La carne del marmo-un oratorio per Michelangelo

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Re: La carne del marmo-un oratorio per Michelangelo

Beitragvon mingi17 » 10. Sep 2013 20:13

Michelangelo Buonarroti e il suo rapporto con il marmo, fonte della sua ispirazione e materia della sua meravigliosa opera, un viaggio musicale nelle sculture, nei sonetti, nelle idee dell'artista con danza, proiezioni e la voce narrante di Alessio Boni.

Lo spettacolo vuole esplorare l'immaginario di Michelangelo Buonarroti e il suo rapporto intimo con la materia da cui scaturisce l'opera d'arte. Costruendo un percorso drammaturgico tra i sonetti di Michelangelo, si visiteranno i luoghi più segreti dell'anima di questo genio dell'arte, del suo rapporto con la carne, con la bellezza, con il passare del tempo e il rapporto con l'amore trasgressivo, aspetto assolutamente nevralgico della vita di Michelangelo.
La condizione di omosessuale, aspetto sottolineato dalla critica più recente, pone l'artista in una posizione di isolamento di cui egli si fa portatore con le sue stesse parole: artista così novecentesco che si scontra con il sistema di valori del mondo che lo circonda e che racconta in modo approfondito il suo fermento creativo.
Attraverso l'interpretazione di Alessio Boni il pensiero dell'artista si intreccia con un viaggio musicale creato dal compositore Dario Arcidiacono. Musica e parole parleranno del Fuoco e della sua simbologia, dell'artefice e dell'artista che si lega alla centralità dell'Occhio che vede, dell'immagine che come elemento materiale suscita la "reverie artistica" e poi Dio, la fede, il peccato e l'anima immortale.
Questi aspetti del mondo oscuro di Michelangelo si incontrano con la centralità dell'amore, dell'amato e dell'amante in uno struggimento continuo che si scontra con la bruttezza, con la vecchiaia e con la morte.
Le immagini delle opere di Michelangelo verranno sezionate e scomposte per coglierne gli elementi che corrispondono a questo racconto, grazie all'intervento dell'artista visuale Giacomo Verde che ripercorrerà il passaggio dalla materia grezza del marmo alla statua. Inoltre verrà evocato il lavoro degli strumenti, gli "oggetti-testimoni" che, secondo la tecnica michelangiolesca, lavorano la pelle del marmo dando quello straordinario senso del movimento e della tridimensionalità dell'immagine. Una tridimensionalità che avvolgerà la voce narrante, origine e punto di arrivo di tutto il racconto scenico.
Le coreografie di Walter Matteini affidate ai corpi rievocheranno la sensualità dei corpi maschili del Buonarroti per sondare quel limite tra corpo ed evocazione di esso, tra pelle e superficie marmorea, tra muscolo e venatura della materia grezza.
Un viaggio estetico attraverso le arti della scena che riconduce ad una bellezza ideale, antica che in Michelangelo diventa atto di rivendicazione della propria originalità di fronte al mondo: l'artista afferma la propria condizione che si consuma nel rapporto carnale con il marmo.
Musica, danza, arti visive, parola si rincorrono a cercare echi del mondo interiore del Genio fiorentino. Quella poesia del lavoro umano, dello sforzo artigiano di "dare forma" diventano epopea e monito per il nostro presente meccanicistico e materialista.
Un incontro artistico che vuole restituire sacralità alla materia informe che prende forma e che diventa personaggio dialogante: la pietra informe che in sé già conserva la Vita.

http://www.teatrodusebologna.it/pagina_ ... _2013_2014

Am 13. 2. 14 im Teatro Duse in Bologna.
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Re: La carne del marmo-un oratorio per Michelangelo

Beitragvon mingi17 » 9. Jan 2014 22:17

La carne del marmo
Un oratorio per Michelangelo

NUOVE DATE DEL 2014!

