden, warum nicht.“

Was haben Ihre Reisen nach Mozambique, Malawi und Indonesien in Ihnen zurückgelassen? Gab es Momente, wo Sie Zorn, Ohnmacht und Mutlosigkeit empfunden haben?

Ich sage immer, dass auf diesen Reisen ich es bin, der bekommt, nicht sie, es kann Ohnmacht, Zorn und ein Gefühl von Ohnmacht sein, was sie in Deinen Augen sehen, aber dann kommt am Ende des schwarzen Tunnels ein kleiner Lichtschein herein und daran hänge ich mich fest, in der Hoffnung, dass morgen dieser Lichtscheinsich immer mehr vergrößert und unsere Blindheit und unseren Egoismus erleuchtet.

Bild

Was für ein schönes Interview!!! Danke Gaby!!
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 30. Mai 2010 21:07

Sanguepazzo, Alessio Boni: «Quei 10 giorni chiuso in un casolare con Monica (e Luca)»

28 maggio 2010
«Pronto, si sente? Io non sento. Pronto? Pronto? C'è qualcuno?». Inizia così la rocambolesca intervista via Skype ad Alessio Boni, 44 anni, attore delle serie Tv appena conclusa Tutti pazzi per amore. E di Sanguepazzo, film di Marco Tullio Giordana uscito al cinema nel 2008 e ora in versione televisiva il 30 e 31 maggio su Raiuno. Dalla Lituania, dove sta girando un mistery con Vanessa Incontrada, Boni consiglia domenica sera di sintonizzarsi su Raiuno per la prima puntata.

Lei lo guarderà?
«Spero di sì, anche se gli impegni di questi giorni mi tengono lontano dalla televisione».

Per la seconda volta, dopo La meglio gioventù, lei interpreta un film di Marco Tullio Giordana che passa dal cinema alla Tv. Che cosa ne pensa di queste doppie versioni?
«Se sono fatte bene, sono molto utili. Il cinema vive un periodo abbastanza negativo, stanno anche pensando di fare ulteriori tagli al Fus, il Fondo unico dello spettacolo, e la televisione può aiutare noi attori e registi a continuare a fare il nostro mestiere».

Ci dia tre buoni motivi per guardare Sanguepazzo.
«Perché è una storia che appartiene a noi italiani, realmente accaduta negli anni estremi dell'occupazione fascista. Perché è molto intrigante l'amore tra Osvaldo Valenti, interpretato da Luca Zingaretti, e Luisa Ferida, interpretata da Monica Bellucci. Qui si racconta la passione, che il fascismo aveva incoraggiato, tra i due divi del cinema dei telefoni bianchi. E perché è un film che ha tutto: anarchia, amore, lotta, passione e chi ne ha più ne metta».

Come si è trovato con Zingaretti e la Bellucci?

«Benissimo. Giordana, prima delle riprese, ha voluto che noi tre passassimo dieci giorni insieme in un casolare per conoscerci meglio e per darci l'opportunità di diventare una "famiglia". E così è stato. Siamo ancora in contatto e la settimana scorsa ho sentito via sms Monica dopo la nascita della sua seconda figlia Leonie. È molto contenta, e lo sono anche io per lei».

Lei invece? È innamorato? Sta pensando di «mettere su famiglia»?
«Sì, sono innamorato, ma non dirò nemmeno sotto tortura il nome della mia lei».

Guardi che le torture via Skype potrebbero essere veramente difficili da sopportare…
«Sono una roccia. Ho già la bocca cucita (e anche la tastiera)».

Torniamo a Sanguepazzo. Ci parli del suo ruolo, questo regista omosessuale geniale…
«Ho amato interpretare Golfiero. È un personaggio eclettico e molto complesso. Le origini aristocratiche, l'amore per un cinema realistico, antropomorfico, la partecipazione alla Resistenza, l'omosessualità sono elementi che richiamano Luchino Visconti. Ma Golfiero non è Visconti. È l'unico personaggio del film non realmente esistito. È proprio grazie a Golfiero che l'attrice Luisa Ferida si afferma professionalmente. Non dirò nient'altro o svelo la trama».

E se potesse scegliere che ruolo vorrebbe interpretare in futuro?
«Un antieroe o un eroe in ombra. Mi piace poter pensare di avere altri ruoli in film che raccontano vicende italiane. Storie veramente esistite».

La rivedremo in Tutti pazzi per amore?
«Mi è piaciuto molto aver fatto quell'esperienza, ma ho già dato tutto a Tutti pazzi, è tempo di cambiare».

http://www.style.it/vanitypeople/show/t ... tiene.aspx
_________________

„Hallo, hören Sie mich? Ich höre nichts. Hallo?Hallo? Ist da jemand?“ So beginnt das waghalsige Interview über Skype mit Alessio Boni, 44, Darsteller der gerade abgeschlossenen TV-Serie TPPA.
Und von Sanguepazzo, dem Film von MT Giordana, der 2008 in die Kinos kam und jetzt in der Fernsehversion am 3. und 31. Mai in RAI ausgestrahlt wird. Aus Litauen, wo er zur Zeit ein Mystery mit Vanessa Incontrada dreht, rät Boni dazu, am Sonntag Raiuno einzuschalten um den ersten Teil anzuschauen.“

Werden Sie auch schauen?
„Ich hoffe ja, auch wenn die Termine dieser Tage mich vom Fernseher fernhalten“

Zum zweitenMal nach La Meglio Gioventù (Die besten Jahre) interpretieren Sie einen Film von MT Giordana, der vom Kino ins Fernsehen kam. Was halten Sie von dieser doppelten Version?
„Wenn sie gut gemacht sind, sind sie sehr nützlch. Das Kino durchlebt eine ziemlich negative Periode, sie denken auch an weitere Kürzungen der Fus, (Anm:Fondo Unico per lo Spettacolo (FUS)vergibt Zuschüsse in den Bereichen Musik, Kino, Theater und Tanz ), und das Fernsehen kann uns Schauspielern und Regisseuren helfen, unseren Beruf weiter auszuüben.

