Walter Chiari -Fino all'ultima risata

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Re: Walter Chiari -Fino all'ultima risata

Beitragvon gaby » 28. Feb 2012 19:23

Alessio Boni nei panni di Walter Chiari: ‘L’idea di riproporlo mi ha fatto tremare i polsi’
“Walter Chiari era un fuoriclasse, elegante e ironico. Ma anche una grande maschera tragica. La sua forza quella di non prendersi mai sul serio. Confesso è stata dura, uno dei ruoli più difficili della mia carriera. Quando rientravo in albergo al termine delle riprese talvolta mi sono lasciato prendere dallo sconforto … quell’uomo è inafferrabile, come il suo sguardo. Ad esempio voi sapete di che colore aveva gli occhi ?”. Alessio Boni parla in una conversazione telefonica con l’Ansa di ‘Walter Chiari, fino all’ultima risata, una coproduzione Rai Fiction Casanova Multimedia, prodotta da Luca Barbareschi. La miniserie in due puntate in onda in prima serata su Rai1, domenica 26 e lunedì 27 febbraio per la regia di Enzo Monteleone che firma la regia (ed anche soggetto e sceneggiatura con Luca Rossi). Boni, nei convincenti panni del grande attore morto 20 anni fa notare: “Chiari era geniale, un caso a parte nella storia della comicità e dello spettacolo italiani. Non ho nemmeno provato a imitarlo. Ho tentato di assimilare il suo modo di parlare sincopato aritmico, di ritrovare la sua energia. Ma non ho mai pensato di farne una maschera alla Noschese non avrebbe avuto senso. Ho studiato tanti filmati, video, parlato con chi lo ha conosciuto. Credo di aver visionato tutto o quasi il suo repertorio.

L’idea di riproporlo mi ha fatto tremare i polsi. Perché a differenza di Caravaggio, Puccini o altri personaggi, che da attore ho studiato e fatto miei, Walter era imprendibile: come avere di fronte dieci persone in una. Attore, presentatore, mimo. Il primo ad abbandonare in formalismi in tv. Portava sullo schermo ciò che vedeva per strada e lo rielaborava a braccio come ha fatto con il celebre personaggio del sarchiaponé”. L’attore bergamasco sul set in questi giorni di una coproduzione internazionale ‘L’Odisseà le cui riprese sono in corso in Portogallo tiene ad aggiungere “questo film non racconta solo il Walter dello spettacolo, ma la sua vicenda umana anche molto travagliata. Lo hanno amato dive come Ava Gadner o Lucia Bosé, perché le faceva sentire al di sopra di tutto, ma non era un Casanova. Non a caso il film inizia dal carcere che, nel 1970, segna l’inizio del declino. Accusato ingiustamente di spacciare cocaina, fu sbattuto in cella per settanta giorni – durante i quali nacque il figlio Simone avuto da Alida Chelli – e trattato come il peggior delinquente. Poi fu prosciolto – ma aggiunge l’attore vanno considerati i tempi: c’era stata la strage di piazza Fontana. Temo sia stato uno specchietto per le allodole. Lo stesso è accaduto con Enzo Tortora. Interpretarlo – conclude – mi ha arricchito come attore ma anche come uomo”.

Chiari, aggiunge il regista Monteleone nella conferenza stampa a Viale Mazzini “ha dato tanto allo spettacolo italiano. Ha divertito generazioni diverse. E’ stato maltrattato e dimenticato troppo in fretta. Con questo film abbiamo cercato di ricordarlo”. Bianca Guaccero nei panni di Valeria Fabrizi, Dajana Roncione (Alida Chelli), Anna Drijver (Eva Gardner), Karin Proia (Sophie Blondel), Caterina Misasi (Lucia Bosé) e Gerry Mastrodomenico (Bruno Guidazzi). Guaccero ha fatto presente come se “una volta uno episodio di cronaca come quello vissuto da Chiari rappresentasse un duro colpo da sopportare per un personaggio di chiara fama, oggi invece molte carriere si costruiscono anche sugli scandali”. Barbareschi ha ricordato ‘Romance’, film in cui ha recitato al fianco di Chiari: “Al Festival di Venezia durante la proiezione si sentiva l’emozione e l’affetto del pubblico per il ritorno di un gigante. Ma poi la sera il premio annunciato non fu assegnato. I fotoreporter per protesta poggiarono le loro macchine fotografiche a terra”. Il figlio Simone Annichiarico, conduttore tv (ora è su Canale 5 con Italiàs Got Talent) a proposito del film dice: “Alessio Boni mi ha commosso. Ha riportato in vita mio padre. E’ l’unico che poteva farlo”. Esce oggi anche la biografia scritta da lui “Walter e io, Ricordi di un figlio” (edito da Baldini&Castoldi).
http://www.sfilate.it/153240/alessio-bo ... re-i-polsi
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Re: Walter Chiari -Fino all'ultima risata

