"Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon gaby » 13. Feb 2011 21:56

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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon gaby » 13. Feb 2011 22:11

Ecco Bandettini con il suo Fuoriscena: intervista a Alessio Boni protagonista al Franco Parenti di Milano di “Art”, regia di Giampiero Solari, e con Gigio Alberti e Alessandro Haber.
[Click to listen]
andettini.blogautore.repubblica.it/2011/02/12/alessio-boni-nei-podcast-degli-spettacoli-aspettando-le-donne-in-piazza
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 15. Feb 2011 14:42

Wichtige Zitate:

"Leggi Seneca - lies Seneca!"

"Non è bianco! - Es ist nicht weiß!"

"Wenn ich ich bin, weil ich ich bin, und wenn du du bist, weil du du bist, bin ich ich und du bist du. Wenn ich hingegen ich bin, weil du du bist, und wenn du du bist, weil ich ich bin, dann bin ich nicht ich und du bist nicht du".
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 15. Feb 2011 16:50

Art di Yasmina Reza

Torna sui nostri palcoscenici l'autrice francese Yasmina Reza, amatissima dagli attori, che anche in Italia è riuscita a costruirsi uno zoccolo duro di spettatori molto numerosi e, quel che più conta, entusiasti. Più volte ci si è interrogati sul segreto del suo successo, dilagante per tutta Europa. Nasce dall'indiscussa abilità di Reza nel costruire su niente o quasi un'azione teatrale in grado di conquistare gli spettatori, indipendentemente dal tema prescelto? Dalla capacità di creare personaggi che lasciano molto spazio all'invenzione dell'attore? Dall'aver capito che il pubblico ama sì divertirsi, ma preferisce farlo con un testo che possegga una qualche qualità letteraria, almeno a teatro, perché per il resto c'è la televisione?

Nelle sue commedie, che, malgrado i molti premi ottenuti, mi ostino a non considerare capolavori, ritroviamo ogni volta un po' di tutte queste peculiarità. Insomma l'avrete capito: pur non essendo una fan di Yasmina Reza ne riconosco l'indubbia facilità comunicativa, la perfetta conoscenza del meccanismo drammaturgico.

Art, scritto nel1994, ruota attorno a questi temi, a queste domande non risolvendone nessuna. Ma coglie nel segno mettendo in scena, allo stesso tempo, il tema estremamente ambiguo della "comprensione" dell'arte contemporanea e l'amicizia fra tre uomini messa in crisi da un quadro bianco, pagato molto - per qualcuno addirittura troppo - in cui Marc, Serge, Yvan credono di vedere cose diverse quando non uno zero assoluto. I tre amici sono diversissimi fra di loro: Marc (lo interpreta un convincente Gigio Alberti che ne mette in luce il cinismo) crede di avere idee molto chiare sulle cose e, quel che più conta, di avere ragione sempre e comunque; Serge (Alessio Boni è il determinante deus ex machina della storia: è lui che ha acquistato il quadro della discordia) è un dermatologo abbastanza ricco da spendere duecentomila euro per il quadro di un pittore di grido della nuova generazione; Yvan (Alessandro Haber, strepitoso per tempi e ironia) è lo "sfigato" di turno, l'anello debole del trio, destinato a essere sbattuto di qua e di là fra i due contendenti, che crede di risolvere la sua endemica propensione al fallimento, impalmando una solida borghese.

Fra liti, ripicche, scontri veri e propri, comiche scene madri, la commedia che si gioca all'interno di un mondo maschile - un gioco al massacro in pantaloni - arriva, fra risate e qualche lungaggine di troppo, alla svolta finale: tutto come prima, il duo Marc-Serge ritroverà l'antica, esclusiva amicizia, continuando a condurre il gioco e Yvan a sopportare e a vivere senza molte speranze la sua solitudine molto affollata. E poi c'è il grande quadro bianco, personaggio muto, vero e proprio "convitato di pietra", che in qualsiasi posizione venga messo è identico a se stesso... La regia di Giampiero Solari, che si avvale della brillante traduzione di Alessandra Serra, impagina con humour la storia dentro un contenitore bianco (di Gianni Carluccio) movimentato dallo scorrere di bianchi pannelli che creano, di volta in volta, ambienti diversi e che permettono ai personaggi di venire al proscenio a dipanare la storia in un continuo andare e venire fra presente e passato. Ma tutto lievemente, senza drammi: un sucessone, neanche a dubitarne.

