"I Duellanti" - "Die Duellanten" nach J. Conrad

Informationen über seine Filme und Theaterstücke, seine Rollen, Kritiken unsere Kommentare...

Alessio nel film, televisione e sul palco - Informazioni sul suoi film e opere teatrale, i suoi ruoli, recensioni, nostri commenti...

Alessio in cinema, TV and on stage - Information on his films and plays, his parts, reviews, our comments...

Moderatoren: honey379, mingi17, Sweety

AbonnentenAbonnenten: 0
LesezeichenLesezeichen: 0
Zugriffe: 6148

Re: "I Duellanti" - "Die Duellanten" nach J. Conrad

Beitragvon mingi17 » 21. Apr 2016 20:18

Händeringen hält einen nur davon ab, die Ärmel aufzukrempeln.
mingi17
 
Beiträge: 10027
Registriert: 01.2008
Wohnort: nahe MÜNCHEN
Geschlecht:

Re: "I Duellanti" - "Die Duellanten" nach J. Conrad

Beitragvon gaby » 21. Feb 2017 20:25

Reggio – Al teatro “Cilea” l’attore Boni sfida la vita con “I duellanti”
di Grazia Candido (foto Antonio Sollazzo) – “I duellanti si sfidano come avversari, ma allo stesso tempo, sanno di non poter fare a meno l’uno dell’altro. Il messaggio dello spettacolo, al di là del sangue e del duello, è che in qualsiasi ambito tu abbia scelto di muoverti, prima o poi una stoccata nella vita devi darla perché quando sei nato non puoi più nasconderti”. Così l’attore Alessio Boni prima di salire sul palco, parla de “I duellanti”, un romanzo esemplare, scritto da uno dei più grandi autori europei di primo Novecento, il polacco Joseph Conrad, che, in inglese, racconta una sorprendente storia francese. E ieri sera al teatro “Cilea”, sesto appuntamento della rassegna “Le maschere e i volti” della Polis Cultura, è stato dipinto un affresco di un mondo quello della cavalleria e degli eserciti ottocenteschi, spazzato via dalle nuovi armi e dalle nuove logiche militari del Novecento. L’introduzione di armi da fuoco a ripetizione e il super potere degli industriali nella gestione dei profitti di guerra avrebbero buttato all’aria antiche regole, l’etica militare e reso smisurati gli eccidi sui campi di battaglia. Uno spettacolo particolare, dove in scena più che parole ci sono duelli di spada tra i protagonisti Alessio Boni che firma la regia con Roberto Aldorasi, Marcello Prayer, Francesco Meoni. La storia si snoda tra la sfida dei duellanti: il dandy Armand D’Hubert e il sanguigno Gabriel Florian. Il loro scontro senza fine è metafora di un’epoca agitata da sogni di conquista imperiale e dalle disillusioni della Restaurazione. “I Duellanti” è un’opera su un mondo in estinzione oltre che un capolavoro dell’assurdo: i fili della vita e del destino sfuggono di mano e sopravanzano ogni buonsenso e prevedibilità. Il pubblico è letteralmente “stregato” dalla versione teatrale che resta fedelissima al testo adottando, pur nella semplicità della produzione, idee efficaci che coinvolgono i due irruenti e bravissimi attori che, insieme a Francesco Meoni, si moltiplicano in diversi personaggi in uno spettacolo dal ritmo crescente di pari passo con l’introspezione dei caratteri.
“Il duello in scena è una metafora del duello nella vita. I protagonisti di questo infinito duello potrebbero rappresentare le due parti che convivono in noi – afferma Boni – la luce e l’oscurità con cui ti confronti e da cui puoi anche essere attratto. In fondo, i duellanti diventano i due volti della grande armata di Napoleone: gloriosa e costretta a tragiche ritirate nel gelo della Russia, piena di eroi e di vittime, invincibile e sconfitta”.
Di sicuro, quello che lascia lo spettacolo è la voglia di sconfiggere l’avversario più feroce che ognuno di noi ha dentro di sé e che, spesso, non riusciamo a liberarcene per il semplice fatto che siamo proprio noi a non voler mandarlo via. Nella vita bisogna scegliere, ma ciò significa rinunciare a qualcosa di se stessi. Può capitare di dover togliere i rami secchi, il che non costerebbe nulla, ma anche di dover estirpare quelli fioriti, persino i più belli per riuscire a vivere bene. Chi non riesce ad accettare questo, non riuscirà a crescere. A volte, l’avversario non esiste o peggio, siamo noi stessi che ci limitiamo. Da qui, la necessità del duello per liberarci e riconquistare la nostra libertà, riprenderci la nostra vita.
http://www.strill.it/citta/2017/02/regg ... duellanti/
gaby
 
Beiträge: 1646
Registriert: 04.2009
Geschlecht:

Re: "I Duellanti" - "Die Duellanten" nach J. Conrad

Beitragvon gaby » 25. Feb 2017 12:42

Alessio Boni in scena ne “I duellanti”: “un’opera che è metafora della vita”
0 comments

