Interviews mit Alessio/Interviste

Alles über Alessio als Künstler und Mensch, aktuelle Informationen, Fotos und Links, Interviews, Presse etc.

Tutto su Alessio, artista e uomo, informazione, foto e links, interviste, stampa...

Anything about Alessio as an artist and as a person, informations, picture and links, interviews, press...

Moderatoren: honey379, mingi17, Sweety

AbonnentenAbonnenten: 0
LesezeichenLesezeichen: 0
Zugriffe: 33060

Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 2. Feb 2010 18:28

martedì 5 gennaio 2010
In dialogo con Alessio Boni

Dopo anni di serio e tenace impegno, Alessio Boni raccoglie oggi in tutto il mondo un meritato successo e importanti riconoscimenti. Tra questi il “Premio Fraternità – Città di Benevento 2008” promosso dai Gruppi del Dialogo della Campania, Puglia e Basilicata. Significativa la frase che egli cita per presentare il suo lavoro: “Un attore ha il dovere di afferrare il pieno significato della vita”. Di conseguenza ogni sua interpretazione è una ricerca senza risparmio, perché è in gioco sempre la possibilità di donare all’umanità questi frammenti di significato. Riportiamo l’intervista che ha voluto concederci ultimamente.


Una delle tue performance più significative è stata certamente l’interpretazione di Andrej Bolkonskij in Guerra e Pace di Robert Dornhelm, dal capolavoro di Toltoj, con un cast internazionale di rilievo. Ma anche un’esperienza fondamentale nel tuo percorso.

Beh, devo dire grande esperienza, perché recitare accanto ai russi, polacchi, austriaci, italiani, tedeschi francesi, spagnoli e inglesi amplia tantissimo il tuo modo di vedere e di ciò che pensi tu della recitazione…Sono lezioni di vita che arricchiscono immensamente se si è pronti ad accoglierle e non solo dal punto di vista professionale.

Quale è stato il tuo approccio con l’interiore complessità del principe Andrej?

Andrej Bolkonskij è stato un osso duro…un uomo che reprime i suoi sentimenti per la severa educazione ricevuta, e dove l’onore e la patria hanno la priorità assoluta di fronte a qualsiasi cosa, anche davanti alla famiglia stessa. Affronta la guerra in prima persona, rimane ferito e si rende conto di quanto sia insulso ed inutile qualsiasi scontro bellico: vite e beni sacrificati ad un fine inutile. Ed ecco che l’uomo fuoriesce dalla livrea di principe, si avvicina a noi, ai nostri pensieri quotidiani e diventa una persona del nostro tempo e che potrebbe possedere il nostro sguardo…

Una forte richiamo a cercare la giustizia attraverso l’ardua strada della pace.

Grande messaggio per tutti: il cuore non può essere costipato e costretto dalla pura logica della razionalità…Quanto esso avverte è più forte di qualsiasi cosa

Da Andrei Bolkonskij al musicista Giacomo Puccini, passando per Caravaggio…

Dopo la straordinaria emozione vissuta nell’interpretare l’inquieto e tormentato personaggio del pittore Caravaggio, mi sono trovato davanti il copione di “Puccini”. Come entrare nella vita del geniale musicista? Ho cercato di leggere tutto, mi sono tuffato negli archivi ,ho visto i lavori su di lui, tutti i documenti possibili, sono stato nella sua città, nei posti dove ha vissuto, mi sono fatto travolgere dalla sua musica….

Penso che il dramma intimo e mai domato di Puccini tra l’idea e la bellezza reale, tra la furia dell’ispirazione e la resa artistica abbiano trovato nella tua interpretazione un’unità altissima, resa con sensibilità espressiva e scavo psicologico. Ci hai fatto vedere la fragilità dell’uomo e la grandezza del genio, l’intima e mai domata sofferenza del vivere, esorcizzata spesso in quell’aspetto di gaudente e di sfrenata voglia di vivere… A distanza, cosa ha lasciato in te il personaggio Puccini?

Intanto la conoscenza di un uomo che mi era lontano. Poi ho compreso in profondità l’ispirazione della sua arte. Avendo perso il padre a 6 anni, la sua vita è stata dominata dalla presenza femminile, in particolare dalla mamma, una donna forte, gagliarda, laboriosa e intrepida. L’universo femminile diventa l’essenza della sua vita. Le sue opere sono sempre ispirate da un personaggio femminile e sono tutte metafore della forza della donna, nel cui rapporto egli cercava forse quella sicurezza che gli era mancata.

Nel 2009 il film Complici del Silenzio di Stefano Incerti, un’avventura tematica e geografica di cui sei stato protagonista.

Quando mi sono trovato tra le mani la sceneggiatura siglata da Incerti e Rocco Oppedisano, mi sono detto: “Qui si va in profondità nella Storia, in uno dei drammi più grandi vissuti da un popolo: la scomparsa di uomini e donne accusati ingiustamente da un regime totalitario, i Desaparecidos.”

Ancora il tema del male che si nasconde dietro l’apparente calma della realtà.

Ancora una volta il mascheramento, e dietro quella maschera una folle mattanza di uomini. Un film che potrà aiutarci a capire che bisogna sempre impegnarsi per migliorare i rapporti sociali. Quando incontro i giovanissimi dico loro una cosa sola: “Cercate di diventare persone di valore. In qualsiasi campo andrete a lavorare non cercate ad ogni costo il successo o il potere! Cambierete in tal modo la società in cui vivete…la renderete più umana e vivibile. E’ un clic mentale piccolissimo ma enorme nei suoi effetti.

Da Complici del silenzio ad un testo contemporaneo Il Dio della carneficina della drammaturga francese Yasmina Reza, attualmente nei più importanti teatri italiani.

Dopo tanti film in costume avevo esigenza di un testo teatrale che avesse a che fare con l’oggi della nostra società. Grazie al regista Roberto Andò leggo “Il Dio della carneficina”, dove con persistente ironia e leggerezza si entra in certe situazioni, apparentemente tranquill, ma che nascondono conflittualità inconsce, violenza di pensiero, ipocrisia.

Una storia ed un personaggio molto diversi da quelli finora interpretati.

Sono stato colpito prima di tutto dalla scrittura: parole forti, dure, dirette. Per una lite tra due ragazzi due coppie di genitori si incontrano e, parola dopo parola, rompono gli argini, cadono le maschere: comincia la “carneficina”, apparentemente comica e ricca di ilarità – il pubblico infatti ride - , ma in realtà si entra nella complessa mostruosità di pensiero dei personaggi, resi stupendamente da Silvio Orlando, Anna Bonaiuto e Michela Cescon .

Come viene accolto questo testo dal pubblico italiano?

La reazione del pubblico è di sorprendente complicità: esorcizza la paradossale situazione ridendo, ma alla fine, uscendo dal teatro, è soddisfatto e pensoso. Intravedono quello che manca…e di cui abbiamo necessità… Come sempre è la grande magia del teatro che ti porta in maniera diretta e immediata a ripensare la tua vita.



