"Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 6. Mai 2012 11:00

Die Begegnung mit dem Publikum in Cagliari im MEM, herzlichen Dank an Catarina von Xmem Cagliari, die uns die Bilder zur Verfügung gestellt hat, grazie mille!
Alessio hat hier sehr viel Ähnlichkeit mit unserem allerseits sehr geschätzten Adriano!


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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 6. Mai 2012 11:04

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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon gaby » 8. Mai 2012 18:06

S.A., 7 maggio 2012 More Sharing ServicesCondividi | Share on facebook Share on myspace Share on google Share on twitter Share on oknotizie
Ad incontrare gli studenti universitari saranno gli attori Alessandro Haber, Alessio Boni, Gigio Alberti protagonisti al Teatro Verdi di Sassari dello spettacolo “Art”
Back stage: Boni, Haber e Alberti a Sassari


SASSARI - Prosegue martedì 8 maggio alle 17, nell’aula magna dell’Accademia (in via Duca degli Abruzzi 4) di Sassari, "Back stage: Incontri con gli attori-autori" iniziativa culturale promossa dall’Ersu, dal Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell’Università di Sassari e dall’Accademia di Sassari nell’ambito della stagione teatrale Cedac 2011/2012.

Ad incontrare gli studenti universitari nel terzo appuntamento di quest’anno saranno gli attori Alessandro Haber, Alessio Boni, Gigio Alberti, protagonisti al Teatro Verdi di Sassari dello spettacolo "Art" di Yasmina Reza. A coordinare l’incontro saranno: Lucia Cardone docente di storia e critica del cinema alla facoltà di lettere e Chiara Demelio docente di Scenotecnica all’Accademia di Sassari.

Il ciclo si propone di creare, in un contesto informale, un’importante occasione di dialogo tra gli studenti e i protagonisti del teatro contemporaneo con l’obiettivo di approfondire le tematiche attinenti il lavoro dell’attore e quelle legate alla scelta dei testi e della messinscena. L’iniziativa consolida l’impegno dell'Ersu nella promozione del teatro che da anni si concretizza inoltre attraverso la riduzione dei biglietti agli studenti per la stagione di prosa.

Nella foto: Alessio Boni, Alessandro Haber e Gigio Alberti
http://notizie.alguer.it/n?id=48749
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 9. Mai 2012 16:04

Pranzo ad Alghero per i tre attori prima dell´incontro con gli studenti a Sassari nel corso della rassegna Backstage
Haber, Boni, Alberti successo in accademia


SASSARI - Una grande folla ha accolto martedì nell'Aula magna dell'Accademia di Sassari gli attori Alessandro Haber, Alessio Boni e Gigio Alberti ospiti della rassegna Backstage: Incontri con gli attori-autori e protagonisti al Teatro Verdi di Sassari dello spettacolo Art di Yasmina Reza. L'iniziativa culturale promossa dall'Ersu, dal Dipartimento di Scienze umanistiche e sociali dell'Università e dall'Accademia di Sassari nata con l'obiettivo di creare un dialogo tra gli studenti e i protagonisti del teatro contemporaneo coglie in questa occasione perfettamente nel segno, offrendo due ore di stimolante conversazione e dibattito.

«Non avevamo mai lavorato insieme prima di “Art” - dice Alessio Boni - questa commedia è stata la nostra occasione per conoscerci e diventare amici, ora ci frequentiamo anche fuori dal palcoscenico e facciamo tifo uno per l'altro, una cosa piuttosto rara nel mondo del teatro». Art è da anni un successo internazionale tradotto in 30 lingue e rappresentato nei teatri di tutto il mondo. Lo spettacolo al secondo anno di replica anche in Italia riscuote ovunque grandi consensi ed è prevista una terza tournée per il prossimo anno. La commedia campione d'incassi anche in Italia, diretta dal regista Giampiero Solari, ruota attorno alle vicende di tre amici che si trovano in disaccordo sul significato dell'arte astratta.

«Probabilmente il segreto di questa produzione, che parla di amicizia - dice Alessandro Haber - risiede proprio nel vero gioco di squadra che è scattato fra noi». «Cerchiamo di migliorarci ogni volta, conclude Gigio Alberti - seguendo i reciproci suggerimenti e questo il pubblico lo sente. Ogni spettacolo è diverso dall'altro, si tratta di sfumature, di gesti, di piccole cose che possono fare la differenza per far comprendere meglio il testo allo spettatore».

