Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Informationen über seine Filme und Theaterstücke, seine Rollen, Kritiken unsere Kommentare...

Alessio nel film, televisione e sul palco - Informazioni sul suoi film e opere teatrale, i suoi ruoli, recensioni, nostri commenti...

Alessio in cinema, TV and on stage - Information on his films and plays, his parts, reviews, our comments...

Moderatoren: honey379, mingi17, Sweety

AbonnentenAbonnenten: 0
LesezeichenLesezeichen: 0
Zugriffe: 8092

Re: Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Beitragvon mingi17 » 29. Jan 2014 20:31

L’ingegnere: esuberi e lotta armata

Fiction Raiuno con un bravissimo Boni. Non si spara più, ma l’Italia di oggi continua a ferirsi come quella dei Settanta

piccolo schermo






Email


+
-

di Gian Paolo Polesini

Chi si strugge per quest’era di limpida follia, rinculi ai Settanta italiani, belli grigi pure quelli. Austerity e piombo, almeno adesso c’è rimasta soltanto la tasca vuota. Non è un “soltanto” consolatorio.

Immutabile Paese il nostro, insiste a ferirsi con le stesse complicità di allora. Gli anni spezzati, storia dietro l’angolo in tre atti Raiuno, rulla ancora il decennio caldo, stavolta con la licenza d’inventarsi un personaggio, l’ ingegnere buono della Fiat, un Alessio Boni impeccabile come l’abito fatto su misura.

L’impero torinese impose tagli di teste, prima toccò alle mele marce, sabotatori o implicati con svariati marchi di lotta, quindi a un piccolo esercito di operai colpevoli di essere in esubero per un mercato che dell’auto non ne voleva sapere.

I piani alti affidarono proprio a lui l’ascia del boia, all’unico individuo che mai avrebbe voluto distruggere le esistenze altrui.

Per la televisione, non sempre cinematograficamente irreprensibile, l’ultima carovana dei brutti ricordi ha retto al deep impact di narrazione ed estetica, gradino fatale a molte fiction remember. Col capocomico Boni ottima pure la compagnia di giro, che riporta Paola Pitagora a colori, Giulia Michelini finalmente fuori dalla perfida Rosy Abate ed Enzo Decaro ormai un fulcro degli sceneggiati di grido.

Il povero ing., vedovo e con l’onestà dei pochi, cresce la figlia del peccato, ormai risucchiata nel meccanismo guerrigliero dei gruppi combattenti territoriali, una costola di Prima Linea.

Chiari i contorni bollenti dell’ epoca, stare dalla parte del sistema democratico significava condanna a morte, semmai ti ribellavi alla contestazione. Giorgio Venuti è maschera d’invenzione, seppure clone di un ingegnere vero, non della Fiat però, ma con un figlio che impugnava volentieri la pistola a sua insaputa.

Se il particolare umano subisce manipolazioni minime e ininfluenti, a far leva sulle coscienze contemporanee è il senso determinante di un passato italiano che oggi si rimpiange, sbagliando, per quel vizio atavico che abbiamo di affezionarci all’antiquariato, la scusa ideale per continuare a lamentarci. Grazie a Dio c’è un nemico in meno, l’ideologia estrema, e tanti altri purtroppo rimasti integri.

E qualcuno si è aggiunto, più subdolo e all’ apparenza innocuo. La maestria nazional popolare dell’autodistruzione è davvero inimitabile.
29 gennaio 2014

http://messaggeroveneto.gelocal.it/cron ... -1.8562294
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10090
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Beitragvon mingi17 » 30. Jan 2014 11:07

http://www.agoramagazine.it/it/televisi ... ntata.html

Wieder eine sehr positive Kritik, "bestmögliche Darstellung des Ingenieurs"...

Es gibt übrigens eine eigene Facebook-Seite zu "Gli Anni spezzati" :
https://www.facebook.com/pages/Gli-anni ... 95?fref=ts
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10090
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Beitragvon mingi17 » 1. Feb 2014 08:29

Tv, il regista Diana racconta gli “Anni spezzati”
Pubblicato il 31-01-2014


3

Gli anni spezzati-BoniAnni spezzati quelli del decennio tra gli anni Settanta ed Ottanta. Anni sottratti alla libertà, al diritto al lavoro. Anni di odio, ribellione, violenza, in cui regnava il senso dell’ignoto, dell’oscuro, dell’incerto in cui non si riusciva a fare né chiarezza né giustizia su casi di terrorismo che hanno sconvolto il Paese e la vita di centinaia di persone e famiglie. Anni in cui vigeva la strategia della tensione, i cosiddetti “anni di piombo”, descritti nella trilogia “Anni spezzati”, andata in onda su Rai Uno, che racconta la storia di tre protagonisti di questi anni. La miniserie in sei puntate, diretta da Graziano Diana, ha riscosso un grande successo, sebbene tra tante polemiche: tra i 4 e i 5 milioni di spettatori per uno share pari al 16-18%. Non male per un film in prima serata a sfondo storico che racconta un passato spesso sconosciuto ai più giovani.

