In Haiti für Cesvi

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In Haiti für Cesvi

Beitragvon mingi17 » 6. Apr 2017 10:11

http://www.alessioboni.it/haiti.html

Auf Alessios Seite findet ihr alle Informationen, Bilder, Video etc.
Sul sito di Alessio trovate tutte informatzione, le foto, il Video etc.
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Re: In Haiti für Cesvi

Beitragvon mingi17 » 12. Jun 2017 08:22

http://www.bergamonews.it/evento/il-foo ... film-fest/

A inaugurare il festival, martedì 13 giugno alle 20.45, l’attenzione per il sociale con Cesvi: il presidente Giangi Milesi presenta il film “Viaggio ad Haiti”, terza produzione della serie “Sguardo dell’altro”, che vede protagonista l’attore bergamasco Alessio Boni.

Eventi a Bergamo e provincia

Nel dicembre scorso Alessio Boni, che sostiene Cesvi con autentico impegno da diversi anni, ha visitato Haiti e toccato con mano l’esasperazione della popolazione haitiana, stremata oggi più che mai dopo la devastazione causata dall’uragano Matthew.
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Re: In Haiti für Cesvi

Beitragvon gaby » 17. Okt 2017 06:27

Alessio Boni: «L’Incantesimo degli aiuti. Dal Brasile a Scampia»

L’attore è impegnato nel volontariato dal 1999. È partito per il Sud America con i soldi guadagnati con la fiction e da allora non ha più smesso di sostenere progetti nei Paesi poveri.
utto è cominciato grazie ai soldi guadagnati con la fiction “Incantesimo”, era il 1999. L’istinto è stato quello di partire, non per una vacanza canonica ma un mese in Brasile, a Belo Horizonte, nella comunità missionaria Villaregia. Conoscevo alcune persone che lavoravano lì. Forse la spinta è nata dal bisogno di condividere la mia fortuna, forse per tornare con i piedi per terra. A essere onesti è quasi una forma di egoismo. Trovarti a contatto diretto con realtà dove le emergenze sono molto concrete - cibo, acqua, assistenza medica, educazione - ti permette di resettare la scala dei valori».




L’impegno con l’Unicef

Da allora per Alessio Boni partire, vedere, partecipare, testimoniare è diventata un’abitudine. Nell’agenda dell’attore bergamasco, 51 anni, il volontariato occupa uno spazio a sé, al pari degli impegni in teatro e al cinema. Negli anni ha collaborato con diverse organizzazioni, come l’Unicef con cui ha realizzato i primi documentari in Malawi e Mozambico. «Lì andai a presentare in tv, a Geo & Geo. In sette minuti di trasmissione raccogliemmo più di 90 mila euro. In quel momento ho capito che ruolo poteva svolgere un personaggio conosciuto: mettere questa popolarità al servizio dei volontari».








Metterci la faccia

«E il cuore». Da anni Boni è uno dei più assidui testimonial del Cesvi. E, tra le altre cose, continua a realizzare reportage destinati a favorire la raccolta di fondi. «Sono appena tornato dallo Zimbabwe dove ho visto come iniziative ben gestite possano fare la differenza. Ci ero stato sette anni fa, agli albori del progetto che ha coinvolto la comunità locale nella coltivazione di agrumi». La zona, al confine con Sud Africa e Botswana, è quella del distretto di Beitbridge, dove il Cesvi ha fornito 22 mila alberi di arancio alla comunità Shashe che tra un filare e l’altro coltiva diversi ortaggi. «Sono stati utilizzati anche fondi comunitari e, in pochi anni, è diventata una realtà importante, non più solo economia di sussistenza, ma di mercato. La comunità locale vende i raccolti a società internazionali con un indotto che sta cambiando in meglio la vita delle persone».




Terra, manodopera, investimenti e visione

«È un progetto pilota, potrà essere un modello per altri. Chi vuole contribuire può anche adottare un filare». Il successo del progetto è la prova, sostiene l’attore, che nessuno avendo un’alternativa vorrebbe lasciare il proprio Paese. «Qui in Italia ci stiamo dimenticando di essere stati anche noi terra di emigranti. I nostri nonni scappavano dalla miseria. Nessuno ricorda più che l’Unicef nacque nel 1946 per aiutare gli orfani di guerra e quelli italiani furono proprio tra i primi beneficiari». I bambini sono ovunque l’anello debole. «Ci sono Paesi dove le violenze contro i minori hanno una diffusione spaventosa, altri dove il problema è la fame, in moltissimi il diritto all’istruzione».




Un progetto a Scampia

Non necessariamente all’estero. «Tra i progetti più recenti ne sto seguendo uno a Scampia, legato alla scolarità». Vedere da vicino, sostiene Boni, aiuta a capire. «E a non restare indifferenti. Non possiamo accettare che la vita sia un terno al lotto, non puoi scegliere dove nascere. Non possiamo sottrarci alle responsabilità di cittadini del mondo. Per esempio, approvare lo ius soli è una questione di civiltà. Smettiamo di dare la colpa agli immigrati perché l’Italia va male. E, insieme, diamoci da fare per assicurare un futuro migliore a tutti. Ho ancora negli occhi il sorriso di Jonathan, un ragazzino incontrato nella Casa del sorriso del Cesvi ad Harare. Qual è il tuo sogno? Gli ho chiesto. Qualcuno che mi abbracci e la certezza di andare a scuola. Voglio credere che possa farcela».


14 ottobre 2017 (modifica il 14 ottobre 2017 | 18:44)

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