Gli anni spezzati - L'Ingegnere

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Re: Trilogia anni '70

Beitragvon mingi17 » 30. Nov 2013 21:20

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Re: Trilogia anni '70

Beitragvon mingi17 » 2. Dez 2013 17:24

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Re: Trilogia anni '70

Beitragvon mingi17 » 5. Dez 2013 19:01

Arriva su Rai 1 a Gennaio “Gli anni spezzati”, trilogia dedicata agli Anni di Piombo targata Albatross

dic 2 2013
Redazione
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Andrà in onda in prima serata su Rai 1 a Gennaio 2014 “Gli anni spezzati – Storie di tre uomini liberi”, ciclo di miniserie dedicato agli Anni di Piombo realizzato dalla Albatross Film di Alessandro Jacchia e Maurizio Momi, per la regia di Graziano Diana. Capostruttura Rai Paola Masini.

Si tratta di una trilogia composta da due puntate ciascuna e basata su tre figure, due realmente esistite e una di fantasia: il commissario Luigi Calabrese, interpretato da Emilio Solfrizzi; il giudice Mario Sossi, interpretato da Alessandro Preziosi; e l’ingegnere Giorgio Venuti ovvero Alessio Boni. Fanno parte del ricco cast anche Luisa Ranieri, Stefania Rocca, Giulia Michelini, Ennio Fantastichini, Enzo Decaro, Anna Safroncik e Alessio Vassallo.

Il cast dell’intero progetto è stato seguito dal casting director Roberto Bigherati della RB Casting.

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I dieci anni che hanno sconvolto l’Italia, raccontati dal punto di vista di chi ha combattuto la violenza, l’intolleranza, il terrorismo e l’odio per i rivali politici restando fedele alle istituzioni. Tre destini comuni: nella stagione dell’odio, quando occorreva fare delle scelte. Tre uomini liberi. Tre uomini soli.

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Il Commissario

Alle 16:37 del 12 dicembre 1969 una bomba esplode nel cuore di Milano. E’ una strage, 17 morti e 88 feriti, il culmine di una scia di sangue che sta colpendo al cuore le istituzioni e la società civile. Un commissario capisce che questo è solo l’inizio del terrore. Da solo inizia a combattere contro chi crede di cambiare le cose con l’odio e la violenza, e trova sempre più seguaci. Inizia così la sua lotta contro tutti: contro uno Stato ambiguo che lo lascia solo, contro la stampa che lo diffama, contro chi lo vuole morto.

Nel cast: Emilio Solfrizzi, Luisa Ranieri, Emanuele Bosi, Paolo Calabresi, Ninni Bruschetta, Thomas Trabacchi, Stella Egitto, Antonio Folletto.

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Il Giudice

Un giudice e un procuratore, uniti da un’amicizia fraterna. Entrambi decisi a non piegarsi al ricatto terrorista e ad assicurare i criminali alla giustizia. Due vite, due destini legati a doppio filo alle sorti dello Stato. A separarli, il costo di una scelta senza scampo. Quella più difficile, quella che non potrà non avere conseguenze: cosa conta di più tra salvare un amico e difendere lo Stato?

Nel cast: Alessandro Preziosi, Ennio Fantastichini, Stefania Rocca, Alessio Vassallo, Anna Safroncik, Giovanni Calcagno, Simone Gandolfo, Linda Messerklinger.

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L’Ingegnere

Giorgio è un ingegnere della Fiat e vive il dramma delle lotte sindacali tra operai e colletti bianchi. Finché arriva il giorno in cui le contraddizioni del Paese raggiungono la soglia della sua casa, devastandola. Sua figlia, la luce dei suoi occhi, è entrata in un gruppo armato e sta per portare la guerra in casa. Cosa fare quando il nemico è tuo figlio? E’ possibile per un padre rinnegare un figlio quando in gioco c’è la salvezza della propria famiglia? Quale è il limite tra vita privata e dovere morale?

