"Il Vistiatore" - "Der Besucher"

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Re: "Il Vistiatore" - "Der Besucher"

Beitragvon mingi17 » 4. Mär 2015 08:57

Il Visitatore, algidità e calore al Teatro della Pergola
di Alessandro Iachino 3 marzo 2015 No Comment


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Il Visitatore di Schmitt con la regia di Valerio Binasco, la recensione.


Foto Ufficio Stampa

Foto Ufficio Stampa

Euforia. Si avverte chiaramente nel malcelato orgoglio delle maschere, o nelle strette di mano decise che i responsabili dell’ufficio stampa scambiano con i giornalisti. Qualcosa è cambiato per il Teatro della Pergola e l’entusiasmo sembra diffondersi dagli uffici fino in sala, depositarsi come una patina sugli stucchi dorati e sul velluto delle poltroncine. «Oggi è un grande giorno» si sente dire da più persone assiepate in un foyer dove fa capolino anche una telecamera della RAI: perché oggi è il giorno in cui il Teatro della Pergola e il Teatro Era di Pontedera sono stati riconosciuti Teatro Nazionale, uniti sotto l’insegna della Fondazione Teatro della Toscana.
Nel buio che precede l’apertura del sipario mi accorgo di sorridere, contagiato da un’elettricità inaspettata: quasi dimentico ciò che sta per accadere sul palco, come se lo spettacolo fosse soltanto una nota a margine di un’eccitazione che per una volta non ha luogo su quelle assi di legno e sotto quelle luci artificiali. Eppure anche di inesplicabili processi osmotici vive il teatro, e forse la prima fiorentina de Il visitatore, atto unico del belga Éric-Emmanuel Schmitt, restituirà amplificate queste suggestioni.
Foto Ufficio Stampa

Foto Ufficio Stampa

La scenografia di Carlo De Marino rivela fin dai primi istanti un’impronta di austera semplicità: lo studio di Sigmund Freud, nel quale si ambienta la vicenda, è ricostruito rifuggendo qualsiasi accuratezza di stampo cinematografico, ed esaltandone anzi gli aspetti posticci. Ben visibili sono le americane sulle quali sono montati i riflettori, così come le corde su cui è sospeso il soffitto della dimora viennese. L’appartamento tuttavia non esaurisce lo spazio scenico: a destra del palco solo un lampadario art decò pende tra le quinte nere, quasi a delimitare i confini nei quali le costruzioni umane, siano esse architettoniche o teoretiche, hanno valenza. Sono tracce estetiche che sembrano preannunciare l’intento della regia di Valerio Binasco: il suo Visitatore è infatti l’esito di un processo sottrattivo nei confronti del testo, depurato da molte delle indicazioni dell’autore, lascia centralità al lavoro attoriale. Colpi di tosse strozzati, piccoli e rapidi passi per attraversare la scena e una mano destra che trema in continuazione: Alessandro Haber scompare mimeticamente dentro il corpo di Freud, un uomo ormai prossimo alla morte per un dolorosissimo cancro alla gola e che tuttavia di fronte alla violenza di un gerarca nazista (interpretato da Alessandro Tedeschi) conserva un glaciale sarcasmo yiddish. Mentre aspetta terrorizzato che la figlia Anna (Nicoletta Robello Bracciforti) venga rilasciata dalla Gestapo, Freud riceve la visita di uno sconosciuto (un biondo Alessio Boni), sulla cui identità grava un irresolubile mistero. Binasco interviene soprattutto su questo personaggio: se nella volontà di Schmitt avrebbe dovuto essere ritratto come un elegante dandy dall’aria vagamente annoiata, qui è un clochard, uno sconfitto dalla vita che incontra lo psicanalista proprio quando anche questi rischia di soccombere di fronte alla malattia e alla crudeltà umana. È soprattutto il razionalismo ateo di Freud a essere messo a dura prova dall’umanissimo sentimento della paura, e dall’eventualità — o dalla speranza — che quel giovane uomo non sia un mitomane fuggito dal vicino ospedale psichiatrico, ma Dio stesso.

