"Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon gaby » 20. Jan 2011 17:54

rt", Alessandro Haber e Alessio Boni protagonisti discreti



Le difficoltà aumentano nel momento in cui i pagamenti da parte del Comune alla cooperativa avvengono in ritardo di alcuni mesi
Foto: © Aldo Di Tommaso


Foto: ©

Un quadro come pretesto per scartavetrare rancori e ipocrisie nascoste di un'amicizia pluridecennale.
Il risultato? Una pausa di riflessione.

‘Art’, uno spettacolo presentato al teatro ‘Traetta’, di poco più di un'ora, messo in scena da Alessandro Haber, Alessio Boni e Gigio Alberti, per la regia di Giampiero Solari, ha raccontato, con fatica, le storie di tre amici allo sbaraglio: il nevrastenico Marc, che gli altri due giudicano altezzoso e arrogante, ma in realtà è un inguaribile intellettuale romantico, o per meglio dire un tradizionalista, alla prese con il disagio della contemporaneità; Serge, medico divorziato con figli pesantemente ‘sopportati’ durante il fine settimana, compratore di una tela astratta, pomo della discordia o pretesto per svelare gli arcani nascosti da un ipocrita sentimento; Yvan, in procinto di sposarsi, un uomo qualunque non importante quanto i suoi ‘amici’ e accusato di essere troppo tollerante, incapace di prendere una posizione.

Le poche battute comiche hanno svelato una concezione dell’artista non più visto come un artigiano, ma come un nuovo Dio che si sostituisce all’amico-Dio fino a quel momento perno di una vita squilibrata, quella di Serge e Ivan.
Come affermava il filosofo e regista Guy Debord «gli individui sono diventati meri spettatori passivi di un flusso di immagini scelte dal potere, che si sostituiscono completamente alla realtà» questo il messaggio della scrittrice Yasmina Reza.

Lo stesso messaggio definito con difficoltà dai tre attori che si sono sforzati di uscire dagli schemi televisivi e mediatici, ma che sono rimasti incastrati nello stesso meccanismo definito da Debord, circoscrivendo, accademicamente, la realtà.

Poco funzionale la scena, un interno grigio che le luci hanno colorato sullo sfondo, ruotando dal fucsia al verde, all'azzurro, che all’occorrenza, diventava casa di Serge, con parete di fondo vuota e quadro bianco di Antrios appoggiato a terra; o casa di Marc, riconoscibile per una veduta di Carcassonne, posta sullo sfondo, sostituito da un volto di pagliaccio per definire la casa di Yvan

Discreti, quindi, i tre protagonisti. La regia di Giampiero Solari ha mosso i tre, incatenandoli in un viavai di battute ripetitive riportate in modo serrato, ma, a tratti, monotono.

Pochi posti vuoti in sala, sicuramente l’attrattiva maggiore era il giovane Alessio Boni.
Pubblico abbastanza divertito con parecchi applausi nel finale, in fin dei conti tra i protagonisti c’era anche Haber.

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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 20. Jan 2011 18:03

Die Autorin schreibt über das Stück und die Konzeption von Y. Reza allgemein, bemängelt die Regie und das Bühnenbild als einfallslos, der beste Satz ist: Hauptattraktion der junge Alessio Boni.
Wir werden uns selbst ein Bild machen!
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon Daisy » 20. Jan 2011 18:08

So übel finde ich das Bühnenbild auf den Fotos gar nicht... Was will sie denn noch?!? Ist doch alles da was es für ein Stück braucht. Aber lieber, sie krittelt daran herum als an unserem Guten.

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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 20. Jan 2011 18:25

Find ich auch; vor allem müssen die ja irgendwie die drei Wohnzimmer darstellen können und da machen sie es anscheinend mit verschiedenem Licht und halt den Bildern, die im Stück beschrieben sind. In München war das viel minimalistischer. Da waren zwei lehenlose Bänke vor einer Wand, bei der sich ein Segment drehen konnte und dann eben die verschiedenen Bilder hatte. Basta.
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon Tinkerbell » 20. Jan 2011 19:54

Birgit,

danke für die Bilder, sehen sehr vielversprechend aus. Ich finde das Bühnenbild, soweit man das anhand der Fotos beurteilen kann, ganz gelungen. Ich bin eh mehr für das Minimalistische, so kommen die Schauspieler und ihre Kunst um so besser zur Geltung. Wir werden sehen...ich bin sehr gespannt.

