"Il Vistiatore" - "Der Besucher"

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Re: "Il Vistiatore" - "Der Besucher"

Beitragvon mingi17 » 18. Nov 2014 09:06

https://www.youtube.com/watch?v=FBH_1LskxVg

Interview mit Haber, man sieht ein bisschen was von der momentanen Aufführung; Alessio ist nicht ganz so pennermäßig, sie haben das Kostüm etwas geändert, eine neue Jacke spendiert und leider haben sie den netten Nazi-Darsteller ausgetauscht. Der Buonuomo war ein ganz Süßer.
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Re: "Il Vistiatore" - "Der Besucher"

Beitragvon mingi17 » 27. Nov 2014 19:41

http://www.rainews.it/dl/rainews/media/ ... 81286.html
Interview mit Haber und Alessio am Quirino
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Re: "Il Vistiatore" - "Der Besucher"

Beitragvon mingi17 » 28. Nov 2014 21:43

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Il Visitatore am Teatro Quirino in Rom
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Re: "Il Vistiatore" - "Der Besucher"

Beitragvon gaby » 29. Nov 2014 16:17

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Re: "Il Vistiatore" - "Der Besucher"

Beitragvon gaby » 2. Dez 2014 00:11

Al Quirino, Haber e Boni ne "Il Visitatore": tra psicanalisi e Dio
Lunedì, 01 Dicembre 2014 11:00
In scena al Teatro Quirino di Roma, fino a domenica 7 Dicembre, Il Visitatore di Eric-Emmanuel Schmitt, con Alessandro Haber e Alessio Boni, per la regia di Valerio Binasco che ne ha curato anche la traduzione dal francese, prodotto dalla Goldenart Production.

Eric-Emmanuel Schmitt è drammaturgo e professore di filosofia belga, classe 1960, conosciuto in Italia per alcune pièce di successo come Piccoli Crimini Coniugali, Variazioni Enigmatiche e Monsieur Ibrahim e i Fiori Del Corano, da cui è stato tratto l’omonimo film. Ne Il Visitatore ci troviamo a Vienna nel 1938, all’indomani dell’annessione dell’Austria al Terzo Reich. In Berggstrasse 19 abitano un vecchio ebreo e sua figlia: Sigmund e Anne Freud, la quale viene portata via dalla Gestapo per essersi ribellata alle prepotenze naziste. Ma durante le ore di angosciosa attesa del suo ritorno, il celebre psicanalista si imbatte in un misterioso personaggio che si intrufola in casa sua e che appare intenzionato a scardinare le sue idee ateiste. Si tratta di un pazzo sfuggito ai Nazisti o di Dio in persona? Nel tentativo di appurare la verità, i due daranno luogo a un duello verbale senza esclusione di colpi, in cui i due punti di vista appaiono altrettanto validi e condivisibili. Su tutto aleggia la domanda: “Se Dio esiste, come può permettere questa follia?”. O meglio, dall’altro punto di vista: “Colpa di Dio o della follia dell’uomo?”. Sebbene il testo si presenti in alcuni punti un po’ prolisso, non mancano in questo dramma momenti divertenti e di tensione drammaturgica. Il tema, quanto mai spinoso, viene svolto con grande onestà intellettuale tanto da non fornire risposte, ma da proporre allo spettatore nuovi spunti di riflessione sulla fede, l’ateismo, il posto che occupa l’uomo dal Novecento ad oggi. Il che lo rende interessante, oltre che godibile.

La regia di Valerio Binasco tende giustamente ad alleggerire i momenti in cui i dialoghi diventano più impegnativi, lasciando “giocare” gli attori, in un quadro che diventa visibilmente meta-teatrale grazie anche alle belle scene “spezzate” di Carlo De Marino. Così che il dentro e il fuori scena si sovrappongono continuamente, come l’inconscio e il pensiero razionale. Alessandro Haber è superlativo nei panni di un Freud vecchio e stanco, dubbioso, pronto a mettere in discussione il lavoro e le certezze di una vita, offrendo una caratterizzazione che resta nella memoria. Alessio Boni sa tenergli testa, meglio nei momenti più intimistici che in quelli di esuberante esaltazione. Completano il cast Nicoletta Robello Bracciforti, l’accorata figlia Anne, e il bravo Alessandro Tedeschi, l’odiosamente stupido agente della Gestapo. Accurati i costumi di Sandra Cardini; belle le musiche d’atmosfera di Arturo Annecchino.
http://www.mydreams.it/teatro/item/5624 ... lisi-e-dio
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Re: "Il Vistiatore" - "Der Besucher"

