Don Chisciotte

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Don Chisciotte

Beitragvon mingi17 » 17. Aug 2018 17:56

“DON CHISCIOTTE”. Stagione teatrale 2018/19
Alessio Boni·Freitag, 17. August 2018
Calendario provvisorio
GENNAIO 2019

21/01 #Tortona Teatro Civico
23/01 #Verbania Il Maggiore
Per i biglietti on-line dal 26/08 ➡ http://www.ilmaggioreverbania.it/it/biglietti/
25-26/01 #Correggio Teatro Asioli
Info e biglietti (da settembre 2018):
tel. 0522 637813 – biglietteria@teatroasioli.itinfo@teatroasioli.it

FEBBRAIO

06-10/02 #Mestre Teatro Toniolo
Info biglietti: 041 971666. La biglietteria del teatro è aperta, in stagione, dalle 11.00 alle 12.30 e dalle 17.00 alle 19.30. Lunedì è il giorno di chiusura.
12-17/02 #Verona Teatro Nuovo
+39 045 8006100 segreteria@teatronuovoverona.it
21/02 #Brindisi Teatro Verdi
Tel. 0831 562 554 Fax 0831 229 671
Info : organizzazione@nuovoteatroverdi.com
28/02 al 03/03 #Bergamo Teatro Creberg
Info e biglietti info@crebergteatrobergamo.it biglietteria@crebergteatrobergamo.it
Tel. 333.8177146
Biglietti in vendita dal 16/10/18

MARZO

19 - 24/03 #Firenze Teatro della Pergola
Centralino +39 055.22641 Biglietteria +39 055.0763333 – biglietteria@teatrodellapergola.com
( Chiusura estiva biglietteria: dal 22/07 al 02/09 compresi).
26 - 27/03 #Pontedera Teatro Era
Info teatroera@teatrodellatoscana.it tel. +39 0587 55720/57034 - fax +39 0587 213631 biglietteria 0587 213988

APRILE

03-07/04 #Cagliari Teatro Massimo
Info 070 279 - 6620 800 609 162
info@sardegnateatro.it
12-14/04 #Ravenna Teatro Alighieri
Info : 0544 249244



NUOVO TEATRO
diretta da MARCO BALSAMO
in coproduzione con FONDAZIONE TEATRO DELLA TOSCANA
presentano
ALESSIO BONI SERRA YILMAZ
E con MARCELLO PRAYER
in
DON CHISCIOTTE
adattamento di FRANCESCO NICCOLINI
liberamente ispirato al romanzo di Miguel de Cervantes Saavedra
drammaturgia di Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer e Francesco Niccolini
regia Alessio Boni, Roberto Aldorasi e Marcello Prayer
produzione Nuovo Teatro, Fondazione Teatro della Toscana
Chisciotti e cavalieri erranti, sparpagliati per il mondo o chiusi dentro le mura, sono sempre gli stessi, quelli di un tempo, quelli di oggi e quelli di domani, savi e pazzi, eroi e insensati. Non sono venuti al mondo per vivere meglio o peggio. Quando l'universo nella solitudine si abbandona alle proprie miserie, loro pronunciano parole di giustizia, d'amore, di bellezza e di scienza. Chi si rende volontariamente schiavo non maledice l'esistenza.
Fernando Arrabal, Uno schiavo chiamato Cervantes
Chi è pazzo? Chi è normale?
Forse chi vive nella sua lucida follia riesce ancora a compiere atti eroici. Di più: forse ci vuole una qualche forma di follia, ancor più che il coraggio, per compiere atti eroici.
La lucida follia è quella che ti permette di sospendere, per un eterno istante, il senso del limite: quel “so che dobbiamo morire” che spoglia di senso il quotidiano umano, ma che solo ci rende umani.
L'animale non sa che dovrà morire: in ogni istante è o vita o morte. L'uomo lo sa ed è, in ogni istante, vita e morte insieme. Emblematico in questo è Amleto, coevo di Don Chisciotte, che si chiede: chi vorrebbe faticare, soffrire, lavorare indegnamente, assistere all’insolenza dei potenti, alle premiazioni degli indegni sui meritevoli, se tanto la fine è morire?
Don Chisciotte va oltre: trascende questa consapevolezza e combatte per un ideale etico, eroico. Un ideale che arricchisce di valore ogni gesto quotidiano. E che, involontariamente, l'ha reso immortale.
È forse folle tutto ciò? È meglio vivere a testa bassa, inseriti in un contesto che ci precede e ci forma, in una rete di regole pre-determinate che, a loro volta, ci determinano? Gli uomini che, nel corso dei secoli, hanno osato svincolarsi da questa rete - avvalendosi del sogno, della fantasia, dell'immaginazione - sono stati spesso considerati “pazzi”. Salvo poi venir riabilitati dalla Storia stessa. Dopotutto, sono proprio coloro che sono folli abbastanza da credere nella loro visione del mondo, da andare controcorrente, da ribaltare il tavolo, che meritano di essere ricordati in eterno: tra gli altri, Galileo, Leonardo, Mozart, Che Guevara, Mandela, Madre Teresa, Steve Jobs e, perché no, Don Chisciotte.
Alessio Boni