Nel cast: Alessio Boni, Giulia Michelini, Arianna Jacchia, Paola Pitagora, Christiane Filangieri, Enzo Decaro, Alberto Molinari, Carmine Recano, Pier Luigi Misasi, Flavio Pistilli, Eleonora Sergio.
- See more at: http://www.rbcasting.com/altri-articoli ... PleeA.dpuf

http://www.rbcasting.com/altri-articoli ... albatross/
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Beitragvon mingi17 » 5. Dez 2013 19:31

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Bilder von den Dreharbeiten in Turin (Galleria Cisalpina) von der Seite von Graziano Diana
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Beitragvon mingi17 » 6. Dez 2013 23:08

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Beitragvon mingi17 » 12. Dez 2013 23:19

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Beitragvon mingi17 » 16. Dez 2013 18:23

https://www.facebook.com/photo.php?v=10202766713307753

Trailer von Rai, Ausstrahlung voraussichtlich im Januar.
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Beitragvon mingi17 » 17. Dez 2013 18:38

Offizieller Sendetermin: 27. und 28. Januar!! auf Rai 1

Finalmente le date ufficiali.
"L'Ingegnere" con il "nostro" Alessio andrà in onda il 27 e il 28/01 2014!!!

Die anderen TEile:
Gli anni spezzati - La serie
Ecco le date di messa in onda su Rai 1 de Gli Anni Spezzati.

La prima miniserie, "IL COMMISSARIO", andrà in onda in prima serata martedì 7 e mercoledì 8 gennaio.

La seconda, "IL GIUDICE", martedì 14 e mercoledì 15.

La terza, "L'INGEGNERE", lunedì 27 e martedì 28.
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Re: Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Beitragvon mingi17 » 20. Dez 2013 09:18

GLI ANNI SPEZZATI”, LA TRILOGIA SUGLI ANNI DI PIOMBO IN ONDA SU RAIUNO DA METÀ GENNAIO IN SEI PUNTATE, SPEZZERÀ LE CORNA DEGLI EX DI LOTTA CONTINUA CHE ANCORA OGGI, DOPO MORTI E FERITI, SI METTONO SUL PIEDISTALLO DEI PRESUNTI GURU
Graziano Diana, regista e sceneggiatore per Albatross e Rai fiction di 600 minuti che attraversano un decennio della storia d’Italia raccontata dalla parte delle vittime, non l’ha edulcorata. Anzi: solleva il velo su quanto gli autori de sinistra hanno sempre occultato…

Malcom Pagani per "Il Fatto Quotidiano"

Mariano Rumor, Presidente del Consiglio. L'aria grave. La voce meccanica. Il bianco e nero del 12 dicembre 1969: "L'azione fermissima, immediatamente intrapresa per individuare e colpire i vili delinquenti, è la certezza che io in nome del governo dò al Paese". Quarantaquattro inverni dopo, in quel cratere di delusioni che sono le promesse, Piazza Fontana è ancora lì.
FICTION GLI ANNI SPEZZATIFICTION GLI ANNI SPEZZATI

Ne "Gli anni spezzati", la trilogia sui Settanta che Rai Unomanderà in onda da metà gennaio in sei puntate, Emilio Solfrizzi la percorre riflettendo con un amico a passo lento. "Questo luogo non sarà mai più lo stesso". Parla di golpe, fascisti e finti anarchici. Si scopre a dar ragione agli editori rivoluzionari.

Interpreta un Luigi Calabresi lucido e molto solo che dal giorno della morte in Questura del "frenatore delle Ferrovie dello Stato in servizio a Porta Garibaldi" Giuseppe Pinelli: "Nel mio ufficio, con i miei uomini" sente il dovere di razionalizzare: "Non siamo stati in grado di spiegare che è successo", e conta il tempo che gli resta.