Sagen Sie uns drei gute Gründe, Sanguepazzo anzuschauen:

„Weil es eine Geschichte ist, die zu uns Italienern gehört, die wirklich in den extremen Jahren der faschistischen Besetzung geschehen ist. Weil die Liebe zwischen Osvaldo Valenti, gespielt von Luca Zingaretti, und Luisa Ferida, gespielt von Monica Bellucci, sehr spannend ist. Hier teilt sich die Leidenschaft, die der Faschismus ermutigt hat, zwischen zwei Diven des Kinos der weißen Telefone mit. Und weil es ein Film ist, der alles hat: Anarchie, Liebe, Kampf, Leidenschaft und so weiter.“

Wie sind Sie mit Zingaretti und der Bellucci zurechtgekommen?

„Sehr gut. Giordana hat , vor der ersten Aufnahme, gewollt, dass wir drei 10 Tage zusammen in einem Landhaus verbringen um uns besser kennen zu lernen und um uns die Gelegenheit zu geben, eine „Familie“ zu werden. Und so war es. Wir sind immer noch in Kontakt und vergangene Woche habe ich von Monica nach der Geburt ihrer zweiten Tochter Leonie via SMS gehört. Sie ist sehr glücklich und das bin ich auch für sie.“

Und Sie? Sind Sie verliebt? Denken Sie daran eine Familie zu gründen?

„Ja, ich bin verliebt, aber ich werde nicht einmal unter Folter den Namen meiner „Sie“ verraten“

Sehen Sie, dass die Foltern über Skype wirklich schwer zu ertragen sein könnten....
„Ich bin ein Felsen. Ich habe den Mund schon verschlossen (und auch die Tastatur)“

Kehren wir zurück zu Sanguepazzo. Sprechen wir von Ihrer Rolle, jenem genialen homosexuellen Regisseur....
„Ich habe es geliebt, Golfiero zu spielen. Er ist eine vielseitige und sehr komplexe Persönlichkeit. Aristokratische Herkunft, eine Liebe zu einem realistischen, menschenorientierten Kino, die Beteiligung beim Widerstand, die Homosexualität sind Elemente, die an Luchino Visconti erinnern. Aber Golfiero ist nicht Visconti. Er ist eine Person des Films, die nicht wirklich existiert. Es ist gerade durch Golfiero, dass die Schauspielerin Luisa Ferida sich beruflich durchsetzt. Ich werde nichts weiter sagen oder die Handlung verraten.

Und wenn Sie sich aussuchen könnten, welche Rolle möchten Sie in Zukunft spielen?

„Einen Antihelden oder einen Helden im Schatten. Es gefällt mir daran denken zu können, andere Rollen in Filmen zu spielen, die von italienischen Ereignissen erzählen. Geschichten, die es wirklich gibt.“

Werden wir Sie in TPPA wiedersehen?

„Es hat mir sehr gefallen, diese Erfahrung zu machen, aber ich habe schon alles an TPPA gegeben, es ist Zeit zur Veränderung“.
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 4. Jul 2010 15:05

Da: La Repubblica Milano pag. 11
Alessio Boni l'uome del lago „Mi dà serenità“
Boni torna „virtualmente“ a Sarnico

Parlano dal spettacolo di stasera, che Alessio non è a Sarnico perche è impegnato nelle riprese in Lituania
AB, un bel regalo alla sua Sarnico...
„Lo faccio volentieri, sono nato e cresciuto nel paese accanto, Villongo, ma i miei genitori e i miei nonni sono da Sarnico. Il mio nonno paterno, che si chiamava come me, faceva il corriere e col carretto trasportava di tutto, vino, paglia, fieno. Consegnava ai signori del posto, e arrivava fino a Milano. Invece l'altro nonno, Tranquillo, costruiva case.”
Un mestiere che in parte ha fatto anche lei: da ragazzo faceva il piastrellista con suo padre.
“Avevo 15-16 anni, e tanta voglia di scappare. Smontato da lavoro, prendevo la Vespa e andavo sulla riva, sotto ai salici piangenti che sono la cosa che amo di più del mio lago. Non mi piaceva fare il piastrellista, non mi piaceva una certamentalità chiusa, né la scuola serale di ragioneria. Mi dicevo: la vita non può essere così. Così feci la domanda in polizia, ma nemmeno quella era la mia strada Poi sono evaso in altre direzioni, mene sono andato a Roma a fare l'Accademia....”
A Sarnico ci torna spesso?
“Appena posso. I miei dopo la pensione si sono costruiti una bella casa sul lago e io ho una cameretta tutta mia. Del lago mi piace il silenzio di notte, il salici, e la polenta di mia mamma Roberta, un sapore ancestrale che ritrovo solo li. E poi le tavolati in taverna con le mie zie strepitose e le cugine, a giocare a tombola come trent'anni fa. Ma per vivere ho scelto la campagna toscana, so che a Sarnico non ci tornerò mai.”
Perché?
“Quando torno mi fa piacere incontrare per caso la suora dell'asilo nido, il salumiere o il mio vecchio insegnante. Ma è un mondo che non mi appartiene più. Il lago è un cerchio chiuso, vedi l'altra riva, ti manca l'orizzonte che spazia all'infinito e ti dà libertà . I miei amici pi?u cari sono quelli che ho conosciuto in Accademia. Al paese ne ho ancora tre o quattro,ma hanno le loro famiglie,il loro tran tran.”
Che cosa le ha dato crescere sul lago?
“L'introspezione e la riservatezza, forse una certa malinconia. Ma anche la serenità: il lago è liscio, a differenza del mare non s'increspa.”
Stasera sentiremo solo la sua voce. Quando la rivedremo?
“A febbraio sarò al Teatro Franco Parenti con un'altra pièce di Yasmina Reza, Art. E poi mi vedrete in tv nella fiction Mediaset che sto girando in Lituania, I cerchi nell'acqua, ...Sarò un fotografo che dopo tanti anni torna al paesino natale, guarda la coincidenza