I due, in una beckettiana notte di attesa, ingaggiano un duello verbale su questioni altissime: il male nel mondo, i limiti della conoscenza umana, la conciliabilità tra bontà e onnipotenza divine. Il mondo avrebbe presto aperto gli occhi su Auschwitz, e Dio si sarebbe trovato sul banco degli imputati, accusato di avere permesso, con la facile giustificazione del libero arbitrio, l’indicibile orrore della Shoah: un nucleo tematico, quello della teodicea, che sembra però essere materia troppo elevata per la penna del drammaturgo francofono. I dialoghi tra i protagonisti, infarciti di luoghi comuni sulla sterminata superbia umana, impallidiscono di fronte ai cinici scambi di battute che un altro malato e un’altra intelligenza celeste pronunciano in Angels in America di Tony Kushner, capolavoro di acume e compassione che condivide con la pièce di Schmitt l’anno di debutto, il 1993. E tuttavia un testo debole e fastidiosamente educativo come questo fornisce a Boni e soprattutto a Haber modo di impressionare, più della corretta ma fredda regia di Binasco, il compassato pubblico della Pergola.

Si accendono le luci in sala, e i quattro attori sono accolti da un’ovazione, da spasmodici “bravi!”. Una signora si sbraccia dalla prima fila per stringere la mano di Haber, che porge un commosso saluto a Luca Ronconi, e un emozionato Alessio Boni ricorda il maestro Orazio Costa Giovangigli. Mi volto a contemplare il pubblico in piedi, nella sala affrescata: eccola di nuovo, quell’euforia.

Alesandro Iachino

http://www.teatroecritica.net/2015/03/v ... o-pergola/
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Re: "Il Vistiatore" - "Der Besucher"

Beitragvon mingi17 » 11. Mär 2015 07:37

http://www.triesteallnews.it/?p=37246

Sabato 14 marzo alle ore 12 all’Antico Caffé San Marco, Alessandro Haber e Alessio Boni parleranno del libro e dello spettacolo Il Visitatore. Condurrà la giornalista Elisa Grando.

Am Samstag um 12 im Antico Caffé San Marco: Alessandro und Alessio sprechen vom Buch und dem Stück "Il Visitatore"
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Re: "Il Vistiatore" - "Der Besucher"

Beitragvon mingi17 » 12. Mär 2015 09:18

Haber e Boni a confronto con i deliri di Freud

I due attori da stasera in scena al Rossetti con “Il visitatore” di Schmitt, sabato al Caffè San Marco incontreranno il pubblico
di Maria Cristina Vilardo

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11 marzo 2015
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Haber e Boni a confronto con i deliri di Freud

«È come una lama rovente dentro un panetto di burro, dentro l’anima, dentro il profondo dell’essere umano». Usa parole incandescenti Alessio Boni, e altrettanto entusiasta è Alessandro Haber nel parlare dello spettacolo “Il Visitatore” di Eric-Emmanuel Schmitt, che li vede protagonisti con la regia di Valerio Binasco. Proposto da Goldenart Production, sarà al Politeama Rossetti stasera, alle 20.30, con repliche fino a domenica. Si fronteggiano in scena Haber nelle vesti di Sigmund Freud e Alessio Boni in quelle di un misterioso Visitatore, che forse è Dio. Anna, la figlia di Freud, è interpretata da Nicoletta Robello Bracciforti, Alessandro Tedeschi è il Nazista.

«Questo spettacolo - dice Haber - è forse una delle cose più belle che ho fatto. Io di solito non faccio uno spettacolo per tre anni di seguito, però in questo caso è giusto proseguire la tournée perché regaliamo al pubblico un qualcosa di raro. Mi piace che a Trieste, una città che adoro, con il suo Rossetti che è uno dei teatri che amo di più, il pubblico abbia visto anche l’edizione fatta nel ’96 da Antonio Calenda con Turri Ferro e Kim Rossi Stuart». Sabato i due attori saranno all’Antico Caffé San Marco, alle 12, in un incontro a cura della giornalista Elisa Grando per parlare dello spettacolo e del libro “Il Visitatore”, ristampato dalla casa editrice E/O (anche in versione e-book).