Lotta Continua gli augura la morte. All'università, sui volantini, ballano domande che sono già risposte: "Commissario che fai, spingi?". Nei cortei cupi, con i caschi in testa, il volto coperto e i bastoni in bella vista, gli urlano fascista e gli gridano assassino. La genesi La finzione restituisce il clima d'epoca. Il repertorio conferma l'impressione.
FICTION GLI ANNI SPEZZATIFICTION GLI ANNI SPEZZATI

Graziano Diana, regista e sceneggiatore per Albatross e Rai fiction di 600 minuti che attraversano un decennio della storia d'Italia raccontata dalla parte delle vittime, non l'ha edulcorata. Ha chiesto l'aiuto di Luciano Garibaldi, Adalberto Baldoni e Sandro Provvisionato per la consulenza storica e poi nelle relative ristrettezze di bilancio (progetto elaborato fin dalla fine del 2005, 9 milioni di euro complessivi, ricostruzione impeccabile, affidata allo scenografo di Benigni, Bellocchio, Fellini e Risi, Giantito Burchiellaro, qualche interno serbo, qualche compromesso, una manciata di validi attori slavi), ha tracciato con pazienza le rette convergenti di tre destini.

Un poliziotto, Luigi Calabresi. Un giudice (il magistrato genovese Mario Sossi sequestrato dalle Brigate Rosse nel ‘74, l'ottimo Alessandro Preziosi). Un dirigente della Fiat (Giorgio Venuti, l'attore Alessio Boni) che nella Torino del '79 si trova a firmare sessantuno lettere di licenziamento a operai sospettati di avere contiguità con il terrorismo scoprendo poi di avere una figlia militante in una costola di Prima Linea (nel film Giulia Michelini).
FICTION GLI ANNI SPEZZATIFICTION GLI ANNI SPEZZATI

L'unico profilo di pura invenzione narrativa (con molte aderenze nel reale, compresa l'arbi - trarietà di alcune di quelle "comunicazioni aziendali") che la filologia de "Gli anni spezzati" concede all'atmosfera. Che è quella della guerra. Nel mondo rovesciato in cui si può entrare da stragisti in un'aula di giustizia, essere condannati in contumacia e diventare miliardari, travestirsi per diluire coscienza e rimorso in accettabile equilibrio, Graziano Diana ha scelto di non farlo.

I suoi eroi hanno il fascino dimesso di chi si autoinfligge il castigo del princìpio. L'umanità dei martiri per caso che anche nella paura e nell'insonnia, marciano: "Chissà come sarai tu da grande", dice Calabresi al figlio Mario: "Forse papà non riuscirà a vederti".
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PROTAGONISTI E COMPARSE
Il senso del dovere di Francesco Coco, procuratore presso la Corte d'Appello di Genova, un Ennio Fantastichini, tragico e dolente. Per impugnare la sentenza della Corte d'Assise (e dire una parola decisiva sullo scambio tra Mario Sossi e gli otto detenuti della XXII ottobre proposto dai brigatisti che tengono prigioniero il giudice) ha pochi giorni e una mostruosa pressione sulle spalle. Da un lato il suo delfino, l'amico Sossi, sorvegliato da Mara Cagol, processato da Alberto Franceschini, infine liberato dopo 35 giorni di cattività trascorsi in una villetta dell'Alessandrino. Dall'altra lo Stato.

La linea della fermezza anni prima di Aldo Moro. In tribunale i colleghi gli chiedono clemenza e firmano petizioni. La moglie di Sossi, Grazia (Stefania Rocca) evade dall'embargo della Rai per chiedere la liberazione del marito e affidare il suo durissimo appello alla Televisione Svizzera. La notte prima di presentare il parere, Coco soffre e si tormenta. Lo scrive e strappa fogli, fuma e inizia di nuovo. Poi firma e va a dormire.
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Gli telefona il Presidente della Repubblica. Gli chiede di non cedere. Coco spegne la luce, non cambia il testo di una virgola, infrange il suo universo di riferimento per sempre e dopo essersi espresso per il no ("Un arrogante voltafaccia" dirà Renato Curcio) va a morire ai piedi di una salita genovese intitolata a una santa, discutendo di diritto con un uomo della scorta, due anni dopo il sequestro Sossi.