Alessio, der Mann vom See
“Er hat mir Heiterkeit/Gelassenheit gegeben”
In der Einleitung geht es um das Spektakel heute Abend in Sarnico, wo allerdings nur die Stimme Alessios anwesend sein wird, er ist bei den Dreharbeiten in Litauen.
AB, ein schönes Geschenk an Ihr Sarnico...
„Ich mache das gern, ich bin im Nachbarort, Villongo, geboren und aufgewachsen, aber meine Eltern und Großeltern sind aus Sarnico. Mein Großvater väterlicherseits, der so hieß wie ich, war Bote und transportierte mit dem Karren alles, Wein, Stroh, Heu. Er lieferte an die Leute die Post aus und landete schließlich in Mailand. Der andere Großvater hingegen, Tranquillo, baute Häuser“.
Ein Beruf, den auch Sie in Teilbereichen hatten: als Jugendlicher waren Sie mit Ihrem Vater Fliesenleger.
„Ich war 15, 16, und hatte große Lust wegzulaufen. Nach Feierabend nahm ich die Vespa und fuhr ans Ufer, unter die Trauerweiden, die das sind, was mir am See am besten gefällt. Es hat mir nicht gefallen, Fliesenleger zu sein, mir gefiel eine gewisse geschlossene Mentalität nicht und auch nicht die Abendhandelsschule. Ich sagte mir: so kann das Leben nicht sein. Also machte ich meinen Militärdienst bei der Polizei, aber auch das war nicht mein Weg. Dann brach ich in eine andere Richtung aus, ich ging nach Rom um die Akademie..zu besuchen.
Sie kommen oft nach Sarnico?
Sobald ich kann. Die Meinen haben nach der Pensionierung ein schönes Haus am See gebaut und ich habe kleines Zimmer ganz für mich. Am See gefällt mir die Ruhe der Nacht, die Weiden und die Polenta von meiner Mutter Roberta, einen angestammten Geschmack, den ich nur dort finde. Und dann die Tafelrunden mit meinen lärmenden Onkel und Cousins, Tombola zu spielen wie vor 30 Jahren. Aber zum Leben habe ich mir die ländliche Toskana ausgesucht, ich weiß, dass ich nie nach Sarnico zurückkehren werde.“
Warum?
„Wenn ich zurückkomme, dann gefällt es mir, zufällig die Nonne von der Kinderkrippe zu treffen, den Metzger oder meinen alten Lehrer. Aber es ist eine Welt, die nicht mehr zu mir gehört. Der See ist ein geschlossener Kreis, du siehst das andere Ufer, es fehlt dir der Horizont, der sich bis zum Unendlichen ausdehnt und dir Freiheit gibt. Meine liebsten Freunde sind die, die ich an der Akademie kennen gelernt habe. Auf dem Land habe ich nicht mehr als 3, 4, aber sie haben ihre Familien, ihr Drumherum.“
Was hat es Ihnen gegeben, am See aufzuwachsen?
„Die Selbstbetrachtung und die Zurückhaltung/Verschlossenheit, vielleicht auch eine gewisse Melancholie. Aber auch die Gelassenheit/Heiterkeit: der See ist glatt, im Gegensatz zum Meer kräuselt er sich nicht“
Heute Abend hören wir nur Ihre Stimme. Wann sehen wir Sie wieder?
„ Im Februar werde ich am Teatro Franco Parteni mit einem andern Stück von Yasmina Reza „Art“ zu sehen sein. Und dann werden Sie mich in Fernsehen in der Fiktion „I cerchi nell'acqua“ sehen, ...Ich werde ein Fotograf sein, der nach vielen Jahren in seinen Geburtsort zurückkehrt. Beachten Sie die Übereinstimmung.

Jetzt ist auch der Link da:
http://ricerca.repubblica.it/repubblica ... -lago.html
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 11. Aug 2010 08:19

Alessio Boni: ognuno di noi è unico
“Mi faccio intervistare perché non vi occupate di gossip”
Mar 10 Ago 2010 | di Angela Iantosca | Interviste Esclusive
Foto 1 di 8

«Ho accettato la tua intervista perché “Acqua&Sapone” non si occupa di gossip. Sembra che i giornali siano solo scambio di informazioni sull’abbigliamento intimo delle persone. Ed internet è lo stesso. Si butta tutto in piazza e questo è controproducente. C’è un’etica della Persona che è importante e va rispettata. Ed ho visto che è quello che fate con il vostro giornale».
Comincia così la chiacchierata con Alessio Boni: con un complimento fatto da migliaia di chilometri di distanza. L’attore bergamasco, infatti, sino a fine agosto è stato in Lituania, per girare una nuova serie tv per Canale 5, “I cerchi nell’acqua”, con Vanessa Incontrada. Per parlare, ci siamo dati appuntamento su Skype. «C’è un tipo di comunicazione allucinante ultimamente. I giornali si concentrano su cose secondarie e ciò che la gente dovrebbe sapere è omertosamente nascosto da un sistema politico e giornalistico incomprensibile».

Pensi che anche il cinema possa essere un buon strumento per comunicare?
«Assolutamente! Una delle funzioni della cinematografia è informare, raccontando vicende realmente avvenute. Per esempio, il film “I cento passi” di Marco Tullio Giordana mi ha fatto conoscere la storia di Peppino Impastato, un ragazzo che con la sua radio libera, in un paesino della Sicilia, ha tentato di combattere la mafia ed è stato ammazzato. è la storia di un eroe, di cui non avrei saputo niente, se non ci fosse stato quel film».

A luglio hai ricevuto il Pegaso d'oro - Premio Ennio Flaiano, come miglior attore cinematografico 2010: cosa si prova a ricevere un riconoscimento del genere?
«Tutti i premi hanno una loro valenza, anche se non ho mai lavorato pensando al successo, ma cercando sempre di essere una persona di valore. Quando vinci, capisci che forse non hai sbagliato a scegliere questo mestiere. Ma io, come tutti gli attori, lavoro per il pubblico, perché la gente sia toccata dalle emozioni e perché io possa toccare i sentimenti umani».