Qui, sicuramente, risiede il punto forte della miniserie che, viceversa, è anche il suo lato debole: non sono mancate accuse di scarsa attendibilità ai fatti storici. Se “testimoniare, fare memoria è un dovere”, come commenta Alessandro Preziosi, protagonista del personaggio al centro della seconda parte della trilogia, “Il giudice”, sicuro è che vada fatto anche bene. Si tratta di una sorta di percorso narrativo, in crescendo, di un cerchio che si chiude in un climax sempre più positivo e sempre più attuale. Nella prima parte della trilogia, “Il Commissario” (in due puntate, in onda il 7 e l’8 gennaio ndr), infatti, dedicata al commissario Luigi Calabresi, interpretato da un buon Emilio Solfrizzi, la volontà di fare giustizia cadrà invano con l’assassinio dello stesso commissario; nella seconda, invece, “Il giudice” appunto con Preziosi (trasmessa su Rai Uno il 13 e 14 gennaio), incentrata sul personaggio del giudice Mario Sossi, vedrà un esito meno negativo, in quanto egli dapprima sarà rapito dalle BR per poi essere liberato; nella terza, infine, “L’ingegnere”, concentrata sulla figura di un immaginario ingegnere Giorgio Venuti, dirigente della Fiat Mirafiori, vediamo risolversi positivamente lo sforzo di far trionfare il diritto a protestare in maniera non violenta per il proprio diritto al lavoro, come sancito dall’art. 1 della Costituzione, che vede l’Italia quale una Repubblica fondata su di esso.

Sicuramente quest’ultima è quella più riuscita e che riesce ad arrivare meglio al pubblico, per tanti motivi: sia per l’attualità della questione Fiat sia, soprattutto, per il drammatico tema del lavoro. L’argomento è molto sentito e vissuto; ma straordinaria anche l’interpretazione del protagonista Alessio Boni, che veste i panni di Giorgio Venuti, che sa dare il giusto tono drammatico al tormento di quest’uomo costretto a firmare le richieste di licenziamento. Prima di essere dirigente, Venuti è un uomo, un padre che cerca di salvare una figlia che per amore si “allea” con i gruppi combattenti territoriali; questi ultimi non sono le BR, ma non per questo meno violenti (gambizzano e uccidono) gridando: “vogliamo essere sabbia non olio degli ingranaggi del sistema”. Arrivano a compiere anche attentati terroristici ed intimidatori, quali dei sabotaggi nell’ospedale dove lavora il dott. Walter Grimaldi, interpretato da un convincente Enzo Decaro.

Egli denuncia tali soprusi ai danni dei malati rischiando la vita, e finendo assassinato, ma l’attore sembra a suo agio in questo ruolo di “coraggioso combattente del male: di fronte a tali ingiustizie non si può tacere e fare finta di nulla, qualcuno dovrà pur reagire. Stavolta tocca a lui. Perfettamente adatta alla sua parte è anche Giulia Michelini, nei panni di Valeria Venuti, la figlia di Venuti, che finirà in carcere dove tenta il suicidio, crollando sotto il peso delle pressioni che lei stessa prima appoggiava ed esercitava all’interno del gruppo, abbandonata dai suoi “amici” che le dicono di stare buona e brava…altrimenti la sua famiglia è a rischio, poiché non vogliono che crei loro altri problemi; quello che accade quando dal sogno ideale ed idealista ci si sveglia e si è nell’incubo della violenza sovversiva indiscriminata, in cui gli amici si ritrovano nemici se non ci si assoggetta al potere autoritario e dittatoriale, di stampo fascista, del capo, del boss, di indirizzo un po’mafioso per i mezzi e gli strumenti usati.

Sicuramente a favorire l’appeal sugli spettatori è il fatto che protagonista sia una giovane ragazza; qui lei sostituisce le figure femminili al centro delle altre due parti della trilogia: nella prima, Luisa Ranieri alias Gemma Capra, la moglie del commissario Luigi Calabresi; nella seconda Stefania Rocca alias Grazia Sossi, consorte del giudice Mario Sossi; nella terza è Valeria Venuti-Giulia Michelini ad essere “la donna” della miniserie. Sebbene non manchi certo un’altra donna che sarà al fianco di Venuti-Alessio-Boni: si tratta di Christiane Filangieri, che interpreta Clara Costi, collega, amica, innamorata dell’ingegnere. Tuttavia la terza parte della trilogia è importante anche per il ruolo ricoperto dalla città di Torino. “Una città condannata: neanche Roma e Milano hanno pagato un prezzo così alto”. Tuttavia è centrale il fatto che, soprattutto qui, al Nord, si arrivi a “fare un corteo; non c’è bisogno di armi né di un esercito, ma del coinvolgimento di tutti, di portare tutti in piazza. Riuscire a coinvolgere chi non ha mai manifestato è la vera sfida. Il blocco aziendale dura da troppo tempo”.

E il corteo dei quadri intermedi Fiat (e non solo) ci sarà, per chiedere libertà e lavoro. Con “Anni spezzati” il cerchio si è chiuso e siamo giunti, contemporaneamente, anche alle proteste dei nostri giorni. Dagli anni Ottanta al Duemila, in più di 20 anni, le cose non sono cambiate. Ma protagonisti del tentativo di cambiamento sono sempre i giovani. Il comune denominatore a tutte le parti della trilogia è che “è tutto assurdo! É ora di dire basta!”. È ora di cambiare, di protestare per libertà e lavoro, per far sentire la propria voce, di rivendicare i propri diritti cessando con l’omertà complice e vile. A rischio della vita.

Barbara Conti
http://www.avantionline.it/2014/01/tv-i ... uyhqrSGeB4
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10090
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: Gli anni spezzati - L'Ingegnere

Beitragvon mingi17 » 3. Feb 2014 21:54

Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10090
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Vorherige

Zurück zu "Alessio in Film, Fernsehen und Theater"

 

Wer ist online?

Mitglieder in diesem Forum: 0 Mitglieder und 1 Gast

cron