Pubblicato da Pasquale Lubrano Lavadera e Raffaella Bellucci Sessa a 15.42 0 commenti

http://incamminodialogando.blogspot.com ... essio+Boni

Übersetzung bzw Zusammenfassung kommt
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10008
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 2. Feb 2010 18:29

Im Dialog mit Alessio Boni

Nach Jahren ernsthafter und anhaltender Bemühungen erntet Alessio Boni heute auf der ganzen Welt verdienten Erfolg und bedeutende Auszeichnungen. Darunter ist der „Brotherhood Award – City of Benevento“2008, der von der Dialog-Gruppe Kampanien, Apulien und Basilicata gefördert wird. Vielsagend der Satz, den er zitierte um seine Arbeit zu präsentieren: „ Ein Schauspieler hat die Pflicht, den vollen Sinn des Lebens zu begreifen“. Daher ist jede seiner Interpretationen eine Suche ohne Ersparnis, weil immer die Möglichkeit auf dem Spiel steht, der Menschheit diese Fragmente der Bedeutung zu geben. Hier ist das Interview, das er uns kürzlich gegeben hat. (eigentlich: geben wollte)

Eine Deiner bedeutendsten Rollen war sicher die Interpretation des Andrej Bolkonskij in Krieg und Frieden von Robert Dornhelm, des Meisterwerks von Tolstoi, mit einer Besetzung von internationaler Bedeutung. Aber auch eine grundlegend Erfahrung auf Deinem Weg.

Gut, ich muss sagen eine große Erfahrung, weil neben Russen, Polen, Österreichern, Italienern, Deutschen, Franzosen, Spaniern und Engländern zu spielen erweitert Deine Sichtweise und das, was Du über Deine Spielweise denkst, sehr. Das sind Lektionen des Lebens, die immens bereichern, wenn man bereit ist, sie anzunehmen, und das nicht nur aus beruflicher Sicht.

Wie war Dein Umgang mit der inneren Komplexität des Fürsten Andrej?

Anrei Bolkonskij war ein harter Knochen... ein Mann, der seine Gefühle aufgrund der harten Erziehung, die er erhalten hatte, unterdrückt, und wo Ehre und Vaterland absolute Priorität vor allem andern haben, auch vor der Familie selbst. Er stellt sich dem Krieg in erster Front, wird verletzt und erkennt, wie dumm und sinnlos jeder Kampf im Krieg ist:Leben und Eigentum wird einem sinnlosen einem nutzlosen Ziel geopfert. Und dann kommt der Mensch raus aus seiner Uniform, kommt nah an uns heran, an unsere täglichen Gedanken und wird zu einer Person unserer Zeit und kann unsere Aufmerksamkeit fesseln.....

Ein starker Aufruf, die Gerechtigkeit durch den harten Weg des Friedens zu suchen.

Eine große Botschaft an alle: das Herz kann nicht von der reinen Logik der Rationalität überlastet und eingeschränkt werden. Wieviel es empfindet ist es viel stärker als alles andere.

Von Andrei Bolkonskij zum Musiker Giacomo Puccini, über Caravaggio...

Nach den außergewöhnlichen Emotionen, die ich bei der Interpretation der unruhigen und gequälten Persönlichkeit des Malers Caravaggio erlebte, fand ich das Skript von „Puccini“ vor. Wie solle ich eintreten in die Welt des genialen Musikers? Ich habe versucht, alles zu lesen, ich bin in die Archive eingetaucht, habe seine Arbeiten angeschaut, alle möglichen Dokumente, ich war in seiner Stadt, an den Orten wo er lebte, ich wurde von seiner Musik überwältigt....

Ich glaube, dass das innere und nie bezähmte Drama Puccinis zwischen Idee und wahrer Schönheit, zwischen der Wut der Inspiration und künstlerischer Leistung in Deiner Darstellung eine höchste Einheit gefunden haben könnten, erreicht durch ausdrucksvolle Empfindsamkeit und psychologische Tiefe. Du hast uns die Zerbrechlichkeit des Menschen und die Größe des Genies sehen lassen, das tiefe und nie bezähmte Leid des Lebenden, oft beschworen in jenem Aspekt der Vergnügungssucht und der grenzenlosen Lebenslust... Aus der Distanz, was hat in Dir die Persönlichkeit Puccinis hinterlassen?

Inzwischen die Kenntnis eines Menschen, der weit von mir weg war. Dann habe ich zutiefst die Inspiration für seine Kunst verstanden. Da er seinen Vater mit 6 Jahren verloren hatte, wurde sein Leben bestimmt durch die weibliche Präsenz, besonders in Gestalt seiner Mutter, einer starken, tüchtigen, arbeitsamen und furchtlosen Frau . Das weibliche Universum wird die Essenz seines Lebens. Seine Werke werden immer inspiriert durch eine weibliche Person und sind alle Metaphern für die Macht der Frauen, in deren Beziehung er vielleicht jene Sicherheit suchte, die ihm fehlte.

2009 dann der Film „Complici del Silenzio“ von Stefano Incerti, ein thematisches und geographisches Abenteuer, in dem Du die Hauptperson gewesen bist

Als ich das Drehbuch von Incerti und Rocco Oppedisano in Händen hielt, sagte ich mir: „ Hier geht es tief in die Geschichte, in eine der größten Tragödien, die ein Volk er: das Verschwinden von Männern und Frauen, die zu Unrecht von einem totalitären Regime angeklagt wurden, die „Verschwundenen“.

Wieder das Thema des Bösen, das sich hinter der scheinbaren Ruhe der Wirklichkeit verbirgt.

Noch einmal die Maskerade und hinter dieser Maske die wahnsinnige Tötung von Menschen.Ein Film, der uns helfen könnte zu verstehen, dass es nötig ist, sich immer für die Verbesserung der sozialen Beziehungen einzusetzten. Wenn ich die Jugend treffe, sage ich ihnen immer eines: versucht Menschen von Wert zu werden. Auf welchem Gebiet ihr auch arbeiten werdet, sucht nicht den Erfolg und die Macht um jeden Preis! Auf diese Weise wird sich die Gesellschaft, in der ihr lebt, verändern...sie wird menschlicher und lebenswerter. Es ist ein winziger psychischer Klick, aber enorm in seiner Wirkung.

Von den „Complici“ zu einem zeitgenössischen Text „Il Dio..“ von der französischen Dramatikerin Yasmina Reza, zur Zeit in den wichtigsten italienischen Theatern.

Nach so vielen Kostümfilmen brauchte ich ein Stück,. Dank des Regisseurs Roberto Andò las ich „Il Dio“ , wo man mit anhaltender Ironie und Leichtigkeit in bestimmte Situationen eintritt, die scheinbar friedlich sind, aber unbewußte Konflikte, Gewalt des Denkens, Heuchelei verbergen

Eine Geschichte und ein Charakter, die sich von den bisher interpretierten sehr unterscheiden.

Ich war zuallererst betroffen von der Schreibweise: kraftvolle, harte, direkte Worte. Wegen eines Streits zwischen zwei Jungen treffen sich zwei Elternpaare und, Wort für Wort, brechen die Dämme, fallen die Masken: es beginnt das „Gemetzel“, scheinbar komisch und voller Lachen – das Publikum lacht tatsächlich - , aber in Wirklichkeit tritt man ein in die vielschichtige Monstrosität des Denkens der Personen, wunderbar dargestellt von Silvio Orlando, Anna Bonaiuto und Michela Cescon.

Wie kommt dieser Text beim italienischen Publikum an?

