Gli anni spezzati - L'Ingegnere

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Re: Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Beitragvon mingi17 » 27. Jan 2014 22:46

ganz schön spannend und packend! Und sehr viel Alessio. Ein Vater im Zwiespalt, die ältere Tochter triftet ab in die Terrorismusszene, im Beruf hat er zu tun mit dem Arbeitskampf bei Fiat...
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Re: Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Beitragvon mingi17 » 28. Jan 2014 08:22

Alessio Boni è "L'ingegnere" della Fiat negli anni di piombo. Su Rai1
Nella miniserie in onda il 27 e il 28 gennaio su Rai1 è raccontato il drammatico clima politico sociale e economico della Torino del 1980 con la crisi devastante della Fiat e l'infiltrazione terroristica all'interno della fabbrica

27-01-201419:40
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Alessio Boni è "L'ingegnere" della Fiat negli anni di piombo. Su Rai1

di Marida Caterini

Gli ultimi, terribili anni di piombo con i colpi di coda del terrorsimo, vengono raccontati nella miniserie L'ingegnere con protagonista Alessio Boni, in onda su Rai1 il 27 e il 28 gennaio in prima serata.

Le due puntate concludono la trilogia di Raifiction dal titolo Gli anni spezzati che comprende le miniserie Il commissario (sull'omicidio di Luigi Calabrese) e Il Giudice (sul rapimento a Genova del procuratore Mario Sossi). Ambedue sono già andate in onda sempre sulla rete leader di viale Mazzini.

La vicenda inizia a Torino, nel 1980, in un'Italia sconvolta dalle Brigate Rosse e dalla grave crsi che ha investito la maggiore azienda automobilistica, la Fiat. La situazione precaria sta portando da una parte al licenziamento in tronco di 61 operari e dall'altra all'infiltrazione, nei settori cardine della fabbrica, di elementi legati al terrorismo. Ma la motivazione principale dell'allontanamento dei dipendenti è il concreto sospetto che abbiano legami con l'organizzazione criminale.

In un panorama così difficile, si inserisce l'ingegnere Giorgio Venuti (Alessio Boni) rampante quarantacinquenne dal carattere cordiale e aperto, in grado di instaurare rapporti di grande cordialità sia con i suoi superiori sia con gli operai che incontra volentieri nei circoli del Dopo- lavoro aziendale. Un personaggio dotato di carisma che ha una vita privata difficile: vedovo deve gestire le esuberanze giovanili delle due figlie Valeria (Giulia Michelini) e Silvia (Arianna Jacchia) rispettivamente di 23 e 16 anni.

L'ingegnere è un personaggo di fantasia attraverso il quale raccontare alle generazioni che non hanno vissuto gli anni di piombo, quanto sia stata grande la devastazione del terrorismo. Tutto il contesto nel quale opera Venuti è però reale e fa parte del passato prossimo della storia italiana.

L'ingenere dovrà combattere la sua lotta su più fronti, compreso quello familiare. I brigadisti si sono infiltrati anche al Policlinico dove svolge la professione medica Walter Grimaldi (Enzo De Caro) amico fraterno di Venuti. Da mesi nell'ospedale, un gruppo di sabotatori interni provoca gravi danni alle apparecchiature mettendo in serio pericolo la vita dei pazienti. La situazione viene taciuta da medici e paramedici per il timore di ripercussioni personali. Fino a quando il dottor Grimaldi decide di rivelare la situazione alla polizia, ben consapevole dei pericoli ai quali sta andando incontro.

A questo punto gli sceneggiatori hanno inserito nella vicenda un elemento ispirato chiaramente a Pastorale americana il romanzo del 1997 di Philp Roth. L'ingegnere scopre che sua figlia Valeria ha contatti molto stretti con i terroristi. In particolare è affascinata al teorico del gruppo, il professor Panara secondo il quale il loro scopo è "essere come sabbia negli ingranaggi del sistema"

L'angoscia di Venuti è pari alla disperazioner di Seymour Levov, "lo svedese" protagonista del romanzo, quando scopre che sua figlia sedicenne, Merry, ha aderito ad un gruppo di estrema sinistra, ha compiuto un attentato uccidendo una persona e si è data alla fuga.