E io dico che Don Chisciotte e Sancho vennero al mondo affinché Cervantes potesse narrare la loro storia e io spiegarla e commentarla, o meglio, affinché Cervantes la raccontasse e la spiegasse e io la commentassi.
Può raccontare, spiegare e commentare la tua vita, mio caro Don Chisciotte, soltanto chi è stato contagiato dalla tua stessa follia di non morire.
Allora, intercedi in mio favore, o mio signore e padrone, affinché la tua Dulcinea del Toboso, ormai disincantata dalle frustate di Sancho, mi conduca mano nella mano all’immortalità del nome e della fama. E se la vita è sogno, lasciami sognare per sempre!
Miguel de Unamuno, Vita di Don Chisciotte e Sancho
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Re: Don Chisciotte

Beitragvon mingi17 » 23. Jan 2019 08:55

La Freccia intervista Alessio Boni

Il 22 gennaio l'attore e regista porta in scena in prima nazionale al Civico di Tortona il suo spettacolo ispirato all’eroe di Cervantes

22 gennaio 2019

Mi affascina la gente, il rapporto con le persone che ti guardano negli occhi, sapere cosa li incanta, cosa li attrae. Rifuggo il protagonismo e l’ostentazione, ciò che mi rende felice è vedere la gioia negli altri. La pazzia di Don Chisciotte è la vera lucidità fuori dagli schemi che va dritta ai valori, i suoi, puri e veri. La vera leggerezza è l’ironia, il motore della recitazione, dell’arte, guarda Van Gogh…». Alessio Boni ama il suo Don Chisciotte, di cui è regista, e ne parla con passione, seduto nel foyer del Teatro Ambra Jovinelli a Roma, dove si tengono le prove della commedia che debutta a Tortona il 22 gennaio. Con lui in scena Serra Yilmaz nel ruolo di Sancho Panza.

«Può piacere o meno ma è il mio Don Chisciotte, come accade per tutti i personaggi storici con i quali puoi consegnare al pubblico la tua interpretazione», prosegue. «È stato più difficile e delicato interpretare Walter Chiari nella fiction tv, perché tutti ma proprio tutti, da Caltanissetta a Voghera, lo avevano in qualche modo conosciuto e io dovevo restituirlo agli spettatori».

È più il sogno o la determinazione ad averti portato dove sei oggi?

L’insieme delle due cose. C’è una parola che mi piace molto, che sta bene accanto a un anziano, a una bambina, a uno di destra o di sinistra, ed è coraggio. Una parola semplicissima, che è la virtù massima per un essere umano. E restare fedeli ai propri sogni, soprattutto quelli di gioventù, è coraggio estremo. Di solito i sogni vengono spenti dalla vita reale, per pagare la casa e le bollette. In pochissimi difendono i propri desideri e fanno della propria passione un mestiere. A uno che a 12 anni suona la chitarra e diventa Paco de Lucia o a uno come Van Gogh dico “chapeau”.

Cos’è la follia?
Lo chiedo io: è Don Chisciotte o è Charlie Chaplin dentro un ingranaggio sempre uguale per poter sbarcare il lunario, senza soffermarsi a guardare un tramonto o un pulcino che nasce? Io voglio incentrare il mio spettacolo, poiché lo smarrimento dei valori c’era anche nel 1600, sulla sana eroica convinzione della sete di giustizia, della difesa dei bisognosi come fa Don Chisciotte, un pazzo che ci dà una meravigliosa lezione di saggezza. Appare perdente ma è un vincente, le busca, cade, non riesce a incantare neppure la sua Dulcinea, ma alla fine vince. È conosciuto da tutti, è il terzo libro più letto al mondo dopo La Bibbia e Il Corano.