Beitragvon mingi17 » 28. Feb 2012 20:32

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Re: Walter Chiari -Fino all'ultima risata

Beitragvon gaby » 29. Feb 2012 08:49

Alessio Boni, il meglio di un attore
Chissà quale effetto ha fatto Walter Chiari su coloro che non l’hanno conosciuto, lontanissimi non soltanto dai tempi della rivista, dei Fratelli De Rege con Campanini, delle decine di film e belle donne, con Ava Gardner come solitario sul diadema delle conquiste. Ma lontanissimi anche dagli anni della popolarità tv, affabulazioni e barzellette, dell’arresto per uso e spaccio di cocaina, del ritorno in teatro: a Torino, per esempio, arrivò a metà degli ’80, chiamato da Gregoretti che allora dirigeva lo Stabile, e recitò in un ottimo «Critico» di Sheridan, traduzione di Masolino d’Amico. Chissà che effetto farà Walter Chiari conosciuto attraverso lo sceneggiato in onda l’altra sera e ieri su Raiuno, regista Enzo Monteleone, produzione Casanova di Barbareschi, ruolo cameo per il figlio di Walter, Simone Annichiarico. Ebbene, hanno visto intanto una davvero notevole interpretazione di Alessio Boni, signor attore d’Accademia. E’ inutile, chi ha studiato per fare quel mestiere lì è più bravo degli altri. Dunque Boni, alla Actor’s Studio, «diventa» Chiari. Ma nello stesso tempo, alla italiana, alla Mastroianni, non imita ma interpreta. Brava la Guaccero-Valeria Fabrizi. Un bel lavoro, peccato che, oltre alla personalità dell’artista, non sia resa di più pure l’aria dei tempi. Deve essere questione di costi.
http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplR ... ticolo=862
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Re: Walter Chiari -Fino all'ultima risata

Beitragvon mingi17 » 29. Feb 2012 08:51

Rassegna stampa dedicata alla miniserie di Raiuno Walter Chiari, fino all’ultima risata, che ha ripercorso la vita intensa e travagliata di uno degli attori più amati e al tempo stesso controversi del ventesimo secolo, interpretato da Alessio Boni affiancato da Dajana Roncione nel ruolo di Alida Chelli, madre del suo unico figlio Simone, e Bianca Guaccero nei panni dell’amica Valeria Fabrizi. Le due puntate della miniserie, in onda domenica 26 e lunedì 27 febbraio, sono state seguite in media da quasi 6 milioni di telespettatori (21.83% di share).

La caricatura di Chiari ma Boni si salva

(A fil di rete di Aldo Grasso – Corriere della Sera) Per chi ha profondamente amato Walter Chiari, l’artista più che l’uomo, la biografia interpretata da Alessio Boni è stata una vera sofferenza. Per dire l’accuratezza con cui hanno lavorato gli sceneggiatori: quando viene arrestato nel 1970 dalla Guardia di Finanza per spaccio di droga e portato in carcere, Chiari-Boni grida: «Questa non è giustizia, è giustizialismo». Ora in quell’anno, come attestano i dizionari, con «giustizialismo» si definiva la dottrina politica del presidente dell’Argentina Perón. Ma è tutto così, alla ricostruzione si è preferito la caricatura. Prodotta da Luca Barbareschi, scritta da Enzo Monteleone, Luca Rossi, diretta dallo stesso Monteleone, interpretata da Boni, Bianca Guaccero, Caterina Misasi, Anna Drijver, Dajana Roncione, la miniserie in due puntate «Walter Chiari. Fino all’ultima risata» è una rivisitazione superficiale e maldestra. E dire che con tutto il materiale di repertorio che esiste su uno dei più grandi entertainer dello spettacolo italiano era quasi impossibile costruire una fiction così brutta. Ci sono riusciti (Raiuno, domenica, ore 21.30). Sembra che la vita di Chiari sia solo una sfilata di belle donne, la storia di un talento naturale sconfitto dalla dipendenza dalla droga, un ruotare attorno alla figura del figlio Simone. Manca totalmente la dimensione tragica, che oggi forse è l’unica chiave per riscoprire Walter: dietro ai suoi successi c’è un perdente, dietro al genio non c’è soltanto la sregolatezza, quanto piuttosto la solitudine che sgretola ogni certezza. Chiari voleva trasformare la sua vita di tutti giorni in palcoscenico, costretto fatalmente a recitarvi la parte dell’ingenuo maledetto. L’unico a salvarsi è Alessio Boni, fin troppo, però, sprofondato nella parte. P.S. Ma, un giorno, vivremo mai in un paese in cui la Rai, il Servizio pubblico, decide che finanziare una casa di produzione di un parlamentare in carica è cosa quanto meno inopportuna?
Basta Boni per rifare Walter Chiari?

