Stoppard, The Coast of Utopia

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Re: Stoppard, The Coast of Utopia

Beitragvon mingi17 » 11. Dez 2011 18:52

Leider wird Alessio nicht dabei sein, da sich die Probentermine mit seiner Tournee überschneiden, aber sicher wäre es trotzdem lohnend, allein schon wegen der Regie Giordanas. Auch die Stücke an sich sind interessant, ich hätte die aber so nie gelesen. :roll:
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Re: Stoppard, The Coast of Utopia

Beitragvon mingi17 » 2. Mär 2012 18:33

Ich habe aus Interesse mal geschaut, wie es mit der Besetzung jetzt wirklich ausschaut, ob die großen Namen geblieben sind: also so auf Anhieb kenne ich nur 2, den L. Diberti und den M. Prayer. Es ist wohl doch nicht machbar, die ganz bekannten Leute so lange für Proben (immerhin seit Jahresbeginn) zu kriegen. Schade, war aber irgendwie zu befürchten.

The Coast of Utopia
Voyage - Shipwreck - Salvage



teatro carignano

from 20/03/2012 to 01/04/2012

by Tom Stoppard
translation Marco Perisse and Marco Tullio Giordana
with(in alphabetical order) Andreapietro Anselmi, Ludovica Apollonj Ghetti, Francesco Biscione, Giuseppe Bisogno, Roberta Caronia, Paola D’Arienzo, Luigi Diberti, Denis Fasolo, Selene Gandini, Corrado Invernizzi, Erika La Ragione, Luca Lazzareschi, Sara Lazzaro, Tatiana Lepore, Bob Marchese, Giorgio Marchesi, Valentina Marziali, Marit Nissen, Davide Paganini, Fabrizio Parenti, Irene Petris, Odette Piscitelli, Marcello Prayer, Edoardo Ribatto, Gabriella Riva, Nicolò Todeschini, Sandra Toffolatti, Giovanni Visentin
anche with the little Angelica and Violetta Barigelli
directed by Marco Tullio Giordana
set design and lighting Gianni Carluccio
costumes Francesca Sartori, Elisabetta Antico
music Andrea Farri
Fondazione del Teatro Stabile di Torino/ Teatro di Roma/
Zachar Produzioni di Michela Cescon

National Premiere
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Re: Stoppard, The Coast of Utopia

Beitragvon mingi17 » 15. Mär 2012 21:52

http://torino.repubblica.it/cronaca/201 ... 1478265/1/

Er ist zwar nicht dabei, aber interessant ist es doch und Daisy berichtet ja vielleicht auch davon.
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Re: Stoppard, The Coast of Utopia

Beitragvon mingi17 » 18. Mär 2012 21:00

appuntamenti
18/03/2012 - Carignano
L’utopia di Michela è
un’ambiziosa trilogia

Una scena dallo spettacolo di Giordana
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Martedì in scena il primo
allestimento di
Cescon e Giordana
SILVIA FRANCIA
torino

Bisogna essere tosti per lambire le coste dell’utopia, magari facendo un kolossal con 31 attori in scena e 68 persone, in totale, coinvolte.

E tostissima lo è di sicuro, Michela Cescon, malgrado l’apparenza esile e gentile. Così come ci appare, in un camerino del Carignano, presa a gestire, oltre ai suoi tre bambini – Angelica di 6 anni, già messa in pista, a fare un piccolo ruolo nello spettacolo, Violetta di 4 e Giovanni di 23 mesi – i compiti di manager. Ovvero, di produttrice della trilogia «The coast of utopia», successo dell’inglese Tom Stoppard (l’autore di «Rosencrantz e Guildestern sono morti» e della sceneggiatura di «Shakespeare in love»), per la prima volta allestito in Europa, con la regia di Marco Tullio Giordana, proprio per iniziativa di Michela.

Sguardo limpido, sorriso pronto e, si avverte, nervi saldissimi. Michela, che si è formata alla scuola dello Stabile torinese dove ha debuttato con Luca Ronconi nel ‘96, racconta la genesi di questo nuovo progetto.

«Avendo avuto tre figli, sul lavoro mi sono dovuta fermarmi per qualche anno. E, quando si fa uno stop, si vedono le cose con più distacco. Il teatro è la mia grande passione e ho capito che, in un momento così critico, non si poteva che rilanciare. Come in una storia d’amore o in un’amicizia, a volte occore decidere se buttarsi a capofitto o tirarsi in dietro. E mi ci sono buttata».

In camerino, una parentesi di quiete chiude fuori, per poco, in un fruscio di abiti ottocenteschi morbidamente destrutturati e chiome vistose, tutte le incombenze e i problemi che ogni giorno, assillano un produttore. Ruolo inconsueto per un’attrice.