VENDETTA E IDEOLOGIA
La vendetta ha la memoria lunga e non offre consolazioni. Non riannoda i fili, ma li sfrangia. Sfuma le stinte ideologie di un tempo accorciando le distanze tra i nemici, minaccia il perdono globale, pretende l'amnistìa ma da sempre dimentica- unica costante di un abito nazionale a identità variabile gli anelli deboli su cui il film di Diana (patrocinato dai familiari delle vittime del terrorismo e dall'Associazione Nazionale Polizia di Stato) allarga meritoriamente lo sguardo.
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Così tra il portavalori Alessandro Floris, immortalato ad occhi aperti in istantanee da amatori che per alcuni segnano l'alba della lotta armata, ucciso come un cane nel 1971 mentre si attacca a una Lambretta in fuga, "perché ostacolava l'operazione di autofinanziamento dei compagni" e il tramonto della Fiat, ne "Gli anni spezzati" ritrovi il doloroso tributo dato dalle retrovie a un decennio atroce.

L'odio. Le "risoluzioni strategiche". Gli slogan. "Guida e Calabresi/ sarete presto appesi". "Coco/Coco/è ancora troppo poco". I cori da stadio. Il branco. A Milano come a Genova. A Settimo Torinese come nel cuore della produzione automobilistica italiana, fotografata nei mesi che precedono il corteo dei quarantamila, il declino industriale e la riconversione definitiva che Nicola Tranfaglia definirà: "Una radicale trasformazione della città".
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Cognomi anonimi confinati in una breve. Baristi trucidati per sbaglio. Medici coraggiosi che denunciano i sabotaggi e pagano con la vita. Guardie giurate. Studenti della scuola di amministrazione aziendale della Fiat rastrellati, riuniti nella palestre, come a Beslan e gambizzati da commandi paramilitari a sangue freddo. Corone di fiori avvizziti.

Ai margini della solitudine di chi dovette fare una scelta, al confine di un'opzione irreversibile, nel film di Diana prodotto da Alessandro Jacchia e Maurizio Momi, balla anche l'ostinazione di chi provò ad evadere altrove. In una complicata normalità che celebrava il futuro e lo sbarco sulla Luna, Italia-Germania 4-3 e Jon Voight sui manifesti di Midnight Cowboy, i beat, l'austerity, il disimpegno, l'amore libero e il referendum sul divorzio.
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AMBIZIONI E RISULTATI
Per dare un quadro d'insieme che tenesse uniti spirito civile, deliri verbosi: "Vogliamo essere sabbia non olio nei meccanismi del sistema", buoni, cattivi, sommersi, salvati e stanze stanche in cui si discuteva "di terrorismo e di fotografia", Diana ha evitato derive ideologiche.

Lo attaccheranno (Garibaldi e Baldoni si sono occupati e forse sono ancora -se la definizione conserva un significato- di destra) ma anche se l'ambizione è enorme, non tutto funziona e certe sottotrame sentimentali del film hanno un impatto minore dell'affresco particolare, intimo e casalingo, alla destra politica (segnalata puntualmente e senza omissioni nei suoi tentativi di mimèsi e sovversione da Franco Freda in giù) il regista ha evitato di erigere impropri monumenti.

Nel disegnare l'Italia dei Settanta, Diana che fu sceneggiatore dell'Ambrosoli di Placido, ha messo passione. La stessa che nella brughiera dove non si vede a un passo, Luigi Calabresi scorge come unico, nitido orizzonte verso cui puntare: "Il nostro paese è uscito dalla dittatura solo da vent'anni e adesso si trova al confine di due mondi, spinto da una parte e dall'altra. Noi siamo nel mezzo, siamo il vaso di coccio, questo mestiere non puoi farlo se non hai passione".

Ne "Gli anni spezzati", si tenta di indulgere alla retorica un po' meno dello stretto necessario. La strada è un'altra. Togliere polvere all'oblìo. Addentrarsi nelle sfumature, comprendere la forza brutale del dissidio interiore. Le barriere familiari, di linguaggio, di generazione. Il livore gratuito. L'equilibrio impossibile. L'incomunicabilità che come in "Colpire al cuore" di Amelio trascina a fondo "le vittime delle circostanze" condannando colpevoli e innocenti.
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Gli inganni della prospettiva: "Benvenuto nel mondo dei grandi" dice ancora Calabresi a una giovane recluta: "Il posto in cui i ladri sono spesso guardie mascherate". In questo vorticare di specchi in cui il riverbero del dolore spazza via ragioni e convinzioni e in cui finire nella rete di un gioco più grande di sè che non mette premi in palio, è la regola, Diana si è affidato a volti che al copione hanno aggiunto il talento. Ne "Gli anni spezzati" ci sono prove distantissime dalla routine.