(L’Indice di Mirella Poggialini – L’Avvenire) È Walter Chiari a vincere, con la sua storia densa di ombre a mascherare risate, o è Alessio Boni a conquistare lo spettatore per la sua interpretazione attenta e ricca, fedele al personaggio colto con grande precisione psicologica? In una miniserie biografica, proposta da Raiuno domenica e lunedì, Walter Chiari, Fino all’ultima risata, dopo aver impersonato Caravaggio e Puccini, Boni – con l’aiuto di un trucco accuratissimo e di un’evidente studio del modello – ha sfidato il rischio di un calo di attenzione legato alla notorietà di Chiari, ancora presente nella memoria del pubblico, e quindi meno adatto a stimolare la curiosità per la sua vicenda umana. Sfida vinta per l’auditel con 5.535.000 spettatori e uno share del 21,01%, per la prima parte: e soprattutto la rievocazione misurata, senza voli di fantasia, sul mondo del varietà, del cinema e della tv, quale si presentava mezzo secolo fa. Un’operazione-memoria che dei trionfi e delle crisi, fra i “divi” dell’epoca d’oro, fa un ritratto semplice e sincero, come dimostra la seconda parte della miniserie, in cui la fama si tramuta in sventura. Boni/Chiari diventa quindi, senza eccessi, il ritratto di una società e dei suoi miti, attraverso un personaggio in grado di comunicare, nella sua poliedrica attività, il senso di una espressività immediata che sapeva coinvolgere e far sorridere. La regia di Enzo Monteleone ha saputo semplificare senza costringere, evitando enfasi e sottolineature: le figure di contorno, eccettuata Bianca Guaccero, sono risultate meno efficaci sia sul piano della somiglianza (fisica e di carattere) sia nel ruolo di maniera loro attribuito. Il protagonista era Walter, «il figlio del poliziotto», un ragazzo come tanti arrivato – per merito – alla fama e all’amore del pubblico, a una vita brillante ma mal spesa, prima di una deriva amarissima. Una biografia che è anche la storia malinconica di tanti altri che come lui si sono perduti.
Walter. Soltanto una fiction

(di Massimo Tosti – Italia Oggi) A una domanda di Mara Venier a La vita in diretta (Raiuno, lunedì, ore 15.15) su cosa pensasse della fiction dedicata al padre, Simone Annichiarico ha risposto: “E’una fiction”. Replica esauriente. Walter Chiari, fino all’ultima risata è una fiction, nel vero senso della parola. Simone figura nei titoli di testa come “consulente”, e recita in un piccolo cameo all’inizio della prima puntata: chiede un autografo a Walter, davanti alla sede della Rai in via Asiago, e gli confessa: “Mia madre dice che le somiglio”. Ma la risposta data alla Venier è la doverosa presa di distanza dalla versione romanzata di suo padre diretta da Enzo Monteleone (e prodotta da Luca Barbareschi, che ha dichiarato di aver tenuto fede a una promessa fatta a Walter tantissimi anni fa) e interpretata da un bravissimo (e persino somigliante) Alessio Boni. L’impresa era decisamente ardua, perché per chi è entrato (da poco o da molto) negli “anta”, il ricordo dell’attore, della sua simpatia, delle sue vicende (i successi, ma anche le vicende drammatiche che lo coinvolsero) è talmente vivo da non accettare ricostruzioni necessariamente superficiali. Un prodotto ben confezionato, ma freddo, che non suscita le emozioni che era capace di provocare l’originale. Un grandissimo protagonista delle scene televisive, teatrali e cinematografiche, la preda preferita dei paparazzi per le sue conquiste amorose (da Lucia Bosè ad Ava Gardner, per citare le due che più sollecitarono l’interesse dei settimanali di gossip), un genio assoluto dell’improvvisazione, il re dell’affabulazione, ma anche l’uomo distrutto dal processo per uso di cocaina che gli costò l’isolamento nel mondo dello spettacolo. Gli sceneggiatori hanno ridotto tutto a una serie di episodi (alcuni veri, altri inventati), senza riuscire a ricostruire il fascino di Walter, un fuoriclasse che non si può raccontare, perché tutto è stato raccontato “in diretta” da lui, quando era vivo, e riempiva la scena, da autentico mattatore della risata (o della disperazione, mai esibita).
TV&TV