Il dialogo informale e serrato con gli attori tocca diversi temi suggeriti dalle moderatrici Lucia Cardone e Chiara Demelio e dallo stesso pubblico interessato a conoscere meglio il background professionale dei tre attori che raccontano delle loro esperienze con grandi registi come Monicelli, Salvatores, Giordana, svelando con grande disponibilità e generosità aneddoti ed episodi della loro vita privata e professionale. Tantissime le ragazze che al termine dell'incontro si sono precipitate a chiedere autografi e foto ricordo con i tre artisti. Tra i più contesi certamente Alessio Boni che pur continuando a lavorare per cinema e teatro è diventato uno degli idoli del piccolo schermo protagonista di alcune tra le fiction più seguite degli ultimi anni.
http://notizie.alguer.it/n?id=48814

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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 9. Mai 2012 18:23

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(foto: SassariNotizie.com)
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SASSARI. Il dio del massacro, per citare una delle più note piece della stessa autrice, rimane solo tra le assi del palcoscenico. Chiuso il sipario i tre uomini, che prima si scannavano sul significato di un quadro bianco pagato fior di quattrini, depongono le armi del cinismo e le parole al vetriolo di "Art" di Yasmina Reza, per raccontare il loro essere complici e amici fuori dalla scena. Alessio Boni, Alessandro Haber e Gigio Alberti sono forse un trio piuttosto curioso e vederli insieme mentre discutono e scherzano con il pubblico, durante l'ultimo appuntamento di "Backstage" organizzato da Università, Circuito Cedac e Ersu, fa sì che l'incontro si trasformi in un flusso di parole ininterrotte che toccano gli argomenti più disparati. Il teatro, ovviamente, ma anche l'essere attori, l'emozione eletrizzante di mettersi sempre in gioco, le sfide dei ruoli.

A rompere il ghiaccio è proprio Alessio Boni, barba lunga, faccia colorata e bruciata dal sole del suo ultimo set. Sta girando l'Odissea in Portogallo, dove recita il ruolo di Ulisse e ha come partner Caterina Murino nel ruolo di Penelope. «Prima di "Art" non avevamo mai lavorato insieme, ora siamo in pratica diventati amici e ognuno in qualche modo fa il tifo per l'altro. Una cosa piuttosto rara nel nostro ambiente dove spesso c'è l'attore che ha il ruolo più importante e tende a monopolizzare tutto». D'altronde sono in giro da due anni di repliche con una terza in arrivo per la prossima stagione, segnale che la messa in scena del regista Giampiero Solari funziona. Non era scontato. Una precedente versione italiana del dramma di Yasmina Reza non era piaciuto nemmeno alla stessa autrice, quindi le aspettative erano alte. Una quarantina di giorni di prove e l'affiatamento dei tre attori però ha funzionato. La storia si presta a molte letture e la carica di cinismo la rende molto intrigante per il pubblico. Perché il salotto borghese che fa da sfondo alla sfida degli uomini di "Art" è quasi come un'arena in cui ci si scanna senza pietà. Una scena che lo stesso Alessio Boni dice sia verosimile, soprattutto in Francia: «Lì si discute seriamente tra uomini di arte e cultura, anche in maniera spietata. Quanto racconta la Reza non è campato per aria. Per quanto possa essere strano, soprattutto per noi italiani». Ma è Alessandro Haber che dà una interpretazione tutta sua sul rapporto dei tre personaggi: «È un'amicizia maschile, forse con aspetti omosessuali. D'altronde la Reza utilizza un meccanismo molto femminile ma "tirato fuori" al maschile. Un trucco che permette all'autrice di parlare degli uomini così come sono».