13 febbraio - teatro Duse di Bologna, ore 21.00
Via Cartoleria, 42 - 40124 Bologna (BO)
http://www.teatrodusebologna.it/

14 febbraio - Teatro Nazionale di Quarrata (PT) ore 21.00
Via Montalbano 11, Quarrata (PT)
http://www.comunequarrata.it/flex/cm/pa ... agina/2933

15 febbraio – Teatro Comunale di Chiasso (CH) ore 20.30
Via Dante Alighieri 3B, 6830 Chiasso, Svizzera
http://www.chiassocultura.ch/index.php?id=462

17 e 18 febbraio – Nuovo Teatro Comunale di Sassari, ore 21.00
Piazza dei Cappuccini - Sassari

19 febbraio – Teatro Comunale di San Gavino Monreale
Via Alighieri 6

20 febbraio – Teatro Centrale di Carbonia
Piazza Roma
http://www.cedacsardegna.it/
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Re: La carne del marmo-un oratorio per Michelangelo

Beitragvon mingi17 » 7. Feb 2014 15:25

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Io e il Michelangelo proibito
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Re: La carne del marmo-un oratorio per Michelangelo

Beitragvon mingi17 » 7. Feb 2014 15:25

Übersetzung
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Re: La carne del marmo-un oratorio per Michelangelo

Beitragvon mingi17 » 7. Feb 2014 18:45

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Re: La carne del marmo-un oratorio per Michelangelo

Beitragvon mingi17 » 13. Feb 2014 09:08

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Re: La carne del marmo-un oratorio per Michelangelo

Beitragvon mingi17 » 13. Feb 2014 19:01

Teatro, Teatrorecensione — 13/02/2014 11:12
La viscerale passione michelangiolesca de “La carne del marmo”
Posted by tommaso.chimenti

CASCINA – Se credessimo alla reincarnazione potremmo anche ipotizzare che i ventun grammi dell’anima di Michelangelo, deceduto il 18 febbraio 1564, siano passati nella carne e nelle ossa di Galileo Galilei, nato il 15 febbraio dello stesso anno. Toscana, cinquecentocinquanta anni fa. Il genio scorre nell’aria. Chiamale coincidenze, se può essere consolatorio. Personaggio non comune Michelangelo Buonarroti, capace di dipingere, la Cappella Sistina ne testimonia ancora il tocco ed il tratto imperituro, scolpire, la Pietà o il David, come di far poesia, i suoi sonetti.

Proprio dall’incastro tra le sue opere, che scorrono dietro nel grande video, i due danzatori che si liberano dalla materia come I Prigioni ed i versi che un Alessio Boni scapigliato e potente come un ruggito leonino elargisce a chiare lettere, nasce ed affonda, come piega nella pelle, come scalpello nella roccia, “La carne del marmo” per la regia composita a quadri e strutturata in picchi di climax di Alessio Pizzech (appena tornato da un’esperienza in Norvegia, e subito dopo volato a Beirut dove dirigerà una “Cavalleria rusticana” con la Filarmonica libanese).

E’ un Michelangelo caravaggesco (Boni aveva interpretato l’autore di “Giuditta che taglia la testa a Oloferne” in una serie tv; curiosità: il nome di Caravaggio era Michelangelo) quello che, sudato, scomposto, in un amplesso di parole e linfa si lancia a capofitto nelle passioni e le assaggia e le morde e ne fa scempio e assapora con famelico gusto. E sembrano farsi vivi i suoi amori e fantasmi, che dalla materia inanimata escano figure concrete e vive e pulsanti (come il “Frankenstein” di Mary Shelley) che prestano i loro corpi ad una danza viscerale e macabra, a cavallo tra eros e thanatos, che gorgoglia e spinge, crea e distrugge, genio e sregolatezza, ed infligge e si dipana, si esalta, si sfinisce.