(di Alessandra Comazzi – La Stampa) Chissà quale effetto ha fatto Walter Chiari su coloro che non l’hanno conosciuto, lontanissimi non soltanto dai tempi della rivista, dei Fratelli De Rege con Campanini, delle decine di film e belle donne, con Ava Gardner come solitario diadema delle conquiste. Ma lontanissimi anche dagli anni della popolarità tv, affabulazioni e barzellette, dell’arresto per uso e spaccio di cocaina, del ritorno in teatro: a Torino, per esempio, arrivò a metà degli anni ’80, chiamato da Gregoretti che allora dirigeva lo Stabile, e recitò in un ottimo “Critico” di Sheridan, traduzione di Masolino d’Amico. Chissà che effetto farò Walter Chiari conosciuto attraverso lo sceneggiato in onda l’altra sera e ieri su Raiuno, regista Enzo Monteleone, produzione Casanova di Barbareschi, ruolo cameo per il figlio di Walter, Simone Annichiarico. Ebbene, hanno visto intanto una davvero interpretazione di Alessio Boni, signor attore d’Accademia. E’inutile, chi ha studiato per fare quel mestiere lì è più bravo degli altri. Dunque Boni, alla Actor’s Studio, “diventa” Chiari. Ma allo tempo, alla italiana, alla Mastroianni, non imita ma interpreta. Brava la Guaccero-Valeria Fabrizi. Un bel lavoro, peccato che, oltre alla personalità dell’artista, non sia resa di più pure l’aria dei tempi. Deve essere questione di costi.


http://iltelevisionario.wordpress.com/2 ... erficiale/
Dies sind gleich mehrere Kritiken, kann sein, dass wir manches doppelt haben, aber bei der Fülle verliert man leicht die Übersicht. Inhaltsangabe kommt.
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Re: Walter Chiari -Fino all'ultima risata

Beitragvon mingi17 » 29. Feb 2012 09:00

Alessio Boni: un poetico Walter Chiari "fino all'ultima risata"

Categoria: Cultura
Creato Martedì, 28 Febbraio 2012 12:29
Scritto da Valeria C. Giuffrida

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La poesia è quella scritta, versi, parole, pause che creano una mistura magica che non è appannaggio di tutti. Vi è però una poesia diversa, quella dei gesti, dello sguardo, la poesia del saper rendere in emozioni movenze che hanno altrui fattezze e che non si possono riconsegnare in modo giullaresco. Ancora una volta, dopo il Caravaggio, Alessio Boni ha reso al pubblico un personaggio che ha segnato la storia del nostro paese: Walter Chiari.



