"Il Dio della Carneficina" - "Der Gott des Gemetzels"

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Re: "Il Dio della Carneficina" - "Der Gott des Gemetzels"

Beitragvon mingi17 » 18. Jan 2010 09:16

Alessio Boni racconta: il pubblico ride e ci sorprende
domenica 17 gennaio 2010

L'attore è di scena a Vigevano ne "Il Dio della carneficina" di Jasmina Reza



È la storia di un avvocato rampante sul in un salotto parigino dove 2 coppie, all'apparenza civili e progressiste, con la scusa di dirimere una lite tra i figli si sfidano in uno spietato gioco al massacro.
Dopo tanto cinema (La meglio gioventù, La bestia nel cuore, Caravaggio, Non avere paura), Alessio Boni torna a teatro con "Il Dio della carneficina", ferocissima commedia di Yasmina Reza, smaliziata scrittrice di sangue iraniano "maitre a penser" nei teatri francesi.
La pièce replica stasera al teatro Cagnoni; accanto a Boni ci sono Silvio Orlando, Anna Bonaiuto e Michela Cescon, diretti da Roberto Andò.
Ecco alcuni passi di una sua intervista rilasciata alla Provincia Pavese.
Alessio Boni, come si sente in questo ruolo?
"L'avvocato rampante e spietato, un po' antipatico e spaccone, che non guarda in faccia nessuno pur di raggiungere i suoi scopi è l'esasperazione di un modello del giorno d'oggi, e io sono orgogliosissimo di rappresentarlo. La sua brutalità sta nelle telefonate che fa".
Cioè?
"Alain, a differenza di tutti gli altri, si rivela fin dall'inizio per quello che è: non gliene frega niente di stare lì, il suo mondo è il cellulare e ci vive attaccato, del resto non ha alcuna ideologia, nella sua spietata disonestà è "onesto", non indossa alcuna maschera. Cerca per tutto il tempo di uscire dal cerchio, in modo chiaro, anche se non ci riesce. Ed è un personaggio assolutamente realistico, non sa quanta gente viene a fine spettacolo e mi dice: "Mio marito è così!" "mio fratello è così!"".

http://www.vigevano.net/index.php?optio ... &Itemid=99
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Re: "Il Dio della Carneficina" - "Der Gott des Gemetzels"

Beitragvon mingi17 » 24. Jan 2010 09:13

Il dio della Carneficina: ne siamo tutti sacerdoti?

Cultura e Spettacolo : Teatro

del 23/01/2010 di Sara Ricci

LUCCA, 23 gennaio - Ieri sera, con Il dio della carneficina, di Yasmina Reza, il Teatro del Giglio ha portato in città un'esempio della migliore drammaturgia contemporanea (da vedere: lo spettacolo resta anche stasera e domani).

Nel salotto di casa propria, Véronique (Anna Bonaiuto) e Michel (Silvio Orlando), hanno invitato Alain (Alessio Boni) e “Toutou” (Michela Cescon), genitori di Ferdinand. Perché? Ferdinand ha picchiato loro figlio, gli ha spaccato due denti e sarà il caso di chiarire come mai. Ma civilmente. Bisogna decidere il da farsi tra adulti, in modo che quest'esperienza di violenza possa tradursi per i bambini in un'occasione di crescita per comprendere le conseguenze delle proprie azioni, e mettere in pratica i valori del riconoscere le proprie colpe e di saper dialogare. Bene, l'incontro sta per terminare, ci si sta mettendo d'accordo su quando far incontrare di nuovo i bambini perché si chiariscano e si possa ripartire con serenità. Questione di minuti.

Ma il salotto ha una strana forma rotonda e rialzata...E' quasi un altare o l'atrio di un tempio: è il tempio del dio della carneficina. I quattro non lo sanno ancora, ma ci sono dentro e stanno per consumargli un sacrificio. E per un rito come si deve, non bastano due minuti. Non conta se vogliono andarsene: il dio li richiama dentro, con l'aiuto del tempo.

Il tempo è galantuomo, come dicono alcuni, o anche tiranno, come dicono altri. In ogni caso ha lui il potere. Se lasciato agire, il tempo rivela cose che gli uomini e le donne ritengono di essere capaci di nascondere e affogare, come nel fondo dell'acqua di un vaso poi riempito di tulipani. Svela gli inganni, il tempo, anche quelli verso sé stessi; mette a nudo le ipocrisie, i moralismi che vestono l'arroganza, l'egoismo e il tornaconto con i panni della didattica della tolleranza e della giustizia.

Non ne occorre poi tanto di tempo. Bastano un'ora e quarantacinque. Se l'incontro fosse durato dieci minuti, se gli ospiti fossero tornati a casa presto, risucchiati dagli impegni di lavoro, tutto si sarebbe sistemato. Ferdinand sarebbe venuto a chiedere scusa e con un altro quarto d'ora di imbarazzo, impazienza e fretta, bambini partecipi, ogni parte sarebbe stata convinta di aver risolto la faccenda per il meglio.

Ma no.