Die Reaktion des Publikums ist ein überraschendes Einverständnis: es bannt die paradoxe Situation lachend (??), aber am Ende, wenn es das Theater verläßt, ist es zufrieden und nachdenklich. Es ahnt/durchblickt, was fehlt... und was wir brauchen... Wie immer ist es der große Zauber des Theaters, das dich auf direkte und unmittelbare Weise dazu bringt, Dein Leben zu überdenken.
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10008
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 18. Feb 2010 19:38

Bild

Alessio sagt am Schluß, dass er an "RAin Man" denkt, den er auf die Bühne bringen will. Als Theaterstück kenne ich das nicht, jemand von euch ?
In London haben sie es gespielt, Infos hier http://www.apollo-theatre-london.co.uk/, wird schwierig mit der Beschaffung eines deutschen Texts, wenn er das spielt
Übersetzung folgt.
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10008
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 18. Feb 2010 21:42

Wir bringen die Jugend zurück ins Theater
Auf der Bühne auch Silvio Orlando, Anna Bonaiuto und Michela Cescon

Er eröffnet seine Homepage mit dem Gedicht „Während der ganzen Reise“ von Nazim Hikmet, um dann den Besucher zu einer ebenso programmatischen wie treffenden Deklaration zu führen: „Ich liebe meine Arbeit und der wahre Erfolg für mich ist, im Leben das machen zu können, was mir vor vielen Jahren meine Leidenschaft als meine Wahl diktiert hat.“

Alessio Boni kehrt, nachdem er große Popularität mit Fernseh- und Filmproduktionen erworben hat, zurück auf die Bühne mit „Il dio...“, ab heute bis zum Sonntag, den 21. Februar im Theater Storchi in Modena. In einem Stück von Y. Reza unter der Regie von Roberto Ando sieht man an der Seite von Boni Matadore vom Kaliber eines Sivio Orlando, Anna Bonaiuto und Michela Cescon, die schon Partnerin von Boni im schönen Film von MTG „Quando sei nato...“ war.

„Zu lange Zeit“, erkärt der Schauspieler, bergamasikscher Herkunft mit einem Diplom der Akademie der dramatischen Kunst Silvio D'Amico - „ habe ich mich dem Theater enthalten, es ist nicht leicht, sich eine Pause von 5, 6 Monaten zuzugestehen um sich einer Tournee zu widmen, wenn man mit Verpflichtungen in Film und Fernsehen belastet ist, aber im letzten Jahr habe ich gesagt, es reicht, meine letzte Theaterarbeit ging zurück ins Jahr 2002.

Nun, Sie haben „Die Formel“ von David Auburn auf die Bühne gebracht. Warum haben Sie „il dio“ für Ihre Rückkehr ausgewählt?
„ Ich wollte mich an einen zeitgenössischen, übergreifenden Text heranwagen, der von vier , sechs Personen auf der Bühne charakterisiert wird. Vor einigen Jahren habe ich den Text der Reza auf Französisch gelesen. Ich habe mich in ihn verliebt und so sprach ich darüber mit Roberto Ando. Ich schlug Michela Cescon für die Rolle der Annette, der Frau meines Charakters vor. Und Roberto dachte sofort an Silvio und Anna als Michel und Veronique. Meine Kollegen teilen, mit viel Bescheidenheit, das, was ich ihnen als das enthüllt habe, was ich mir vorgenommen habe: die Jungen und soviele Leute wie möglich ins Theater zu bringen.“

Zwei Paare treffen sich um über das rebellische Verhalten der eigenen Kinder zu diskutieren: wer ist Alain, seine Persönlichkeit?

„ ein karrieresüchtiger, ...(?), viehischer, zynischer und nihilistischer Rechtsanwalt. Im Unterschied zu den anderen drei Personen, die ihre wahre Natur verstecken um sie dann in einem Anstieg der Spannung explosionsartig zu enthüllen. Alain ist stolz darauf, dass sein Sohn den anderen Jungen geschlagen hat. Er befindet sich dort, weil er eigentlich die Eltern des Opfers kennenlernen sollte, aber im Kopf denkt er an seine Arbeit. Alain explodiert nicht, er implodiert. Jede der Personen ist damit beschäftigt, einer Einbahnstraße zu folgen, bis zur Verdammnis. Die Botschaft des Textes ist wirklich diese: heutzutage ereignen sich die Gegensätze zwischen den zivilisierten Menschen, weil ein jeder in seinem Mikrokosmos lebt, ohne auf den andern zu hören. Die Gewalt zwischen den Kindern läßt die zwischen den Erwachsenen entfesseln, die Matrix für alles.“

Wer ist „Der Gott des Gemetzels“

„Meine Figur erklärt es: es ist die Gewalt/Macht, die sich erhebt um zu bestimmen: von der Keule in prähistorischer Zeit zum Geld und zur Korruption von heute“.

In Kürze werden wir Sie in „Sinestesia“, einem Film des Schweizers Erik Bernascoi, sehen. Andere Projekte?

Viel Fernsehen und Film, ich würde gern einen weiteren zeitgenössischen Text auf die Bühne bringen. Viele würden mich reizen; ich denke an „Rain Man“, eine andere Sache, die als Film respektiert wurde. In Italien funktionieren die großen Klassiker oder das Kabarett durch die Komik, ich liebe die übergreifenden Werke."
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10008
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 17. Mär 2010 16:52

17 marzo 2010
"Alessio Boni: In Tutti pazzi per amore faccio l'ornitologo nerd"

di Raffaella Serini

00CommentiAggiungi un commento
<p>Alessio Boni: «In Tutti pazzi per amore faccio l'ornitologo nerd»</p>
PHOTO KIKA PRESS

Si spera sia solo una metafora, considerato che parliamo di una fiction canterina…
«Ma lui andrebbe bene pure se fosse stonato davvero, è questo il suo bello».

Alessio Boni ha imparato qualcosa di ornitologia da Adriano?
«Assolutamente no, non ne so nulla, a parte due o tre cosine sulle poiane… Come se mi chiedesse: "Ha imparato a dipingere dopo aver fatto Caravaggio?". No».

A Vanity Fair l'autore di Tutti pazzi Ivan Cotroneo ha anticipato alcuni dei brani della nuova stagione. Lei quali pezzi canterà?
«La più significativa e divertente sarà Passerotto di Claudio Baglioni».

Evidentemente su Baglioni non è portato: la canzone si chiama Sabato pomeriggio. I suoi musicisti preferiti, invece?
«Un gruppo antico, gli Eagles. Un artista romantico, Damien Rice. E Beck».

Adriano è un molto timido e imbranato. A lei capita mai di sentirsi così?
«A tutti succede di sentirsi goffi e impacciati in certi contesti, vedi il primo giorno di scuola… Nel mio caso, più che la timidezza è la riservatezza a caratterizzarmi, il mio non voler mettere tutto in piazza. Credo dipenda dal fatto di essere bergamasco, e per questo un po' "lacustre"».

A proposito delle sue origini. Ricordo che in un'intervista da Daria Bignardi, mi fece molto ridere imitando se stesso in versione pre-corso di dizione.«Allora ha visto che ero già riuscito a farla ridere? Magari è stato lì che mi hanno preso in considerazione come comico».

Cosa l'affascina maggiormente della comicità?
«Quando è scritta bene, il suo essere divertente ma allo stesso amara, veritiera, capace di far riflettere. Come quella di Il dio della carneficina, spettacolo teatrale che ho da poco finito di portare in scena, o che ritroviamo in film tipo Le invasioni barbariche o Quattro matrimoni e un funerale».

La sua partner sul set, Chiara Francini, dice che lei è un vero signore. In che modo manifesta questa sua signorilità?
«Non si deve dimostrare, quella o ce l'hai o non ce l'hai, mica la impari. Se non sei un uomo gentile, puoi fare finta per uno, due giorni, ma poi al terzo ti viene fuori la porcata».

E a cosa deve questa gentilezza d'animo?
«Diciamo che ho un atteggiamento rispettoso nei confronti dell'altro sesso, forse perché sono cresciuto in un ambiente matriarcale, con una mamma che è stata la colonna portante della famiglia, e una nonna, Maddalena, che per me ha rappresentato una guida inestimabile. Non lo dico per accalappiarmi la simpatia del pubblico femminile, ma, per me, le donne sono davvero dotate di un equilibrio splendido, e non possono che essere amate. Gli uomini che mancano loro di rispetto, trattandole come oggetti o vantandosi delle conquiste mi fanno venire l'orticaria».