Visto al Teatro Franco Parenti di Milano

___http://delteatro.it/recensioni/2011-02/art-di-yasmina-reza.php

Bild

http://delteatro.it/photogallery/2011-0 ... -haber.php Hier gibt es noch mehr Fotos.
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 22. Feb 2011 16:50

Teatro e comicità
mercoledì 23 e giovedì 24 febbraio
Cesena. Haber, Boni e Alberti interpretano ART
Fuori Provincia di Rimini dal 23/02/2011 al 24/02/2011
Inviato da lucia
Trio d'eccezione per la pièce più acclamata di Yasmina Reza:
Haber, Boni e Alberti interpretano ART

mercoledì 23 e giovedì 24 febbraio
in scena al Teatro Bonci

Dopo lo straordinario Il Dio della Carneficina, arriva al Teatro Bonci di Cesena - mercoledì 23 e giovedì 24 febbraio, ore 21 - un altro lavoro di Yasmina Reza, autrice di spicco del panorama letterario francese, che ha raggiunto un successo da prima pagina con la pubblicazione di un libro su Nicolas Sarkozy, Presidente della Repubblica Francese, immediatamente tradotto in tutto il mondo.
Art, il suo testo più acclamato, tradotto e rappresentato in oltre trenta lingue, è stata premiato con il Molière per il miglior autore. La produzione britannica, rappresentata al West End ha ricevuto nel 1997 il Premio Lawrence Olivier e L’Evening Standard Award come miglior commedia, mentre la produzione americana, rappresentata a Broadway, nel 1998 ha vinto il Tony Award per il miglior spettacolo. L'opera ha avuto anche vari adattamenti televisivi.

Un cast d’eccellenza, che riunisce tre attori fra i più intensi della nostra scena, Alessandro Haber, Alessio Boni e Gigio Alberti, interpreta la versione teatrale italiana prodotta da Nuovo Teatro in coproduzione con Gli Ipocriti per la regia di Giampiero Solari.

La pièce solleva la questione dell’arte e dell’amicizia, ponendo al centro dell’azione tre amici di vecchia data: Serge, Marc e Yvan. Serge, assecondando la sua passione per l’arte moderna, ha acquistato un dipinto molto costoso intorno al quale ruoterà il dibattito dei tre amici sul significato dell’arte astratta in paragone ad arti più rappresentative e tradizionali.
Sotto una superficie di conversazione quotidiana, la commedia, con estrema ironia, esplora la profondità e la complessità dell’amicizia.
Ecco come Alessio Boni presenta il suo personaggio, protagonista di Art:
"L'arrivo di questo quadro da 200.000 euro sconquassa l'amicizia e segna la fine dell'unione di questi tre uomini, poiché è stato proprio lui a decidere di rompere il patto dell'uguaglianza, e così le regole non scritte dell'amicizia cominciano a sgretolarsi e le famose affinità elettive non trovano più il loro equilibrio.
Serge avverte la necessità di un cambiamento, perde la propria innocenza con un atto prosaico, brutale, comincia a conoscenti altezzosi, dimenticando i suoi amici (soprattutto Marc e Ivan), si circonda di cose, là dove prima c'erano affetti."