C’è leggerezza nell’approccio di Don Chisciotte?
Ironia è la parola d’ordine di questo testo. Ho incontrato tante persone intelligenti nella mia vita, ma prive di ironia. Però mai ho incontrato una persona ironica priva di intelligenza. Se pensi che essendo una brava persona la vita non ti dia addosso, è come credere che un toro non ti carichi perché sei vegetariano. Questo è Don Chisciotte, questo è Cervantes, l’Omero del Rinascimento, con la contrapposizione di Sancho Panza, un popolano rispetto al nobile, due mondi opposti. Poesia e saggezza che vanno oltre, grazie a un diverso sguardo sul mondo. Tutti vorremmo essere Don Chisciotte, ma nessuno lo è.

Il tuo percorso per arrivare al teatro è stato molto variegato…
Arlecchinesco, essendo bergamasco. Prima “magutt” (manovale in bergamasco, ndr), piastrellista e poliziotto, poi ho scoperto il teatro e non l’ho più mollato.

E lo hai affrontato con serietà.
Sono fatto così, e mi sento ancora molto ignorante. Ma ho la fortuna di lavorare in teatro. Non esiste un altro posto dove puoi permetterti il lusso di perderti in otto, nove ore di prove, come in un’illusione. Dove provare una scena come desideri, a testa in giù, con la voce di Tina Pica.

Una forma di libertà.
Assoluta, il teatro è libertà. Però devi essere concentrato e darti completamente. Se si facesse così in tutte le professioni, cambierebbe il mondo. Il teatro è un confronto e nel confronto si forgia il carattere. Andare a teatro è come prendere energia e ricevere in dono la dimensione del tempo. Alla sigaretta isterica preferisco un sigaro e un cognac davanti al camino.

L'intervista integrale di Andrea Radic è disponibile su issuu.com

http://www.fsnews.it/fsn/Magazine/La-Fr ... Chisciotte
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Re: Don Chisciotte

Beitragvon gaby » 23. Jan 2019 09:57

Alessio Boni debutta a Tortona con Don Chisciotte: “Mi piace il suo coraggio, lo rivedo in Ilaria Cucchi”
Prima nazionale per l’attore e regista, in prova con la compagnia nel teatro della città piemontese dal 6 gennaio. In scena sono in sette e Sancho Panza sarà una donna, l’attrice turca Serra Yilmaz
Di personaggi complessi, nella sua carriera, gliene sono capitati tanti: dal principe Andrej Bolkonskij di «Guerra e pace» a Matteo Carati della «Meglio gioventù», da Caravaggio a Ulisse. In questi giorni in una fiction tv è un direttore d’orchestra dal carattere impossibile. Ora ci prova con Don Chisciotte. Stasera, martedì 22 gennaio, alle 21, Alessio Boni porta in scena in prima nazionale al Civico di Tortona per la stagione realizzata insieme a Piemonte dal Vivo il suo spettacolo ispirato all’eroe di Cervantes.

Perché questa scelta?
«Avevo tre idee in testa. Le altre opzioni erano “ll giocatore” di Dostoevskij e “Moby Dick” di Melville. Con il mio gruppo di lavoro, “Il Quadrivio”, che comprende Roberto Aldorasi, Marcello Prayer e il drammaturgo Francesco Niccolini, prendiamo romanzi meravigliosi e li buttiamo sulle tavole di un palcoscenico. Qui, dalla produzione, l’indicazione è stata immediata».

Contento?

«C’è bisogno di dirlo? “Don Chisciotte” è il romanzo dei romanzi, tanta roba. Grande sfida scivolare nell’onirico con questa specie di Cristo gotico che vuole traghettarti nella sua visione e far vedere quanto gli umili, i bistrattati, gli immigrati, quelli che non contano, siano importanti. In un momento come l’attuale, poi...».

Mille e 400 pagine da trasformare in uno spettacolo.

«Una cosa pazzesca cercarne l’essenza. Fra il primo e il secondo volume del romanzo c’è un intervallo di dieci anni: anche lo spettacolo è diviso in due, per dare la sensazione del tempo che passa».
Quali aggettivi per questo Don Chisciotte?