A questo punto è d'obbligo che mi racconti una pazzia fatta per amore.
«Avrò avuto quindici o sedici anni, ero sulla riviera adriatica: dissi alla mia fidanzatina di farsi trovare alle ore tot in una di quelle cabine di legno sulla spiaggia. Solo che lei entrò dalla porta principale, mentre io, per non dare nell'occhio, dovetti scavare un tunnel nella sabbia che mi permettesse di sbucare all'interno della cabina…».

E per quanto dovette scavare?
«Sembra una cavolata, ma ci vollero più di tre ore. Mi ustionai tutta la schiena».

Bild

http://www.style.it/vanitypeople/show/t ... spx?page=2
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10008
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 17. Mär 2010 19:07

Übersetzung zum obigen Text. An einigen STellen hatte ich leider etwas Probleme, aber ich hoffe, es stimmt in etwa.

Alessio Boni: In Tutti pazzi spiele ich den Ornithologen-Nerd

In der neuen Staffel von Tutti pazzi per Amore, auf dem Bildschirm bei Raiunso ab dem nächsten Sonntag, betritt Adriano die Szene, Ornithologen-Nerd mit zerzausten Haaren und einer Brille erster Klassse. Doch der Schein trügt: hinter der Linse des Strebers versteckt sich einer der schönsten Schauspieler des italienischen Fernsehens: Alessio Boni.

Kann ich sagen, dass die Rolle des Adriano einen zum Lachen bringt?
„Jemanden zum Lachen zu bringen ist eine Kunst. Das Wichtige ist, nicht Heiterkeit zu erregen, wo es ernst gemeint ist.“

Sagen Sie die Wahrheit: sind Sie betroffen vom Syndrom des unglaublich schönen Schaupielers, der zeigen muss, dass er auch unterhaltsam sein kann?
„Kein Syndrom. Ich fühle mich sehr frei mich an Rollen zu wagen, wenn es mir gefällt (??), vor allem an die komplexen wie die grotesken: es ist nichts tragischer als Fehler bei den komischen Zeiten zu machen und es nicht fertigzubringen jemanden zum Lächeln zu bringen.“

Sind Sie ein sonniger Charakter?
„Ich habe eine gewisse vis comica (komische Kraft). Mit Riccardo Milani, dem Regisseur von Tutti pazzi, habe ich schon die Miniserie Rebecca gedreht, und, da die Dreharbeiten in Triest waren, kst es oft vorgekommen, dass wir miteinander weggegangen sind. Bei diesen Gelegenheiten habe ich ihn so oft zum Lachen gebracht, dass er selber einmal zu mir sagte: Ich rufe Dich an, sobald ich eine Komik-Stückchen gefunden habe, das zu Dir paßt.

Wie haben es die andern „Schaupieler-Veteranen“ der Serie aufgenommen?
„ Sehr gut! Eine Demonstation der Tatsache, dass man in diesem Metier nie Angst haben sollte, vor denen, die gut sind: die großen Schauspieler sind heiter und besitzen ein inneres Gleichgewicht, das
Dich vorbereitet und Dir hilft. Diese Hunde sind jedoch zu fürchten, weil sie dazu neigen, dich mit ihnen nach unten zu ziehen. (??)

Was haben sie Ihnen gelehrt, Solfrizzi & Co?

„Mit Emilio, einem große, haben wir am Set viel zusammen gearbeitet. Dank ihm und Carlotta Natoli (Monica) bin ich mit den vielen Nuancen der Komik vertraut geworden: es genügt, eine Sekunde zu spät aufzutreten, um den komischen Effekt zu verlieren. Und in Tutti pazzi ist der „richtige Augenblick“ grundlegend, denn es ist eine Komödie, die sich nicht auf den primitiven Witz gründet sondern auf die Situationskomik.“

Was sagen Sie über Ihre Rolle“
„Er ist ein“Traum-Ornithologe“, den ich von Anfang an liebte. Es hat mir gefallen, dass er eine falsche Note in der Partitur ist.

Hoffentlich ist es nur eine Metapher, denn wir reden hier über einen fiktiven Gesang..
„Aber es würde ihm gut gehen, auch wenn er wirklich falsch wäre, das ist seine Schönheit.“

Hat Alessio Boni etwas vom Ornithologen Adriano gelernt?
„ Absolut nichts, ich weiß nichts, abgesehen von zwei oder drei Dingen über Bussarde... Das ist so, als ob man mich gefragt hätte: „Hast Du malen gelernt nachdem Du Caravaggio gemacht hast?“ Nein!“

In Vanity Fair hat der komponist Ivan Cotroneo einige der Titel der neuen Staffel vorweggenommen. Welche Stücke singen Sie?
„Das bemerkenswerteste und unterhalstamste wird „Passerotto“ von Claudio Baglioni sein.“

Offensichtlich fahren Sie nicht auf Baglioni ab: das Lied heißt Sabato pomeriggio. Ihre Lieblingsmusiker indessen?

„Eine alte Gruppe: die Eagles. Ein romantischer Künstler, Damien Rice. Und Beck“

Adriano ist sehr schüchtern und unbeholfen. Ist es ihenn nie passiert, dass Sie sich so fühlten?
„Jedem passiert es, dss er sich ungeschickt und unbeholfen fühlt in geiwssen Zusammenhängen, sehen Sie den ersten Schultag...In meinem Fall ist es eher charakteristisch für mich als Schüchternheit und Zurückhaltung, das ich nicht alles an die große Glocke hängen will. Ich glaube das hängt ab von der Tatsache, dass ich Bergamaske bin und daher ein bisschen „binnenseeisch“.

Ihre Herkunft betreffend. Ich erinnere mich, dass Sie in einem Interview mit Daria Bignardi mich sehr zum lachen brachten, als Sie sich selbst in der vor-Kurs-Zeit-Sprache imitierten.
Dann hab en sie gesehen, dass es mir schon gelungen ist, Sie zum Lachen zu bringen? Vielleicht war es dort, wo ich als Komiker in Betracht gezogen wurde.“

Was fasziniert Sie am meisten an der Komik?
„Wenn es gut geschrieben ist, ihre Unterhaltsamkeit, aber auch das bittere, ehrliche, die Fähigkeit, zum Denken anzuregen. Wie im Dio, dem Theaterstück, mit dem ich bis vor kurzem auf der Bühne stand, oder das was wir im Film von der Art „Die Invasion der Barbaren“ oder „Vier Hochzeiten und ein Todesfall“ finden.

Ihre Partnerin auf dem Set, Chara Francini, sagt, dass Sie ein wahrer Herr seien. Auf welche Art manifestiert sich das?
„Das kann man nicht zeign, das hat man oder nicht, man kann es nicht lernen. Wenn Sie kein Gentleman sind, können Sie es für ein, zwei Tage vorgeben, einer zu sein, aber am dritten Tag kommt die Schweinerei aus Dir.

Und wie zeigt sich diese Höflichkeit der Seele?
„Sagen wir, ich habe eine respektvolle Haltung gegenüber dem anderen Geschlecht, vielleicht weil ich in einer matriarchalisch geprägten Umgebung aufgewachsen bin, mit einer Mutter, die das Rückgrat der Familie war und einer Großmutter, Maddalena, die für mich einen wertvollen Leitfaden darstellte. Ich sage das nicht, um die Sympathie des weiblichen Publikums zu umgarnen, sondern weil für mich Frauen wirklich von einer wundervollen Ausgeglichenheit beschenkt worden sind und nur geliebt werden können. Männer, denen es an Respekt mangelt, die sie als Objekte behandeln oder mit ihrer Errungenschaft prahlen, verursachen mir Nesselsucht.