UN MAZZO DI BRAVI ATTORI
Uno degli attori più sottovalutati d'Italia, Thomas Trabacchi (già Marco Nozza in "Romanzo di una strage" di Giordana), poliziotto di ferro e brusco comandante della celere. Non una smorfia in più. Alessio Boni, quadro dell'azienda fondata da Agnelli, vedovo e docente, sprofondato in un abisso esistenziale che ne cambia i tratti somatici restituendolo allo spettatore dimagrito, efebico, quasi irriconoscibile.

Allucinato e incredulo: "Mia figlia spara nella scuola in cui insegno io". Alessandro Preziosi che del Sossi originale conserva la ritrosìa modulando (e sorprendendo) con mano ferma rabbia, disgusto e sofferenza. Emilio Solfrizzi che ha tra tutti il ruolo più difficile si confronta suo malgrado con il commissario già messo in scena da Valerio Mastandrea.

Pur essendo un'altra cosa e non sempre servito, quando non penalizzato dalla scrittura delle scene corali, trova in quelle in cui si muove da solo (circondato da uno spazio vuoto, ostile, grigio e atono) una dignità sobria e la cifra giusta per commuovere di sottrazione, rendendo omaggio all'umanità nascosta di Luigi Calabresi, alle sue debolezze, ai suoi dubbi e non al santino.
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DONNE, MOTORI E CORTEI IN CRAVATTA
Arrivare al risultato in dieci ore di film non era facile. E se l'ambiente risulta credibile e certi articoli di stampa, certi appelli vergati dagli intellettò e certe carezze da Linotype: "Vogliamo la morte dei nostri nemici" contrastano con la voce di Leonard Cohen che accompagna Suzanne sulle rive del fiume finendo per dare ragione più in là dei dibattimenti infiniti a quel che Giampiero Mughini disse a Jacopo Iacoboni: "Io contesto l'impudenza vergognosa degli ex di Lotta Continua che ancora oggi si mettono sul piedistallo dei presunti guru e continuano a volersi raccontare come se fossero stati una forma di innocuo francescanesimo scalzo", se accade, si deve anche alla recitazione.

Dei maschi al fronte senza divisa (molto bravo anche Enzo De Caro, terrorizzato primario ospedaliero costretto a dormire in astanteria) e delle donne che chiamate alla supplenza, salgono in cattedra dando lezioni di contegno e determinazione. Quando sono figlie disperate o smarrite (Giulia Michelini, intensa neoterrorista sulle orme del padre). Mogli furibonde (Stefania Rocca, diafana, bellissima nei panni di Grazia Sossi) o preoccupate (Luisa Ranieri, una Gemma Capra che intuisce l'importanza del trasferimento di Calabresi a Roma).

Nonne comprensive con gli sbagli dell'età acerba (Paola Pitagora), bambine solo troppo piccole per inseguire un sogno (Arianna Jacchia, all'esordio, convincente sorella di Giulia Michelini ne "L'ingegnere") o segretarie intimidite che davanti ai dubbi dei capi azienda: "Non si è mai visto un corteo di gente in cravatta", si danno coraggio, sciolgono i propri e il 14 ottobre dell'80, insieme ad Alessio Boni, fendendo Torino, decidono di scegliere finalmente da che parte stare. In cammino, senza più sacchi davanti alle finestre, paure o opportunismi miserabili.

In marcia, insieme a un fiume di persone che - dissero i testimoni con il grado di benevola approssimazione che si concede all'evento capace di rivoluzionare veramente (e per sempre) i rapporti di forza non solo nella Fiat - furono quarantamila. Da quel giorno, giurarono sollevati i sopravvissuti alla garrota aziendale e agli errori della politica e del sindacato (15.000 licenziati), non ci sarebbe più identificati con la fabbrica, ma "con il lavoro in fabbrica". Allora parve un soffio di consapevolezza. Trent'anni dopo è quasi archeologia industriale, catena che si spezza, motore collettivo che non gira e che non girerà mai più.