Chiari è un personaggio ancora troppo attuale, vivo nelle pieghe dei nostri ricordi, per cui difficile affrontarlo senza rischiare l’imitazione gratuita. La poesia nel saper rendere un personaggio sta proprio in questo: non cadere nella trappola della caricatura, che incombe come un essere deforme all’ orizzonte di una interpretazione che facilmente avrebbe potuto prestare il fianco. Non è il caso di “Walter Chiari – fino all’ ultima risata” fiction in due puntate, nata dalla promessa di Luca Barbareschi allo stesso Chiari, di raccontarne la storia. Promessa ben mantenuta, soprattutto grazie all’ interpretazione di Alessio Boni, che palesemente rende Walter Chiari in modo poetico a chi lo ha amato e a chi è troppo giovane per conoscerlo, senza tralasciare i lati oscuri di un personaggio così estroso, ma anche così fondamentalmente solo. Ed è proprio la solitudine di questo uomo a risaltare nella trasposizione della fiction. Chiari un divo che pur essendo tanto amato dal suo pubblico veniva costantemente tradito dagli affetti a lui più cari. Il suo essere così inaffidabile e palesemente infantile, avallava delusioni e frodi emotive che non gli furono risparmiate sino alla fine. Se Boni rende con una interpretazione sublime i tratti essenziali di Chiari, purtroppo, non viene supportato dalle protagoniste femminili. Escludendo Bianca Guaccero che magistralmente interpreta Valeria Fabrizi l’ amica di sempre, non si può dire altrettanto di Dajana Roncione (Alida Chelli) e Caterina Misasi (Lucia Bosè) ancora troppo acerbe come attrici per sostenere e rendere delle donne molto forti ed ancora presenti nell’ immaginario collettivo italiano. Buone le interpretazione di Anna Drijver nel ruolo di Ava Gadner e di Karin Proia in quello di Sofia Blondel. La tristezza che serpeggia per tutta la fiction culmina in una conclusione dal retrogusto amaro che ancora una volta viene sdrammatizzata dallo stesso Chiari capace di spargere la sua triste allegria perfino in punto di morte: “Amici non piangete, è solo sonno arretrato”.

http://www.siciliaedonna.it/cultura/745 ... ma-risataq
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Re: Walter Chiari -Fino all'ultima risata

Beitragvon mingi17 » 1. Mär 2012 09:38

Walter Chiari – Fino all’ultima risata, il commento di Simone Annicchiarico: ecco cosa c’è di inventato nella fiction di RaiUno

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Tra le nuove fiction di casa Rai, andate in onda di recente, qualche giorno fa vi avevamo parlato anche della miniserie di Enzo Monteleone, “Walter Chiari, fino all’ultima risata”, incentrata proprio sul mattatore Walter Chiari, scomparso ormai venti anni fa. Il pubblico da casa, sembra aver gradito abbastanza il prodotto, stando ai risultati in termini di ascolti relativi alle prime serate del 26 e 27 febbraio, durante le quali la miniserie ha totalizzato rispettivamente 5.535.000 telespettatori pari al 21.01% di share e 6.452.000 telespettatori pari al 22.66%.

Ma cosa ne pensa del risultato finale il figlio Simone Annicchiarico, in questo periodo impegnato con il programma del sabato sera di Canale 5, Italia’s got talent, al fianco della showgirl argentina Belen Rodriguez? E’ il Corriere della Sera a raccogliere il parere del giovane conduttore, il quale ha commentato:

La seconda parte, dico: quello non è Walter Chiari.

Nonostante i complimenti all’interpretazione di Alessio Boni, commenta Simone:

A livello qualitativo è una fiction molto buona; Alessio Boni è straordinario, da fargli un monumento per quanta dedizione ha messo nel personaggio. Da utente la giudico godibile. La prima parte è Walter, la seconda è Lenny Bruce. Se nella prima puntata l’85 per cento delle cose sono vere e il restante 15 è romanzato, nella seconda è esattamente il contrario: l’85 per cento è inventato.

Ma non è tutto; Simone prosegue nel suo commento, elencando anche tutto ciò che di irreale c’è nella fiction di RaiUno:

Sfido chiunque ad averlo mai visto in down di cocaina da qualche parte. Non è mai stato licenziato da nessuna emittente televisiva, tantomeno da Antenna 3, al limite non lo chiamavano a lavorare. Il rapporto con me è assurdo, si vede addirittura che gli scanso la mano mentre mi accarezza. È un iper-mega-romanzo. Ne esce fuori un uomo fallito, dominato da brutti demoni, mentre lui era di un’allegria contagiosa, aveva un sacco di persone intorno. Tutto il contrario di quello che si è visto lì. Mi hanno chiamato molte persone che lo conoscevano bene, erano arrabbiate come belve.