Das stückt wirft die Frage nach der Kunst und der Freunschaft auf, indem es ins Zentrum der Handlung 3 Freunde aus alten Tagen stellt:Serge,Marc und Ivan.Serge hat, ujm siener Leidenschaft für moderne Kunst nachzukommen, ein sehr teueres Gemälde gekauft, um das sich die Debatte der 3 Freude über die Bedeutung der abstrakten Kunst im Vergleich zur mehr repräsentativen und traditionellen dreht.
Unter einer Oberfläche alltäglicher Konversation erforscht die Komödie mit extremer Ironie die Tiefe und Komplexität der Freundschaft.
Hier ist, wie Alessio Boni seine Figur, den Hauptdarsteller von Art, präsentiert:
"Das Auftauchen dieses Bildes für 200.000 Euro zerstört die Freundschaft und markiert das Ende der Einheit zwischen diesen 3 Männern, denn es war gerade er, der beschlossen hat, den Bund der Gleichheit zu brechen und somit beginnen die ungeschriebenen Regeln der Freundschaft zu zerbröckeln und die berühmten Wahlverwandschaften finden ihr Gleichgewicht nicht mehr. Serge nimmt die Notwendigkeit einer Veränderung wahr, verliert die eigene Umschuld durch einen prosaischen, brutalen Akt, beginnt mit hochmütigen Bekanntschaften Umgang zu haben, und vergisst dabei seine Freunde (vor allem Marc und Ivan), umgibt sich mit Dingen, dort, wo sie zuerst betroffen werden."


Giovedì 24 alle ore 18.30 nel Foyer del Teatro si organizza un incontro con i tre attori, aperto al pubblico.

Locandina dello spettacolo:

Nuovo Teatro diretta da Marco Balsamo
in coproduzione con Gli Ipocriti
ART
di Yasmina Reza
con Alessandro Haber, Alessio Boni, Gigio Alberti
regia Giampiero Solari

TEATRO BONCI, piazza Guidazzi - Cesena
mercoledì 23 e giovedì 24 febbraio 2011, ore 21 (abbonamento Essai)

prezzi: intero € 23, ridotto € 18, speciale Giovani, speciale Studenti Universitari under 30 e loggione € 15
prevendita €1

biglietteria 0547 355959 - info@teatrobonci.it
info 0547 355911 http://www.teatrobonci.it
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 25. Feb 2011 09:08

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TRE UOMINI E UN DIPINTO: COM'E' COMPLICATA L’AMICIZIA
Alessandro Haber, Alessio Boni e Gigio Alberti protagonisti di "Art" di Yasmina Reza
La pièce diretta da Giampiero Solari in tour a Nordest: Legnago, Thiene, Treviso e Cittadella

Una discussione sul senso e sul valore dell’arte si trasforma nell’esplorazione, comica e crudele, della complessità dell’amicizia. "Art" di Yasmina Reza approda a teatro con la regia di Giampiero Solari, che ha chiamato a raccolta Alessandro Haber, Alessio Boni e Gigio Alberti.

Sono i tre protagonisti della storia ideata dalla drammaturga francese, Serge, Marc e Yvan: tre amici di vecchia data che si lanciano in una intensa discussione quando Serge, assecondando la sua grande passione per l’arte moderna, affronta una grossa spesa per acquistare un dipinto molto costoso, interamente bianco. E' vera arte? Il serrato confronto che ne scaturisce, sul senso dell’arte astratta rispetto ad arti più rappresentative e tradizionali, si trasforma presto in altro. Sotto la superficie, la commedia con estrema ironia esplora la profondità e la complessità dell’amicizia.
LE DATE: 4 e 5 febbraio alle 21 al Teatro Salieri di Legnago (Vr); 8-10 marzo ore 21 al teatro Comunale di Thiene; 11-12 marzo alle 21 e 13 marzo ore 16 al Teatro Comunale di Treviso; 14 marzo Teatro Sociale di Cittadella.
Legnago, Teatro Salieri via XX Settembre, 26 tel. 0442-25477 - biglietti da 8 a 22 euro;
Thiene Teatro Comunale viale Francesco Bassani tel. 0445 804943, biglietti 10-30 euro;
Treviso, Teatro Comunale corso del Popolo 31 biglietti 8-28 euro;
Cittadella, Teatro Sociale, via Marconi 3 tel. 049/9413411 biglietti 22-25 euro