Gigio Alberti annuisce e conferma e poi passa a parlare di un aspetto che va oltre la scena: il quadro "contestato" viene venduto a ogni tappa della turné. I proventi vanno a finire in beneficenza. «Chiediamo al pubblico se qualcuno lo vuole comprare - spiega Alberti - spieghiamo che è per un buona causa. C'è sempre qualcuno che lo prende. Non ha un valore monetario in sé, ma ci permette così di raccogliere dei fondi che vanno a finire dritto dritto in Africa». Oltre al quadro, gli spettatori possono versare un euro, sino a ora hanno raccolto una cifra complessiva di 50mila euro. Una bella soddisfazione. In chiusura poi tutti si lasciano andare ai ricordi, incalzati dal pubblico. Ed ecco che Alessio Boni parla della sua esperienza con Marco Tullio Giordana in "La meglio gioventù", "Quando sei nato non puoi più nasconderti" e "Sanguepazzo". «Conosce ogni singolo aspetto del tuo personaggio. È preciso. L'unica cosa che puoi fare come attore è lasciarti andare senza nessun timore». Mentre Gigio Alberti racconta la sua esperienza umana e professionale con Gabriele Salvatores passando da "Mediterraneo" sino a "Quo vadis Baby?": «Sa già quello che tu puoi fare e crea complicità nel cast. Per "Mediterraneo" ad esempio siamo stati sul set a provare una settimana prima di iniziare le riprese vere e proprie. Era un modo per conoscerci meglio tra noi». Con Alessandro Haber invece il ricordo è su Mario Monicelli. Non sui tanti film fatti con il regista, ma frammenti di vita privata, come quando, all'età di 93 anni suonati, è salito in moto con lui in mezzo al traffico di Roma. Tutti ridiamo e pensiamo a Mario che ormai non c'è più. Chissà cosa avrebbe detto su questa storia stramba con lui a cavalcioni di una motocicletta e il casco.

L'incontro è stato moderato da Chiara Demelio, docente di scenotecnica all'Accademia di Belle Arti e Lucia Cardone, docente di Storia del cinema alla facoltà di Lettere e filosofia.
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http://www.sassarinotizie.com/articolo- ... amici.aspx
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon mingi17 » 11. Mai 2012 21:16

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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon gaby » 23. Mai 2012 07:05

Yasmina Reza, ART: Ridete e starete sani
lunedì, maggio 14th, 2012. Filed under: Spettacoli teatro by Luca Mirarchi
L’amore non ha età: abusato luogo comune. L’amore non ha età, direbbe un pedofilo: battuta di cattivo gusto. O provocazione sul Male per esorcizzarlo? Un dilemma che ritorna ogni volta che si affrontano temi che la morale censura. È un peccato che il Bene produca così poca fascinazione. La grandezza di Nabokov è costretta a lasciare la scena a una dodicenne che prende il sole in giardino; la grandezza di Nabokov è anche nel costringere i lettori a perdersi senza rimedio dietro i capricci di Lolita. Linguaggio o metalinguaggio? Si parla del soggetto per saggiarne il colore o per prenderne le distanze? Le veline che sculettano a Striscia la notizia sono una satira delle vallette che sculettano o un salvagente per gli ascolti? Mescolare l’alto e il basso denota quasi sempre l’assenza di un solido discorso alle spalle. Prendiamo le quotazioni astronomiche dell’arte concettuale, il Teschio di diamanti di Damien Hirst: tralasciata qualsiasi velleità estetica, il ricco acquirente si porta a casa un simulacro che gli ricorda quant’è idiota, dal momento che anche lui – così pare – dovrà morire. Congratulazioni. E il vuoto d’artista? Ci si potrebbe almeno consolare con l’idea che in questo caso l’opera non sottenda un messaggio? Sarebbe confortante, se la mancanza di significazione non veicolasse un contenuto ancora maggiore. E «un quadro bianco, a righe bianche», del valore di duecentomila euro, è l’accidente scatenante di Art, la commedia di Yasmina Reza del 1994, tradotta in più di venti lingue e gran successo in mezzo mondo. L’autrice franco-iraniana era tornata alla ribalta l’anno scorso dopo l’uscita di Carnage di Roman Polanski, trasposizione della sua pièce Il dio del massacro e a seguire, sull’onda dell’attenzione suscitata dal film, Art è stato riproposto anche in Italia per la regia di Giampiero Solari, con le interpretazioni glamour di Alessandro Haber, Alessio Boni e Gigio Alberti. Dal 2 al 6 maggio ha fatto tappa al Teatro Massimo di Cagliari, suscitando anche qui un vasto consenso di pubblico.

