Interviews mit Alessio/Interviste

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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 14. Dez 2014 09:18

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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 21. Dez 2014 14:32

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Alessio Boni ha inaugurato la Stagione di Prosa del Teatro degli Illuminati di Città di Castello, in esclusiva per l’Umbria, col suo nuovo spettacolo Amore Scalzo. Il popolare attore insieme a Marcello Prayer, ha reso omaggio alla testimonianza poetica di Piero Ciampi, grande artista scomparso nel 1980 e considerato da molti il padre della canzone d’autore.

di Massimo Zangarelli
Alessio Boni per The Mag

Alessio Boni per The Mag



Com’è nata l’idea di questo omaggio a Piero Ciampi?

«Con Marcello Prayer ci siamo dedicati a personaggi che abbiamo valutato bistrattati nella loro vita e talora anche nell’espressione artistica, quali Pasolini, Pavese, Alda Merini; per questo reading abbiamo messo insieme una bella dualità vocale. A mio parere Ciampi più che cantautore è stato un poeta-cantore, in vita considerato più in Francia che in Italia».

L’opera poetica di Ciampi ha lasciato seguaci?

«Non mi sembra di vederne in giro. Ciampi cantava l’amore domestico, quello più vero, diretto, intimo, tra le quattro mura, con le dinamiche quotidiane del male di vivere e delle disarmonie amorose, mai retorico o melenso. Ciampi è modernissimo, lui che condivideva, dialogava, litigava pure con il pubblico, lo giudico un Rachmaninov che va diritto al cuore».

Lei ha lavorato con registi quali Ronconi, Strehler, Stein: chi di loro ha più influenzato la sua idea di teatro?

«Tutti, a partire dal mio maestro Orazio Costa, sono stati necessari al mio percorso, ma Strehler (diretto dal quale Boni interpretò L’Avaro, ndr) ti rivoluzionava il pensiero, considero una vera fortuna aver potuto lavorare tre mesi con lui… adesso mi sto trovando bene anche con Valerio Binasco del quale a novembre riprendo ‘Il visitatore’».

Il successo di “Incantesimo” ha condizionato le sue scelte artistiche successive?

«No perché non ho più fatto queste fiction nonostante le continue proposte. Io detesto l’intellettualoide che rinnega quel che ha fatto prima della notorietà. Non rinnego nemmeno i fotoromanzi che accettavo per mantenermi all’Accademia d’Arte drammatica. Diverso il caso di chi tutta la vita fa quel tipo di serie TV e non si muove da lì, ma non è il mio caso».

Con “Guerra e pace”, “Caravaggio”, “Puccini” ha fatto anche una tv diversa da quella delle soap: crede che la televisione abbia ancora oggi una funzione almeno divulgativa?

«Non più come una volta, però ce l’ha; tutti hanno la tv e la guardano anche solo per curiosità. Quando ho girato “Cime tempestose” hanno dovuto ristampare copie di un romanzo che non si vendeva più. Certo, l’85% delle tv è scadente e allora si tende a generalizzare, noi non abbiamo un canale come ARTÈ in Francia, bisogna però scegliere, come in un mercatino d’antiquariato dove tra tanta fuffa si scova pure roba buona».

Lei ha lavorato in film famosi all’estero come “La meglio gioventù” e “La bestia nel cuore”: come mai è così difficile avere mercato oltre confine per un film italiano?

«La lingua certo non aiuta, un film in inglese o in spagnolo ha certo più chances, ma se un film è fatto bene, come “La grande bellezza”, comunque gira il mondo. Il fatto è che oggi si producono in Italia una cinquantina di film l’anno rispetto ai 350 degli anni ’70, quindi è più raro trovare bei film; i tempi sono quelli che sono, mancano i soldi e la voglia di rischiare, eppure ritengo che la qualità di molti giovani ci sia, ci vorrebbe la volontà d’investire in progetti di produzione e distribuzione».

Avendolo interpretato, come definirebbe il personaggio Walter Chiari?

«Un numero uno totale, un talento unico, un caleidoscopio d’invenzioni, un uomo che affascinava le donne più belle, il capro espiatorio di un sistema politico corrotto che non trovava i veri colpevoli».

http://www.the-mag.org/alessio-boni-pie ... -al-cuore/
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 22. Dez 2014 22:31

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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 31. Dez 2014 08:23