Boni (che già apprezzammo a teatro ne “Il Dio della carneficina” ed in “Art”, entrambi firmati da Yasmina Reza), barba messianica, restituisce lo stillicidio dell’arte in forma totalizzante che avvolgeva il genio di Caprese, tra urla che gettano sconforto nell’impossibilità di essere capito fino in fondo, nell’incapacità di creare e dare forma e sostanza a tutta quella lava demoniaca che sentiva pulsare dentro. Come un vulcano sempre sul punto di eruttare, Boni gira intorno, come squalo sulla preda, ai due danzatori-statue in movimento (con il riflettore in mano in stile kantoriano; ci ricorda l’immagine simbolo della pellicola “Rattle and Hum” degli U2 con Bono Vox che inquadra, con amore e precisione, The Edge intento e piegato alla chitarra, o quelli puntati sul pubblico ne “Un tram che si chiama desiderio” per la regia di Antonio Latella), come un vortice, un mulinello a separare, a fare pulizia.

Corre stropicciato e si accascia stremato, distrutto e disfatto e prosciugato e svuotato dal fuoriuscire dei suoi sentimenti, e, nello scambio-scontro tra i versi ed i marmi che prendono respiro ed ansimano, si realizza il miracolo della creazione. E’ un dialogo costante tra amore e marmo, tra il fluttuante ed il solido, focoso e massiccio, ruvido e levigato, come le onde scatenate nello Stretto di Magellano, schiuma e scogli appuntiti urticanti. Boni regala tutta l’inquietudine e l’angoscia del sentirsi imprigionati, del voler spezzare le catene dell’ordinario. Un ritratto molto umano, partecipato, più terreno che celestiale, più vicino al sangue, fallace e imperfetto, che alle altezze divine delle sue opere. “Lo scultore pensa in marmo”, (Andrè Gide). Ed ancora: “La vita è fatta di marmo e fango”. (Nathaniel Hawthorne, “La casa dei sette abbaini”). Michelangelo sarebbe stato capace di scolpire una rosa e di farla sembrare talmente vera da poterne sentire il profumo.

“La carne del marmo”, da un’idea di Alessio Pizzech e Maddalena Calderoni. Uno spettacolo di Alessio Pizzech, con Alessio Boni, e i danzatori della Compagnia Imperfects Dancers. Raccordi drammaturgici di Gianmaria Cervo, coreografie di Walter Matteini, video a cura di Giacomo Verde, musiche di Dario Aricidiacono, luci di Nevio Cavina, costumi di Valerio Maggioni. Presentazione di regia a cura di Alessio Pizzech, produzione del Festival TonesOnTheStones. Distribuzione Live Arts, Produzione Festival Tonesonthestones/Live Arts. Visto alla Città del Teatro di Cascina, Pisa, il 12 febbraio 2014. Altre date a febbraio: 13 Bologna, 14 Quarrata, 15 Chiasso, 17 e 18 Sassari, 19 San Gavino, 20 Carbonia.
http://www.rumorscena.com/2014/02/13/la ... ssio_boni/
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Re: La carne del marmo-un oratorio per Michelangelo

Beitragvon mingi17 » 14. Feb 2014 22:31

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/me ... r.html#p=0

Bei 15:07 Ausschnitte aus der Aufführung in Bologna vom13.
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Re: La carne del marmo-un oratorio per Michelangelo

Beitragvon mingi17 » 15. Feb 2014 23:28

“La carne del marmo” con Alessio Boni
La quotidianità tormentata dell’uomo e dell’artista sommo

Altro che freddo, il marmo è caldo, anzi bollente. La pietra sembra cera sotto lo scalpello di Michelangelo e nasconde umori e fiamme. Alla Città del Teatro di Cascina lo spettacolo "La carne del...






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di Maria Teresa Giannoni

Altro che freddo, il marmo è caldo, anzi bollente. La pietra sembra cera sotto lo scalpello di Michelangelo e nasconde umori e fiamme. Alla Città del Teatro di Cascina lo spettacolo "La carne del marmo" diretto da Alessio Pizzech con Alessio Boni nei panni (soprattutto un mantello-divisa da scultore come quelli che Buonarroti indossa nei ritratti che restano di lui) dell'artista questo esprime e nel farlo ce lo rende nostro contemporaneo.