An diesem Punkt ist es ein „Muss“, dass Sie mir eine Verrücktheit erzählen, die Sie aus Liebe gemacht haben.
„Ich war 15 oder 16 und war an der adriatischen Riviera: ich sagte meiner Freundin, dass sie sich um...Uhr in einer der Holzhütten am Strand einfinden sollte. Nur sie sollte durch die Türe gehen, ich hingegen, um nicht gesehen zu werden, wollte einen Tunnel durch den Sand graben, der mir erlaubte, ins Innere der Hütte zu gelangen...

Und wie lange mußten Sie graben?
„Es schien ein Kleinigkeit (Dummheit) zu sein, aber es dauerte mehr als drei Stunden. Ich habe mir den ganzen Rücken verbrannt."


Anmerkung: Das Interview, das hier erwähnt wird, ist das wohlbekannte "Eraglaciale" http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/me ... d.html?p=0. Wer es noch nicht gesehen hat, sollte es sich anschauen, schon allein wegen der Interaktion zwischen Alessio und seiner Interviewpartnerin :roll: Und die Sache mit der Vor-Kurs-Sprache: er demonstiert, wie er in der Schauspielschule mit seinem bergamaskischen Dialekt angekommen ist, das hört sich an, als wenn er den Mund voller heißer Kartoffeln hätte. Absolut sehenswert!
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10008
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 6. Apr 2010 16:12

Alessio Boni a TvBlog: "In Tutti Pazzi per Amore ho dato sfogo alla mia vena comica"
pubblicato: martedì 06 aprile 2010 da Hit

Bild


Oggi su TvBlog ospitiamo con piacere Alessio Boni, l’attore di interessanti produzioni come “La Meglio Gioventù” e “Caravaggio” attualmente in onda su Raiuno nella seconda stagione di “Tutti Pazzi per Amore” negli inediti panni di uno strambo ornitologo. Con lui parleremo, tra teatro e cinema, di come è arrivato ad accettare questo ruolo ma anche del suo rapporto con i dati auditel e il resto del panorama televisivo attuale.

Con tanti progetti ormai alle spalle come ricordi il periodo dei primi anni di studio e dei primi provini ?

“Sono gli anni più belli della mia carriera perché quei ricordi di sofferenza, precarietà ed incertezza hanno costruito il mio presente. A 20 anni vivi con l’illusione e la speranza che solo a quella età puoi avere e allora ti butti, dormi in macchina, fai il cameriere e hai le prime grandi gioie quando arrivano i primi provini superati. Ricordo che quando facevo il cameriere rientravo alle 2 di notte ma alle 8 ero pronto e sveglio per andare con la mia vespa ad affrontare una nuova giornata in accademia. Giorni duri e stancanti che oggi ricordo con un piacere immenso perché è sempre stato un progredire che mi ha dato tante soddisfazioni. ”

Orgoglioso di aver sudato per arrivare al successo?

“E’ stato un percorso canonico perché non ho avuto successo a 20 anni per caso grazie al boom di un film. Me lo sono conquistato pian piano facendo piccoli passi dall’accademia di arte drammatica al diploma, da una piccola parte fino a trovarmi protagonista prima in teatro, poi al cinema. Un tragitto in salita anche fortunato e gratificante che credo di essermi sudato.”

Mentre in Tv ti si vede a “Tutti Pazzi per Amore” sei impegnato a Venezia sul set internazionale di “The Tourist” con nomi veramente importanti del cinema.

“Si sono su questo set che è veramente una macchina internazionale pazzesca con attori che sono mostri sacri. L’altra sera ero in una stanza con Daniele Pecci e Giovanni Guidelli e c’erano Johnny Deep, Angelina Jolie, Timothy Dalton, Steven Berkoff (già in “Barry Lindon”) e Paul Bettany (già in “Dogville” e “A Beautiful Mind”) con un resto dello staff pieno di premi oscar. Una macchina lavorativa enorme rispetto alle nostre produzioni italiane.”

In questi grandi progetti c’è modo e tempo di instaurare anche rapporti personali?
PUBBLICITÀ
PUBBLICITÀ

In questi grandi progetti c’è modo e tempo di instaurare anche rapporti personali?

“Purtroppo è un po’ il rischio a cui si va incontro sebbene io cerchi di mantenere a galla anche dei rapporti umani. In questi casi fai un’ora di ritardo e sono centinaia di milioni di dollari persi. C’è una pressione sicuramente maggiore dovuta anche all’investimento economico che riduce un po’ il tempo di potersi scoprire e vedere. Sono esperienze diverse che però, in quanto diverse, mi attirano.”

Esperienze diverse proprio come quella provata interpretando Adriano di “Tutti Pazzi per Amore 2”. Cosa ti ha spinto ad accettare questo ruolo comico?

“Mi piace la commedia e credo di avere una mia ironia. Preferisco le commedie di situazione come “Quattro matrimoni e un funerale” o “Full Monty” più che la battuta di comico in sé. Ho sempre cercato di farne parte ma a differenza del teatro dove ho potuto sperimentarmi in questa veste, dalla Tv o dal cinema non ho mai ricevuto proposte. Quando è arrivata la proposta scritta da Ivan Cotroneo per la regia di Riccardo Milani non ci credeva nessuno e l’80% mi definiva un pazzo ad accettare ma mi sono talmente innamorato di questo personaggio, un nerd strano fuori dal mondo che parla quasi in modo autistico riguardo ai volatili, che mi ha subito conquistato. Ho sempre scelto in questo modo aldilà del fattore commerciale e dalla carriera. In “Tutti Pazzi per Amore” c’è inoltre un cast pazzesco a livelli altissimi che ti toglie ogni paura ma aiutano a far bene. Non si può avere paura a lavorare con bravi attori.”

Come ti sei calato nei panni di questo strambo ornitologo?

“Era una scommessa. La prima settimana è stata difficile perché poteva esser un rischio, un flop. Magari lo è lo stesso però l’obiettivo era non esser una nota stonata nello spartito di “Tutti Pazzi per Amore” o meglio lo è, volutamente. Ci abbiamo pensato molto perché era il personaggio nuovo e tutti erano un po’ preoccupati. I dirigenti Rai sono venuti sul set il primo giorno di girato per vedere come mi avevano combinato, come parlavo. Io però ci credevo, quanto ci ho creduto nell’interpretare Caravaggio, perché se inizia a sentirti buffo e strano è finita. Non ci credi più e non ci crede nemmeno il pubblico che guarda.”

Ci sarai anche in una eventuale terza stagione di “Tutti Pazzi per Amore”?

“Non credo. La sua storia si estingue in questa secondo e finisce lì. Credo ritornerà nelle sue montagne..”

In futuro proseguirai su questa strada o ritornerai a progetti più drammatici?

“Finché arrivano testi e personaggi scritti bene io prendo sempre in considerazione dramma, tragedia e commedia.”

Quale rapporto ha un attore con i dati d’ascolti delle produzioni a cui ha partecipato?

“E’ sempre molto singolare. Ovviamente non si può fregarsene. Goudar diceva che il cinema è fatto di due cose: schermo e platea e bisogna riempirli entrambi perché anche se fai un bel cinema ma la platea è vuota, il cinema non esiste. Per la televisione è uguale, se fai un progetto con le tasse degli italiani, in questo caso Rai e non lo guarda nessuno, che scopo ha? Certo che mi interessa l’audience ma in primis mi interessa la qualità e se la qualità inficia un po’ l’ascolto non importa altrimenti si va a fare i reality, si ha un grande successo ed è inevitabile averlo. Ho fatto dei film come “Viaggio segreto” da Roberto Andò, “Quando sei nato non puoi più nasconderti” di Marco Tullio Giordano o “Arrivederci Amore Ciao” che pur non avendo avuto il successo de “La bestia nel cuore” o de “I cento passi” sono super orgoglioso di avere fatto. Tutto sommato questa seria va bene ma non è che fa il 40% di share. Va bene, punto. Mi fa piacere che ci sia una nicchia così differente dalla comicità italiana, coraggiosa oserei dire. Vuol dire che quello che visto io in questa fiction lo vedono altri 5 milioni di telespettatori e non è poco. “

Come si reagisce invece alla notizia che un certo tipo di prodotto possa esser superato da programmi più leggeri come i reality show?