Ma la fiction nostrana non farà giungere Valeria alle estreme conseguenze. Suo padre, con l'aiuto delle forze dell'ordine inizierà una caccia spietata ai terroristi. Colpi di scena si susseguiranno in un finale al cardiopalma che non vi riveliamo.

Nel cast ci sono anche Paola Pitagora nel ruolo della suocera dell'ingegnere, Christiane Filangieri che interpreta Clara la giovane donna con la quale Venuti intrattiene rapporti di grande e affettuosa amicizia. La regia è di Graziano Diana che ha firmato anche il soggetto e la sceneggiatura.
http://cultura.panorama.it/serie-tv/ale ... gnere-fiat
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Re: Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Beitragvon mingi17 » 28. Jan 2014 08:26

Dopo il commissario Calabresi e il giudice Sossi arriva su Rai1 «L’ingegnere», il terzo capitolo di «Gli anni spezzati». Due puntate che hanno per protagonista Giorgio Venuti (interpretato da Alessio Boni), costretto nel 1980 a licenziare 61 operai della Fiat accusati di essere vicini al terrorismo. Come sua figlia (Giulia Michelini). Personaggi di fantasia per fatti ispirati alla realtà.

Boni, finalmente di nuovo in tv. Ci è mancato, sa?
«Grazie, anche se la mia assenza è dovuta a una nobile causa: il teatro».

In questa fiction tocca temi molti difficili.
«Mi sono sempre piaciute le sfide e credo che la tv debba portare cultura nelle case degli italiani».

Cosa l’ha convinta ad accettare il ruolo?
«Il dramma che vive il mio personaggio. La sceneggiatura è tratta da vicende realmente accadute che mi hanno riportato nella Torino degli Anni di piombo».

Ci dica di più del personaggio.
«Giorgio Venuti è un ingegnere della Fiat, è vedovo e ha due figlie che cerca di educare nel migliore dei modi. Ma una delle due ha scelto la lotta armata. Malgrado lo sconforto, Venuti riesce a reagire e a conquistare una sorta di rinascita, sia personale sia professionale».

Come ha reso credibile il difficile rapporto tra padre e figlia?
«Non essendo ancora padre non c’è nulla di autobiografico, però posso ricorrere all’immaginazione. Di quella ne possiedo quantità enormi, per fortuna».

Come si è documentato?
«Ho letto tutto ciò che era possibile sull’epoca. Graziano Diana, il regista, mi aveva detto che si era ispirato al libro “Pastorale americana” (scritto da Philip Roth, racconta la vicenda di un padre modello che vede la giovane figlia diventare una terrorista nell’America divisa dalla guerra in Vietnam, ndr), leggendolo ho trovato spunti interessanti. Poi ho studiato foto e visto diversi documentari sulle atrocità di quel periodo: attentati, omicidi…».

Come si è trasformato in Venuti?
«Ho fatto crescere i baffi, che andavano molto all’epoca, e ho tagliato i capelli».

Lei all’epoca era un bambino. Che cosa ricorda di quel periodo?
«L’uccisione di Pier Paolo Pasolini nel ’75 e di Aldo Moro nel ’78. Però, vivendo in un paesino in provincia di Bergamo, mi sembrava tutto così distante…».

Il sottotitolo della trilogia è: «Storie di tre uomini liberi». La libertà l’hanno pagata cara.
«La libertà è sempre stata pagata a caro prezzo, la storia ce lo ricorda di continuo».

Cosa si aspetta da questa fiction?
«Non ho mai grandi attese nel mio lavoro, spero solo che si avverta l’onestà di fondo».

Non ha paura delle critiche?
«Ringrazio sempre i critici perché sono i più attenti a come lavoro».

A lei, invece, cosa non piace in tv?
«Mi dà fastidio il futile e il volgare».