Liebe Grüße
Heike
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon gaby » 20. Jan 2011 22:05

Teatro La Fenice di Senigallia – Stagione di prosa

A R T
ovvero tre uomini sull’orlo di una crisi di nervi
per un quadro di arte moderna.

(recita del 7 gennaio 2011)

Di Giosetta Guerra

Ti è mai capitato di parlare con persone che, invece di rispondere ad una tua domanda, te ne fanno un’altra, che non condividono mai le tue scelte e contraddicono ogni tua affermazione, che si agganciano all’ultima tua parola per aprire un altro discorso, che estrapolano una tua frase per trattare un altro argomento, che tirano fuori i loro problemi nel bel mezzo di una conversazione o ripensano ad una tua affermazione per contestarti o per far dell’ironia e addirittura andare in collera o in depressione fino ad arrivare a mettere in dubbio la veridicità della vostra amicizia?
A me sì. Si innesca una spirale all’infinito che non dà alcun risultato, ma ci porta semmai sull’orlo di una crisi di nervi. I risultati sono disastrosi e debilitanti nella realtà, ma a teatro tutto ciò diventa esilarante, specialmente se il testo ha la fine scrittura di una drammaturga come Yasmina Reza, attrice, e scrittrice francese, nata a Parigi l’1 maggio 1959 e gli interpreti sono attori del calibro di Alessandro Haber, Gigio Alberti e Alessio Boni, estimatore delle opere della Reza, di cui ha precedentemente portato in scena Il dio della carneficina.
Il titolo della commedia che abbiamo visto al Teatro La Fenice di Senigallia il 7 gennaio 2011 nella traduzione in italiano di Alessandra Serra e con la regia di Giampiero Solari (una produzione Nuovo Teatro srl), è ART, opera del 1994, tradotta e rappresentata in oltre trenta lingue, per la quale a Yasmina Reza fu conferito il Premio Molière come miglior autore, un’opera sottile, dal ritmo incalzante e spesso esilarante, che evidenzia come un fatto del tutto banale possa scatenare contrasti e conflitti inconfessati e avvelenare anche i rapporti più consolidati.
Il plot prende spunto dall’acquisto di un quadro di arte moderna, che genera una diatriba sul significato dell’arte astratta tra tre amici di vecchia data, Serge, Marc e Yvan, perché il quadro, fra l’altro molto costoso, è una tela bianca: per Serge (Alessio Boni), un dermatologo idealista appassionato di arte contemporanea, che l’ha comprato, è un capolavoro e manda vibrazioni con quelle righe bianche impercettibili che solo un occhio esperto può cogliere, per Marc (Gigio Alberti), un ingegnere aeronautico razionale e tradizionalista, è una gran fregatura, tra questi due fuochi scoppiettanti Yvan (Alessandro Haber), un rappresentante di articoli di cartoleria che tiene molto ai suoi due amici e non vuole perderli, non sa come orientarsi, vuol fare da paciere, dando ragione ad entrambi separatamente, ma in realtà la questione sommata ai suoi problemi personali non fa che acuire la sua agitazione, che, portata in scena animosamente con esagitazione gestuale e verbale, finisce per essere l’elemento primo di comicità.
L’azione si svolge in un salotto moderno, sobriamente arredato: in fondo e lateralmente pareti fisse sfalzate, ora bianche, ora fuxia, ora rosso corallo, ora celeste cenere, per il gioco delle luci (disegnate da Marcello Iazzetti), che differenziano le atmosfere e il carattere dei tre personaggi, anteriormente pannelli mobili per dare l’illusione dei cambi di scena e per isolare in proscenio i personaggi che pensano a voce alta.
La scenografia di Gianni Carluccio risulta leggera e luminosa, anche perché i moduli sono fatti di una sorta di garza bianca. Anche gli abiti scelti da Nicoletta Ciccolini, sono classici ma di foggia moderna.
La precisa dizione e la naturalezza della recitazione, la padronanza scenica dei tre noti artisti, ben calati nei loro ruoli, le pause e i silenzi riempiti da sapienti espressioni del viso e da eloquenti atteggiamenti degli attori, mettono lo spettatore in condizione di non perdere neanche una battuta e di entrare nel gioco scenico dei nonsense, che, proprio perché affrontati con serietà e solennità quasi filosofica, generano ironia e ilarità. Uno spettacolo da vedere.
Il pubblico si è divertito ed ha applaudito anche a scena aperta.
All’uscita l’immancabile codazzo di ragazze (ma anche di “non più ragazze”) per cogliere ancora una volta lo sguardo ammaliatore di Alessio Boni.
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 24. Jan 2011 21:40

Den Artikel oben muss ich mir mal in Ruhe vornehmen, der ist nicht ganz einfach.