Alessio Boni dopo il ritorno di Ulisse nuovi progetti Francesca Migliorini 30 dicembre 2014 Alessio Boni dopo il ritorno di Ulisse nuovi progetti2014-12-27T16:55:26+00:00 Gossip No Comment Share on Tumblr E adesso quest’intervista dedicata ad Alessio Boni che è protagonista su Raiuno della miniserie il ritorno di Ulisse. La sua vita sembrava già scritta, avrebbe messo su famiglia seguito delle orme del padre, piastrellista. Invece Alessio Boni oggi quarantotto anni, attore di successo ha cambiato programma. “Mi stava stretto, avevo futuro garantito: il piastrellista come mio padre. Ma quello lì non ero io” dice l’attore bergamasco. È difficile immaginare oggi come poteva essere da ragazzo, di giorno al lavoro con il padre e la sera in classe per le elezioni serale di ragioneria. Ma da allora ne ha fatta di strada. Impegnatissimo tra cinema, teatro e televisione. Alessio Boni continua a collezionare successi l’ultimo è stata la serie il ritorno di Ulisse in onda per quattro puntate dal 30 novembre su Raiuno sarà protagonista accanto a Caterina Murino . Una nuova sfida per adesso Boni che dopo aver interpretato il Caravaggio, Giacomo Puccini e Walter chiari è diventato uno dei volti più noti del cinema italiano e della televisione, ha recitato anche La meglio gioventù, in incantesimo, in tutti pazzi per amore e addirittura in The Tourist con Johnny Depp e Angelina Jolie. Alessio Boni com’è stato confrontarsi con un personaggio mitologico come Ulisse “interpretare Ulisse è stata una cosa Esperidi fare da quando sei in accademia. Dei ventiquattro capitoli dell’Odissea si sono sempre raccontati primi dodici, più avventurosi. Noi invece raccontiamo i successivi. Sono passati dieci anni dalla fine della guerra di Troia quando Ulisse, orgoglioso, sofferente e possessivo far ritorno a Itaca. Un grande uomo che però deve fare i conti con quello che ha vissuto: ha ucciso donne e bambini, non riconosce più nelle lotte e soprattutto suo figlio. I suoi amici sono morti e lui non si riconosce come il re di Itaca” Alessio Boni stare sul set è impegnativo? “È stato un lavoro intenso abbiamo girato in Francia. Il tempo era poco, appena finito di girare andava ad allenarmi di arco, radio, lancia. Dovevo esercitarmi a maneggiare queste armi, altrimenti risulti impacciato. Doveva acquisire scioltezza” quando ha capito che recitare era la sua strada “lavoravo come piastrellista con mio padre sognavo di fare l’attore per un proletario come me in quel momento sarebbe stata un’utopia. A diciotto anni mi sono arruolato in polizia ma ho lasciato non era quello che volevo. Non lo sentì quel lavoro per me” a questo punto parte per gli Stati Uniti dove si arrangia lavorare come cameriere e pizzaiolo. Era un modo per imparare l’inglese e entrare nel mondo del cinema! “Il desiderio di fare l’attore è arrivato dopo, quasi per caso. In America cercavo un lavoro, pensavo di inserirmi in un’attività di import ed export o qualcosa del genere. Poco dopo sono ritornato in Italia. Ho iniziato a pensare di fare l’attore dopo aver visto lo spettacolo teatrale la gatta cenerentola di Roberto de Simone. Ne sono rimasto affascinato, così ho deciso di fare un provino all’Accademia nazionale di arte drammatica. Solo quando sono stato preso ho iniziato a crederci, iniziando ad avere più fiducia in me stesso” Alessio Boni da allora è diventato professionista apprezzato eppure alla vita mondana preferisce qualcosa di più semplice “sono un casalingo sono del cancro, amo la casa, potare gli alberi, passeggiare nel verde, curare le piante. Per me questo è il vero lusso. Ho comprato un casale in Toscana, o l’orto, gli alberi da frutta e le olive con cui faccio lo” Alessio Boni in televisione affatto Ulisse e adesso? ” In questi giorni e fino al 15 marzo sarò impegnato con Alessandro Haber a teatro con il visitatore, un dialogo in chiave ironica e divertente tra Freud e Dio sull’uomo. Su sky arte sarò invece la voce narrante di sé documentari che raccontano la cattedrali della cultura . Presto sarò anche alle prese con un film girato proprio dalle mie parti, sul lago d’Iseo; si tratta di un thriller psicologico, opera prima di Alfredo fiorito. Per finire sarò sul cast della fiction Catturandi, in onda nella prossima stagione su Raiuno.” Alessio Boni e nel tempo libero? ” Mi piace viaggiare, mi sento viaggiatore più che un turista. Mi piace visitare il mondo e quando posso viaggio. Mi piace anche sciare, nuotare e andare in moto. Faccio parte di un’associazione di motociclisti, sono loro i miei amici, facciamo tutti lavori diversi dall’idraulico al dentista” Intervista ad Alessio Boni da Visto che è stato protagonista di il Ritorno di Ulisse

Leggi tutto il resto su Alessio Boni dopo il ritorno di Ulisse nuovi progetti | Il Blog di Uomini e Donne

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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 30. Jan 2015 08:22

“Fare il piastrellista m’ha insegnato cos’è il lavoro”

di Rosanna Scardi - Parla l’attore bergamasco Alessio Boni. “Se dopo 12 ore di prove a teatro mi sento stanco, penso a quel mestiere così faticoso”. “Il problema attuale è la mancanza di guide. La mia generazione guardava a Volonté, Magnani, Mastroianni. Oggi i ragazzi sono bombardati dai reality show”.