“E’ un discorso complesso ed è ovvio che ti chiedi come possono certi programmi arrivare a 7 milioni visto che tu non ne seguiresti nemmeno un minuto. Ci si fa delle domande senza però arricciare il naso e considerare caproni chi vede certi tipi di trasmissione. Oggi siamo nel mondo del reality, la tv è cambiata e l’Isola dei famosi o il Grande Fratello fa parte del nostro tessuto sociale e in quanto tale vanno studiati e capire perché la gente lo guarda. Io francamente ancora non ho capito il perché, però ti assicuro che non do giudizi anche se ovviamente non è una cosa che farei, ci mancherebbe. Non è un tipo di televisione che seguo però è sbagliato giudicare uno schifo la Tv. La Tv può essere Piero Angela, Geo&Geo, Perlasca ed è sbagliato ghettizzarla.”

A quali personaggi della tua carriera sei più legato?

“Credimi che quando scegli di esser un personaggio lo ami nel suo profondo difendendolo come un figlio. Inevitabilmente Matteo Carati (ne La Meglio Gioventù) mi ha dato veramente tanto. Lo stesso Florian Henckel, con cui sto lavorando in The Tourist, mi ha preso perché aveva visto La Meglio Gioventù. Gli serviva un poliziotto e mi ha scelto vedendomi in quel ruolo. Un altro personaggio a cui sono legato, a prescindere dal successo, è Giorgio Pellegrini, il protagonista di “Arrivederci amore ciao”. Uno che ammazza, stupra, subdolo per cui ho dovuto fare un difficilissimo valore togliendo ogni briciola della mia etica per entrare nella visuale di quell’uomo. Il terzo è assolutamente Caravaggio, un personaggio che mi ha preso nelle viscere. Era la prima volta che interpretavo una persona realmente esistita. Ci sono voluti mesi per uscirne.”

Come è stato ”diventare” Caravaggio?

“Ho passato mesi a guardare tutti i quadri, legger libri, sono andato a scuola di spada pesante, ho fatto lezioni di pittura. Grazie alla fotografia, ai truccatori e al regista sono entrato in quel mondo da cui facevo fatica ad uscirne. Mi faceva strano vedermi in jeans e scarpe da ginnastica. In quel periodo ero un po’ più Caravaggio che me e quando abbiamo finito di girare per un anno ho cercato di prenderne le distanze.”

Tra cinema, teatro e tv cosa dove ti vedremo prossimamente?

“Fra poco uscirà in distribuzione“Sinestesia”, opera prima di Erik Bernasconi, mentre ora sto prendendo in considerazione qualcosa in televisione o in teatro. Sono progetti ancora ufficiosi senza firma, quindi si vedrà.”

http://www.tvblog.it/post/19093/alessio ... ena-comica

Übersetzung kommt heut Abend
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10008
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 6. Apr 2010 21:19

Alessio Boni zu TVBlog: „In 'Tutti Pazzi...“ habe ich meiner komischen Ader freien Lauf gelassen

Heute haben wir bei TVBlog mit Vergnügen Alessio Boni zu Gast, den Schauspieler interessanter Produktionen wie „La Meglio Gioventù“ und „Caravaggio“, im Moment auf Sendung bei Raiuno in der zweiten Staffel von TPPA in der neuen Rolle eines sonderbaren Ornithologen. Mit ihm sprechen wir, zwischen Theater und Kino, wie es dazu gekommen ist, dass er diese Rolle angenommen hat, aber auch über seine Beziehung zu den Daten von Auditel und dem Rest des aktuellen Fernsehpanoramas.

Nachdem Sie viele Projekte nunmehr hinter sich haben, wie erinnern Sie sich an die Zeit der ersten Studienjahre und der ersten Prüfungen?

„Es waren die schönsten Jahre meiner Karriere, weil ich mich durch sie an die Leiden, die Unsicherheit und die Ungewissheit erinnere, woraus ich meine Gegenwart gebaut habe. Mit 20 lebte ich mit der Illusion und der Hoffnung, die man nur in diesem Alter haben kann und dann wirfst Du Dich darauf, schläfst im Auto, arbeitest als Kellner und hast die erste große Freuden, wenn Du die ersten Prüfungen bestanden hast. Ich erinnere mich, dass ich in der Zeit, als ich als Kellner arbeitet, um 2 in der Nacht heimkam, aber schon um 8 bereit und wach war, um mit einer Vespa loszufahren und mich in der Akademie einem neuen Tag zu stellen. Harte und anstrengende Tage, an die ich mich heute mit riesiger Freude erinnere, weil es immer ein Fortschreiten war, das mir viel Genugtuung gegeben hat.“

Stolz darauf, geschwitzt zu haben, um Erfolg zu haben?

„Es war ein vorschriftsmäßiger Weg, weil ich nicht mit 20 Jahren durch Zufall wegen des Booms eines Films Erfolg hatte. I ch habe ihn mir nach und nach erobert, indem ich kleine Schritte gemacht habe von der Akademie der Dramatischen Kunst zum Diplom, von einer kleinen Rolle bis hin um Hauptdarsteller im Theater, dann im Kino. Ein Weg des Aufstiegs auch glücklich und erfolgreich, dass ich glaube nassgeschwitzt zu sein.“

Während man Sie in Fernsehen in „TPPA“ sieht, sind Sie in Venedig auf dem internationalen Set von „The Tourist“ beschäftigt, zusammen mit wirklich wichtigen Namen des Kinos.

„Ja, ich bin auf diesem Set, der wirklich eine eine internationale verrückte Maschinerie ist mit Schauspielern, die Superstars sind. Letzten Abend war ich in einem Raum mit Daniele Pecci und Giovanni Guidelli und da waren Johnny Depp, Angelina Jolie, Timothy Dalton, Steven Berkoff....mit einem Rest von Staff voll von Oscars. Eine riesige Arbeitsmaschinerie im Vergleich zu unseren italienischen Produktionen.“

Gibt es bei diesen großen Projekten auch Zeit und Möglichkeit, persönliche Beziehungen aufzubauen?

„Leider ist es ein bisschen gefährlich mit wem man sich trifft (??), wenn ich auch versuche, auch die menschlichen Beziehungen an der Oberfläche zu halten. In diesen Fällen kommen Sie eine Stunde zu spät und Millionen Dollars sind verloren. Es gibt definitiv mehr Druck durch wirtschaftliche Investitionen und das reduziert ein wenig die Zeit, in der man etwas entdecken und sich umschauen kann. Das sind unterschiediche Erfahrungen, so unterschiedlich , die mich aber anziehen.

Unterschiedliche Erfahrungen wie der Versuch, die Rolle des Adriano in TPPA2 zu interpretieren? Was hat Sie veranlasst, diese komische Rolle anzunehmen?