Io ci sono andato un po’ per caso, era domenica nel tardo pomeriggio e dovevo salutare un’amica che vive a Parigi, ma era tornata in Sardegna per votare (i primi referendum anti-casta ideati dalla casta stessa non sono un evento da poco). L’idea era quella di fare una passeggiata nel centro storico approfittando dei Monumenti Aperti (una di quelle lodevoli iniziative che le istituzioni finanziano per stimolare i cittadini a riscoprire un illustre passato – venendo poi così spesso a mancare, di questi tempi, una rosea prospettiva per il futuro). Se solo non si fosse messo in mezzo un acquazzone primaverile. Può mai piovere a Cagliari – dove non piove mai – proprio il sei maggio?! Sarà l’effetto serra o gli scherzi del caso ma ebbene sì, può accadere. Non va dunque sottovalutata l’incidenza dei rovesci temporaleschi sull’afflusso nei teatri. Certo, anche i divi del cinema/fiction/tv danno una mano e in questo caso, come detto sopra, eravamo piuttosto forniti.

Una volta seduti in platea, il sipario aperto e le luci in scena, di primo acchito sembrava quasi di stare in un salotto televisivo. La scena raffigura un interno borghese essenziale, dominato dal bianco e dalle tinte tenui, che resterà di base lo stesso nell’ora e mezza di spettacolo, salvo per lo scorrere di pannelli semitrasparenti che creano, di volta in volta, riquadrature interne alla scena e che permettono gli “a parte” nei quali i personaggi, isolati dalle luci, aprono se stessi agli spettatori. Giampiero Solari, oltre a una trentennale carriera teatrale, vanta anche la regia di alcuni degli show di maggior successo negli ultimi anni sul piccolo schermo. Per la produzione di Bibi Ballandi ha infatti curato la regia degli spettacoli di Gianni Morandi, Lucio Dalla e Fiorello, fino all’ultimo trionfo de #ilpiùgrandespettacolodopoilweekend lo scorso autunno. La TV si può prendere come pietra di paragone della pièce: da un lato l’ambientazione rimanda alle sit-com e si mantiene l’unità di tempo e di luogo senza la canonica progressione in atti, ma lasciando montare il testo su una serie di diciassette sketch innestatiti uno sull’altro, sul crescere dei malintesi, delle ripicche e degli scontri (anche fisici) fra tre amici di vecchia data che si ritrovano per andare a cena, dall’altro, l’idea che si possa ridere con levità e senza ricorrere ad escamotage banali o volgari, da tempo non trova più spazio d’espressione sulle nostre reti. I protagonisti: Serge (A. Boni) è un affermato dermatologo che spende duecentomila euro per acquistare l’ultima opera di un pittore di grido; Marc (G. Alberti) è un caustico ingegnere aeronautico che ama l’arte pre-modernista e lo dileggia per l’acquisto di quella “merda bianca”; Yvan (A. Haber) è il vaso di coccio tra i primi due, un ex commerciante caduto in rovina che tenta di sistemarsi con un matrimonio tardivo, e che cercherà invano di far da paciere finendo invece per essere vessato da entrambi. La vacuità dell’arte contemporanea (il quadro bianco, a righe bianche) serve da espediente per evidenziare quanto poco basti a far vacillare l’amicizia virile, topos celebrato da una secolare tradizione non solo drammaturgica. Yasmina Reza, un’epigona minimalista del teatro di Ionesco, non riesce mai ad intaccare davvero il nucleo del pensiero debole che permea la borghesia, arrivando quasi ad inscenare, per paradosso, un apologo del campionario di tic e nevrosi nelle quali tutti, cittadini spaesati dell’età della tecnica, finiamo fatalmente per ritrovarci. Aggiungiamo la grande facilità comunicativa, l’innato senso del ritmo e la capacità di imbastire un plot coinvolgente quasi a partire dal nulla, ed ecco spiegati gli applausi convinti del pubblico in sala.