*
04/02/2011 21.00
Teatro Salieri - Legnago (VR)
*
08/03/2011 21.00 - 10/03/2011
Teatro Comunale - Thiene (VI)
*
11/03/2011 21.00 - 13/03/2011 16.00
Teatro Comunale - Treviso (TV)
*
14/03/2011 21.00
Teatro Sociale - Cittadella (PD)

http://www.saltimbanko.it/eventi.asp?IDEvento=1398
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 6. Mär 2011 16:47

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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 16. Mär 2011 08:45

«Art», l'amicizia virile esalta il gran talento di Haber

Applausi a raffica al Comunale anche per i «cadetti» Alessio Boni e Gigio Alberti

* +
* -

di Alessandro Zago
zoom
«Art», lamicizia virile esalta il gran talento di Haber
Una tela completamente bianca, ma «d'autore», fa esplodere incomprensioni, pulsioni e confessioni fra tre amici in un vortice di battute, monologhi interiori e scambi. Sabato sera al Teatro Comunale di Treviso è andato in scena «Art», atto unico di Yasmina Reza, traduzione di Alessandra Serra, bellissima scena di Gianni Carluccio, regia di Giampiero Solari, sul palco solo tre attori per un'ora e mezza tirata e lucida. Un'amicizia virile, borghese, che si frantuma, si ricompone, torna a riesplodere sotto la lente acuminata dell'autrice della commedia. Inizio forse un po' ingessato, poi la piece prende il volo. A dare la stura, dopo venti minuti di rimpalli tra Alessio Boni (bravo e bello, novello Mastroianni) e Gigio Alberti (una garanzia) l'entrata in scena di Alessandro Haber, esplosivo per tempi e mimica. Esemplare la scena in cui Haber, imminente sposo, racconta agli amici la telefonata avuta con la propria madre mentre la futura moglie lo tira per la giacchetta: sono risate e applausi a scena aperta. Haber mette così in circolo il talento di Boni e Alberti, dà rilassatezza e slancio. Alla fine applausi convinti per il grande Haber (quella faccia stravolta fa parte ormai del nostro immaginario), per il guascone Boni, per Alberti. La commedia - tradotta e rappresentata in più di trenta lingue - è imperniata dicevamo sulla questione dell'arte e dell'amicizia, ruotando attorno a tre amici di vecchia data: Serge, Marc e Yvan. Serge (Boni), ossessionato dall'arte contemporanea, compra per 200 mila euro un dipinto astratto a causa del quale esplode il contrasto fra i tre amici. Un pretesto per piantare il bisturi nel senso dell'altro, della solitudine. Il testo scava in progressione nelle assurdità e finzioni della società fino a scoperchiare, come in un testo di Pinter, la solitudine estrema in cui siamo costretti a vivere.
15 marzo 2011

http://tribunatreviso.gelocal.it/agenda ... er-3696152

Superkritik , die hauptsächlich die Leistung von unserem Freund Haberer herausstellt, aber auch die anderen beiden lobt; Alessio wird bezeichnet als gut und schön, der neue Mastroianni.
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon gaby » 18. Mär 2011 00:20

Alessio Boni: Teatro e rapporto con il pubblico

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Alessio Boni e Alessandro Haber in una scena di Art

Alessio Boni, attore di teatro, cinema e televisone è uno degli artisti più amati dal nostro pubblico. Riportiamo l’intervista che ha voluto rilasciarci dopo il nuovo spettacolo teatrale Art, dell’autrice francese Yasmina Reza, dove recita con Alessandro Haber e Gigio Alberti.

Lo scorso anno ti abbiamo visto in Dio della Carneficina della Reza. In questo stagione sei ritornato ad un testo della Reza , “Art”, una commedia collaudata da un successo internazionale. Perché?