Beitragvon gaby » 18. Dez 2014 18:01

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Re: "Il Vistiatore" - "Der Besucher"

Beitragvon mingi17 » 8. Jan 2015 09:03

Con Dio e Freud sul palco si crea una grande energia»

L’attore parla de “Il visitatore” con Haber, da venerdì 9 al Giovanni da Udine «Puoi essere credente o ateo, ma torni a casa con un sacco di pensieri nel cuore»
di Gian Paolo Polesini

,
07 gennaio 2015

«Con Dio e Freud sul palco si crea una grande energia»

di Gian Paolo Polesini

Già un personaggio qualunque, che . entra dentro un attore, provoca l’ineluttabile scossa, per il solo fatto d’infilarsi nel corpo suo rubandogli la mente, i gesti, tutto. Non sei più Mario Rossi, poniamo, ma Francesco Bianchi. E se fai pure una tournée lunga, sai quanto ti succhia il tuo ospite! Ecco. Pensate a essere Dio. Arrivi in teatro, ti chiudi in camerino e ti concentri sulla modalità celeste, almeno per un paio d’ore. Che poi il tempo non conta, potrebbe succedere di portarselo dietro, Dio intendiamo, anche col sipario chiuso. Chissà qual è, nel caso, il training migliore?

Casualmente (più o meno) venerdì 9, sabato 10 e domenica 11 il Giovanni da Udine accoglierà Il visitatore (lo spettacolo sarà anche lunedì 19 al Pasolini di Cervignano per il Css, il 20 a Sacile e il 21 e il 22 a Monfalcone, a cura del’Ert), un testo pazzesco di Eric-Emmanuel Schmitt, un commediografo cinquantenne eh, nulla di giurassico. Un buon motivo, diciamo contemporaneo, per uscire di casa. Ce ne sono altri due, per la verità: Alessio Boni e Alessandro Haber. Magari li avete visti assieme in Art, altra pièce dell’oggi passata per Udine. «Non abbiamo fondato una compagnia Boni/Haber - precisa Alessio - il caso è stato fondamentale. Michele Placido ci spedisce il copione un paio d’anni fa. Lo riceviamo io e Alessandro e ce ne innamoriamo. “Chi fa Dio?” ci chiede Michele. “Mah, dico, indifferente”. Va a finire che Dio è affar mio».

- Perfetto. Ci spiega la metamorfosi, Boni?

«Con naturalezza. Favorita anche dal regista/attore Binasco. Vuol dire, sa. Lui, poi, è un anticonformista, sa rileggere le commedie, è avvolgente, partecipativo, un amico. Haber lo conosco a meraviglia e, quindi, diventare Dio è stato facile. È un’entità, è luce, è mistero, non ha volto. Succede che Dio, appunto, s’impossessa di un uomo e lo spinge al cospetto di Freud. È il 1938. Fuori si sente il rumore del nazismo, l’Austria è stata appena annessa al Terzo Reich. Il calendario segna il 22 aprile. Dentro, nella casa di Sigmund, si parla di etica, di morale, di vita, di aldilà e, mi creda, si sprigiona una energia tale da scendere in platea. Puoi essere ateo o credente, ma torni a casa con tanti pensieri nel cuore».

- In realtà non sono molti i luoghi adatti a parlare dell’uomo...

«E ce n’è bisogno. La gente fa finta di no, si perde, dà l’impressione di essere superficiale. Invece sempre più stiamo ritrovando il desiderio di scendere nelle profondità dell’anima. Ci faccia caso. Noi lo sentiamo ogni sera. Ascoltiamo i gemiti del pubblico, le risate, i pianti, l’attenzione. È determinante per chi recita percepire gli umori di chi ascolta».

- Dicendo risate, diamo per scontato il palleggio fra emozioni diverse, come il grande teatro sa assicurare.