«Idealista, innamorato, rabbioso. Perfino feroce contro l’ingiustizia. Ma anche buono. E a volte tagliente Un caleidoscopio di sfaccettature dell’essere umano. Non è facile da afferrare, ti scivola dalle mani come un’anguilla. L’amore sconfinato che nutre per Dulcinea è vero, ma se non stai attento scivoli nel patetico. Il vero è la cosa più difficile da rendere».

Cos’è che rende Don Chisciotte così vero?

«Non è condizionato dal denaro, che nel mondo occidentale di oggi fa saltare tutte le regole e le amicizie. Non è un estremista, ma un uomo che ha sete di giustizia. E coraggio. Pensate che non ce ne vada per sostenere i sogni della giovinezza quando si hanno 50 anni nel 1600? Sarebbe come averne 80 oggi».

Chi è Don Chisciotte oggi?

«Chi difende l’ideale fino alla morte. Ilaria Cucchi, che alla lunga ha fatto uscir fuori la verità. Lo è stato uno come Peppino Impastato».

Quanti siete in scena?

«Sette attori, più un “ippoattore”: un ragazzo giovane, Nicolò Diana, sarà Ronzinante. Da un anno sostengo che dobbiamo partire dal cavallo e dall’asino, icone quanto i personaggi. Serra Yilmaz interpreterà Sancho Panza, gli altri saranno Marcello Prayer, che divide la regia con me e Aldorasi; Francesco Meoni avrà 9 ruoli, Pietro Faiella 3 o 4. E ancora Liliana Massari ed Elena Nico. Porteremo sul palco sogno, realtà, metafisica, fantasia, incantesimo. Scenografia nuda, con una serie di sipari a creare diversi stati. E per tutti noi un appuntamento alla fine: la morte di Don Chisciotte. Questa la nostra cifra, che esula un po’ da Cervantes».
Bild


https://www.lastampa.it/2019/01/22/ales ... agina.html


Interview zum Tourneestart in La Stampa
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Re: Don Chisciotte

Beitragvon gaby » 23. Jan 2019 14:30

Alessio Boni al teatro Maggiore di Verbania è il volto di Don Chisciotte
Stasera (mercoledì 23) l'attore porta in scena il celebre personaggio di Cervantes
Il Piemonte ha tenuto a battesimo il «Don Chisciotte» di Alessio Boni: dopo il debutto ieri a Tortona il personaggio di Cervantes arriva stasera alle 21 al teatro Maggiore di Verbania, quarta proposta del calendario di prosa curato dalla direttrice artistica Renata Rapetti. Ci sono ancora alcuni di posti disponibili, nel secondo settore al costo di 24,50 euro. Si possono acquistare in prevendita sul sito www.ilmaggioreverbania.it.A vestire i panni del protagonista Don Chisciotte è Boni, che cura anche la regia e la drammaturgia. Volto della fiction - in queste settimane sta facendo il boom di ascolti su Rai 1 con «La compagnia del Cigno» e negli scorsi mesi ha interpretato «Di padre in figlia» e «La strada di casa» - Boni si confronta stavolta a teatro con un mito della letteratura mondiale, il cavaliere errante che lotta per un’ideale a prescindere dal risultato.

A differenza di Amleto, che si domanda il senso di faticare o soffrire, il Don Chisciotte va oltre, come spiega l’attore: «Chi è stato folle abbastanza da credere nella propria visione del mondo tanto da andare controcorrente merita di essere ricordato in eterno: Galileo, Leonardo, Mozart, Mandela».

Don Chisciotte, sognatore dall’animo nobile, rimasto intatto oggi come nel Seicento, rivive al Maggiore con Boni (cresciuto alla scuola di Strehler), l’attrice turca Serra Yilmaz (musa ispiratrice di Ferzan Ozpetek, da «Le fate ignoranti» a «Saturno contro») e Marcello Prayer.
https://www.lastampa.it/2019/01/23/verb ... agina.html
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Re: Don Chisciotte

Beitragvon mingi17 » 23. Jan 2019 15:22

Bild

Foto von der Premiere
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Re: Don Chisciotte