Scritto da Paola Abenavoli il 22 feb , 2017 in Cultura
Un duello che è metafora di una ricerca, quella ricerca interiore, quella lotta fra anime interne che dura anche tutta la vita. Quella contrapposizione tra sentimenti, modi di essere ed intendere la vita, che è riflesso dell’umanità, dell’essere umano. “I duellanti” è tutto questo e anche tanto altro: lo è il testo di Conrad; lo è la versione cinematografica, esordio alla regia di Ridley Scott, magistralmente interpretato da Harvey Keitel e Keith Carradine; e lo è anche la prima riduzione teatrale mai realizzata, diretta da Roberto Aldorasi e Alessio Boni, anche interprete insieme a Marcello Prayer (autori pure della drammaturgia con Aldorasi e Francesco Niccolini). Uno spettacolo – andato in scena al “Cilea” di Reggio Calabria, nell’ambito della rassegna “Le maschere e i volti” – che affascina, trasportando lo spettatore, pian piano, in una storia nata da un banale screzio e che sfocia in una contesa perenne, in un lungo duello che si protrae per decenni. Protagonisti due ufficiali dell’esercito napoleonico, che per vent’anni si combattono, si fronteggiano, tra spade e pistole. Così passa il tempo e si perpetua l’opposizione tra i due: uno, Feraud, che odia i damerini, l’altro, D’Hubert, elegante e raffinato; uno resterà fedele all’imperatore, al rientro dall’esilio, l’altro “sempre più disincantato dalle imprese e dalle disfatte napoleoniche”. Ma il combattimento che mettono in atto non è in realtà l’uno contro l’altro, ma è, appunto, il combattimento dell’uomo contro se stesso, il contrasto interiore e quello con la società che gli sta attorno: “le guerre non possono durare per sempre”, afferma D’Hubert, convinto che i conflitti troveranno una soluzione. Eppure quel conflitto si protrae prima di sfociare davvero in una soluzione che apra il cuore del singolo uomo: perchè, nel tempo, “la coscienza finisce laddove inizia il vantaggio” ed è questo, tra gli altri, uno degli elementi con cui si scontra l’uomo.

16901820_10212050434527071_922932486_nDialoghi intensi, un testo metaforico e denso di significato, ben studiato per arrivare ad una trasposizione teatrale che punta alla sottolineatura di questi passaggi, anche attraverso una rappresentazione che sfrutta il dinamismo scenico, che offre innovazioni visive (come il duello che diviene quasi un susseguirsi di cinematografici “fermo immagine”, o il finale che rivisita le prospettive per dare un senso di straniamento e di ricerca interiore ancora maggiore), e che soprattutto si fonda su straordinarie prove d’attore: quella di Alessio Boni, calato pienamente nella trasposizione scenica, che dà vita al personaggio di D’Hubert, alternando forza, fierezza ed umanità; e quella di Marcello Prayer, che oppone, con padronanza della scena, un Fereaud di grande intensità. Un crescendo di sfide, di percorsi dentro se stessi, tra scelte sceniche e sapiente uso delle luci, che danno ritmo alla versione teatrale del romanzo.

16901512_10212050436487120_64749812_nUna versione non facile da realizzare, frutto di grande studio, come ci conferma, in un’intervista, prima dello spettacolo, lo stesso Alessio Boni, cui chiediamo anche come vede questo stretto rapporto che oggi si sta creando tra teatro e cinema e cosa tutto ciò possa apportare in più al teatro stesso: “Cinema e teatro sono due aspetti legati come l’elica del dna. Quando c’è una bella storia è inevitabile che le si avvicinino registi, sceneggiatori, drammaturghi. Ridley Scott ha tratto nel ’77 il suo primo film da questa opera, un capolavoro, qualcosa di meraviglioso, per le atmosfere che ha creato – incredibili -, con interpreti strepitosi. Davanti a quel film lì ci siamo fermati un po’ tutti…anche perchè è difficile portare in teatro 600mila soldati che combattono contro altri 600mila soldati, la cavalleria, ecc.! Allora ci siamo confrontati, io e Marcello Prayer, e abbiamo pensato: che cosa è la cosa più forte che ha l’essere umano, con tutte le problematiche, con tutte le spade di Damocle, le situazioni difficili? I sogni e l’immaginazione, non te li ruberà mai nessuno. Allora cerchiamo di far partire l’immaginario del pubblico, ma siete voi che andate nei mondi che creiamo, non vi facciamo vedere niente se non con le parole. La parola è questo tramite. La cosa difficile che veramente abbiamo trovato è che un romanzo scritto benissimo, con delle frasi strepitose, poi magari in scena rimbalza, non funziona, diventa ridondante, diventa letterario. Allora, abbiamo studiato, letto tutto Conrad, abbiamo messo altri passi di Conrad, qualcosa si è inventato Niccolini, che si è messo a scartabellare la storia della ritirata di Russia…la cosa bella è che te lo crei tu, non c’è un testo fatto”.

boni2Ma come è nata l’idea di portare in teatro “I duellanti”? ”Innanzitutto – afferma Boni – amo i romanzi che ti stravolgono l’anima, Dostoevskij, Shakespeare, Molière, Conrad, dai tempi di “Linea d’ombra” e “Cuore di tenebra”. E questo romanzo molto piccolo, probabilmente tratto da uno spunto reale, mi ha colpito perchè innanzitutto non parla di mare, è una cosa completamente diversa dagli altri romanzi di Conrad: parla dell’uomo, parla veramente dell’uomo. E’ la metafora della vita, ci mettiamo in competizione con noi stessi, con il nostro alter ego, con il nostro minotauro che è dentro di noi”.

Da qui l’idea della trasposizione, che mira a creare un’energia che poi si trasferisce al pubblico: “Tutte le sere andiamo in scena e non sappiamo come va a finire. L’unico motivo per cui vado a teatro è trovare l ‘energia in scena: il teatro per me è energia totale”.
http://www.culturalife.it/alessio-boni- ... ella-vita/
gaby
 
Beiträge: 1646
Registriert: 04.2009
Geschlecht:

Vorherige

Zurück zu "Alessio in Film, Fernsehen und Theater"

 

Wer ist online?

Mitglieder in diesem Forum: 0 Mitglieder und 1 Gast

cron