Pur essendo comunque una fiction, la ricostruzione della persona di Walter Chiari, dunque, a detta del figlio, appare di gran lunga lontana da ciò che il mattatore è stato realmente. Nonostante il grande impegno, quindi, il prodotto non sarebbe riuscito nell’intento di rendere giustizia a Chiari.

http://www.blogtivvu.com/2012/02/29/wal ... di-raiuno/
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Re: Walter Chiari -Fino all'ultima risata

Beitragvon mingi17 » 1. Mär 2012 09:41

29/02/2012
Walter Chiari, il ruolo più difficile di Alessio Boni

Accettare l’ingaggio per la miniserie in due puntate “Walter Chiari. Fino all'ultima risata” è stata una scelta entusiasmante ma nello stesso tempo particolarmente provante per Alessio Boni, che intervistato telefonicamente dall’Ansa ha definito questo ruolo come “uno dei più difficili della mia carriera”, ammettendo anche una certa ‘ansia da prestazione’.

alessio bono,walter chiari

“L’idea di riproporlo mi ha fatto tremare i polsi. Quando rientravo in albergo al termine delle riprese talvolta mi sono lasciato prendere dallo sconforto… Perché a differenza di Caravaggio, Puccini o altri personaggi, che da attore ho studiato e fatto miei, Walter era imprendibile: come avere di fronte dieci persone in una. Attore, presentatore, mimo”

E il pubblico ha molto gradito questo biopic, visto che 6 milioni e mezzo di italiani si sono sintonizzati su RAI 1 per rivivere sul piccolo schermo le vicende di Walter Chiari, vero pilastro del mondo dello spettacolo. “Chiari era geniale, un caso a parte nella storia della comicità e dello spettacolo italiani”, ha dichiarato l’attore. “Interpretarlo – conclude – mi ha arricchito come attore ma anche come uomo”.

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17:36 Scritto da: elamanu1 in cinema e tv, gossip
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Re: Walter Chiari -Fino all'ultima risata

Beitragvon gaby » 1. Mär 2012 17:59

Simone Annichiarico non ci sta: “La figura di mio padre è stata romanzata”
A volte si esagera, e questo è il turno della miniserie Walter Chiari – Fino all’ultima risata andata in onda su Rai1 Domenica 26 e Lunedì 27 Febbraio. Grande successo per la fiction che si è riproposta di riportare sulle scene il grande Walter Chiari, attore, comico e conduttore televisivo veronese scomparso improvvisamente nel Dicembre del 1991, e grandi apprezzamenti per il suo interprete, Alessio Boni. Ma qualcosa non va e finché a dirlo sono i critici, i giornalisti, è tutto normale, ma se ad alzare la voce è il figlio dello stesso Chiari, Simone Annichiarico, forse c’è davvero qualcosa da rivedere. Il simpatico conduttore di Italia’s got talent ha dichiarato che la seconda parte della serie è stata prepotentemente romanzata: “Se nella prima parte andata in onda l’85% delle cose sono vere, nella seconda parte è assolutamente il contrario”. Un fastidio giustificato, dal momento che la figura di suo padre è stata completamente stravolta, presentando ai telespettatori – così come è lo stesso Annichiarico ad affermare – un uomo fallito. “Lui era di un’allegria contagiosa, aveva tanti amici intorno. Tutto il contrario di quello che si è visto lì- prosegue – mi hanno chiamato molte persone che lo conoscevano bene, sono arrabbiatissime”.

Le lamentele si riferiscono in particolar modo all’uso strumentalizzato della cocaina, allo stravolgimento del rapporto padre-figlio e all’episodio riguardante il licenziamento da parte di Renzo Villa da Antenna 3, mai avvenuto. E a far luce sulla vicenda è la stessa figlia di quest’ultimo, Roberta Villa.
Egregio direttore, desideriamo esprimere il nostro rammarico per come sono stati rappresentati sia la realtà dell’emittente Antenna 3 Lombardia, sia la figura di Renzo Villa – si legge tra le righe di una lettera che la stessa Roberta ha scritto al direttore di Varese News – a differenza di quanto mostrato nella fiction, mio padre non ha mai licenziato Walter Chiari e, anche se non sono mancati vivaci confronti, ha sempre testimoniato la stima e l’ammirazione per il suo talento artistico, anche nei momenti più difficili della sua vicenda umana. Mio padre non è più con noi dal dicembre del 2010, ma io, mia madre e tutte le persone che lo hanno amato e stimato, sia umanamente che professionalmente, sentiamo la responsabilità di tutelarne la memoria”.