Tremori, dubbi, dolore: sono cariche di questi sentimenti le poesie che Michelangelo scrisse tutta la vita. Boni le dice al pubblico "prostrato in terra" in un angolo mentre il centro della scena se lo prendono le sue visioni. Sullo sfondo le magnifiche immagini di Giacomo Verde si insinuano nei mille anfratti di un corpo maschile: subito è un corpo di carne, un tronco di uomo in posa come quello imponente della Cappella Sistina, man mano che lo spettacolo si sviluppa andranno a "ispezionare" le intimità delle statue, ginocchia, legamenti, occhi, peni, il volto del David, le magnifiche sculture incompiute così moderne. Le immagini cominciano un dialogo con due corpi reali: due danzatori nudi impegnati in un bellissimo duello amoroso (coreografie di Walter Matteini), si afferrano, si lasciano, studiano il loro peso, cercano equilibri sempre più instabili.

Tutto questo mentre Michangelo-Boni esplora la sua anima, rabbrividisce alle sue ossessioni d'amore, cercando un aiuto nella fede in Dio, guardando il cielo e trovando la notte. Lo spettacolo è una vertigine che si nutre anche delle belle musiche composte da Dario Arcidiacono e che trova la sua ragione proprio in questo montaggio di più elementi più che nell'interpretazione del solo Boni. Anche perché le parole di Michelangelo sono le stesse che lui scrisse più di quattro secoli fa e per noi non sempre facilmente comprensibili. Ma è tutto l'insieme che ci restituisce l'artista e l'uomo, il creatore sommo e la sua quotidianità tormentata. Michelangelo è morto esattamente 450 anni fa (il 18 febbraio) eppure è uno di noi.

Lo spettacolo sarà in scena stasera al teatro Nazionale di Quarrata.
http://iltirreno.gelocal.it/regione/201 ... -1.8669636
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Re: La carne del marmo-un oratorio per Michelangelo

Beitragvon mingi17 » 17. Feb 2014 12:50

La Nuova Sardegna
L’arte e la passione Michelangelo, genio del nostro tempo
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Fonte: La Nuova Sardegna
17 febbraio 2014

Alessio Boni parla dello spettacolo “La carne del Marmo” domani al Comunale di Sassari poi a Cagliari e Carbonia