La tua gioventù e quella dei giovani attori di oggi: che differenze noti?
«Per noi, 20 anni fa, è stato più semplice: avevamo dei modelli straordinari come la Mangano, Mastroianni, De Sica. Per noi non c’era altro modo di procedere: si studiava, ci si metteva dentro quest’arte, per diventare artigiani della parola e per ridare tutto al pubblico tramite le emozioni. Oggi ci sono ancora modelli positivi, ma i giovani hanno tantissime strade da poter percorrere e vengono sballottati da una parte e dell’altra, perdendo di vista la qualità. Il loro unico obiettivo è il successo, la copertina. E allora cercano le scorciatoie, come alcune trasmissioni in tv o i reality. Ricordo che, anni fa, durante un provino a Milano per un film di Giordana, c’era un ragazzo che scalpitava perché doveva correre a fare il provino per il Grande Fratello! Io non addito a priori i reality: l’era è moderna, bisogna fare i conti con questo. Ma, se vuoi diventare un attore, se vuoi portare cultura, elargire la parola, devi studiare, non ti puoi improvvisare. Io più vado avanti e più vorrei eclissarmi, invece. Ma mi piace raccontarmi attraverso le pagine di una rivista come “Acqua&Sapone” in cui si parla della Persona. Eppure oggi si pensa che questo modo di fare giornalismo sia noioso...».

Cosa che con il nostro giornale smentiamo ogni giorno scegliendo di dar spazio solo alla qualità e ottenendo un riscontro positivo nei lettori.

Pensi che il tuo mestiere non sia rispettato adeguatamente in Italia?
«Deve essere difeso di più. Perché per cantare ti devi allenare e perché, invece, bisogna denigrare questa arte facendo salire su un palco o piazzando davanti ad una telecamera attori improvvisati?».

Quanto è importante lo studio?
«Studiare e lavorare sono un tutt’uno: ciò che hai imparato, hai letto, ciò che ti ha emozionato, incuriosito ti servirà nella vita. Se sei ignorante, non potrai andare avanti. Il sapere è palese che aiuta, apre la mente: ci si muove in modo diverso nel quotidiano, si scivola nella vita in modo più consapevole».

Quanto ti ha “condizionato” il fatto di essere cresciuto in un paesino del bergamasco?
«Non si può scegliere dove nascere. La mia è una famiglia molto umile, sono tutti piastrellisti. L’unica prospettiva per me poteva essere fare il piastrellista o l’impiegato in banca. Non sapevo cosa avrei fatto, ma sentivo che mi mancava qualcosa. I miei erano lavoratori onesti che mi hanno dato una educazione e una forza straordinaria. Ma io avevo una sete personale, intima… Non ero circondato di libri, ma sentivo che avevo sete di qualcosa che non c’era. Volevo scoperchiare la mente».

E per far questo hai fatto di tutto…
«Ho lavorato nella Polizia, poi dopo un anno e mezzo ho capito che non stavo bene lì e allora sono andato in America, ho fatto l’animatore turistico, il cameriere e il baby sitter. Volevo sentire, capire la vita. Una sera mi trovavo a Roma, sarei partito il giorno successivo per Milano. Un mio amico decise di portarmi a teatro. Non c’ero mai stato. In scena c’era la “Gatta Cenerentola” e sono stato folgorato!».

Cosa ti ha colpito?
«Il testo è in napoletano del ’600 ed io sono bergamasco. Quindi, non capivo niente. Ma non c’è bisogno di capire per amare: da quel palcoscenico mi arrivava energia propulsiva. Ricordo i cambi di luce, le comari, i bastoni dei pescatori, le sventolate delle lavandaie a ritmo della musica. Da lì ho capito che quella era la mia passione e, più mi appassionavo, più capivo che era giusta la direzione che avevo preso».

Raccontami quegli anni.
«Di giorno frequentavo l’Accademia, poi lavoravo in un ristorante e di notte studiavo. Ma non mi pesava. In un certo senso rimpiango quei momenti: ora è tutto più facile - e sono contento di questo -, ma mi piace tornare con la mente a quelle sensazioni di incertezza sul futuro, di passione pura. Ora posso gioire, ringraziare per come è andata, ringraziare anche per quei natali semplici che ho avuto».

Chi ti ha detto per la prima volta «sei bravo»?
«Una persona molto importante per me: Andreas Rallis, un insegnante dell’Accademia al quale mi rivolsi per cominciare a capire il senso della recitazione. Lui mi ha preso sotto la sua ala: ricordo che mi fece imparare una parte di "Misura per misura" di Shakespeare, che presentai al provino per entrare in Accademia e mi presero! Ci continuiamo a sentire. è davvero importante chi incontri sulla tua strada. A casa non avevo mai sentito parlare di introspezione, poetica, di elargire emozioni. Avevo sete di sapere».

Ho letto che, se non avessi intrapreso la carriera da attore, ti saresti iscritto a Psicologia.
«Se non mi avessero preso, per come sono fatto, non avrei bighellonato: sarei tornato a casa e mi sarei iscritto a Psicologia. è sempre stata una mia passione. Per esempio, ora mi interesserebbe sapere cosa pensi tu... Qualche giorno mi trovavo nei pressi di un lago e ho visto un uomo con un bambino e ho cominciato a pensare che quel bambino per lui era tutto. Mi piace immaginare le vite delle persone!».

Come ti impegni verso gli altri?
«Cinque anni fa mi chiesero se volessi diventare ambasciatore dell’Unicef: non dormii per 3 giorni, pensando di non essere adeguato! Sono stato in Indonesia, in Mozambico, nel Malawi, in mezzo alla gente».

Come ti hanno cambiato questi viaggi?
«Nel mondo noi siamo nel terzo fortunato e non ce ne rendiamo conto: abbiamo tutte le agevolazioni possibili. Quando vai lì ed entri nella capanna, nel disagio, arrivi a vedere che i bambini muoiono come mosche, anche per una ferita superficiale alla gamba, perché non sanno che basterebbe un po’ di sale per disinfettarla, perché gli manca l’abc della medicina, torni diverso, diventa tutto relativo, ridimensioni, la vita ha un altro valore. Dopo quei viaggi è come se dentro di me sia scoppiato un vulcano».