Gli addetti ai lavori sanno perfettamente che quando si ha a che fare con racconti di storie vere bisogna stare particolarmente attenti, soprattutto se si tratta di casi recenti che devono essere proposti anche a chi li ha vissuti, ma talvolta l’attrazione verso il commerciale fa da padrona, portando ad abbassare il livello di un prodotto complessivamente ben riuscito. La fiction ha raggiunto quasi i 6 milioni di spettatori (superando il 20% di share) in entrambe le puntate, e ha detta di tutti – pubblico, Simone Annicchiarico e la stessa Roberta Villa – Alessio Boni si è calato perfettamente nel ruolo, lavorando con dedizione al personaggio affidatogli. Purtroppo è stato il personaggio ad essere posto in quadro lontano dalla realtà, arrivando a preoccupare lo stesso pubblico, come si legge sulla pagina di Facebook di Simone Annichiarico. Ma è anche vero che molti non sono stati ingannati dalla costruzione televisiva, a cui ormai dovremmo essere abituati.

Le polemiche comunque non si fermano perché il conduttore di Italia’s got talent ha avuto da ridire anche sull’intervento di Tatti Sanguinetti, amico e biografo di Walter Chiari, che si dice rammaricato dalla figura emersa nella miniserie di Rai1, ma una sua affermazione ha lasciato interdetto lo stesso Simone Annicchiarico. Sanguinetti si è infatti così espresso: “Non sappiamo quando Walter ne venne a conoscenza, credo nel primissimo dopoguerra, ma suo padre, brigadiere di Pubblica sicurezza, nel 1926 percosse a morte due antifascisti veronesi”. Ma il figlio di Chiari non ci sta: “Su mio padre è stato scritto e detto di tutto e di più. Ma questa ricostruzione è fantascienza allo stato puro. Io non ho mai sentito parlare di questa vicenda”.

Un via vai di polemiche che si susseguono nei giorni successivi alla messa in onda della fiction. Un lavoro che Annichiarico ha acconsentito a produrre, forse nella speranza che Walter Chiari fosse riportato alla luce in modo veritiero. L’uomo che molti hanno conosciuto. Ma Simone stia tranquillo: una fiction non può di certo cambiare ciò che suo padre realmente era.
ttp://www.lanostratv.it/personaggi-tv/s ... ostraTv.it)
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Beitragvon mingi17 » 1. Mär 2012 19:26

Una vita d’artista: Walter Chiari, fino all’ultima risata
01 Marzo 2012


Domenica e lunedì in prima serata è andata in onda la fiction tv Walter Chiari, regia di Enzo Monteleone, con Alessio Boni nei panni del famoso attore scomparso vent’anni fa. La Rai in qualche modo “recupera” un rapporto interrotto con il grande Walter per le sue vicende giudiziarie, un accantonamento per lui lacerante, che ne segnò la carriera e la vita personale. Mattatore poliedrico, di talento naturale, spontaneo e accogliente, generoso e altruista; ma anche esposto alle tentazioni, alle trappole che l’ambiente artistico ha sempre pronte per catturarti e farti male. Al di là della vicenda biografica, che in questa mini-serie appare soprattutto nei suoi risvolti intimi e umani, è interessante vedere come la figura dell’artista possa rivelarsi “preda” di loschi personaggi, incantatori convincenti e persuadenti nell’inseguire l’altrui infelicità. O bersaglio per incidere ferite profonde da chi cova invidia e rancore. Walter Chiari era personaggio a parte, fantasioso sul palcoscenico e nella vita, a costo della disfatta, ma pronto a rialzarsi, anche se tumefatto (fuori e dentro di sé). Una sorta di J. La Motta dello spettacolo, che k.o. non andò mai. Come un bravo pugile “incassatore”, Walter Chiari seppe sempre riprendersi, anche se consapevole di un passato scintillante che non poteva tornare. Cosciente della sua umile origine, era grato alla vita per la fortuna di cui aveva goduto. Ma alla fine cosa conta veramente? Esser sé stessi, il denaro – come dice l’attore in una bella battuta del film – “è solo carta”.

Merita una lode particolare il protagonista Alessio Boni, già ammirato in un’altra storia di artista tormentato come Caravaggio, che qui dà un ritratto calzante al personaggio. Boni tratteggia un Walter Chiari entusiasta della vita e generoso nel suo lavoro; il pubblico lo capiva e lo perdonava anche per i suoi memorabili ritardi. Bravo a entrare nelle pieghe complesse di un personaggio ilare e triste, euforico e malinconico, innamorato e tradito nella vita e nel lavoro. E, alla fine, Chiari si rivelò anche un solitario (la sua morte è testimonianza di questo), a suo modo un uomo “contro”, come lo fu Caravaggio. O, per citare ancora un personaggio di Boni, come il Matteo de La meglio gioventù.