di Walter Porcedda wCAGLIARI

Alessio Boni è Michelangelo in "La Carne del Marmo", domani e martedì di scena al Comunale di Sassari alle ore 21, in prima regionale per il Cedac (poi in replica il 20 al Centrale di Carbonia e il giorno prima, mercoledì, alle 20,30 al teatro Massimo di Cagliari come preludio al cartellone de "La Notte dei Poeti". Un viaggio nella personalità e nell'intimità del geniale artista che ha lasciato un segno indelebile nel Rinascimento e nell'arte di tutti i tempi, fino a parlare anche agli uomini del nostro tempo. «Grandi come Michelangelo continuano a parlarci ancora. Un genio come lui, che ha dato la vita per l'arte e l'amore, regalandoci la Cappella Sistina e altre opere meravigliose credo – dice l’attore teatrale – può essere un esempio. Alla fine, l'uomo è quello che fa, oltre quello che dice. Lui non dice tanto ma fa. E quel poco che dice lo ha scritto dentro dei sonetti che sono una specie di diario. Non era né un Dante Alighieri, nè Petrarca o Boccaccio, che scrivevano per essere letti. No. Michelangelo non era uno scrittore, i sonetti li componeva per sé. Una volta che questi sono stati raccolti ci si è resi conto di quanto fossero straordinari. Questo artista era anche un poeta. Ma al di là di ciò, la cosa fantastica è che da queste righe viene fuori l'uomo, con tutta la fragilità, le disillusioni e le sue vicissitudini, sia amorose che di lavoro, e perfino con il marmo… Tutto ciò ce lo rende più vicino. Anche a un genio come lui, davanti alla persona che amava, poteva capitare di non trovare le parole o che si seccasse la lingua? Proprio così. E' la meraviglia dell'uomo. E' il divino che lui estrapola dal marmo e fa diventare poi scultura che gli darà poi l'appellativo di “scultore di Dio”». Un uomo che viveva in solitudine drammi segreti e tormenti d'amore . «Michelangelo Buonarotti era un uomo che aveva dentro una grande febbre interiore. Un uomo che non ha potuto vivere in libertà il proprio amore, anche perchè, appena si fosse saputo lo avrebbero bruciato vivo. Purtroppo ai tempi accadeva che gli omosessuali venissero bruciati ed ecco allora che Michelangelo nei suoi sonetti nascondeva l’amore per il suo uomo dietro un "lei". Chiamava proprio con un “lei” quell’amore che poi si è scoperto negli anni fosse uno dei suoi apprendisti». Buonarotti,s cultore simbolo di quell’epoca, è stato un artista dotato come pochi di spiccata capacità nell’anticipare i tempi contemporanei. «Buonarotti è un genio che anticipa di secoli quello che i comuni mortali capiranno successivamente. Era avanti. Si veda ad esempio le Prigioni, queste incredibili sculture materiche che poi, secondo me, Rodin ha copiato tantissimo: ancora oggi a vederle hanno un impatto straordinario. Figurarsi in un’epoca in cui sicuramente sono magari apparse come opere incomplete, da terminare. La pietà Rondanini ad esempio ha qualcosa di così forte che ci parla ancora oggi. Si intuisce un movimento incredibile. Ed è proprio un artista del non finito e in continua evoluzione. In questo Michelangelo è fortemente moderno. Non metteva mai il punto su niente». "La carne del marmo" è il titolo dello spettacolo che presentate da domani in Sardegna: cosa significa? «Buonarotti era uno dei pochi geni al mondo che da un freddo pezzo di bianco marmo, grazie al divino che aveva in sé, riusciva a trarne fuori carne viva: vivente e tangibile come un essere umano. Non dimentichiamo che all'epoca per illuminare esistevano solo le candele. Queste opere d'arte venivano poste accanto a candelabri. Immaginiamo per un attimo quei bicipiti e quelle spalle, con il gioco di luce delle candele: si muovevano. Era davvero carne viva dentro un blocco di marmo». Ed è anche uno spettacolo multimediale con i video di Giacomo Verde, la colonna sonora di Dario Arcidiacono e la coreografia degli Imperfect dancers. «Il regista Alessio Pizzech ha messo insieme la modernità, con la danza ( i ballerini sembrano due sculture dialoganti tra di loro), le musiche, le luci e i sonetti di Buonarotti per elogiare l'uomo e quanto ha realizzato nell’arte» La sensazione è quella che Alessio Boni l'attore si è talmente calato in questo personaggio di averlo fatto proprio fino in fondo. Potrebbe essere anche il buon viatico per un film? «Magari. Che vita straordinaria e che sfida sarebbe, quella di raccontarne le frustrazioni amorose e le difficoltà del vivere. Si pensi ad esempio che dopo aver fatto la Cappella Sistina leggeva le lettere con la testa all'insù. Non riusciva più cioè , a farlo normalmente. Un uomo che con generosità ci ha lasciato magnifiche opere d'arte. Una cosa rarissima». E tra qualche giorno approderà a Sanremo per sostenere con Alessandro Haber, Giusy Ferreri in "Il mare d'Inverno". Ma canterà? «Ma chi l'ha detto? E' una sorpresa e non si dice. Ma di sicuro non canterò».

http://www.comunecagliarinews.it/rasseg ... gina=36500
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