Ich habe mir auch das Stück noch einmal vorgenommen und konnte mir gut die Herren in ihren Rollen vorstellen. Der Haber ist sicher als Yvan super, der Alberti passt irgendwie als Marc und Alessio als im Grunde unsicherer T'yp, der Anschluss nach "oben" sucht, das hat sicher was. Der Ausschnitt bzw. die Bilder sind ja schon vielversprechend.
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 1. Feb 2011 09:10

Partita la nuova Stagione Teatrale

Ieri la prima con "Art", interpretato da Alessio Boni, Alessandro Haber e Gigio Alberti

Cultura

Partita la nuova Stagione Teatrale
+ Guarda foto (1)

Inizia la stagione teatrale sannicandrese, che quest’anno riparte con lo slogan "il teatro è dappertutto". Nonostante le difficoltà derivanti dall'inagibilità del Teatro Italia ieri è ricominciata la stagione teatrale sannicandrese con sede nei locali del Nuovo Auditorium di via Matteotti. La piece inaugurale è stata la brillante commedia "ART" di Yasmina Reza, con Alessandro Haber, Alessio Boni, Gigio Alberti, per la regia di Giampiero Solari.

Prima dello spettacolo il sindaco Squeo e l’Assessore alla Cultura Tricarico hanno esposto l’importanza di avere una stagione teatrale a San Nicandro Garganico. «La stagione teatrale - spiega il sindaco - è qualcosa che trascende dai colori politici delle varie amministrazioni comunali, è alimentata dalla voglia di partecipare della comunità sannicandrese che nonostante la mancanza del Teatro Italia è arrivata copiosa alla "prima" di questa nuova stagione».

La commedia, brillantemente interpretata dai tre protagonisti, trae spunto dall’acquisto di un dipinto molto costoso ed esplora i dissidi e i complessi intrecci che possono instaurarsi nei rapporti di amicizia, soprattutto di lunga data. L’affermazione della personalità di ognuno e gli eventi che possono mutare le prospettive di vita possono condurre a una perdita dell’altro cui si può sopperire solo raggiungendo la consapevolezza del valore assoluto che l’amicizia porta con sé.

Dopo lo spettacolo il nostro staff è riuscito a porre qualche domanda al cast.

- La commedia esplora la complessità dell’ amicizia. Come cambiano i rapporti quando le prospettive e le vite di ognuno cambiano? Può esistere amicizia laddove una delle due parti sente di esser sopraffatta dall’altra?

Haber: L’amicizia è come l’amore, due persone si scelgono perché si piacciono, si ammirano e decidono così di iniziare un percorso assieme. La differenza è che nell’amicizia non è contemplato il tradimento; un amico che tradisce è una cosa devastante. Nell’amore un tradimento si può preventivare e con molta forza anche superare.

Alberti: Nell’amicizia non può che esserci reciproca ammirazione, ma mai sopraffazione, come invece accade ai nostri personaggi che non sono del tutto esemplari nella loro ottica dell’amicizia.

- Signor Boni, la sua recente partecipazione ad una produzione statunitense (il film “The tourist” in questi giorni nelle sale cinematografiche) le avrà consentito di valutare quali sono le differenze tra il cinema italiano e quello straniero.

Boni: Le produzioni statunitensi sono colossali, il cinema in USA rappresenta la terza industria nazionale e si investe fortemente in quel settore. Se c’è una cosa che differenzia il cinema italiano da quello americano sono i soldi. Gli investimenti fanno si che in America sia possibile avere a disposizione nell’immediato tutto ciò di cui il regista, lo sceneggiatore, gli attori hanno bisogno per lavorare bene. In Italia bisogna aspettare anni per poter avere attrezzature tecnologiche a disposizione e solo per tempi ristretti. Ma non dimentichiamo che il cinema è “nato” anche qui. Dopo i fratelli Lumiere registi italiani, come Fellini per citarne uno, hanno fatto la storia del cinema, tanto che persino registi americani come Orson Welles all’inizio delle loro carriere imparavano a carpirne i segreti e li mettevano in pratica nel loro lavoro.