Beitragvon mingi17 » 23. Jan 2019 15:30

La poetica dell’ideale. Recensione di “Don Chisciotte” a Tortona
Tutto esaurito e applausi da record al Teatro Civico di Tortona per la prima nazionale dell'allestimento del capolavoro di Cervantes con protagonisti Alessio Boni e Serra Yilmaz
Nicoletta Cavanna Mercoledì, 23 Gennaio 2019 - 13:11

TORTONA – “Fra tutte le virtù la più importante è il coraggio, soprattutto quello di essere fedele ai sogni di giovinezza”

E’ questa tensione ideale, in bilico tra assurdo e sublime, che si respira nell’adattamento del “Don Chisciotte” di Francesco Niccolini per la regia di Alessio Boni, Roberto Aldorasi, Marcello Prayer. La troupe, in cui spiccano Alessio Boni, Serra Yilmaz, Marcello Prayer con Francesco Meoni, Pietro Faiella, Liliana Massari, Elena Nico, ha provato e messo a punto lo spettacolo proprio a Tortona, grazie all’accoglienza e al lavoro dello staff del Teatro Civico, e ha debuttato martedì 22 gennaio in prima nazionale in un teatro colmo, sold out già da giorni.

Le tappe del colossale romanzo di Cervantes sono percorse con fedeltà, grazie ad un grande lavoro di cernita ed esegesi, alla luce di una poetica di fondo (quella dell’ideale) e di una struttura circolare che riporta al tempo e al luogo dell’incipit. Il tableau vivant iniziale immortala Alonso Quijano moribondo ed è interrotto dall’irruzione del suo alter ego Don Chisciotte, che supplica la morte (nella sua forma più riconoscibile di nera figura con la falce) di concedergli la giusta fine valorosa degna di un cavaliere. Il letto/catafalco si apre in due per scomparire, l’attimo fatale è trasceso e qui iniziano le avventure dell’hidalgo, ricostruite ed interpretate con uno stile onirico, su scene che suggeriscono spazi vasti e un senso costante di pura meraviglia.

La trama è tessuta dai dialoghi tra Don Chisciotte/Boni e Sancho Panza/Serra Yilmaz, perfetti e complementari. Il primo delirante e surreale nelle sue convinzioni di assoluta purezza, tragico sino alla comicità nelle sue avventure inutili intrinseche al sogno, la seconda il suo esatto contrappunto. Serra Yilmaz dà al suo Sancho una semplicità concreta priva di ogni caricaturismo, colma di naturale comicità e venata di un sentore malinconico felliniano. Boni domina la scena, è grandioso e scalcagnato, cavalca Ronzinante (e la macchina scenica dello spelacchiato cavallo è straordinaria) e incarna la nobiltà della follia. Il suo corpo, fiero e dolente a causa delle tante sventure in cui incorre, è indomito come il suo sguardo e il suo spirito: è lui il Don Chisciotte, alla rincorsa della virtù e disinteressato ai beni mondani, cantato da Guccini (“c’è bisogno soprattutto d’uno slancio generoso, fosse anche un sogno matto...”). L’irragionevolezza delle sue imprese si riflette nello sguardo di Sancho/Yilmaz, in una fusione di incomprensione e umano sentire.

Il cerchio temporale si chiude nello stesso attimo di morte iniziale. Qui il protagonista, circondato da coloro che invano hanno tentato di ricondurlo alla ragione, ritrova il senno, mentre, accanto a lui, il concreto Sancho rinnova la sua devozione e l’anelito al sogno ormai condiviso.

Tanti gli aspetti da sottolineare. Sempre l’ironia si intreccia alla vena surreale, mentre le parole di Cervantes, sin dalla descrizione dell’hidalgo, prendono una dimensione corale nella precisa interpretazione di Marcello Prayer, Pietro Faiella, Elena Nico, Liliana Massari. “Don Chisciotte” ha il pregio maggiore che può vantare una pièce che si propone la resa di un’opera mastodontica: la coerenza poetica che si fa struttura e ritmo. A ciò si unisce la profondità interpretativa e l’ironia che si permette particolari comici (per esempio alcune parentesi vernacole godibilissime) particolarmente gustosi.