«Non me ne pento, anzi, vorrei continuare, anche se desidero tornare in palcoscenico» dice Michela, che ha lavorato con registi come Malosti e Servillo e, al cinema ha debuttato con «Primo amore» di Matteo Garrone. «Ho letto lo straordinario testo di Stoppard e ho chiesto i diritti nel 2009. Dopodiché, ho pensato, per la regia, a Marco Tullio Giordana, che mi aveva diretta nel film “Quando sei nato non puoi più nasconderti”. Gli ho portato il testo e, pochi giorni dopo, lui mi ha detto: “Io ci sto”».

È una storia fatta di tanti «Io ci sto», quella che ha aggregato 68 persone, due teatri Stabili (di Torino e di Roma), oltre alla casa di produzione della stessa Cescon, la Zachar, in un progetto da 1 milione e 300mila euro.

«Certo, è una cifra che fa impressione, specie di questi tempi – ammette Michela – ma bisogna tenere conto che si tratta di 3 allestimenti per un totale di circa 8 ore di spettacolo, e che tutti lavorano a paga sindacale». Non solo regista, attori e tecnici, ma persino chi, come il torinese Mario Audello, che ha realizzato le parrucche, si è adeguato. «Diversamente non ce l’avremmo fatta. Il teatro è anche questo: 31 attori sul palco, scenografi del livello di Gianni Carluccio, costumisti come Francesca Sartori: tutti conviti da questo progetto». Tutti, meno il blasonatissimo cast annunciato in precedenza, in cui figuravano vip come Zingaretti, Lo Cascio, Alessio Boni e che, in locandina, hanno ceduto il posto a Luca Lazzarechi, Luigi Diberti, Paola d’Arienzo, Bob Marchese, Denis Fasolo, Giorgio Marchesi, Corrado Invernizzi, per citarne qualcuno.

«La questione economica non c’entra. Abbiamo preferito puntare su un gruppo di minore impatto mediatico. Non solo perché così, l’operazione risultava meno “a effetto”, ma anche perché gli spettatori potessero concentrarsi sul testo, piuttosto che sui singoli interpreti», precisa Cescon. Che spiega pure la scelta di un testo che ripercorre 35 anni di storia russa ottocentesca, attraverso le vicende di quattro personaggi – l’anarchico Bakunin, il rivoluzionario
Herzen, il critico letterario Belinskij e lo scrittore Turgenev – e dei loro amici.

«È un testo bellissimo. Che parla di ideologia e politica, ma anche di amore, morte, sentimenti. Non c’è nulla di pesante, anzi, si lascia seguire come una telenovela. L’utopia a cui si riferisce il titolo è quella coltivata dai quattro protagonisti che, in un periodo critico per la Russia, pensano che per risollevare le sorti del Paese si dovrebbe puntare sull’arte più che su economia e politica. Una tesi che fa riflettere, anche oggi: specie in Italia, dove all’arte e alla cultura viene riservato, ormai, un ruolo marginale. Ma domandiamoci: cosa sarebbe l’Italia senza Dante?». La trilogia debutta martedì alle 19,30 con «Viaggio» cui segue, giovedì, «Naufragio» e sabato, «Salvataggio»; la settimana successiva si bissa, nello stesso ordine

http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/ ... tp/446840/
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Re: Stoppard, The Coast of Utopia

Beitragvon gaby » 5. Apr 2012 11:52

Con «The Coast of Utopia» a Torino va in scena il kolossal perfetto
di Francesca MottaCronologia articolo4 aprile 2012
In questo articoloMedia

Argomenti: Teatro | Andrea Farri | Francesca Sartori | Luigi Diberti | Denis Fasolo | Alessandro Machia | Marit Nissen | Bob Marchese | Corrado Invenizzi
..Storia dell'articoloChiudi Questo articolo è stato pubblicato il 04 aprile 2012 alle ore 18:37.

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Accedi a My Al Carignano di Torino il teatro diventa kolossal, per una maratona teatrale corale ed epica: "The Coast of Utopia" di Tom Stoppard. Spettacolo evento dell'anno, monumentale produzione di sforzi e intenti, tra Teatro Stabile di Torino, Teatro di Roma e Zachar di Micaela Cescon, anima ideatrice della complessa operazione. Trentuno attori in scena, stakanovisti e generosi, con compensi al minimo della paga sindacale, tre mesi di prove, sette ore e mezzo d'indimenticabile teatro, per la regia di Marco Tullio Giordana.