Penso che Yasmina Reza sia una delle più interessanti autrici di teatro del nostro tempo, sia per la profondità dei contenuti che per la rappresentazione scenica che si basa essenzialmente sulla potenza della parola, una parola mai volgare o ammiccante, ma sempre capace di indurre una riflessione, un pensiero, anche quando si ride.

Cosa in particolare ti ha spinto a lavorare su questo nuovo testo.

Sono stato colpito dal modo in cui la Reza affronta due temi importanti e per certi versi vitali del nostro vivere: l’amicizia e la continua provocazione dell’arte all’interno della società. L’amicizia è uno dei sentimenti più belli che lega le persone, ma non sempre essa è vissuta con autenticità e spesso interessi intellettuali, formalismi, categorie di subordinazione si nascondono dietro apparenze di condivisioni. Sappiamo che nell’amicizia non c’è attrazione fisica, come avviene invece nel rapporto uomo donna che permette di superare anche certe conflittualità dovute alla diversità psicologica oltre che ai caratteri. Nell’amicizia invece occorre una profonda onestà intellettuale, una stima reciproca, l’accettazione piena della diversità dell’altro. L’amico lo si sceglie, nella verità, senza finzioni o meschinità. Il testo Art della Reza smaschera le ipocrisie e ci porta a comprendere che non può esserci amicizia vera senza la forza della verità, che non va mai taciuta, anche se essa fa male. La posta in gioco è molto alta e il collaudo di una vera amicizia chiede il rischio dell’autenticità che è sempre in opposizione alla mistificazione del conformismo. Se in un rapporto di amicizia non si ha il coraggio di parlarsi senza finzioni, quel rapporto prima o poi crollerà impietosamente e farà ancora più male.

Come dicevi, il testo tocca anche un altro tema: la provocazione dell’arte.

La commedia inizio proprio nel momento in cui Serge, il personaggio da me interpretato, acquista una tela da un autore contemporaneo di fama dipinta solo col bianco, pagandola moltissimo, e la mostra ai due più cari amici, Marc il mèntore del trio e Yvan afflitto da problemi esistenziali. In realtà questi due amici reagiranno in maniera diversa, ma con un giudizio sostanzialmente negativo sulla scelta di Serge. Sappiamo che l’arte ha sempre provocato e ci sono voluti secoli perché alcuni innovatori diventassero classici, Prendiamo Van Gogh, in vita non ha venduto un quadro. Quella sua pittura spiazzava e provocava. In realtà l’uomo è spesso in difensiva davanti al nuovo, ma la vera arte, espressione dell’animo dell’ artista, opera un salto, rompe il già precostituito, lascia intravedere sempre la perenne novità della vita che non può essere mai rinchiusa in schemi rigidi. Nella commedia il quadro bianco di Serge scatena una serie di giudizi e pregiudizi sui loro rapporti a tal punto da mettere in discussione un’amicizia che sembrava collaudata. Le strade che si aprono davanti ai tre amici sono due o la rottura insanabile o il convergere verso un’unità più profonda che accolga le diversità e le valorizzi nel rispetto vero di ciascuno,

Quale è la motivazione profonda che ti sollecita continuamente alla fatica e all’impegno del teatro, nonostante il successo televisivo e nel cinema.

Il teatro è la mia passione. Sono nato come attore di teatro. Infatti dopo i 4 anni di Accademia, per sette anni ho fatto solo teatro. Mi piace questo lavorare sul testo, comprenderlo, farlo mio…Ci lavori per due mesi poi entri nel personaggio e percorri i suoi passaggi così come l’autore suggerisce, ma ai quali tu devi aderire con la tua sensibilità, i tuoi sentimenti la tua voce, lo sguardo, i movimenti. E infine sali sul palcoscenico e ti cimenti cercando il rapporto con il pubblico, perché stai lì per quel pubblico, ed è questo rapporto col pubblico un’esperienza straordinaria irripetibile, sempre nuova, perché sempre nuova è la platea, che ti esalta e ti stimola a dare il meglio di te stesso. Ma è anche un termometro di cosa sia la nazione oggi, perché nonostante tutto incontri l’umanità con le sue pulsioni, le sue criticità, il suo entusiasmo le sue sconfitte e mentre tu reciti, entri in dialogo profondo con questa umanità ed avverti la sua reazione, in quanto si crea un rapporto intimissimo, un’atmosfera tutta particolare che induce sempre una riflessione nuova sull’uomo e sulla vita.