Che cosa c’è nel suo futuro?
«Ho proposte per cinema e teatro».

Che cosa si augura per il 2014?
«Di non perdere mai il bisogno e il desiderio di cercare. Fuori e dentro di me».

http://www.sorrisi.com/2014/01/27/aless ... ingegnere/
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Re: Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Beitragvon mingi17 » 28. Jan 2014 08:31

Anni di piombo, Boni in tv è “L’ingegnere”

ROMA. È passato da Caravaggio a “Guerra e Pace”, da “Cime tempestose” a Walter Chiari. Ma anche se il ruolo che lo ha consacrato è stato quello di Matteo ne “La Meglio Gioventù” di Marco Tullio...






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ROMA. È passato da Caravaggio a “Guerra e Pace”, da “Cime tempestose” a Walter Chiari. Ma anche se il ruolo che lo ha consacrato è stato quello di Matteo ne “La Meglio Gioventù” di Marco Tullio Giordana, degli anni di piombo Alessio Boni ricorda poco. Stasera e domani su Raiuno sarà protagonista de “L'ingegnere”, terza e ultima parte dell'antologia televisiva sugli anni ’70 diretta da Graziano Diana, prodotta dalla Albatross e Rai Fiction. L'attore bergamasco interpreta, un dirigente della Fiat, Giorgio Venuti, che negli anni di piombo, piegati dalla crisi sociale ed economica, deve licenziare sessantuno dipendenti accusati di avere legami con i terroristi.

«Vivendo in un paesino in provincia di Bergamo di 4mila anime - racconta - in casa non se ne parlava, mio padre era un artigiano, lavorava sodo, sembrava tutto così distante, non c'erano manifestazioni di piazza. Ricordo l'uccisione di Pier Paolo Pasolini nel '75 e di Aldo Moro nel '78, quello che si vedeva in tv. Poi quando sono andato a Roma all'Accademia e ho iniziato la carriera d'attore, allora ho recuperato. Poi nel 2003 con il film di Marco Tullio Giordana, ho letto tutto quello che c'era da leggere, ho divorato tutto. Trovo che il ruolo di Matteo mi abbia aperto un mondo».

Nella miniserie, racconta Boni, «sono un personaggio di fantasia ispirato ad un ingegnere realmente esistito che non lavorava per la Fiat di Torino Mirafiori e non aveva due figlie femmine, ma un figlio maschio rimasto coinvolto con il terrorismo».

Il dramma familiare vissuto da quest'uomo tiene alta la tensione della miniserie che intreccia alle lotte sindacali il conflitto tra il dovere morale di un dirigente verso l'azienda e l'amore di un padre vedovo per le sue figlie di 16 e 20 anni, entrambe appassionate di atletica. Ma una delle due, la grande (Giulia Michelini) ha scelto la lotta armata. A questo punto gli crolla il mondo addosso, si chiede dove ha sbagliato, quali errori può aver commesso, la figlia viene arrestata, finisce in carcere. Malgrado lo sconforto, Venuti riesce a reagire e a conquistare una sorta di rinascita, sia personale sia professionale». Sullo sfondo, la marcia dei 40mila colletti bianchi della Fiat a Torino il 14 ottobre 1980, considerata un punto di rottura nella storia delle lotte sindacali in Italia.

http://iltirreno.gelocal.it/regione/201 ... -1.8551922
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Re: Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Beitragvon gaby » 28. Jan 2014 09:05