In una parola: imperdibile.

https://radiogold.it/cronaca/170227-poe ... XbvVNkcLHo
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Re: Don Chisciotte

Beitragvon mingi17 » 25. Jan 2019 08:23

Bagno di folla per Alessio Boni al teatro Civico di Tortona per la “Prima” di Don Chisciotte

24 Gen, 2019 | Tortona |
Bagno di folla per Alessio Boni al teatro Civico di Tortona per la “Prima” di Don Chisciotte

Instancabile: dopo oltre due ore di spettacolo e la tensione per quella che era una “Prima nazionale” del nuovo “Don Chisciotte” l’opera teatrale portata in scena per la prima volta in questa versione, Alessio Boni ha acconsentito di farsi fotografare con decine e decine di fans, sentire i complimenti e i commenti, sorridere di fronte alla marea di persone che hanno invaso il teatro civico.

Tutto è avvenuto nel consueto “dopo teatro“ dove gli attori a Tortona, al termine di ogni spettacolo, partecipano ad un piccolo rinfresco, salutano e ringraziano il pubblico nel “Ridotto“ della Teatro Civico.

È accaduto martedì sera per quella che è stata una serata teatrale di alto livello per tutta la città di Tortona. Una prima nazionale portata in scena dopo due settimane di prove, allestimento di scenografie, costumi ed altro. Tutto nella città di Tortona, dove una ventina di persone fra attori e creatori di questa nuova commedia, hanno stazionato per due settimane, mettendo in scena quella che si preannuncia una grande opera teatrale.

Non era facile realizzare un “Don Chisciotte“ in modo tradizionale, nello spazio ristretto di un palco, con il cavaliere errante che invece è abituato a percorrere ampi luoghi, combattere contro i mulini a vento, cavalcare per giorni tra boschi e radure, ma alla compagnia di Alessio Boni ci è riuscita.

E lo ha fatto davvero bene: ottimi i costumi molto fedeli al personaggio, perfetti gli interpreti e soprattutto a molto apprezzato il cavallo sembrava di vedere in scena un vero e proprio animale e invece era soltanto la ricostruzione “animata” da un attore che si trovava all’interno.

Impeccabile Alessio Boni nella figura di Don Chisciotte: serio, deciso, lucido nella sua follia, per quella che è stata un’interpretazione senza pecche. Straordinari anche tutti gli altri attori nei vari personaggi: in oltre due ore di commedia è stata ripercorsa l’epopea di questo cavaliere errante, in quello che è uno dei romanzi sicuramente più appassionanti e singolari della storia della letteratura.

https://www.oggicronaca.it/2019/01/bagn ... hisciotte/
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Re: Don Chisciotte

Beitragvon mingi17 » 26. Jan 2019 09:28

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Re: Don Chisciotte

Beitragvon mingi17 » 26. Jan 2019 09:31

L’Intervista di Teatro: Alessio Boni in scena con “Don Chisciotte” al Teatro Asioli di Correggio (RE)
Da Francesca Ferrari / 22 ore fa / Cultura / Nessun commento
L’Intervista di Teatro: Alessio Boni in scena con “Don Chisciotte” al Teatro Asioli di Correggio (RE)
“Viva Don Chisciotte e la sua lucida follia”



Di eroi come Don Chisciotte, intrepidi nella lotta per i propri ideali, tenaci nel perseguire la verità e la giustizia, folli e visionari, ma puri di cuore, oggigiorno ne sentiamo più che mai il bisogno. E il Teatro, da sempre sincero recettore di istanze sociali e sentimenti collettivi, ha evocato anche sul palcoscenico la forza e la bellezza di questo personaggio epico, il cui carattere universale e iconografico ha saputo mantenersi intatto da Cervantes a oggi. L’artefice meritorio (unitamente a un team di collaboratori affiatati) di questa impresa ambiziosa ma intuitiva, oltremodo propulsiva nell’incentivare buone consuetudini quali le trasposizioni teatrali di capolavori letterari, è Alessio Boni, attore tra i più amati e seguiti del panorama nazionale, uno dei pochi che ha saputo raggiungere con intelligenza, lungimiranza e accortezza nelle scelte, un’ampia platea trasversale, dal pubblico televisivo (proprio in queste settimane su Rai Uno va in onda, con grande successo, la fiction “La Compagnia del Cigno”, dove interpreta un burbero e umbratile maestro di musica), a quello cinematografico (tra i film più recenti il pluripremiato “La ragazza nella nebbia”), e non da ultimo quello teatrale. Della moderna restituzione scenica del Don Chisciotte di Cervantes, che ha debuttato martedì 22 gennaio a Tortona e dopo la tappa a Verbania approderà venerdì 25 e sabato 26 gennaio alle 21 al Teatro Asioli di Correggio, Boni è interprete ( con lui sul palco Serra Yilmaz, Marcello Prayer, Francesco Meoni, Pietro Faiella, Liliana Massari ed Elena Nico) e regista, oltre che curatore della drammaturgia, assieme al suo gruppo di lavoro “Il Quadrivio”, vale a dire Roberto Aldorasi, Marcello Prayer e Francesco Niccolini.