«Sto leggendo altri testi di Schmitt, - racconta Haber - “Piccoli crimini coniugali” e “Se si ricominciasse”, che è appena stato tradotto da Giulia Serafini. Avrei voglia di fare qualcos’altro di suo perché ha una grande ironia, sa scrivere per il teatro, è come se conoscesse l’attore. E poi è sempre attento alla psicologia dei personaggi, ti sorprende ogni volta, sa tenere lo spettatore avvinto».

Lo scrittore e drammaturgo è nato nel 1960 e vive a Bruxelles. «Schmitt - aggiunge Boni - è una persona veramente profonda, rara nel panorama moderno, e colta. Essendo laureato in filosofia, è sempre stato attento alla teologia, al credere, al non credere, alla fede, in più è amante di Mozart. Io credo che qui abbia sposato il genio mozartiano, anche nel ritmo della commedia, l’agnostico e il credente».

Mosso sempre dal bisogno di calarsi totalmente in ogni personaggio che vive sul palcoscenico, Alessandro Haber non si risparmia neanche con Freud, che alla fine di ogni recita lo lascia stremato. «Perché è tutto pensiero, è tutto imploso. È un uomo di ottantadue anni a Vienna, a cui la Gestapo porta via la figlia. È come se, arrivato a una certa età, di fronte alla morte, evocasse questo personaggio che è Dio per fargli delle domande, per confrontarsi. C’è un incontro-scontro delirante, fortissimo, con dialoghi ad alto livello. E questo scienziato tutto d’un pezzo, che ha sempre aiutato e curato l’uomo, la sua malattia, la sua psiche, lentamente vacilla e si sgretola. Fa quasi tenerezza alla fine».

La mente atea di Freud è scorticata dal mondo interiore di Dio, il Visitatore. Per Alessio Boni non è stato semplice trovare il modo di incarnarlo in scena. «Valerio Binasco - spiega - l’ha voluto vestire da clochard, e non da dandy come l’aveva descritto Schmitt nel suo testo. È un clochard, un disadattato, un pazzo, può sembrare qualsiasi cosa. Mi ha dato una totale libertà fare questo personaggio. Mi sono lasciato andare a delle improvvisazioni, durante le prove, ho ricercato i canti che mi ricordavano la mia infanzia, sono ritornato ad essere fanciullo, puerile, vergine. Mi si è aperto un chakra spaventoso, mi faceva anche male il petto i primi giorni. È stata una ricerca interiore». Un’energia contagiosa travolge anche gli spettatori, facendo dello spettacolo una sorta di terapia di gruppo. «È la forza del teatro di parola, - afferma ancora Boni - in un momento storico in cui, dopo tanto edonismo puerile, stupido, sterile, e programmi televisivi demenziali, la gente ha la necessità di parlare con se stessa, di risentire dentro di sé la propria anima e non farla arrancare continuamente dietro tutti i nostri obblighi, i nostri doveri, i nostri impegni di lavoro».

Finita la tournée del “Visitatore”, Alessio Boni si dedicherà alla regia dei “Duellanti”, tratto dal romanzo di Conrad, con Roberto Aldorasi e Marcello Prayer, che debutterà il 9 luglio al Festival dei due Mondi di Spoleto. Il prossimo autunno lo vedremo su Raiuno nelle sei puntate di “La Catturandi” e poi girerà “Respiri”, thriller psicologico e opera prima di Alfredo Fiorillo. «Lo faremo sul Lago d’Iseo, a Sarnico, dove sono nato, dove ci sono i miei genitori». Anche Alessandro Haber ha preso parte ad un’opera prima, il film “La settima onda” di Massimo Bonetti, con Valeria Solarino e Francesco Montanari, che verrà proiettato in marzo al Bif&st di Bari, presieduto da Ettore Scola.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Nach der Tournee wird sich Alessio der Regie der "Duellanten" nach einer Kurzgeschichte von Conrad widmen, Premiere im Juli beim Festival dei due Mondi in Spoleto.....


http://ilpiccolo.gelocal.it/tempo-liber ... 1.11027579
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Re: "Il Vistiatore" - "Der Besucher"

Beitragvon mingi17 » 29. Okt 2015 08:59

Teatro/ Dio è morto? No, Dio è matto!