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Re: Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Beitragvon gaby » 22. Dez 2013 20:45

I '70 con la pistola in pugno Tre fiction sugli «anni spezzati»

«Il commissario» su Luigi Calabresi, «Il giudice» su Mario Sossi e «L'ingegnere» sulla Fiat Regia di Graziano Diana
Gli Anni spezzati sono i '70, quelli dei conflitti politici in strada, P38 in pugno, dell'inizio della strategia della tensione, del boom economico che si arresta e diventa austerity, delle lacerazioni di un Paese sulla trattativa o la fermezza. Dopo una gestazione durata molti anni - il primo progetto risale al 2005 - è ormai prossima alla messa in onda su Rai1 l'antologia televisiva su quel decennio diretta da Graziano Diana, prodotta dalla Albatross e Rai Fiction.
«Attraverso tre figure emblematiche raccontiamo un intero arco temporale e geografico. Dei terroristi cinema e fiction si sono più volte occupati, degli altri protagonisti di quegli anni molto meno e a loro, a quelle vite spezzate, volevamo dare voce», dice il regista e sceneggiatore Graziano Diana. Sono tre miniserie autonome, per cast e storie: Il commissario, in onda il 7 e 8 gennaio, su Luigi Calabresi con Emilio Solfrizzi; Il giudice, in onda il 14 e 15 gennaio, su Mario Sossi con Alessandro Preziosi, e L'ingegnere, in onda il 27 e 28 gennaio, che racconterà l'aspro scontro alla Fiat in quegli anni e la marcia dei 40mila, con Alessio Boni.
Quello che accade in questi tempi con gli scontri nelle Università, le occupazioni, la ventilata marcia verso Roma del movimento dei Forconi, le manifestazioni No Tav, gli antagonisti, sembra riportare drammaticamente d'attualità lo scontro di allora. Ma parlare degli anni '70 oggi è ancora sfiorare ferite aperte. Lo stesso figlio del commissario, il direttore della Stampa Mario Calabresi, inizialmente non aveva approvato la realizzazione di una miniserie sul padre commissario.
Nella prima miniserie la vicenda del giovane commissario Calabresi viene raccontata descrivendo il rapporto con un giovane poliziotto romano appena arrivato a Milano, spiegando via via tutto il contesto per cui ad un certo punto con la morte dell'anarchico Pinelli (un «malore attivo», fu la conclusione della magistratura sul volo dal quarto piano della Questura) dopo Piazza Fontana, Calabresi diventa una sorta di bersaglio, e finirà in un lago di sangue sotto la sua abitazione il 17 maggio 1972.
Nella seconda, la solitudine di Francesco Coco sarà un pugno allo stomaco per i telespettatori che ricorderanno il sequestro Mario Sossi, due servitori dello Stato, due amici che si trovarono uniti nella tragedia di un'unica croce da portare. Nella terza, il contesto della Fiat a Torino attraverso la famiglia di un ingegnere, figura di fantasia ma simbolico di quello che accadeva sul finale dei '70. L'antologia ha il patrocinio dell'Associazione nazionale della Polizia di Stato e dell'Associazione italiana vittime del terrorismo, un «bollino» che potrebbe mettere al riparo dalle polemiche. «Sono passati 44 anni dalla strage di Piazza Fontana e ci sembra», dicono Diana, Jacchia e Momi, «una distanza giusta per affrontare questi argomenti in una serie tv che vuole essere spettacolare drammaturgicamente, ma rigorosa nel rispetto dei fatti. Non c'è la biografia di singole persone, ma l'affresco di un periodo che ha segnato più di una generazione». A garantire sugli eventi accaduti un comitato di consulenti storici composto da Adalberto Baldoni, Sandro Provvisionato e Luciano Garibaldi, quest'ultimo autore di due libri, uno su Calabresi, l'altro su Sossi, da cui si è preso spunto.
http://www.larena.it/stories/Spettacoli ... _spezzati/
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