L'attore bergamasco
Occhiello:
E' passato da Caravaggio a Guerra e Pace, da Cime tempestose a Walter Chiari. Ma anche se il ruolo che lo ha consacrato e' stato quello di Matteo ne 'La Meglio Gioventu' di Marco Tullio Giordana', degli anni di piombo Alessio Boni ricorda poco. Su Rai1 è protagonista de L'ingegnere, terza e ultima parte dell'antologia televisiva sugli anni 70 diretta da Graziano Diana, prodotta dalla Albatross e Rai Fiction.
Boni è "L'ingegnere": "I giovani di oggi? Non si mettono in gioco"
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E' passato da Caravaggio a Guerra e Pace, da Cime tempestose a Walter Chiari. Ma anche se il ruolo che lo ha consacrato e' stato quello di Matteo ne 'La Meglio Gioventu' di Marco Tullio Giordana', degli anni di piombo Alessio Boni ricorda poco. Su Rai1 è protagonista de L'ingegnere, terza e ultima parte dell'antologia televisiva sugli anni 70 diretta da Graziano Diana, prodotta dalla Albatross e Rai Fiction. L'attore bergamasco interpreta, un dirigente della Fiat, Giorgio Venuti, che negli anni di piombo, piegati dalla crisi sociale ed economica, deve licenziare sessantuno dipendenti accusati di avere legami con i terroristi. - "Vivendo in un paesino in provincia di Bergamo di 4 mila anime - racconta in una conversazione con l'ANSA - in casa non se ne parlava, mio padre era un artigiano, lavorava sodo, sembrava tutto cosi' distante, non c'erano manifestazioni di piazza. Ricordo l'uccisione di Pier Paolo Pasolini nel '75 e di Aldo Moro nel '78, quello che si vedeva in tv. Poi quando sono andato a Roma all'Accademia e ho iniziato la carriera d'attore, allora ho recuperato. Poi nel 2003 con il film di Marco Tullio Giordana, ho letto tutto quello che c'era da leggere, ho divorato tutto.

Trovo che il ruolo di Matteo mi abbia aperto un mondo". Nella miniserie, racconta Boni, ''sono un personaggio di fantasia ispirato ad un ingegnere realmente esistito che non lavorava per la Fiat di Torino Mirafiori e non aveva due figlie femmine, ma un figlio maschio rimasto coinvolto con il terrorismo''. Il dramma familiare vissuto da quest'uomo tiene alta la tensione della miniserie che intreccia alle lotte sindacali il conflitto tra il dovere morale di un dirigente verso l'azienda e l'amore di un padre vedovo per le sue figlie di 16 e 20 anni, entrambe appassionate di atletica. Ma una delle due, la grande (Giulia Michelini) ha scelto la lotta armata. A questo punto gli crolla il mondo addosso, si chiede dove ha sbagliato, quali errori puo' aver commesso, la figlia viene arrestata, finisce in carcere. Malgrado lo sconforto, Venuti riesce a reagire e a conquistare una sorta di rinascita, sia personale sia professionale''.

Sullo sfondo, la marcia dei 40 mila a Torino dei colletti bianchi della Fiat del 14 ottobre 1980, considerata un punto di rottura nella storia delle lotte sindacali in Italia. Per la prima volta nella storia delle proteste dei lavoratori la maggioranza silenziosa dell'industria piu' importante d'Italia alza la voce e da' luogo ad una manifestazione che cambiera' per sempre i rapporti tra lavoratori, sindacati e azienda. Boni cosa ne pensa di questo periodo storico? "Se gli anni di piombo sono stati anni di pura follia che si sono rivelati un fallimento. Questi, per paradosso, sono anni statici, immobili. Nei giovani non c'e' curiosita', non c'e' voglia di mettersi in gioco, ma c'e' anche diffidenza''. Boni in teatro e' stato Michelangelo e Amerigo Vespucci, in questi giorni e' in tournee, con la regia di Valerio Binasco e in coppia con Alessandro Haber, ne Il visitatore di Eric-Emmanuel Schmitt, dove e' Dio, o qualcuno che si sente tale e crede nella spiritualita', nell'anima, nella vita eterna, ''Sempre ruoli leggeri, mi piace rischiare''. A proposito di rischi la vedremo in data da definirsi anche in una versione anomala dell'Odissea, voluta da Arte': e' un Ulisse che spiazza, il suo. E' un Ulisse che non riconosce piu' la sua Itaca. "E' stato lontano per vent'anni: tutto e' cambiato e lui dubita di tutti. Un Ulisse orgoglioso, sofferente, possessivo. Un padre severo, un uomo vendicativo e scaltro. Sa usare il cervello e sfidare gli dei. Ma si narrera' anche il dopo". E' indubbiamente un ritorno coraggioso questo di Ulisse, su cui punta Rai1 e la coproduzione europea di GMTProductions, MakingProd, Raifiction.