A cosa non rinunceresti mai?
«All’amore per la vita, alla positività verso questa opera d’arte: ognuno di noi è unico. Se solo pensassimo all’atto del concepimento, proveremmo più rispetto. Tu ci sei, io ci sono e questa cosa poteva non accadere. La vita è un microcosmo pensante e va rispettata ancor di più in una epoca in cui sembra che il suo valore sia nullo».

Cosa ti fa paura?
«L’indifferenza. La gente pensa sempre più a se stessa ed anche io lo faccio, tendiamo a chiuderci in noi stessi. La società moderna crea milioni di persone che vivono vicine, ma che sono tutte staccate tra di loro. Non ci si conosce nello stesso palazzo, si ha paura di bussare alla porta del vicino. E mi fa paura l’arroganza e l’insolenza dei potenti che possono distruggere qualsiasi società».

Cosa speri per te stesso?
«Spero di non perdere mai una coscienza civile, perché siamo noi a poter cambiare le cose. In realtà io sono molto ottimista e positivo, ma mi accorgo che manca un’etica sociale. E cioè capire il confine tra bene e male, la direzione che vogliamo prendere, lo scopo nella vita, come porsi verso i deboli».

Dove ti rifugi per ritrovare te stesso?
«Per ritrovarmi ho un piccolo casale in Toscana: lì trascorro il mio tempo in campagna, taglio la mia legna, poto le mie rose, tiro con l’arco, corro, vado in bicicletta, vivo in mezzo alla natura».

Andresti via da questa Italia?
«Mai! Non voglio andarmene: voglio star qui e combattere, comprendere e far capire. Se siamo qui, c’è un motivo: la crisi economica viene perché la Persona è in crisi! E allora bisogna cercare di riportare la dignità. Ho girato moltissimo grazie al mio lavoro e un Paese bello come il nostro non esiste: Goethe lo chiamava il Bel Paese, basta pensare che il 78% del patrimonio artistico mondiale è qui! L’arte, il cibo, la costa, le montagne, la campagna, i Michelangelo, le torri, tutto dovrebbe renderci orgogliosi! Sono cosciente della sua rarità. è una terra benedetta e noi non ci rendiamo conto. Vorrei far andare la gente in alcuni paesi dell’area sub-sahariana o in Afghanistan! Guai a lasciare l’Italia, con tutte le sue difficoltà e i suoi controsensi. Proprio per questo bisogna rimanere!».




“VOLEVO FARE LO PSICOLOGO”
Nato in provincia di Bergamo il 4 luglio del 1966, si diploma in Ragioneria e lavora tra l’Italia e l’America. Si diploma presso l’Accademia d’arte drammatica “Silvio D’Amico” di Roma. La svolta arriva con “La meglio gioventù” di Marco Tullio Giordana: per questo film vince il Nastro D’Argento. Nel 2005 è nel cast de “La Bestia nel Cuore”, di Cristina Comencini, candidato al Premio Oscar 2006 come miglior film straniero. Vince il Globo d’oro come migliore attore rivelazione per il film “Quando sei nato non puoi più nasconderti” di Giordana. Nel 2006 vince il Globo d’Oro come migliore attore per il film “Arrivederci amore, ciao” di Michele Soavi. Su Rai Uno nel 2007 è il principe Andrei Bolkonskij nella miniserie “Guerra e pace”, e poi il protagonista di “Caravaggio”. Recita nelle miniserie “Puccini”, “Rebecca la prima moglie” e nella seconda stagione di “Tutti pazzi per amore”, dove interpreta il fratello di Neri Marcorè. Ha appena finito di girare in Lituania la serie per Canale 5 “I cerchi nell’acqua” con Vanessa Incontrada.

http://www.ioacquaesapone.it/articolo.php?id=599

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Übersetzung kommt später
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 11. Aug 2010 13:05

Alessio Boni: Jeder von uns ist einzigartig
„Ich lasse mich interviewen, weil ihr euch nicht mit Klatsch beschäftigt“

„Ich habe Ihr Interview akzeptiert, weil „Acqua & Sapone“ sich nicht mit Klatsch beschäftigt.Es scheint, dass die Zeitungen nur noch Informationsaustausch über die intimen Bekleidungsstücke der Menschen wären. Und das Internet ist das gleiche. Sie stellen alles ins Licht der Öffentlichkeit und das ist kontraproduktiv. Es gibt eine Ethik der Person, die wichtig ist und die respektiert werden muss. Und ich habe gesehen, dass Sie das mit Ihrer Zeitung tun.“

So beginnt der Chat mit Alessio Boni: mit einem Kompliment, gemacht aus einer Entfernung von Tausenden von Kilometern. Der bergamaskische Schauspieler war tatsächlich bis Ende August in Litauen um eine neue TV-Serie für Canale 5 zu drehen, „Die Kreise im Wasser“, mit V.I. Um zu sprechen haben wir uns über Skype verabredet. „Es gibt eine Schrecken erregende Art der Kommunikation in der letzten Zeit.Die Zeitungen konzentrieren sich auf sekundäre Dinge und das, was die Menschen wissen sollten wird von einem konspirativen politischen und journalistischen unverständlichen System versteckt.“

Denken Sie, dass auch das Kino ein gutes Instrument der Kommunikation sein kann?

„Absolut!Eine der Funktionen des Kinos ist es zu informieren, indem es Ereignisse erzählt, die tatsächlich stattgefunden haben. Zum Beispiel hat mir der Film „I cento passi“ von MTG die Geschichte von Peppino Impastato zur Kenntnis gebracht,ein junger Mann, der mit seinem freien Radio in einem kleinen sizilianischen Dorf versucht hat, die Mafia zu bekämpfen und der ermordet wurde, es ist eine Geschichte eines Helden von dem ich nichts erfahren hätte, wenn es diesen Film nicht gegeben hätte.“

Im Juli haben Sie den Goldenen Pegasus, den Ennio Flaiano Preis, als bester Kinoschauspieler 2010 bekommen; wie fühlt es sich an, so eine Anerkennung zu erhalten?