Boni, lei è nato a Sarnico ed è cresciuto a Villongo, ma vive tra Roma e un casale in Toscana. Perché ha lasciato Bergamo?

“Per inseguire il mio sogno. Me ne sono andato nel 1988, a ventidue anni, per fare il militare e non sono più tornato indietro. Volevo studiare recitazione e a Bergamo non c\'era un\'accademia d\'arte drammatica, allora sono andato a Roma. La provincia mi è sempre stata stretta, sono stato anche in America, dove ho fatto mille mestieri, baby sitter, cameriere, distributore di giornali”.

Suo padre come reagì?

“Malissimo. Non poteva capire. Ma quando nel 1992 mi sono diplomato alla ‘Silvio D\'Amico’ si è reso conto che la mia era una vera passione e non la voglia di far niente. Oggi è orgoglioso della mia scelta”.

Però il suo primo lavoro, a 14 anni, è stato accanto a suo padre, che faceva il piastrellista. Cosa le ha insegnato?

“È stato l\'esempio di un grande lavoratore che considerava la sua nobile bottega di artigiano un regno. Quando dopo dodici ore di prove a teatro mi sento stanco, penso a lui, che faceva uno dei mestieri più faticosi senza mai lamentarsi. Devo ringraziarlo per avermi trasmesso il senso del dovere, la capacità di mandare giù amaro e il non mollare mai un lavoro a metà. Anche se questo comporta l\'essere alle sei del mattino su un set. In fondo, sono fortunato perché faccio un mestiere che mi appassiona”.

Il suo lavoro la porta a girovagare per il mondo. Visti da fuori come sono i bergamaschi?

“Sono degli instancabili lavoratori, onesti e di gran responsabilità. Ma anche testardi come muli, se si ammorbidissero un po\', otterrebbero molti più riconoscimenti. Invece, troppo spesso si incaponiscono nel seguire un sentiero, senza ascoltare consigli”.

Cosa pensa dei giovani d’oggi?

“Molti sono già vecchi a vent\'anni, senza speranze, disincantati. Hanno perso la capacità di sognare, che è l\'immaginifico della vita. Senza desideri e ambizioni sei finito. Sono una forza propulsiva, quella che avevano i miei genitori quarant\'anni fa e, a loro volta molto prima, i miei nonni”.

Qual è il vero problema oggi?

“La mancanza di guide. La mia generazione guardava a Gian Maria Volonté, Anna Magnani, Marcello Mastroianni. Oggi i ragazzi sono spaesati, confusi, bombardati dai reality show. Pensano che nella vita conti solo diventare famosi. E, a vent\'anni, è facile imboccare la strada sbagliata”.

Tra Angela Merkel e Carla Bruni, l\'ex première dame essercita maggior fascino tra i giovani.

“È vero ed è un grave problema. Bisogna dimostrare di valere nel campo che si è scelto. Non importa se si arriva a essere sotto i riflettori oppure no”.

Se qualcuno le proponesse delle produzioni scarse ma di grande guadagno, accetterebbe?

“Mai, non sono un arrivista. Ma girerei subito una pellicola che mi piace, anche se sapessi di non finire mai sulle copertine delle riviste. Il pregio del film La meglio gioventù è stato il valore di sei mesi di lavoro sul set, non solo l\'aver conquistato il Nastro d\'argento”.

Nella vita è più importante lo studio o il talento?

“Senza talento non esisterebbe nessuna forma d\'arte. Ma le attitudini personali sono materiale grezzo che va affinato. Se non c\'è preparazione, è inutile crogiolarsi nel sacro fuoco. Ho visto troppe persone che tra genio e sregolatezza hanno sprecato le proprie capacità perché non si sono impegnate e non hanno ottenuto risultati”.

Proprio i giovani adulti sotto i quarant\'anni sono i più colpiti dalla disoccupazione. Un dramma che ha vissuto?

“Certo, anch\'io ho avuto momenti difficili. Nel 1995 sono stato senza lavoro per undici mesi e sono andato in depressione. Poi la fortuna è di nuovo girata dalla mia parte”.

È giusto varcare i confini se qui non ci sono prospettive?

“Se un ragazzo che vive ad Avellino, e fa lo scienziato o l\'archeologo, ottiene una chance in Massachusetts o in Svizzera, deve cogliere l\'occasione, piuttosto che restare in Italia a marcire facendo il cameriere o pulendo le scale. Occorre un cambio epocale. Il futuro è dei ventenni, non dei sessantenni”.