„Ich mag die Komödie und glaube, dass ich meine eigene Ironie habe. Ich ziehe die Situationskomik wie „4 Hochzeiten und ein Todesfall“ oder „Full Monty“ vor. Ich habe immer versucht, Rollen zu spielen, aber im Unterschied zum Theater, wo ich in diesen Rollen experimentieren konnte, habe ich vom Fernsehen oder Film nie Vorschläge erhalten. Als das Angebot kam, geschrieben von Ivan Cotroneo für die Regie von Riccardo Milani hielten mich alle für einen Verrückten anzunehmen, aber ich habe mich so verliebt in diese Figur, einen seltsamen Sonderling aus einer fremden Welt, der fast in autistischer Weise mit den Vögeln spricht, der mich sofort erobert hat. Ich habe immer auf diese Weise jenseits der wirtschaftlichen Faktoren und der Karriere ausgewählt. In TPPA ist außerdem eine verrückte Truppe auf höchstem Niveau, die dir jede Angst nimmt, sondern dir hilft, gut zu sein. Man muß keine Angst haben, mit guten Schauspielern zu arbeiten.“

Wie sind Sie in die Schuhe des seltsamen Ornithologen gestiegen?

„Es war ein Glücksspiel. Die erste Woche war schwierig, weil es ein Risiko, ein Flop hätte sein können. Vielleicht ist es das gleiche, aber das Ziel war, nicht eine falsche Note in der Partitur von TPPA zu sein, oder besser, er ist es, absichtlich. Wir haben viel darüber nachgedacht, weil er eine neue Figur war und alle ein bisschen besorgt waren. Die Direktoren von Rai sind am ersten Drehtag auf den Set gekommen um zu sehen, wie ich mich eingefügt hatte, wie ich sprach. Ich aber glaubte daran, wie ich an die Interpretation des Caravaggio geglaubt habe, weil wenn man anfängt, sich komisch und seltsam zu fühlen, ist es vorbei. Wenn wir nicht mehr daran glauben, dann glaubt auch es auch das Publikum, das zuschaut, nicht.“

Werden Sie auch in einer möglichen dritten Staffel von TPPA dabei sein?

„Ich glaube nicht. Seine Geschichte erlöscht in der zweiten Staffel und endet hier. Ich glaube, er wird in seine Berge zurückkehren...“

Werden Sie in Zukunft diese Straße weitergehen oder zu dramatischeren Projekten zurückkehren?

„Vorausgesetzt dass gut geschriebene Texte und Rollen eintreffen, werde ich immer Drama, Tragödie und Komödie in Betracht ziehen“

Welche Beziehung hat ein Schauspieler zu den Zuschauerquoten der Produktionen, an denen er beteiligt war?

„Es ist immer sehr seltsam. Natürlich kann es niemandem egal sein. Goudar sagte, dass das Kino aus zwei Dingen gemacht sei: Leinwand und Zuschauerraum und es ist nötig, beides zu füllen, denn wenn man gutes Kino macht und der Zuschauerraum ist leer, dann existiert das Kino nicht. Für das Fernsehen ist das ähnlich, wenn man ein Projekt mit mit den Steuern der Italiener, in diesem Fall mit Rai machen und niemand schaut es an, was für einen Zweck hat es? Natürlich interessiert mich des Publikum, aber in erster Linie interessiert mich die Qualität und wenn die Qualität ein wenig mangelt, dem Zuschauer andererseits nicht wichtig ist, was man wirklich macht, wenn man Erfolg hat und es unvermeidlich ist, ihn zu haben.(???) Ich habe Filme wie „Viaggio Segreto“ mit Roberto Ando, „Quando sei nato..“ mit MTG oder „Arrivederci amore,ciao“ gemacht, von denen ich, auch wenn sie nicht den Erfolg von von „Bestia nel Cuore“ oder „Icanto passi“ gehabt haben, superstolz bin, dass ich sie gemacht haben. Alles in allem läuft diese Serie gut, aber macht nicht mehr als 40 %. Gut, Punkt. Es gefällt mir, dass es eine Nische ist, die sich von der italienischen Komik unterscheidet, das wage ich mutig zu sagen. Es bedeutet, dass das was ich in dieser Fiktion sehe, auch weitere 5 Millionen Fernsehzuschauer sehen und das ist nicht wenig.“

Wie reagieren Sie hingegen auf Nachrichten dass eine bestimmte Art von Produkt durch leichtere Programme wie Realityshows ersetzt werden könnte?

„Das ist eine komplexe Diskussion und es ist offensichtlich, das du dich fragst, wie gewisse Programme 7 Millionen Zuschauer erreichen können, die du nicht eine Minute anschauen würdest. ...Heute sind wir in der Welt der Reality, das Fernsehen hat sich verändert und „Isola delle famosi“ oder Big Brother sind Teil unseres sozialen Gefüges geworden und müssen als solche studiert werden und man muss verstehen warum die Leute sie anschauen. Ich habe ehrlich gesagt noch nicht vestanden warum, aber ich versichere ihnen , dass ich kein Urteil abgeben, auch wenn es offensichtlich keine Sache ist, die ich machen würde, Gott bewahre. Das ist nicht die Art Fernsehen, die ich verfolge, aber es ist falsch, das Fernsehen als Ekel zu verurteilen. Das Fernsehen kann Piero Angela, Geo&Geo, Perlasca sein und es ist falsch, es zu ghettoisieren.“

Mit welchen Personen Ihrer Karriere sind Sie am meisten verbunden?

„Glauben Sie mir, wenn ich versuche eine Person zu sein, liebe ich sie zutiefst und verteidige sie wie ein Kind. Zwangsläufig hat mir Matteo Carati wirklich viel gegeben. Florian Henckel von Donnersmarck, mit dem ich zur Zeit in „The Tourist“ arbeite, hat mich deshalb genommen, weil er mich in La Meglio Gioventù gehene hatte. Er brauchte einen Polizisten und hat mich ausgesucht, weil er mich in dieser Rolle gesehen hatte. Eine andere Figur, mit der ich verbunden bin, ist, abgesehen vom Erfolg, Giorgio Pellegrini, die Hauptperson von „Arrivederci amore, Ciao“. Einer der tötet und verletz, für den ich einen äußerst schwierigen Normwert schaffen mußte, indem ich jeden Krümel meiner Ethik löschen mußte, um in die Sichtweise dieses Menschen einzutreten. Der dritte ist absolut Caravaggio, eine Figur, die mich bei den Eingeweiden gepackt hat. Es war das erste Mal, dass ich eine wirklich existierende Person gespielt habe. Es brauchte Monate, um herauszukommen.

Wie war es, Caravaggio zu“werden“?

„Ich habe Monate damit verbracht, seine Bilder anzuschauen, Bücher zu lesen, ich bin zum Unterricht mit schwerern Schwertern gegangen, ich habe Unterricht im Malen genommen. Dank der Aufnahme, der Maskenbildner und des Regisseurs bin ich in jene Welt eingetreten, aus der herauszukommen es schwer war. Es erschien mir seltsam, mich in Jeans und Turnschuhen zu sehen. In jener Zeit war ich ein bisschen mehr Caravaggio als ich und als wir die Dreharbeiten ein Jahr abgeschlossen hatten, habe ich versucht, davon Abstand zu suchen.“

Zwischen Kino, Theater und TV, wo werden wir Sie bald sehen?

„In Kürze wird „Sinestesia“ in Distribution gehen, das Erstlingswerk von Erik Bernasconi, und jetzt ziehe ich etwas in TV oder im Theater in Betracht. Das sind inoffizielle Projekte ohne Unterschrift, also sehen wir weiter.“
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10008
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 11. Apr 2010 07:51

“Io e il mio tenero Adriano”

Alessio Boni fuori dal suo clichè nella fiction “Tutti pazzi per amore”

Ancona E come si faceva a riconoscerlo, sotto quella gran chioma ricciuta di capelli. Come si faceva a lasciarsi magnetizzare dal colore celestiale dei suoi occhi, dietro a quegli occhialini ovali e spessi da miope? Eppure sì, è lui, Alessio Boni, nell'abbigliamento da bird watcher di Adriano, il fratello ornitologo di Michele nella seconda, fortunata serie della fortunatissima fiction a puntate di Raiuno “Tutti pazzi per amore”. È proprio lui, il drammatico, strappacore interprete di Cime tempestose e di Arrivederci amore, ciao, il Caravaggio furente e passionale, il maniaco, esaltato tabagista di “Puccini”. È lui, un reinventato Alessio Boni, che ha posato per quattro mesi la corazza tenero/spinosa del bello impossibile, combattuto e macerato, dell'eroe positivo/negativo, del combattente fiero e indomito, antiretorico e tagliente dei nostri (tele)schermi, per indossare le sembianze di un imbranato ornitologo veneto, timido fino all'autistico.