Le sue prime impressioni post debutto… “E’ vero che chiunque dopo un debutto difenderebbe a spada tratta il proprio lavoro, quasi come se fosse un figlio, però posso davvero dire in tutta sincerità che abbiamo riscontrato nel pubblico un grande entusiasmo. Solo nelle prime due repliche, a Tortona e a Verbania, abbiamo capito, ed è ciò che ci ha reso più felici e soddisfatti, che quegli aspetti fantastici, quel mondo onirico, quella poesia respirata nelle parole di Cervantes si era riverberata anche a teatro. Era quello che auspicavamo, quello che esigeva l’opera monumentale di Cervantes e il nostro rispetto per essa. Ebbene, il pubblico ha colto l’essenza di questo impegno: la gente ha riso e si è commossa, ha percepito la poesia insita nella dimensione tragicomica di Don Chisciotte, che è poi la chiave per risvegliare davvero una riflessione più profonda. La magia e la forza di Cervantes sta in questo. Non è un caso che sia il terzo libro più letto al mondo, dopo la Bibbia e il Corano. In questo romanzo ritroviamo il caleidoscopio dell’umanità, non è un’opera settaria, elitaria, ma si apre al mondo e racconta di tutto il genere umano, del contadino come del nobile”

Cosa l’ha portata e quindi convinta a trasporre sulla scena un capolavoro assoluto della letteratura? “Un anno e mezzo fa mi sono incontrato con il mio produttore, Marco Balsamo, della compagnia “Nuovo Teatro”. L’intenzione era di mettere in scena un grande romanzo, una pietra miliare della letteratura mondiale. Insieme ai miei compagni di lavoro, proposi a Balsamo una rosa di tre titoli: “Moby Dick” di Melville, “Il giocatore” di Dostoevskij e ovviamente il Don Chisciotte. La scelta fu immediata. Devo dire che fummo tutti d’accordo”

Non deve essere stato facile ridurre ai tempi e al ritmo di una scrittura drammaturgica un romanzo così lungo e complesso. Come è stato l’approccio all’opera originale? “ In un certo senso, anche il nostro lavoro di adattamento, in particolare da parte di Francesco Niccolini, è stata un’ardua impresa, “donchisciottesca”, epica se vogliamo. Avevamo di fronte un libro di oltre mille pagine e avevamo la necessità di condensare la vicenda, senza snaturarla, in due ore al massimo. Abbiamo dunque operato una selezione di quelle che, a nostro avviso, potevano essere interpretate come le 15 avventure più rappresentative, quelle che meglio potevano concentrare il senso dell’opera”

Sul piano della rappresentazione in scena invece come si struttura il lavoro? “Non voglio ancora rivelare troppo di quelle che sono le soluzioni registiche o scenografiche, ma posso dire che abbiamo attinto a diverse forme di teatro: dal teatro nero, a quello più immaginifico, dal teatro di figura, ai concertati. Sono presenti vari codici teatrali perché tante sono le linee di lettura offerte dal libro, ed è, inoltre, il solo modo per riuscire ad entrare davvero in un mondo quasi metafisico, appartenente al sogno più che alla realtà terrena. E poi c’è la musica originale, così come straordinari effetti di luce. Tutto il lavoro è costruito per rispondere a una triade di intenti da donare al pubblico: creare un’opera teatrale che sia spettacolare, ironica e poetica. E’ a questi tre principi che ci siamo ispirati e a cui abbiamo cercato di tenere fede”