Ermanno Olmi ha dichiarato: la crisi ci spinge al consumo necessario. La proposta è di praticare la povertà come virtù. È d\'accordo?

“Sì, nella misura in cui la crisi non è solo finanziaria, ma morale. Oggi la profondità si ricerca in superficie. L\'essenziale riconduce a vedere l\'uomo attraverso la sua dignità e i suoi valori. Come quando si verifica una forte siccità, le radici affondano sempre più giù e i frutti sono più saporiti. Ma questo vale per chi non ha problemi economici, come il signor Olmi ed io”.

Quale dovrebbe essere la priorità della politica?

“Lo Stato deve occuparsi prima di tutto di chi guadagna 900 euro al mese, ha un mutuo, moglie e tre figli da mantenere. Le persone, come dimostrano i casi di suicidio, troppo spesso sono abbandonate ai loro problemi”.

Si è mai pentito di qualcosa?

“Di aver firmato il contratto per interpretare la parte di Walter Chiari, ma solo all\'inizio. Una volta carpita l\'essenza, sono riuscito a entrare in qualunque personaggio da Caravaggio, folle e maledetto, a Ulisse, anche se non è stato facile rendere la dimensione epica mentre mi sentivo ridicolo con il gonnellino. Ma il mattatore era un\'anguilla, sempre diverso a se stesso, sia che fosse il Walter del 1950, quello del 1943 o quello con il problema della cocaina”.

La soddisfazione più grande?

“Quando ho girato La meglio gioventù come mini serie in quattro puntate per la Rai non sapevo neppure se sarebbe stata messa in onda. Ma riuscì ad arrivare a Cannes, nella sezione Un certain regard. Oltre sei ore di film più una di pausa. Alla fine, ricordo i venti minuti di applausi e il pubblico in lacrime che mi abbracciava. Mi sono sentito orgoglioso di essere italiano. Il giorno dopo ci hanno avvisato di aver vinto il Festival. E la gioia è esplosa”.

Sappiamo che non è sposato e che non ama parlare della sua vita privata.

“È vero, ma vorrei un figlio. Siamo troppo concentrati su di noi. Un bambino ti scioglie il cuore. Ed è il prossimo sogno che voglio realizzare.”



La scheda

Alessio Boni è nato a Sarnico il 4 luglio 1966. Il debutto come attore avviene nel 1988 nei fotoromanzi. Dieci anni dopo è protagonista della serie tv La donna del treno, diretta da Carlo Lizzani, mentre la notorietà arriva con la soap Incantesimo. La svolta nella carriera arriva con La meglio gioventù, film diretto da Marco Tullio Giordana, vincitore della sezione Un certain regard al Festival di Cannes nel 2003, e grazie a cui, nel 2004, ottiene il Nastro d\'argento. Nel 2005 gira La bestia nel cuore, regia di Cristina Comencini, candidato all\'Oscar come miglior film straniero. Vince il Globo d\'oro come miglior attore rivelazione per Quando sei nato non puoi più nasconderti sempre di Giordana e per Arrivederci amore, ciao di Michele Soavi. Tra le fiction interpretate, Guerra e pace, Caravaggio, Puccini, Walter Chiari-Fino all\'ultima risata. Le ultime sono Odissea dedicata alla figura di Ulisse e L\'ingegnere sugli anni di piombo che saranno trasmesse dalla Rai nella prossima stagione.


Fonte: Redazione gio 23 mag

http://dodicibergamo.it/notizia.php?id= ... lavoro%94_
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Beitragvon mingi17 » 10. Feb 2015 17:48

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Beitragvon gaby » 3. Mär 2015 17:22

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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 3. Mär 2015 18:10

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Das ist das Interview vom Link oben
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 13. Mär 2015 14:56

http://www.culturaeculture.it/spettacol ... ita-64291/

leider kann ich dieses Interview von Maria Luisa Tangorra nicht problemlos kopieren, aber hier die Stelle, die sich mit dem neuen Stück "Die Duellanten" beschäfitigt:

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Sie werden mit dem Stück, das schon 1977 verfilmt worden ist, am 9. Juli in Spoleto Premiere haben. Es handelt sich um eine Co-Regie: M. Prayer, Alessio und L. Aldorasi. Er und Marcello stehen auf der Bühne, begleitet von einem Violoncellisten, sie wollen eine junge Theatertruppe aufbauen, Produzent ist Goldenart, das Teatro Pergola in Florenz unterstützt das Projekt, indem Räume für die Proben etc. zur Verfügung gestellt werden.
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Re: Interviews mit Alessio/Interviste

Beitragvon mingi17 » 16. Mär 2015 08:08

http://blogger.centoparole.it/2015/03/a ... oi-stessi/

Ein schönes langes Interview mit schönen Bildern, leider nicht kopierbar.
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