„Alle Preise haben ihren Wert, auch wenn ich nie im Hinblick auf den Erfolg gearbeitet habe, sondern immer versucht habe, eine Person von Wert zu sein. Wenn du gewinnst, verstehst Du, dass Du vielleicht nicht falsch gelegen bist, diesen Beruf zu wählen. Aber ich, wie alle Schauspieler, arbeite für das Publikum, weil die Menschen durch die Gefühle berührt werden und weil ich die menschlichen Gefühle berühren kann.“

Ihre Jugend und die der jungen Schaupieler von heute: welche Unterschiede bemerken Sie?

„Für uns, vor 20 Jahren, war es leichter: wir hatten außerordentliche Vorbilder wie die Magnano, Mastroianni, De Sica. Für uns gab es keine andere Vorgehensweise: man studierte, dann steckten wir uns hinter diese Kunst um Handwerker des Wortes zu werden und um dem Publikum alles übe die Gefühle zurückzugeben.Heute gibt es auch positive Vorbilder, aber die Jungen haben viele Straßen um zu reisen und werden von der einen Seite zur anderen geworfen und verlieren die Qualität aus den Augen. Ihr einziges Ziel ist der Erfolg, die Titelseite. Und dann suchen sie den schnellsten Weg, wie einige Fernsehsendungen oder Realities. Ich erinnere mich, dass vor Jahren, während einer Probe für einen Film mit Giordana, da ein Junge war, der ungeduldig war, weil er sich beeilen mußte um eine Probe für „Big Brother „ zu machen. Ich will nicht von vorne herein mit dem Finger auf die Realtiy zeigen: die Zeiten sind modern und wir müssen damit umgehen. Aber, wenn Du Schauspieler werden willst, wenn Du Kultur bringen willst, das Wort spenden, dann musst Du lernen, Du kannst nicht improvisieren. Aber je mehr ich vorwärts gehe, desto mehr verdüstere ich mich jedoch. Aber es gefällt mir, mich durch die Seiten einer Zeitschrift wie „A&S“ mitzuteilen, in der man vom Menschen spricht. Heute aber denkt man, dass diese Art, Journalismus zu betreiben, langweilig sei“.

Denken Sie, dass Ihr Metier in Italien nicht ausreichend respektiert wird?
„Es muss mehr verteidigt werden. Warum muss man trainieren um hzu singen und warum ist es nötig statt dessen , diese Kunst herunterzusetzen, indem man Schauspieler, die improvisieren, auf eine Bühne steigen oder vor einer Fernsehkamera agieren läßt?“

Wie wichtig ist das Studium/Lernen?

„Studium und Arbeit sind eines: das was du gelernt, gelesen hast, das was Dich berührt hat, Dich neugierig gemacht hat, wird Dir Dein Leben lang dienen. Wenn Du unwissend bist, kannst Du nicht vorwärts gehen. Das Wissen ist es offensichtlich, das hilft, das den Geist öffnet: wir werden uns anders bewegen im täglichen Leben, man gleitet ins Leben in einer bewußeren Weise.“

Wie sehr hat Sie die Tatsache „konditioniert“(geprägt), in einem bergamaskischen Dorf aufgewachsen zu sein?

„Man kann sich nicht aussuchen, wo man geboren wird. Meine Familie ist eine sehr einfache, es sind alles Fliesenleger. Die einzigen Aussichten für mich waren Fliesenleger oder Bankangestellter zu werden. Ich wußte nicht, was ich tun würde, aber ich fühlte, dass mir etwas fehlte. Die Meinen waren ehrliche Arbeiter, die mir eine Erziehung und eine außerordentlich Kraft gegeben haben. Aber ich hatte einen persönlichen, inneren Durst... ich war nicht umgeben von Büchern, aber ich fühlte, dass ich durstig nach etwas war, das es nicht gab. Ich wollte den Geist entdecken.“

Und um das zu tun haben Sie alles gemacht...

„Ich habe bei der Polizei gearbeitet, aber nach 1 ½ Jahren habe ich verstanden, dass es dort nicht gut war und bin dann nach Amerika gegangen, ich war Animateur, Kellner und Babysitter. Ich wollte das Leben fühlen, verstehen. Eines Abends war ich in Rom, am nächsten Tag wollte ich nach Mailand abreisen. Ein Freund beschloss, mich mit ins Theater zu nehmen. Ich war noch nie da gewesen. Es gab „La Gatta Cenerenola“ und ich war wie vom Donner gerührt.“


Was ist Ihnen aufgefallen?

„Der Text war im Neapolitanischen Dialekt es 16. Jahrhunderts und ich komme aus der Provinz Bergamo. Daher verstand ich nichts. Aber es ist nicht nötig zu verstehen um zu lieben: von dieser Bühne kam zu mir Antriebsenergie. Ich erinnere mich an die Lichtwechsel, die Klatschbasen, die Stücke der Fischer, das Flattern der Wäschestücke und den Rhythmus der Musik. Von dort wurde mir klar, dass das meine Leiderschaft sein wird und je mehr es mich begeisterte, desto mehr verstand ich, dass das der richtige Weg sein wird, den ich genommen habe.“

Erzählen Sie mir über die Jahre.

„Tagsüber besuchte ich die Akademie, dann arbeitete ich in einem Restaurant und nachts lernte ich. Aber es belastete mich nicht. In gewisser Weise trauere ich diesen Momenten nach: jetzt ist alles viel leichter – und ich bin glücklich darüber , aber es gefällt mir, im Geist zu diesen Gefühlen der Unsicherheit über die Zukunft , zur reinen Leidenschaft zurückzukehren. Heute kann ich mich freuen, danken dafür, wie alles gekommen ist, danken auch für die einfachen Anfänge, die ich hatte.“

Wer hat Ihnen zum ersten Mal gesagt, dass Sie“gut“sind?