Ma anche un film dotato di una buona sceneggiatura può offrire riflessioni sentimenti, valori di questo tipo.

Certamente, ma per l’attore è molto diverso il modo di interpretare un testo teatrale. Nel teatro una volta impostata la scenografia, la musica, il testo è la linfa vitale che prende ogni elemento dello spettacolo e lo trascina con sé: l’attore è solo col suo testo e sviluppa il tema progressivamente, così come in una partitura musicale, per cui solo alla fine riesci a dare di esso il senso compiuto in quella determinata unità di tempo. Non così nel cinema o nella televisione dove l’attore è una pedina nelle mani del regista; sei sempre alle sue dipendenze e vivi l’interpretazione di un personaggio in maniera schizofrenica; ciò che conta è la location e tu in questa location ci stai la mattina dove giri una scena in cui hai 23 anni e semmai il pomeriggio, dopo due ore di trucco, sei diventato un vecchio di 60 anni

Pur nella drammaticità del testo c’è molta ironia in “Art”.

Mi sembra una caratteristica della Reza che, senza mai cadere nella volgarità o nelle allusioni sessuali, quasi con leggerezza, entra nella complessità dei rapporti umani e, con una buona dose di satira, smaschera le contraddizioni per sanarle o annullarle. Alla fine si resta pensosi e il pubblico si pone qualche domanda. Quando il teatro, pur divertendo, lascia qualche riflessione sulla vita e sui rapporti vuol dire che è entrato nella dimensione interiore dello spettatore e certamente gli ha lasciato qualcosa che prima o poi porterà i suoi frutti.

Ti condiziona una critica non favorevole.

Per niente. Sarei però ipocrita se dicessi che una buona critica non mi fa piacere. Ma quello che mi stimola di più e che mi interessa è il rapporto con il pubblico, incontrarlo dopo lo spettacolo, sentire dal vivo le loro reazioni, riflettere su quanto hanno colto o non capito. Quando recito capto “il respiro” del pubblico presente in sala, la sua partecipazione, il suo coinvolgimento, e se non riesco a sentire tutto questo allora si che devo mettermi in discussione. Senza questo rapporto il mio lavoro non è teatr, ma puro esercizio e tecnicismo sterile. E’ in questo rapporto che io incontro la dimensione culturale della mia gente ed allora nasce un osmosi che arricchisce me lo spettatore e il teatro, in questa sorta di reciprocità, diventa esperienza costruttiva dell’uomo.

Il teatro generalmente ha un pubblico di una certa età e difficilmente vedi giovani. Ma sono stato sorpreso nel vedere molti giovani in platea per i tuoi spettacoli. Penso che questo ti gratifichi.

Moltissimo, anche perché nello scegliere i testi da rappresentare io non trascuro i giovani, che sono il nostro futuro, per cui ho davanti a me un percorso ideale attraverso il quale voglio offrire loro strumenti culturali capaci di annullare quelle violente suggestioni di certi squallidi programmi televisivi. Per questo, se posso usare una parola impegnativa, direi che faccio scelte propedeutiche, in modo da portare il pubblico che mi segue a scoprire piano piano quelle grandi potenzialità che sono in ognuno di noi, per poi metterle in campo nella vita di ogni giorno.
a cura di Pasquale Lubrano Lavadera

Da "Il Nostro tempo" marzo 2011
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 18. Mär 2011 08:02

Danke GAby, ich mache mich an die Übersetzung, sobald ich Zeit habe, das wird allerdings ein bisschen dauern.

Liebe Grüße
Birgit
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