Continua la tournée teatrale di Alessandro Haber e Alessio Boni con ‘Il Visitatore’, di Eric Emmanuel Schmitt. Quando la psicanalisi dialoga con l’irrazionale…

Bild

Siamo a Vienna nel 1938, occupata dalle truppe naziste. Sigmund Freud e la figlia Anna sono chiusi nel loro appartamento, ma questo non li mette al sicuro: la Gestapo li bracca, come fa con tutti gli ebrei della città. Loro, privilegiati per la grande fama di cui gode il padre della psicanalisi, hanno la possibilità di andarsene firmando un documento che scagiona i nazisti da ogni tipo di brutalità. Freud non se la sente di mentire e tradire moralmente tutti coloro che non possono fuggire e, mentre tentenna nella sua indecisione, Anna viene prelevata dalla famigerata polizia segreta.

Rimasto solo, preoccupato per la figlia, vecchio e malato, si ritrova in casa uno strano visitatore: non si sa chi sia, non si sa come sia entrato, non si sa che voglia. È un uomo giovane e piacente, che fa discorsi strani, che sa cose che non potrebbe sapere, che ride e si prende gentilmente gioco del vecchio. E che gli fa intendere di essere Dio. Sarà vero? Il dubbio si insinua nella mente razionale e atea del dottor Freud, crea una crepa nella sua vita di certezze.

La pièce di Eric Emmanuel Schmitt è una commedia filosofica che nel dialogo tra Freud, ben interpretato da Alessandro Haber e (forse) Dio, ottimamente reso da Alessio Boni, ripropone i temi del razionale e dell’irrazionale, del desiderio dell’uomo di credere in qualcosa oltre la vita e la determinazione a negare ciò che non si può spiegare, della contrapposizione tra scienza e fede.

Il pezzo forte dell’opera sta nella resa di questo Dio, che non si erge a padre, ma che è umano (troppo umano?), amorevole, compassionevole e giocherellone, che ride, salta e si comporta come un pazzo divertito e divertente… forse perché davvero lo è?

Bella l’interpretazione di un Haber dolente e vagamente sotto tono, sorprendente Boni che si trova perfettamente a suo agio nel dar voce e corpo a un dio-uomo che ricorda i giullari di Shakespeare, nella scenografia volutamente austera che ripropone l’interno di casa Freud, delimitata da una finestra che lascia entrare i rumori del mondo e da una zona buia, in cui Dio può apparire e sparire a suo piacimento. E ovviamente non è un caso, dato che stiamo nelle stanze del padre della psicoanalisi…

Completano la messa in scena con sicurezza e presenza Nicoletta Robello Bracciforti, un’Anna Freud decisa e con i piedi per terra, e Alessandro Tedeschi il caporalotto nazista. La regia è di Valerio Binasco.
Visto al Teatro Fraschini di Pavia, in tourné per l’Italia sino al 15 marzo 2015.

Silvia Anna Carli – 15 dicembre 2014

Sehr schöne Kritik!

http://www.thelegaljournal.eu/legal-caf ... o-e-matto/
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Beitragvon mingi17 » 1. Dez 2015 16:58

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Beitragvon gaby » 11. Dez 2015 23:56

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Beitragvon gaby » 12. Dez 2015 13:16

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Beitragvon mingi17 » 17. Dez 2015 20:35

http://genova.repubblica.it/cronaca/201 ... 129671581/

Eine gute Kritik, leider nicht zu kopieren
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Beitragvon mingi17 » 17. Dez 2015 20:44

Bild

Begegnung mit den Besuchern in Genua
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Beitragvon gaby » 8. Jan 2016 23:22

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