„Eine für mich sehr wichtige Person: Andreas Rallis, ein Lehrer an der Akademie, an den ich mich wandte um zu beginnen, den Sinn der Schauspielkunst zu verstehen. Er hat mich unter seine Fittiche genommen: ich erinnere mich, dass er mich einen Teil von „Maß für Maß“ von Shakespeare lernen ließ, den ich bei den Proben für den Eintritt in die Akademie vortrug und sie haben mich genommen.Wir machten weiter, voneinander zu hören. Es ist wirklich wichtig wer Dir auf Deiner Straße begegnet. Daheim hatte ich nie von Introspektion, Poesie oder vreschwenderischen Gefühlen gehört. Ich war durstig, es zu erfahren.“

ich habe gelesen, dass Sie, wenn Sie nicht eine Karriere als Schauspieler gemacht hätten, sich als Psychologe eingeschrieben hätten.

„Wenn sie mich nicht genomen hätten als ich fertig war, wäre ich nicht herumgelungert; ich wäre nach Hause zurückgekehrt und hätte mich für Psychologie eingeschrieben. Es war immer meine Leidenschaft. Es würde mich z.B. jetzt interessieren, was Sie denken... Ich war einige Tage in der Nähe eines Sees und sah einen Mann mit einem Kind und ich begann zu denken, dass dieses Kind alles für ihn war. Es gefällt mir, mir das Leben der Menschen vorzustellen.“

Was sind Ihre Verpflichtungen anderen gegenüber?

„ Vor 5 Jahren wurde ich gefragt, ob ich Unicef-Botschafter werden wollte; ich habe 3 Tage nicht geschlafen, weil ich dachte, dass das nicht angemessen sei! Ich war in Indonesien, Mozambique, Malawi, mitten unter den Menschen.“

Wie haben Sie diese Reisen verändert?

„ In der Welt sind wir in der dritten, glücklichen und wir legen drüber keine Rechenschaft ab: wir haben alle möglichen Erleichterungen. Wenn Du dorthin gehst und in die Hütten eintrittst, in die Not, um zu sehen, dass die Kinder wie Fliegen sterben, sogar an einer oberflächlichen Wunde am Bein, weil sie nicht wissen dass ein wenig Salz ausreichen würde, sie zu desinfizieren, weil des ihnen am ABC der Medizin fehlt, veränderst Du Dich, alles wird relativ, verkleinert, das Leben hat einen anderen Wert. Nach diesen Reisen ist es, als ob in mir ein Vulkan ausgebrochen wäre“

Was werden Sie nie aufgeben?

„Die Liebe zum Leben, zum Positiven dieses Kunstwerks: jeder von uns ist einzigartig. Wenn wir nur an den Akt der Empfängnis denken würden, müßten wir mehr Respekt haben . Du bist dort, ich bin hier und diese Sache kann nicht geschehen. Das Leben ist ein Mikrokosmos des Denkens und sollte noch mehr respektiert werden in einer Zeit, wo es scheint, das sein Wert gleich Null ist.“

Was macht Ihnen Angst?

„Die Gleichgültigkeit. Die Menschen denken immer mehr an sich selbst und auch ich tue das, wir neigen dazu, uns in uns selbst einzuschließen. Die moderne Gesellschaft bringt Millionen von Personen hervor, die nebeneinander leben, die aber alle getrennt sind voneinander. Man kennt sich nicht im gleichen Wohnhaus, man hat Angst, an die Tür des Nachbarn zu klopfen. Und mir machen die Arroganz und die Anmaßung der Mächtigen Angst, die jegliche Gesellschaft zerstören können.“

Was hoffen Sie für sich selbst?

„ Ich hoffe, dass ich nie das zivile Gewissen verliere, weil wir sind es, die die Dinge ändern können. In Wirklichkeit bin ich sehr optimistisch und positiv, aber ich merke, dass eine soziale Ethik fehlt. Und das heißt, die Grenze zwischen Gut und Böse zu verstehe, die Richtung, die wir nehmen wollen, der Sinn des Lebens, wie man sich den Schwachen gegenüber verhält.“

Wohin ziehen Sie sich zurück, um zu sich selbst zurückzufinden?

„Um mich zu erholen habe ich ein kleines Häuschen in der Toskana: dort verbringe ich meine Zeit in der Natur, schneide mein Brennholz, schneide meine Rosen, schieße mit dem Bogen, laufe, fahre Rad, lebe mitten in der Natur.“

Möchten Sie weg von diesem Italien?

„Niemals! Ich will nicht weggehen; ich will hier bleiben und kämpfen, verstehen und vermitteln. Wenn wir hier sind, gibt es ein Motiv: die Wirtschaftskrise kommt, weil die Person in der Krise ist. Also müssen wir versuchen, die Würde wieder herzustellen. Ich bin dank meiner Arbeit viel herumgereist und ein Land so schön wie unseres gibt es nicht: Goethe nannte es das Schöne Land, denkt nur daran, dass 78 % des künstlerischen Erbes weltweit hier ist. Die Kunst, das Essen, die Küste, die Berge, die Landschaft, Michelangelo, die Türme, alles sollte uns stolz machen. Ich bin mir seiner Seltenheit bewußt. Es ist ein gesegnetes Land und wir erkennen es nicht. Ich möchte die Leute in einige Länder der Sub-Sahara-Aera oder nach Afghanistan schicken. Wehe Dir, Italien mit all seinen Schwierigkeiten und seinen Widersprüchen zu verlassen. Deswegen müssen wir hierbleiben!“
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 26. Sep 2010 00:33

CINEMA Alessio Boni: amo la semplicità
Una corsa con la moto, una nuotata in piscina, la polenta della mamma: questo adora l’attore toscano. E preferisce raccogliere le olive che sfilare sul red carpet.
di Maria Laura Giovagnini

A teatro disquisirà di dipinti in Art. Qual è il capolavoro che la emoziona di più?
Nella pièce di Yasmina Reza (che porterà in tournée con Alessandro Haber e Gigio Alberti, ndr) tutto verte attorno a un quadro astratto, mentre il mio capolavoro prediletto è Davide con la testa di Golia di Caravaggio. L’ho amato dalla prima volta che ho visitato la Galleria Borghese, a Roma, con quella sua allusione a Sant’Agostino ( Humilitas Occidit Superbiam, l’umiltà uccise la superbia). Il fatto che poi abbia impersonato il pittore in una fiction è solo un’interessante coincidenza.