“Fuori dalle mie corde. Ma credo che con una buona dose di sadismo, il regista Riccardo Milani mi abbia scelto proprio per questo. Tutto è nato a Triste, dove giravamo Rebecca, la prima moglie. La sera si andava a cena insieme, e con Paola Cortellesi, la compagna di Milani, mettevamo su teatrini ignobili, gonfi di risate bellissime. Tu devi fare il comico, mi ha detto Riccardo. Io, scettico. Ma poi, leggere la sceneggiatura di Ivan Cotroneo, e accettare è stato tutt'uno. Ma sì: questo è un testo insolito, più britannico, alla Quattro matrimoni e un funerale, che mi fa morire, per quel tanto di cinismo, con tempi comici misurati ma irresistibili”. Come lui stesso: irresistibile sul set come lo è al telefono, misurato ed esondante di entusiasmo, di passione. “Mi sono infilato nel cast in sordina, con tanti attori così bravi. Qui imparo qualcosa, mi sono detto”. Umiltà di chi non si vanta mai di niente.

“Abbiamo lavorato sulla figura di Adriano, capigliatura, occhiali, postura e abiti. E anche il dialetto veneto...”. Che fra l'altro non gli riesce manco male, visto che lui è originario della provincia di Bergamo. “Ci siamo fatti delle risate folli, al punto che sembrava talvolta di non riuscire a finire la scena, tanto eravamo piegati in due. E io, mi sono lasciato andare a questa follia”. Ma resterà imbranato, Alessio, questo adorabile ornitologo? “Non te lo dico”, glissa. “Ma a me fa una tenerezza... La cosa che mi piace, è che al di là del paradosso, è credibile, un ornitologo a Roma, dove vivono più uccelli che non si creda... mi fa pensare a Sarnico, il mio paesello di cinquemila abitanti sul lago d'Iseo”. Onirico, trasversale, sincero. “Verità che ti spiazzano, in questa sceneggiatura. E in fondo, lui lancia involontariamente un messaggio naturalistico che mi piace”.

Piastrellista con il padre e i fratelli, poi nella polizia, in Usa a cercare fortuna e animatore turistico. Alessio Boni ha scalato la popolarità con la tenacia dei montanari: all'Accademia d'arte drammatica ha concorso a suo tempo con la convinzione che, niente, se non entrava andava a fare Psicologia a Milano. E invece, eccolo qui: falco e passerotto, gabbiano delle nostre fantasie.

http://sfoglia.corriereadriatico.it/Articolo?aId=980484

Übersetzung kommt
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10008
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 11. Apr 2010 08:43

"Ich und mein zarter/weicher Adriano"

Alessio Boni außerhalb seines Klischees in TPPA

Ancona: Wie soll man ihn erkennen unter dieser großen Mähne lockigen Haares? Wie soll man sich magnetisieren lassen von der himmlischen Farbe seiner Augen hinter diesen ovalen Gläsern und oft kurzsichtig? Aber ja, er ist es, Alessio Boni, in der Bekleidung des Vogelbeobachters Adriano, der Ornithologen-Bruder von Michele in der in der zweiten erfolgreichen Staffel der höchst erfolgreichen Fortsetzungsserie von Raiuno TPPA. ER ist es wirklich, der dramatische und herzzerreißende Interpret von Sturmhöhe und Arrivederci amore, der wütende und leidenschaftliche Caravaggio, der manische, exaltierte Raucher Puccini.
Es ist er, ein neuerfundener Alessio Boni, der für 4 Monate den weichen/stacheligen Panzer des unglaublichen, gequälten und geplagten Schönen abgelegt hat, des negativen/positiven Helden, des stolzen und unbeugsamen Kämpfers, antirhetorisch und bissig gegenüber unseren (Fernseh)Bildschirmen, um die Erscheinungsform eines tollpatschigen, venetischen Ornithologen anzunehmen, der schüchtern bis fast zum Autismus ist.

„Außerhalb meiner Bandbreite. Aber ich glaube, dass mich der Regisseur Riccardo Milani mit einer guten Dosis von Sadismus genau davon überzeugt hat. Alles ist in Triest geboren, wo wir Rebecca, die erste Frau drehten. Am Abend gingen wir miteinander essen und und mit Paola Cortellesi, der Begleiterin Milanis, führten wir kleine boshafte Theaterstückchen auf (??), angefüllt mit viel Gelächter. Du musst Komödie spielen, sagte mir Riccardo. Ich, skeptisch. Aber dann waren das Drehbuch von Ivan Cotroneo und annehmen eines. Aber ja, das ist ein einzigartiger Text, sehr britisch, wie Vier Hochzeiten und ein Todesfall, der mich sterben läßt durch seinen vielen Zynismus, mit abgewogenen aber unwiderstehlichen komischen Zeiten.“ Wie er selbst: unwiderstehlich am Set wie er am Telefon ist, ausgeglichen und übersprudelnd vor Leidenschaft, vor Enthusiasmus. Ich habe mich leise in die Besetzung eingefügt, bei so vielen guten Schauspielern. Hier lerne ich etwas, sage ich mir“. Die Demut von jemanden, der sich noch nie einer Sache rühmte.

„Wir haben an der Figur des Adriano gearbeitet, Haartracht, Brille, Körperhaltung und Kleidung. Und auch am venetischen Dialekt.“ Der ihm Gott sei Dank u.a. gelingt in Anbetracht der Tatsache, dass er aus der Provinz Bergamo stammt.“ Wir haben uns manchmal kaputt gelacht, so dass es manchmal schien, dass wir die Szene nicht zu Ende drehen konnten, manchmal haben wir zwei zusammengelegt.Und ich, ich habe mich auf diese Verrücktheit eingelassen.“
Aber wird er tollpatschig bleiben, Alessio, dieser anbetungswürdige Ornithologe?
„Das sage ich Dir nicht“, geht er darüber hinweg. „Auf mich wirkt eine Zartheit/Weichheit: Was mir gefällt ist, dass es abgesehen vom Pardoxen, glaubwürdig ist, ein Ornithologe in Rom, wo mehr Vögel leben, als man glaubt... das läßt mich an Sarnico denken , mein Städtchen mit 5000 Einwohnern am Iseo-See.“ Unwirklich, übergreifend, aufrichtig. „Es ist wahr, dass sie dich aus der Fassung bringen mit diesem Drehbuch. Und im Grunde übermittelt er unfreiwillig eine naturalistische Nachricht, die mir gefällt.“

Fliesenleger wie der Vater und die Brüder, dann bei der Polizei, in den USA, um das Glück zu suchen und Animateur. Alessio Boni hat die Popularität mit der Zähigkeit der Bergbewohner erklommen. An der Akademie der dramatischen Künste hatte er sich damals mit dem Bewußtsein beworben, dass er, sollte er nicht genommen werden, als Psychologe nach Mailand gehen würde. Und doch, hier ist er: Falke und Spatz, Möwe unserer Phantasien.
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10008
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Nächste

Zurück zu "Alessio Boni"

 

Wer ist online?

Mitglieder in diesem Forum: 0 Mitglieder und 1 Gast

cron