Trilogia scritta nel 2002, rappresentata solo a Londra, Tokyo e New York, vincitrice di sette Tony Awards, record assoluto, è suddivisa in capitoli: Viaggio-Naufragio- Salvataggio. Parabola esistenziale di un'umanità errante, decolla nel 1833 dalla campagna russa di Premukhino, per raccontarci un arco di trentacinque anni di storia russa in un'atmosfera da romanzo cinematografico, di una nobile borghesia animata da spirito rivoluzionario, intellettuali e scrittori, uomini e donne di prima e di poi, accomunati dagli ideali, divisi dai sentimenti e dalle passioni, con le loro grazie e tormenti, i debiti e i crediti nei confronti della Storia, i progetti, i fallimenti, le esultanze e le sofferenze.

fotoThe coast of Utopia



L'anarchico Bakunin, il filosofo dissidente Herzen, il critico letterario Belinskij e il romanziere Turgenev, sono i personaggi cardine con uno stuolo di donne, compagni, bimbi, di quest'affresco in continua alternanza spazio- temporale tra vicende collettive e intime. In un assetto drammaturgico di moderna ispirazione cechoviana, li seguiamo anima e corpo attraverso il continuo resistere e combattere per le proprie idee, gli espatri fra Parigi, Londra, Ginevra, la detenzione, le malattie, le morti tragiche, gli intrecci amorosi, la ricerca utopica di quella sponda di salvezza che soffia sempre sopra le umane ascese e capitomboli di questa ipnotica epopea. Scorre la vita e la cultura nei quadri scenici, si avvicendano le apparizioni di Puskin, Mazzini, Marx, si parla di Hegel, Kant, Dostoevskij, George Sand, mescolandosi alle vicissitudini dei piccoli grandi eroi pervase non solo da ideologia ma anche da nostalgia, tenerezza e ironia Avvincente, anche se impegnativa, la suddivisione in tre distinte serate ma dal primo episodio inevitabilmente si rimane coinvolti dal magma della storia e dei personaggi.

Il perfetto gioco cromatico di luci e la scenografia, stilizzata e arricchita da pannelli e velari, dove si proiettano le emozionanti immagini create da Giovanni Carluccio, i costumi di pregevole estro sartoriale di Francesca Sartori ed Elisabetta Antico, fanno da sfondo a una regia di rara eleganza visiva e tecnica, semplicemente complessa e strategica senza mai usurpare il susseguirsi delle azioni e la recitazione spesso ansimante e cinematografica. Un elogio e applauso unanime, per l'impossibilità di nominarli singolarmente, vanno alla bravura di tutti gli attori, molti impegnati in doppi ruoli, doveroso citare l'impegno e l'incisività di Luca Lazzareschi, magnifico Herzen. A lui tocca il toccante monologo finale, summa del testo: "Il nostro senso di uomini sta nel modo in cui viviamo, nel nostro tempo, nel nostro mondo imperfetto. Non ne abbiamo un altro". Da non perdere.

The coast of Utopia (La sponda dell'Utopia) Viaggio-Naufragio-Salvataggio- di Tom Stoppard. Traduzione di Marco Perisse e Marco Tullio Giordana. Regia di Marco Tullio Giordana. Scene e luci di Gianni Carluccio. Costumi di Francesca Sartori ed Elisabetta Antico. Musiche di Andrea Farri. Interpreti in ordine alfabetico: Andreapietro Anselmi, Ludovica Apollonj Ghetti, Francesco Biscione, Giuseppe Bisogno, Roberta Caronia, Paola D'Arienzo, Luigi Diberti, Denis Fasolo, Selene Gandini, Corrado Invenizzi, Erika La Ragione, Luca Lazzareschi, Sara Lazzaro, Tatiana Lepore, Alessandro Machia, Bob Marchese, Giorgio Marchesi, Valentina Marziali, Marit Nissen, Davide Paganini, Fabrizio Parenti, Irene Petris, Odette Piscitelli, Marcello Prayer, Edoardo Ribatto, Gabriella Riva, Nicolò Todeschini, Sandra Toffolati, Giovanni Visentin. Produzione Fondazione Teatro Stabile di Torino, Teatro di Roma, Zachar produzioni di Micaela Cescon.

In scena dal 10 al 29 aprile al Teatro Argentina di Roma: 10 /15 –Viaggio- 17/ 22 Naufragio- 24/29 Salvataggio- "La sponda dell'Utopia" è edita da Sellerio pag. 396- Euro 15,00.
http://www.teatrostabiletorino.it/
http://www.teatrodiroma.net



http://www.ilsole24ore.com/art/cultura/ ... d=Abc3j6IF
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