.Lunedì, 27 Gennaio, 2014
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Beitragvon mingi17 » 28. Jan 2014 13:02

http://www.gliannispezzati.rai.it/dl/po ... 35845.html

Das ist die Seite von RAI mit den Bildern, den Interviews und dem Link zum Replay, das leider in Deutschland nicht funktioniert. Aber sie haben mir zumindest bestätigt, dass auch eine DVD rauskommt; also auch für die, die keinen Kontakt zum "Guten Geist" haben, wird es eine Möglichkeit geben, die Trilogie zu sehen. Ist übrigens ganz einfach mit dem Bestellen über amazon.it, wer in Deutschland angemeldet ist, kommt mit den Zugangsdaten auch dort rein; nur das Porto ist geringfügig höher, aber insgesamt ist es billiger, als wenn man bei einer Importfirma kauft
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Beitragvon mingi17 » 28. Jan 2014 13:35

https://www.facebook.com/photo.php?fbid ... =1&theater

Das ist der Link zur Presseschau von RAI, einige der ARtikel haben wir zumindet teilweise schon hier.
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Beitragvon mingi17 » 29. Jan 2014 00:12

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Beitragvon gaby » 29. Jan 2014 07:29

L'ingegnere, il meglio de Gli anni spezzati: ma perché raccontare solo il terrorismo?
Sono in crescendo Gli anni spezzati di Rai1, con un esordio incentrato sulla tragica fine del commissario Calabresi decisamente sotto la soglia del minimo sindacale, gli episodi dedicati al giudice Sossi tra luci e ombre e l'ultimo capitolo, che racconta le vicende di un immaginario ingegnere della Fiat, decisamente sopra la media delle fiction nostrane, almeno per quello che si è visto nella prima parte (trasmessa il 28, oggi 29 gennaio siamo già all'atto finale).

Sollevati dal peso della ricostruzione storica di personaggi ed eventi cruciali del nostro passato più prossimo, liberi di lavorare di fantasia e immaginazione artistica, sceneggiatura e regia firmano un episodio maturo, incentrato sulla figura di un dirigente Fiat, l'ingegnere Giorgio Venturi (interpretato da Alessio Boni), che scopre con sgomento il coinvolgimento della figlia Valeria (Giulia Michelini) in un gruppo terrorista dell'estrema sinistra.

L'analisi psicologica su Valeria è appena abbozzata, ma la distanza e la totale incomunicabilità tra padre e figlia, che rimanda anche al muro che divide due generazioni, sono ben rappresentate ed evitano il facile manicheismo degli altri episodi, come pure la tendenza a costruire dei santini intorno al protagonista. Certo, anche qua si rischia di individuare nel cattivo maestro, il giovane professore e ideologo del gruppo di Valeria, un facile capro espiatorio di tutto, ma vedremo come verrà risolta la trama nell'episodio conclusivo.

Se si può fare un ultimo appunto all'intera saga, ben tre capitoli di due film ciascuno, si può forse contestare l'eccessivo spazio dato al terrorismo. Va bene, si voleva raccontare quell'aspetto, ma in una serie che si intitola Gli anni spezzati, forse sarebbe stato interessante lanciare lo sguardo anche altrove, per esempio sulle ragioni dei tantissimi (tra studenti e operai) che protestavano senza scivolare nella tragica spirale della lotta armata. Così come, in quest'ultimo episodio ambientato nel 1980, sarebbe stato interessante inquadrare il cosiddetto "riflusso", la fine del movimentismo degli anni precedenti, la disillusione e il ritiro nel privato. Ma forse chiediamo decisamente troppo.

http://realityshow.blogosfere.it/2014/0 ... rismo.html
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Beitragvon mingi17 » 29. Jan 2014 19:44

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