Un rito giornaliero?
Una bella nuotata appena sveglio ogni volta che è possibile. D’estate è più semplice: nel mio buen retiro in Toscana c’è una piscina. E ho un’abitudine serale: prima di dormire, leggo una poesia. Adesso sul comodino ho un libro di Fernando Pessoa. Piatto prediletto? La gallina ripiena e la polenta taragna di mamma Roberta. Però come cuoco me la cavo anch’io. I risotti sono la mia specialità.

Passioni?
La moto, senza dubbio. Ho una Kawasaki, guidarla mi rilassa e mi libera la mente. Dopo La meglio gioventù, per togliermi dalla pelle il ruolo di Matteo Carati (il ragazzo suicida, ndr) ho passato giorni e giorni in giro per il deserto tunisino. Malgrado avessi girato con i miei amici storici (Luigi Lo Cascio e Fabrizio Gifuni, ndr), è stato uno dei film più impegnativi.


L’intervista completa su "Io donna", 25 settembre - 1 ottobre 2010

di Maria Laura Giovagnini

http://www.leiweb.it/iodonna/ascolto/10 ... -art.shtml

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Ich liebe die Einfachheit

Eine Fahrt mit dem Motorrad, Schwimmen im Swimmingpool, die Polenta von Mamma: das ist, was der toskanische Schauspieler mag. Und er zieht die Olivenernte dem Präsentieren auf dem Roten Teppich vor.

Im Theater werden Sie in "Art" über Gemälde diskutieren. Welches Meisterwerk berührt Sie am meisten?
Im Stück von YR dreht sich alles um ein abstraktes Gemälde, während mein Lieblingsbild "David mit dem Haupt von Goliath" von Caravaggio ist. Ich habe es seit meinem ersten Besuch in der Galleria Borghese in Rom geliebt, mit seinen Anspielungen auf den Heiligen Augustin (Demut besiegt den Stolz). Die Tatsache, dass ich dann den Künstler in einem Spielfilm verkörpert habe, ist nur ein interessanter Zufall.

Ein täglicher Ritus?
Eine schöne Runde zu schwimmen kaum dass ich aufgewacht bin, sooft als möglich. Im Sommer ist es einfach: in meinem "buen retiro" in der Toskana gibt es ein Schwimmbecken. Und ich habe ein Abendritual: vor dem Einschlafen lese ich ein Gedicht. Zur Zeit habe ich ein Buch von Fernando Pessoa auf dem Nachttisch. Lieblingsessen? Gefülltes Hähnchen mit Buchweizen-Käse-Polenta von Mamma Roberta. Aber als Koch habe ich das übernommen. Meine Spezialität sind Risotti.

Leidenschaften?
Zweifelsohne das Motorrad. Ich habe eine Kawasaki. Darauf zu fahren entspannt mich und macht den Geist frei. Nach "Meglio Gioventu" bin ich, um mich der Haut des Matteo Carati zu befreien (Anm. d. Verf. Der junge Mann, der Selbstmord begangen hat), Tag um Tag durch die tunesische Wüste gefahren. Obwohl ich mit meinen langjährigen Freunden gedreht habe, war es einer der anspruchsvollsten Filme.

Das komplette Interview ist in "Io Donna" vom 25.9. - 1.10., vielleicht kann das wieder jemand besorgen!!
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon gaby » 26. Sep 2010 09:52

Come se la cava con i lavori manuali?
Decisamente bene: dalle picoli riparazioni in casa ale raccolta delle olive (in campagna ho 120 piante).La cosa strana e che non lon devo alle mie origini( papa e impressario edile e ,fino a 16 anni ho lavorato come piastrelista per lui) ma al mio insegnante del Accademia era" Orazio Costa era un teoretico del " fare".
Barbiere o parruchiere?
Be,in genere i capelli me li sistemano sul set.Pero,se devo scegliere io,barbiere,senz"altro.

La citta del cuore?
Roma.D"accardo,,sara caotica,ma ha monumenti e una luce ineguagliabili.Anche adesso che mi sono transferito in una casale in provincia Arezzo,non ho rinunciato al mio bilocale vicino a Piazza del Panteon.
Che libro sta leggendo?
39 colpi di pugnale di Gaicomo Battiato ( forse piu noto come regista).La storia di uno omicidio ambientata nell"Ottocento in Sicilia,una terra che amo e che conosco bene.Ci ho girato un film e so-
no andato spesso a Palermo a trovare Luigi ( Lo Cascio)
Mai senza ?...
Un maglioncino di cachemire.Sia in citta (con l"aria condizionata oggi non si scherza) sia in moto o in barca.Sta benissimo con il mio look abituale:jeans,camicia e un giubbotto di pelle.
Quale auto quida?
Una BMW X3 di seconda mano.Non ho mai comprato una macchina che non fosse usata.Sarei disposto a spendere solo pre una idrogeno! La mia auto "storica"e stata una Panda:quando arrivai a Roma per tentare l"esame al Centro di Cinematografia,pre risparmiare ci dormivo dentro.Mi ero iscritto a una palestra,cosi la doccia andavo farla li.
Ultimo regalo fatto?Un frigirifero.L"ho preso per una persona che stava cambiando casa e non ce l"aveva...Si ammetto:era per la mia nuova ragazza.Ma non dico una parola di piu:lei non appartiene al mondo dello spettacolo e ha dirrito all"anonimato.
Piatto predilatto?
La gallina ripiena e la polenta taragna di mamma Roberta.Pero come cuoco me la cavo anch"io.I risotti sono la mia specialita.
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 26. Sep 2010 10:30

Gaby, ganz herzlichen Dank!! Ich mache mich später gleich an die Übersetzung!
Baci Birgit
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