C’è qualcosa che l’accomuna al personaggio di Don Chisciotte? “C’è qualcosa di lui che mi piace trovare attorno a me e in me. In questo senso: mi colpiscono e stimo profondamente tutti i Don Chisciotte dei nostri tempi, quelli incompresi, osteggiati, perseguitati malgrado siano portatori di idee giuste e condivisibili. Apprezzo le persone che attraverso la propria tenacia, l’ingegno, le capacità, riescono a raggiungere i propri obiettivi, ma apprezzo di più chi deve lottare contro il mondo esterno per dimostrare il proprio valore. Alcuni esempi? Alda Merini, Piero Ciampi, Ilaria Cucchi, il sindaco di Riace Domenico Lucano: coloro che sanno combattere contri i mulini a vento di una società talvolta ostile, loro che con caparbietà e coraggio sanno andare avanti. Il loro onore va al di là delle leggi, delle regole predefinite, delle mezze verità. Sono anime che sanno scalfire la corteccia, che aprono spiragli laddove c’è, invece, chi cerca d’insabbiare e mistificare”

Temi portanti quali la lotta per gli ideali, il contrasto fra ragione e immaginazione, la sete di giustizia e uno humor persuasivo e avvincente. E’ qui che risiede la modernità del romanzo picaresco per eccellenza o c’è molto altro da riscoprire, particolari elementi compositivi che intendete riprendere e rivitalizzare a teatro? “Cervantes è questo e tanto altro ancora. E’ un autore che ha scritto un’opera così importante in un periodo storico terribile, ma che ha saputo trarre linfa vitale nella sua arte, in una dimensione onirica, quasi metafisica, ed è ciò che lo rende più vicino a noi, alla nostra contemporaneità. Forse più di altri autori considerati “classici” è il romanziere moderno tout court. In quest’opera in particolare lui parla di tutti noi, parla e racconta del genere umano, della società, della vita, dell’amore, delle relazioni. Credo che anche per questo possa funzionare sulla scena e per un pubblico di oggi”

Perché la scelta di far interpretare Sancho Panza a una donna, la brava Serra Yilmaz, attrice simbolo del regista Ferzan Ozpetek? “Serra la conoscevo già e mi sembrava un Sancho Panza perfetto, perché volevo che lei rappresentasse con me quell’icona dei due eroi/antieroi così riconoscibile e famosa in tutto il mondo. Era importante riproporre quella fisicità contrapposta- una figura alta e una più bassa, un po’ più rotondetta, diciamo così- che può esprimere anche nell’immediatezza visiva la forza ironica della coppia. Una diversità fisica che si amplifica quando ad interpretarla sono chiamati un uomo e una donna. Aggiungo che Serra è un’attrice fantastica, anche nel significato letterale dell’aggettivo: lei è come una figura di Chagall, è onirica nel suo stato d’essere, ha una energia tutta sua, inconfondibile, che si avverte anche nella sonorità della voce. Una donna e un uomo in scena, in due ruoli archetipici così immensi e diversi, genera una vitalità insolita, un’unicità di adesione sul palco che vive e si alimenta attraverso l’esperienza della diversità stessa. In questo lavoro abbiamo inoltre deciso di presentare Sancho come un contadino straniero immigrato, così da rimandare a una più stretta connessione con il nostro Presente”

Mi è capitato di sentire recentemente da un bravissimo attore di lungo corso questa frase “Io non mi calo nel personaggio, ma mi elevo ad esso”, affermando così la potenza della fantasia la quale sopravvive alla caducità dell’Uomo. E’ così anche per lei e lo è ancora di più in questo spettacolo? “Assolutamente sì. Don Chisciotte ha superato Cervantes, è andato oltre il suo creatore, è sopravvissuto all’uomo. Io come attore non posso che umilmente avvicinarmi a questa gigantesca figura, fondante la nostra cultura, e partire con lui, viaggiare con lui, ma senza la pretesa di lasciare a lui qualcosa di me. Come professionista non posso che annientare la mia esperienza personale e lasciare che sia lui, Don Chisciotte, a vivere. E’, in un certo senso, quello su cui si fonda il lavoro di artigianato. E io mi sento così, in questo caso più che mai: un umile artigiano della parola e del fisico. Se non sei umile, non puoi nemmeno lontanamente accostarti a questi personaggi. E, dunque, viva Don Chisciotte e i pazzi come lui!”



(a cura di Francesca Ferrari per www.teatropoli.it)


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Re: Don Chisciotte

Beitragvon gaby » 27. Jan 2019 10:17

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