Yasmina Reza è una drammaturga geniale e i suoi quattro personaggi non li fa andar via. Inventa catene di situazioni e snodi di dialogo che non si possono lasciare incompiuti. Le due coppie di genitori restano lì, in salotto e continuano a parlare, e il pubblico li ascolta, curioso e immedesimato a turno in ciascuno di loro (e anche divertito, perché sono brillanti questi quattro! Prima di tutto hanno un gran senso dell'umorismo e poi sanno come rispondersi a tono che è un piacere starli a sentire...). Prima parlano di lavoro, a parole smozzicate e fingendo interesse reciproco, come si fa tra estranei. Poi dei libri sul tavolino basso, quei libri che si mettono bene in vista perché l'ospite si faccia un'idea di che tipi siamo. Poi della tarte tatin e delle capacità in cucina delle signore, e poi degli altri figli, e poi squilla il cellulare di Alain e tutti zitti ad aspettare la fine della telefonata e poi un altro po'di conversazione perché mica si può andare via così, senza mettersi d'accordo sul da farsi e poi ma insomma perché si sono picchiati e voi lo punirete? certo, ma a modo nostro magari? e lui è sfigurato! e certo, comprendiamo, ma a undici anni si è ancora bambini, no si impara già a convivere civilmente... e poi puf! i bambini motivo dell'incontro scompaiono sullo sfondo e restano loro, quattro adulti: il tempo ha fatto la magia (aiutato da un po'di rum, che è accanto ai libri sul tavolino basso) e siamo pronti a iniziare il rito per il dio della carneficina.

Non ci sono più due coppie, ma quattro individui, ciascuno con il suo modo di vedere le relazioni umane e con il proprio credo per dare un senso alle azioni; a turno nemici l'uno dell'altro, a turno alleati, a dimostrazione che non si trova un accordo se non parziale e dinamico e pronto a essere rovesciato da nuovi scoppi di sincerità.

L'interpretazione dei quattro protagonisti è magistrale: vivi, reali, tangibili. Le parole del testo, già di per sé efficace e serrato si intrecciano sulla scena nella regia attenta di Roberto Andò che garantisce la vitalità delle situazioni e l'elasticità delle relazioni.

Una commedia a rilascio prolungato: lì per lì davanti ai quattro si ride a crepapelle, che è il modo più bestiale di giudicare le opinioni altrui, ma non se ne può fare a meno. Sono così comici mentre si sforzano di essere civili e misurati e poi sbottano più infantili dei figli che si son picchiati, che non si può resistere a divertirsi alle loro spalle. Si ride come si riderebbe a vedere uno che passeggia elegante per la strada e tutto a un tratto gli cadono i pantaloni e resta in mutande, ginocchia secche infreddolite e impietosi calzini che stringono i polpacci.

Poi, con calma, dal giorno dopo in poi, si sorride ancora a ripensare alle scene in quel salotto. E in seguito ci si ricorda di situazioni reali, simili, quella volta che parlammo con... Ci sovviene di certe scelte di abbigliamento o arredamento, che abbiamo fatto o visto fare, in piena consapevolezza dell'ipocrisia e della gratuita vanità del gesto, ma facendo finta di non... Di quando abbiamo imbracciato o visto imbracciare il megafono della virtù e del dialogo per arrogarsi il diritto di sbraitare parole cariche di astio e prevaricazione...

Ci siamo noi sulla scena. Il tempo avrà effetto anche su di noi e ci porterà nel tempio. Il dio della carneficina ci mette in guardia, meglio andare a vedere questa sua irresistibile liturgia per non farsi trovare impreparati quando sarà il momento di decidere se sacrificargli o no.



Il dio della carneficina

di Yasmina Reza

traduzione Alessandra Serra

con Anna Bonaiuto, Alessio Boni, Michela Cescon, Silvio Orlando

regia Roberto Andò

scene, costumi e luci Gianni Carluccio

http://loschermo.it/articolo.php?idart=24333

Eine sehr schöne Kritik, näheres später
Titel: Der Gott des Gemetzels, sind wir nicht alle Priester?
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Re: "Il Dio della Carneficina" - "Der Gott des Gemetzels"

Beitragvon mingi17 » 24. Jan 2010 09:24

http://www.c6.tv/archivio?task=view&id=2773&special=

Silvio Orlando zum Dio, ich seh ihn immer noch da stehen und sagen "Ihr wieder!" ;)
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Re: "Il Dio della Carneficina" - "Der Gott des Gemetzels"

Beitragvon mingi17 » 3. Feb 2010 10:36

03 febbraio 2010 | 09:20
"Il dio della carneficina" sa anche farci ridere di gusto
Lo spettacolo con Silvio Orlando al teatro dell'Osservanza di Imola fino al prossimo 7 febbraio.