Io e la mia amica ci siamo uniti agli applausi e siamo usciti dal teatro di buon umore, per giunta aveva smesso di piovere, cos’altro desiderare di più? La catarsi con riflesso pedagogico, rispenderebbe certa critica di sinistra (sarà anche crollato l’URSS, ma la dittatura del Messaggio è dura a morire), la cognizione di un dolore seminale per la crescita dello spettatore. Pazienza, anche solo edificare uno spettacolo su basi così effimere è indice di aderenza al contemporaneo: non c’è altro tabù più radicato nella società dei consumi dell’idea del vuoto (il quadro bianco, a righe bianche). Il vuoto pneumatico delle trasmissioni di Boncompagni, il montaggio alternato di Blob, la scrittura orizzontale di Bret Easton Ellis, il Dito medio di marmo di Cattelan, il pop necrofilo di Lana Del Rey: il vuoto che si fa poetica o resta mera rappresentazione? Intrattenimento, questa è la chiave nella maggior parte dei casi: per fare del buon intrattenimento bisogna essere molto bravi. Per diventare persone migliori, ci saranno di sicuro altre occasioni.

http://www.atlantidezine.it/yasmina-reza-art.html
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Beitragvon mingi17 » 10. Jan 2013 22:04

http://www.spotandweb.it/news/12552/esc ... e-art.html

Quest'articolo con un link ad un intervista con Alessio è del anno scorso, ma è on tour con "Art" anche quest'anno
Bei diesem Artikel ist ein Link zu eine Audiointerview mit Alessio über Art, wir haben es wahrsceinlich schon, das es vom letzten Jahr ist, aber bekanntlich ist er ja wieder damit auf Tour.
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Re: "Art"-"Kunst" von Yasmina Reza

Beitragvon gaby » 3. Feb 2013 22:09

una serata fra uomini, fra risate e cattiverie
Sono gli uomini ad essere davvero complicati.
Le serate fra donne sono uno stereotipo dei misteri dell’universo: di cosa si parla? Di cosa ridacchiano? Quali pensieri maliziosi aleggiano nei segretissimi conciliaboli rosa? Invece, le serate fra uomini appaiono, nell’immaginario collettivo, come semplici e schiette riunioni ridanciane, trascorse a parlare di sport e di politica, millantando trascorsi gloriosi.

Sarà davvero così? Tre uomini, amici da quindici anni, si stimano, hanno punti in comune tenuti saldi da una profonda simpatia reciproca. Ognuno ha il suo ruolo: Marc, l’intellettuale in perenne controtendenza, Serge, il medico parvenue che vuole legittimare la sua nuova posizione con la cultura, infine Yvan, l’impiegato remissivo, il pagliaccio triste, che anima la compagnia prima di ritirarsi in solitudine. Fra loro si crea un precario equilibrio di movenze artefatte, dove non c’è spontaneità: ogni parola viene soppesata, ogni espressione valutata e il tono della voce incamera il potenziale distruttivo di un’arma. Il rancore cova le pur minime osservazioni, fino a esplodere alla prima occasione pretestuosa: «un quadro bianco da 200mila euro» sentenzia Marc, «non è bianco!» si arrocca Serge che l’ha comprato, «si vedono delle sfumature ocra. Pallido» si barcamena Yvan, nolente giudice della disputa.

La penna di Yasmina Reza mette bene in luce le contorte introspezioni maschili, la loro ostinazione nel perseguire una coerenza senza sfumature. «La donna è mobile», la società le concede di essere volubile, ma un uomo che si rispetti è tutto d’un pezzo, gli sbalzi “uterini” dell’umore sono da nascondere.

I personaggi di Art non potevano trovare interpreti più calzanti: un signorile e impostato Alessio Boni nei panni di Serge, un ironico e beffardo Gigio Alberti per Marc e un incomparabile Alessandro Haber, ansioso e ipocondriaco Yvan.

Il gioco di luci tende una mano alla recitazione e la scenografia a pannelli bianchi, fortemente evocativa, strizza un occhio compiaciuto alla tela della discordia.

Il finale chiude il cerchio della narrazione e libera lo spettatore dal dover cercare una conclusione ai fatti, lasciandogli il tempo per riflettere sul concetto della rappresentazione, per approfondire la ricerca oltre la convenzione, oltre ciò che si vede, per scorgere nel grande scenario dell’apparenza, l’ombra della verità che si confonde con il paesaggio.

Lo spettacolo continua:
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Beitragvon mingi17 » 11. Feb 2013 10:04

http://www.facebook.com/media/set/?set= ... 544&type=1

Bilder Uno Mattina Caffe, ein Gespräch mit den drei Herren anlässlich des Starts des Stücks in Rom
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