Giovanni Cerri

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Beitragvon mingi17 » 1. Mär 2012 19:30

Walter Chiari. Fino all’ultima risata
Scritto da Valentina Di Giacomo il 1, Mar 2012 • 2:45 pm &bull Download PDF

La vita è un palcoscenico
Chiudiamo gli occhi e pensiamo a Walter Chiari. Uno spazio televisivo stilizzato e signorile. Un uomo, solo sulla scena, che monologando affabula e diverte.

Elegantissimo e affascinante, carismatico, instancabile narratore ad oltranza: la versatilità artistica di Walter Chiari è irriducibile. Attore, presentatore, entertainer all’ americana, ma soprattutto primo vero comico televisivo italiano moderno.
Una carriera che comincia per caso nel 1944, al teatro Olmpia di Milano grazie ad una innata capacità di improvvisare, ed una insolita disinvoltura. Da quel momento in poi, una rapida e continua ascesa su più fronti: rivista, musical, teatro, cinema, televisione.
Nato a Verona nel 1924 da genitori pugliesi, operaio e boxeur, la capacità di stare sulla scena, Walter Annicchiarico, ce l’ha nel DNA. Di una simpatia irresistibile, nei suoi lunghissimi soliloqui, senza mai perdere il filo, Chiari dispiega un’ imponente ricchezza lessicale, davvero sorprendente per un autodidatta. Il suo linguaggio, dialettale e raffinato insieme, cambierà per sempre il modo di far ridere, la sua personalità scriverà la storia televisiva del nostro paese.
A ben guardare, una fondamentale sovrapposizione cortocircuita fin dall’inizio arte e vita nel percorso di Chiari; dimensioni che egli non potrà mai più districare una dall’altra: palcoscenico e vita privata, pubblico e affetti.
Prodotta da Luca Barbareschi, diretta e sceneggiata da Enzo Monteleone, la fiction televisiva Walter Chiari. Fino all’ultima risata ha riscosso un discreto successo di pubblico totalizzando quasi 6 milioni e mezzo di telespettatori e il 22,66 % di share nella seconda puntata. Risultati che tuttavia non sono sufficienti a valutare la fiction nel suo complesso come un prodotto di qualità. Neppure la validissima prova di Alessio Boni, bravo ed appassionato al personaggio di Chiari.
Una eccessiva discontinuità allontana infatti la prima e la seconda puntata – quest’ultima molto più approssimativa e distante dal vero, si pensi ad esempio al rapporto con il figlio, ispirato più che alla realtà, a Il giovedì di Risi – rendendo così evidente la superficialità con cui sono state a volte romanzati, altre tralasciati, alcuni fondamentali passaggi del periodo d’oro dell’artista -gli sketch più famosi o le conduzioni, solo per citarne alcune, di Canzonissima, Alta Pressione, Studio Uno. Molto più focalizzata sul momento in cui tutto si incrina -carriera e vita privata- dopo l’arresto del 22 maggio 1970 per consumo e spaccio di cocaina, la fiction di RaiUno mette in luce l’eccesso di zelo con cui le istituzioni si accaniscono su Chiari, in anni in cui crimini ben più gravi restavano ancora impuniti. Il carcere e l’emarginazione professionale subita, la solitudine, tutti aspetti che segnano profondamente gli ultimi anni della sua vita.
In seguito ad un precedente scompenso cardiaco, nella notte tra il 20 e il 21 dicembre 1991, Chiari viene colto da un infarto nell’appartamento del residence in cui viveva. Pochi istanti prima che cali il sipario, la temperatura emotiva sale davvero nell’intensa commozione scritta sul volto di Alessio Boni. Ancora una volta solo, in quello spazio televisivo sobrio e minimale. Lui, l’improvvisatore istituzionale della televisione italiana, perfetta sintesi di eleganza e sfrontatezza, ironia e malinconia, dall’alto della sua irragiungibile grandezza artistica, Walter Chiari saluta, alla sua maniera, un pubblico e un paese troppo facili prede di un inaccettabile ed inspiegabile oblio.
http://mediacritica.it/2012/03/01/walte ... ma-risata/
Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
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