«Sarebbe impensabile, proponendo una mattonata sulle gengive, pretendere il rispetto. È un gioco, capace di ben modulare tutte le sensazioni e i sentimenti possibili. Stiamo tranquilli perché è assicurata l’antitesi. Dio e Freud, ma li vede assieme quei due? Avevamo anche pensato di far interagire Dio con un prete. Con un sostenitore di fronte, sai la noia».

- Va d’accordo con la psicologia?

«La rispetto, ma non la cerco. Mai steso su un lettino con un signore accanto che prende appunti. Mi psicanalizzo abbastanza da solo con tutti i tizi che interpreto».

- A Udine ritroverà Giuseppe Bevilacqua, uno dei suoi maestri d’Accademia.

«Eccome no. Lo abbraccerò volentieri. Indimenticabili i tempi col grande Orazio Costa, anche per lui immagino. E riparleremo di quell’Amleto... vero Giuseppe?»

http://messaggeroveneto.gelocal.it/temp ... 1.10622938
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Beitragvon gaby » 18. Jan 2015 12:36

Nel “Visitatore” un incredulo Freud chiacchiera con Dio

Sullo sfondo della vicenda l’arrivo del nazismo in Austria, in primo piano Alessio Boni nei panni dell’Onnipotente e Alessandro Haber in quelli di Sigmund Freud
Sullo sfondo della vicenda l’arrivo del nazismo in Austria, in primo piano Alessio Boni nei panni dell’Onnipotente e Alessandro Haber in quelli di Sigmund Freud: sono queste le premesse de “Il Visitatore” di Éric-Emmanuel Schmitt, pièce che nella traduzione, nell’adattamento e con la regia di Valerio Binasco, andrà in scena, per il circuito Ert, martedì alle 21 al teatro Zancanaro di Sacile.

Vediamo l’ambientazione del dramma, che si snoda tra realtà storica e surrealismo psicofantastico. Nell’aprile del 1938 l’Austria è stata da poco annessa al Terzo Reich. Vienna è occupata dai nazisti e cominciano le persecuzioni ai danni della popolazione di origine ebraica.

In Berggstrasse 19, dove ha sede lo studio professionale di Sigmund Freud, il famoso psicanalista attende notizie della figlia Anna, portata via da un ufficiale della Gestapo. Ma l’angosciata solitudine viene interrotta da un inaspettato visitatore che fin da subito appare intenzionato a intavolare con Freud una conversazione sui massimi sistemi.

E il grande indagatore dell’inconscio, padre della psicanalisi, è insieme infastidito e incuriosito. Chi è quell’importuno? Cosa vuole? È presto chiaro che quel curioso individuo non è un ladro né uno psicopatico in cerca di assistenza. Chi è, dunque?

Stupefatto, Freud si rende conto fin dai primi scambi di battute di avere di fronte niente meno che Dio, lo stesso Dio del quale ha sempre negato l’esistenza. Oppure quell’uomo è un pazzo che si crede Dio?

La discussione che si svolge tra il visitatore e Freud, e che costituisce il centro della pièce, è ciò che di più commovente, dolce ed esilarante si possa immaginare: Freud ci crede e non ci crede; Dio, del resto, non è disposto a dare dimostrazioni di se stesso come se fosse un mago o un prestigiatore.

“Il Visitatore” potrebbe, leggendone la trama, sembrare un dramma esistenziale, ma la scrittura di Schmitt e l’interpretazione di Boni e Haber regalano al pubblico una commedia brillante che, con eleganza, conduce spesso al sorriso e offre spunti di pensiero e di commozione connotati da una sorprendente leggerezza.

La pièce di Éric-Emmanuel Schmitt è stata rappresentata per la prima a volta a Parigi nel 1993. Con quest’opera teatrale, l'autore - giovane professore di filosofia e prolifico drammaturgo - ha vinto nel ’93 ben tre premi Molière per il teatro.

Il testo è stato poi tradotto e rappresentato in 15 lingue e in oltre 25 Paesi.

Maggiori informazioni e prenotazioni si possono otteneree chiamando il teatro Zancanaro di Sacile (telefono 0434 780623) o consultando il sito internet www.ertfvg.it.
http://messaggeroveneto.gelocal.it/pord ... 1.10690537

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Beitragvon mingi17 » 20. Jan 2015 19:31

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Articolo: Messaggero Veneto
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Beitragvon mingi17 » 21. Jan 2015 16:44

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