- C’è ancora speranza per il cinema nostrano? Soprattutto alla luce dei recenti tagli alla cultura?

Alberti: La situazione non è rosea. La cultura è un bene comune e questi tagli hanno solo impoverito un settore che da lavoro a molti ma soprattutto arricchisce le menti e crea una coscienza civile.

- Quali consigli dareste ai ragazzi che oggi sognano di diventare artisti, senza scendere a compromessi? Vale la pena di lottare per le proprie aspirazioni e velleità artistiche?

Alberti: Purtroppo in molti tentano di sfondare, in modi più o meno giusti, nel mondo dello spettacolo. Alcuni hanno vero talento, altri un po’ meno, altri ancora no. In prospettiva però la meritocrazia esiste ancora e l’impegno premia.

Boni: Perché no? Certo vale la pena assolutamente lottare se si è fermamente convinti delle proprie capacità e si ha talento. La gavetta c’è per tutti, non ci si afferma così all’improvviso. Ma gli sforzi e i sacrifici fatti, alla fine, premiano sempre.

Giulia Borrelli

Foto di Domenico Maria Mascolo

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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon gaby » 10. Feb 2011 18:39

La recensione di Daniela Cohen

ART, ovvero la natura dell'amicizia

Strepitoso successo al Teatro Parenti di Milano per ART, il nuovo spettacolo firmato dalla scrittrice francese di origine iraniana Yasmine Reza. Prodotto dal Nuovo Teatro di Marco Balsamo, vede fra gli interpreti, splendidamente diretti da Giampiero Solari, i bravissimi Alessandro Haber, Gigio Alberti e Alessio Boni. Ricordo che ART, pubblicato per la prima volta nel 1994 e che ha dato alla Reza il successo internazionale, è stato tradotto e rappresentato in oltre trenta lingua. In Francia, questa magnifica autrice, capace di interpretare l'animo umano in modo modernissimo, ha vinto il Premio Lawrence Olivier nel 1997 negli Stati Uniti, l'Evening Standard Award come miglior commedia e infine il Tony Award nel 1998 a Broadway per il miglior spettacolo.

Il perché si comprende anche qui, dove ieri sera ho sentito applausi a scena aperta e grida di 'bravo!' a ognuno dei tre superlativi attori, capaci di raccontare, grazie all'abilità ingegnosa della regia di Solari, alcuni quadretti di vita fra tre amici di lunga data, ancora giovani ma non più tanto, con momenti di vita di cui ormai rammaricarsi e altri in cui sperare. Il tutto si spezza nel momento in cui uno di loro, Serge, acquista un quadro completamente bianco e lo paga una cifra spropositata secondo gli altri due, la cui reazione è però del tutto diversa fra loro.

Nasce un conflitto asprissimo che fa scoppiare a ridere sia maschi che femmine tra il pubblico, poiché rappresenta in modo trasparente i mille modi di non capirsi e di farsi del male fra persone, fino al momento della resa dei conti. In mezzo a questo scavare in profondità nell'animo dei tre amici, si discute di arte moderna e devo dire che la conclusione rappresenta un vero e proprio schiaffo a qualsiasi interpretazione eventualmente proposta dal più strampalato o riverito critico d'arte. Nasce dal desiderio di sedare una lite che porta alla inevitabile fine di amicizie coltivate per mezza vita e che si salvano grazie a concessioni e capacità di interpretare la realtà in tanti modi diversi. Sublime!

Alessandro Haber è Ivan, l'amico sfigato e si propone in modo così veritiero da suscitare sentimenti immediati di solidarietà da parte di tutto il pubblico, mentre i due più intellettuali, Serge che ha comprato il quadro, ovvero Alessio Boni e Mark, cioé Gigio Alberti, si confrontano sul filo del rasoio dei propri pensieri e delle proprie azioni grazie a un 'trucco' registico che ci precipita nella loro vita su tutti i livelli. Geniale.

Visto il 08/02/2011 a Milano (MI) Teatro: Franco Parenti
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon gaby » 10. Feb 2011 23:03

ein bild mit alessio ,alessandro haber und gigio alberti
http://www.flickr.com/photos/42634023@N06/5394139558/
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