Imola. E' sempre più difficile ridere di gusto per uno spettacolo intelligente. Ma "Il dio della carneficina" riesce nell'impresa. Lo spettacolo ha alcuni difetti di base, l'ambientazione francese per attori che hanno chiare ed evidenti inflessioni dialettali italiane, la mancanza dell'affondo al momento giusto, ma è davvero divertente e ben recitato. Silvio Orlando riesce a far ridere anche leggendo l'elenco telefonico, Anna Buonaiuto dimostra per l'ennesima volta di essere bravissima anche nelle commedie brillanti, mentre Michela Cescon esce un po' troppo spesso dalle righe, ma visto il contesto ci può stare. Pienamente nel ruolo Alessio Boni che interpreta un "clichè", ovvero l'uomo "appendice" del proprio cellulare. Un avvocato arrogante che finisce per spegnersi insieme al suo telefonino e chiama la moglie "tutu", come un segnale telefonico.
Lo spettacolo scritto dalla francese Yasmina Reza, fondamentalmente si interroga su una questione sottovalutata che Jerzy Lec aveva mirabilmente sintetizzato nella frase "E' progresso se un cannibale mangia con la forchetta?". Due coppie si incontrano perche il figlio di una ha bastonato il figlio dell'altra. I convenevoli e l'ipocrisia reggono fino a che non viene "saccheggiata" una bottiglia di rhum e l'alcool apre i cuori dei protagonisti fino alla scena clou che sembra ispirata a "Pane e tulipani" di Silvio Soldini.
La sbronza fa saltare le convenzioni, la paladina del "Darfur" va in crisi perchè le hanno rovinato il catalogo della mostra sul Pinturicchio, il marito ammette di essersi vestito da "intellettuale di sinistra" ma è uno che ammazza i criceti del figlio e per l'occasione emergono rancori taciuti da troppo tempo anche all'interno delle singole coppie.
D'altra parte, come sentenzia Michel, interpretato da Silvio Orlando: "la vita di coppia è la cosa più disumana che Dio ci ha imposto".
La morale dello spettacolo resta aperta, anche se pare di capire che la convivenza tra i protagonisti sia garantita più dall'alcool che dalla cultura e, soprattutto, che sono i criceti quelli che senza una gabbia non riescono a vivere.


Massimiliano Boschi
http://www.sabatoseraonline.it/home_sso ... 26424&l=it
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Re: "Il Dio della Carneficina" - "Der Gott des Gemetzels"

Beitragvon mingi17 » 1. Mär 2010 15:40

Bene il "Dio della carneficina" al Traiano Stampa E-mail
di Redazione
lunedì 1 marzo 2010 09:41

Successo al Traiano nel doppio appuntamento di venerdì sera e sabato pomeriggio con "Il dio della carneficina" con i quattro attori molto applauditi per le loro capacità interpretative e la bravura a reggere un testo non entusiasmante.

Molti applausi meritati per gli attori di questo “Dio della carneficina” che si regge soprattutto per l’interpretazione delle coppie Bonaiuto/Orlando e Cescon/Boni. La vicenda della coppia di genitori che cerca di ricomporre la lite con tanto di denti fatti saltare fra il proprio figlio e quello dei due genitori da cui si recano in visita è scontata e condotta senza piglio e senza ritmo nella scrittura. Questa commedia da camera, che viene arricchita dalle caratterizzazioni dei quattro attori che si affrontano nel salotto come su un ring, sembra volutamente non voler approfondire, rimanere allo stadio di proposta di una storia che dalla lite fra ragazzi si trasforma presto in confronto fra le due coppie e all’interno di ciascuna coppia. Tutto rimane in superficie con il disilluso e amaro Silvio Orlando, l’attivista intellettuale Anna Bonaiuto, il cinico Alessio Boni, l’insoddisfatta Michela Cescon che si raccontano e si fronteggiano, magari piangono e s’insultano, vomitano e non si staccano dal telefonino, in un ritmo lento, appunto da salotto o da camera, senza nessuna imprevedibilità e, finalmente, con qualche eccesso nell’ubriacatura liberatrice da rum nel finale. Gli spettatori apprezzano qualche battuta, applaudono per la bravura degli attori e perché le liti di coppia rendono sempre bene e fanno scattare l’immancabile identificazione del pubblico formato da coppie. Un gran da fare per rendere teatro il lavoro tanto decantato della francese Yasmina Reza che premia i quattro attori con Silvio Orlando che conferma la sua bravura e con Michela Cescon che è bravissima nell’interpretazione della moglie incinta frustrata che si scatena a sorsate di rum.

http://www.trcgiornale.it/news/content/view/33797/41/
Kritik der Nachholvorstellungen vom Freitag und SAmstag im teatro Traiano n Civittavecchia
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Beitragvon Sweety » 10. Mär 2010 22:04

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Beitragvon mingi17 » 31. Mär 2010 08:12

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Beitragvon mingi17 » 5. Apr 2010 20:56

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Beitragvon mingi17 » 26. Nov 2010 19:52

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Beitragvon mingi17 » 14. Jan 2011 12:39

Streiflicht am Rande:
Roman Polansik verfilmt das Stück mit Kate Winslet, Jodie Foster, Christoph Waltz und John C. Reilly.
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